Trotto Bene Comune

Trotto Bene Comune Alle spalle 20 anni di abbandono, di fronte a noi lo spettro dell’edificazione selvaggia...restituiamo il vecchio trotto e le sue scuderie al territorio!

05/09/2026

DATA CENTER: FERMARLI E' POSSIBILE! SABATO 3 OTTOBRE 2026 MANIFESTAZIONE A RHO

L'assemblea di ieri in Fornace, nuovamente partecipatissima, raccoglie la volontà di mobilitazione del nostro territorio contro i data center convocando per sabato 3 ottobre una manifestazione a Rho.

Scenderemo in piazza per chiedere una moratoria immediata sui progetti di data center e una valutazione ambientale strategica che esamini gli effetti cumulativi sul nostro territorio derivanti dalla concentrazione in un fazzoletto di terra di 3 progetti nella sola città di Rho per un totale di una decina di progetti nei comuni limitrofi del Rhodense.

Sabato 3 ottobre scenderemo nelle strade e nelle piazze della nostra città in difesa delle nostre comunità contro le nocività ambientali e la miseria sociale scaricate dalle Big Tech sul nostro territorio.

Vogliamo fermare i Data Center a Rho per fermarli ovunque. Sconfiggere i colossi del digitale qui è possibile e significa aprire la strada alla resistenza in ogni altra città.

Vogliamo decidere in prima persona la città che vogliamo costruire a partire dai nostri reali bisogni. Vogliamo una città a misura di chi la abita e non un territorio svenduto agli interessi economici delle Big Tech.

Data center: fermarli è possibile! Per questo saremo in piazza sabato 3 ottobre a Rho

L’ottimo articolo di Alberto Abo Di Monte pubblicato dai  , forse il più dettagliato uscito finora, in merito all’attacc...
02/09/2026

L’ottimo articolo di Alberto Abo Di Monte pubblicato dai , forse il più dettagliato uscito finora, in merito all’attacco dispotico subìto dal collettivo digitale A/I autistici inventati.

Da leggere assolutamente.

Dal summit anti-antifascista di Washington del 16 luglio 2026 all'offensiva contro Autistici/Inventati, per dare tutta la rete a Big Tech

02/09/2026

DATA CENTER VIA MOSCOVA: CHIEDIAMO UNA MORATORIA SUI PROGETTI E UNA VALUTAZIONE AMBIENTALE SUGLI EFFETTI CUMULATIVI

🥀 Nel quadrante Rho-Pero si stanno concentrando nuovi progetti di data center di grandi dimensioni.

🚧 Il piano attuativo ATU4, adottato dalla giunta Orlandi per l’area ex Nilit-Radici di via Moscova, prevede fino a 25.000 metri quadrati, edifici alti fino a 18 metri, una potenza di connessione richiesta di 90 MW e 35 gruppi elettrogeni di emergenza.

🏗️ Nello stesso quadrante, il progetto Amazon di Rho-Pero ha già ottenuto una VIA (Valutazione impatto ambientale) positiva con prescrizioni e una domanda elettrica complessiva stimata di 90 MW e 42 gruppi elettrogeni di emergenza.

⚡ Impianti di queste dimensioni non possono essere esaminati come se ciascuno fosse isolato. Occorre valutarne gli effetti cumulativi sulla rete energetica, sulla qualità dell’aria, sul rumore, sui fabbisogni idrici, sul suolo, sul calore disperso e sulla viabilità, considerando insieme gli impianti esistenti e i progetti autorizzati o già sufficientemente definiti.

🚦 La VAS (Valutazione ambientale strategica) del PGT 2021 ha valutato ATU4 come ambito produttivo generale, non la specifica configurazione impiantistica oggi proposta né la concentrazione territoriale di data center che si sta delineando. Prima dell’approvazione, serve una valutazione strategica e cumulativa dell’intero scenario territoriale.

🙅 La disciplina introdotta dalla recente variante al PGT stabilisce in quali ambiti i data center possano insediarsi e impone pianificazione attuativa, mitigazioni e compensazioni. Non stabilisce però quanti impianti né quale potenza complessiva Rho possa sostenere, e non valuta gli effetti della loro concentrazione.

⚠️ Qui sta la forzatura politica dell’amministrazione: approvare ATU4 ora significa decidere caso per caso ciò che dovrebbe essere eventualmente pianificato per l’intero territorio.

🛑 Chiediamo pertanto di non approvare ATU4 e di sospendere, nell’ambito delle competenze comunali, ogni nuova scelta urbanistica discrezionale favorevole ai data center fino al nuovo PGT, da predisporre dalla prossima amministrazione attraverso VAS e partecipazione pubblica.

🎯 Serve inoltre l'apertura di un ampio confronto democratico con la cittadinanza: Rho deve decidere se e in che forma accogliere data center sul proprio territorio. Rho appartiene a chi la vive quotidianamente, ognun* deve poter costruire la città che abita plasmandola coi propri bisogni e desideri. Il territorio non può essere svenduto ai disegni della "colonizzazione digitale" voluta dalle Big Tech. Mitigazioni e compensazioni possono accompagnare una scelta sostenibile, ma non possono sostituire la tutela della salute, la sostenibilità ambientale e la pianificazione democratica.

SOS Fornace

-----------------------

🤖 Stop Data Center nel Rhodense - Assemblea pubblica
⏰ Giovedì 03 settembre 2026 - h. 21:00
📌 SOS Fornace - Rho - Via Risorgimento 18

Come arrivare:
🚌 Bus urbani: Linea 7 e 7/ (fermata via Risorgimento)
🚂 Metro e Passante: M1/S5/S6/RE5 Rho Fiera Milano

01/09/2026

Appello per una mobilitazione nazionale contro lo sviluppo irrazionale dei data center: «La trasformazione digitale non può essere decisa senza i territori»
Comitati e realtà territoriali lanciano un percorso di mobilitazione.
Primo appuntamento nazionale congiunto il 10 ottobre a Milano.
Perché l'Italia vuole diventare un hub europeo dei data center? E soprattutto: chi decide dove costruirli, chi ne trae i maggiori benefici e chi sostiene i costi ambientali, energetici e sociali di questa trasformazione?
A queste domande vuole rispondere il nuovo Manifesto per un movimento contro lo sviluppo irrazionale dei data center, promosso da una rete di comitati e realtà territoriali che da mesi si confrontano sui progetti in corso e previsti in Italia, con particolare attenzione alla Lombardia.
Il manifesto nasce da una precisazione fondamentale: la critica non è rivolta alla tecnologia, alla digitalizzazione o all'intelligenza artificiale in quanto tali, ma al modello economico e territoriale con cui il loro sviluppo viene oggi perseguito.
«Non siamo contro la tecnologia e non vogliamo fermare il futuro — spiegano i promotori —. Vogliamo però che la trasformazione digitale sia al servizio della società e non che siano i territori, le comunità e le persone a dover sostenere i costi di un'espansione decisa altrove».
Centinaia di progetti e una concentrazione particolarmente forte in Lombardia
Secondo il manifesto, in Italia sono centinaia le richieste per la realizzazione di nuovi data center, con livelli differenti di avanzamento. La Lombardia rappresenta oggi una delle aree maggiormente interessate, con oltre la metà delle richieste indicate nel documento.
Il problema, sottolineano i promotori, non riguarda soltanto il numero degli impianti, ma anche la loro crescente dimensione e potenza: accanto ai data center tradizionali vengono proposti impianti da 25, 30 e 40 MW, spesso organizzati in grandi campus.
Le conseguenze non riguarderebbero quindi soltanto i singoli siti, ma l'intero sistema territoriale ed energetico: consumo di suolo e acqua, aumento della domanda elettrica, nuove infrastrutture di rete, stazioni elettriche e sistemi di accumulo, emissioni, rumore, isole di calore e possibili effetti sulla salute.
«Serve una valutazione cumulativa»
Uno dei punti centrali del manifesto è la richiesta di superare una valutazione esclusivamente progetto per progetto.
«Un territorio non è la semplice somma dei singoli progetti — affermano i promotori —. Se più data center insistono sulla stessa area, devono essere valutati insieme anche i consumi energetici e idrici, gli impatti climatici, il rumore, le emissioni, la pressione sulla rete elettrica e le conseguenze sulla salute».
Da qui la richiesta di introdurre strumenti di valutazione cumulativa, monitoraggio degli impatti dopo l'entrata in esercizio degli impianti e maggiore trasparenza sui progetti, distinguendo tra strutture operative, autorizzate, in costruzione, in procedimento e iniziative ancora preliminari.
Un Piano nazionale per decidere dove e perché costruire
Il manifesto chiede inoltre la costruzione di un Piano nazionale dei data center, capace di stabilire quali infrastrutture siano realmente necessarie e strategiche, dove possano essere localizzate e quali limiti energetici, idrici, ambientali e territoriali debbano essere rispettati.
Secondo i promotori, non è sufficiente definire un'infrastruttura «strategica» per accelerarne la realizzazione: la strategicità deve essere dimostrata attraverso una valutazione dell'interesse pubblico e delle conseguenze complessive sul territorio.
Particolare attenzione viene posta anche sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla gestione dei dati, sulla proprietà dei dati e sugli effetti della diffusione dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.
«Non siamo NIMBY»
Una parte del manifesto è dedicata alla contestazione dell'accusa di NIMBY rivolta ai comitati.
«La nostra posizione non è “il data center fatelo altrove” — spiegano i promotori —. È piuttosto: chiariteci il senso di farlo qui».
Per i promotori, un'area agricola, dismessa o degradata non può essere considerata automaticamente disponibile per qualsiasi nuovo insediamento. Ogni progetto deve essere valutato in relazione alle caratteristiche del luogo, alle fragilità ambientali, alle infrastrutture esistenti e alle comunità che abitano il territorio.
Verso una mobilitazione nazionale
Il manifesto vuole essere quindi non soltanto un documento di denuncia, ma la base per costruire una rete capace di collegare le diverse realtà che stanno affrontando la diffusione dei data center e delle infrastrutture connesse.
L'appello è rivolto a comitati, associazioni, realtà ambientaliste, sindacali e sociali, amministratori locali e a tutte le realtà interessate a discutere quale modello di trasformazione digitale costruire.
Il percorso di mobilitazione prevede già tre appuntamenti:
• 12 settembre 2026 — banchetti informativi dei comitati sui territori;
• 26 settembre 2026 — convegno regionale sui data center e lancio pubblico della rete regionale; Sala Convegni – Arci Milano – via Bellezza 16
• 10 ottobre 2026, ore 15.00 — manifestazione regionale contro i data center a Milano.
«La tecnologia non è neutrale. Lo sviluppo non è neutrale. A decidere devono essere anche le popolazioni che vivono nei territori destinati a sostenerne i costi».
Il manifesto si conclude con una proposta: la trasformazione digitale deve essere discussa e pianificata come una scelta collettiva, mettendo al centro tutela del territorio, ambiente, salute pubblica, lavoro e diritti delle comunità.
Testo del manifesto
https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:eu:0f24d6dd-6c60-456c-87f5-4ef13871ae8a

Per informazioni, adesioni e contatti stampa:
[email protected]
[email protected]
primi Comitati aderenti:
Comitato Ciarlasco per la tutela del territorio; Comitato per la tutela del territorio Certosino ; Comitato per la tutela del territorio di Siziano; Orizzonte Opera - Comitato a difesa del territorio e dell'ambiente; Osservatorio Datacenter comitato Rhodense; Gruppo cittadino Salviamo Trezzano sul Naviglio; Comitato tutela ambiente apolitico apartitico – Comune di Travagliato; Comitato Data Center NO grazie di Bollate; Salviamo il paesaggio Cremonese, Casalasco e Cremasco; Comitato per lo sviluppo responsabile di Buscate; Comitato Bene Comune Abbiategrasso; Bene Comune Zibido San Giacomo; Osservatorio Data Center Sud Milano; Comitato Residenti Colleferro; Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio Magentino; Progetto Civico di Borgarello; Comitato Casalerespira di Casalpusterlengo; Sentinelle del Territorio di Bornasco; Comitato di San Bovio per la Tutela dell'Ambiente - Peschiera Borromeo; Lista Civica PER CERTOSA; Corsico Solidale - Prima le Persone; Comitato Vittuone Sedriano per la tutela del territorio;
# Lacchiarelladomani; VERDI EUROPA VERDE altomilanese; Liste ecociviche ovest Milano.

01/09/2026

🤖 Giovedì alle 21:00 in Fornace Stop Data Center nel Rhodense - Assemblea pubblica: Rilanciamo in città la mobilitazione popolare contro nocività e miseria vomitate dalle Big Tech sul nostro territorio con la complicità delle amministrazioni locali e di Regione Lombardia.

📣 Stop Data Center nel Rhodense - Assemblea pubblica
⏰ Giovedì 03 settembre 2026 - h. 21:00
📌 SOS Fornace - Rho - Via Risorgimento 18

Come arrivare:
🚌 Bus urbani: Linea 7 e 7/ (fermata via Risorgimento)
🚂 Metro e Passante: M1/S5/S6/RE5 Rho Fiera Milano

29/08/2026

Torniamo sulla incredibile vicenda del collettivo italiano Autistici/Inventati inserito dal governo Usa nella lista dei terroristi internazionali con una breve riflessione di Paolo Punx.
"Non solo i vari social sono quotidianamente addomesticati da algoritmi, non solo questi sono formidabili strumenti di profitto per chi li detiene, che non a caso sono le persone più ricche al mondo, ma pure i domini di accesso alla rete internet sono in mano a società private.
È in questo contesto che si inserisce la decisione del Governo USA di chiudere e perseguire ogni attività del collettivo digitale italiano autistici/inventati, inserendolo nella lista dei terroristi globali, responsabili secondo il segretario di stato USA di offrire spazio a realtà antifasciste e anticapitaliste". [...]
"Combattere contro l’attacco in corso contro il collettivo digitale autistici/inventati non è solo un atto di solidarietà, ma è strettamente legato alla vitale necessità della moltitudine e di ognuno di noi di mantenere aperta la possibilità di rompere un domino sempre più soffocante sulle nostre vite".

Il dominio sulla comunicazione – di Paolo Punx

LINK NEI COMMENTI

/inventati

29/08/2026

Indirizzo

Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Trotto Bene Comune pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi