11/12/2025
IL CIELO STELLATO dalla prefazione della LUCE DI KEMI
In quest'opera, il Gentili, rimanendo ancorato agli schemi dell'ermetismo classico, spiega il cammino che dovrà percorrere l'uomo di buona volontà per raggiungere la sua meta che fu già fissata ai primordi di questo Universo: il Regno dei Cieli.
Illustrandoci il percorso, con la strada che vediamo segnalata in quella luminosa cascata d'argento, il Cielo, ci avverte che sarà un duro cammino quello che dovremo percorrere, anzi, sarà una continua battaglia, ma la Volontà saprà superare ogni ostacolo.
ll cielo stellato che tutti ammiriamo e che, non nascondiamolo, talvolta ci fa sentire in preda ad un vivo senso di stupore, di infinito, di lietezza, ma anche di profonda nostalgia, è lì ad indicarci, a parlarci di un qualcosa che non sappiamo capire, che non riusciamo ad afferrare, ma che, purtuttavia, è profondamente radicato nei recessi più segreti del nostro essere. Ebbene, Gentili, contrariamente a molti ermetisti ed alchimisti che hanno usato, per non essere tacciati di eresie, perifrasi e parole oscure, spiega con parole piane ed appropriate il recondito significato delle stelle ed il sottile, ma tenace legame che ci unisce ad esse.
Seguendo il suo discorso e le sue spiegazioni, scopriremo perché l'uomo moderno non riesce più ad individuare ed a portare alla luce tale legame. Infatti, la Scienza, di cui l'uomo moderno va tanto fiero, come dice l'Autore, è puramente rivolto alla ricerca esteriore, incapace di scoprire l'origine divina del Tutto e, legata com'è a terra, annaspa inutilmente alla disperata ricerca della Verità. Sulla traccia delle conoscenze dell'antico egizio, scopriremo le bellezze del cielo, il suo più alto significato, e troveremo Dio.
La Sua religione è scritta proprio là dove guardiamo con tanta ammirazione e stupore, ma anche con la brama di voler essere i primi ad arrivarvi con le nostre astronavi, senza accorgerci di avere proprio in noi stessi il veicolo per arrivarci: il nostro Fuoco, la nostra più bella astronave, veloce e sicura, la Volontà.
Scopriremo che Dio non ci chiede sacrifici, ma solo purezza, purezza di intenti e di azioni. Scopriremo che non vi è un Dio vendicativo, immagine del nostro povero e piccolo io, ma un Dio che ama, non scomunica, che ama, non distrugge.
Se distruzione vi sarà essa sarà da addebitarsi all'uomo che ha sovvertito l'ordine generale del creato. Solo un egittologo che, nello stesso tempo è un ermetista poteva scavare nel lontano passato per risalire alle vere fonti dell'alchimia.
In questo affascinante cammino a ritroso egli fa sorgere dalle nebbie del passato la figura dell'antico egizio, ricco di potenzialità a noi sconosciute, fautore sì di un egocentrismo, ma a ragion veduta, poiché sapeva che tutto era in funzione di lui come lui era in funzione del Tutto. L'egizio cercava di raggiungere la perfezione e sapeva di divenire il Dio che esso adorava, sol che avesse seguito la strada tracciata nel cielo, lungo le quattro tappe basilari del suo luminoso cammino:
la Nigredo, la Viriditas, l'Albedo, la Rubedo.
Aperte le quattro Porte, l'uomo raggiunge quella perfezione che gli consentirà di comandare alla materia, UNA, anche se essa si manifesta sotto diverse e svariate forme. [continua]
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