21/12/2022
ATTENZIONE: MESSAGGIO FALLACE ED INGANNEVOLE !!!
Malauguratamente, non siamo dinanzi ad un successo, come vorrebbero farci intendere le associazioni di categoria.
Rivendicare dinanzi all’opinione pubblica affamata lo stanziamento monetario, come accaduto stamane da parte di alcuni rappresentanti politici, tacendone il dimezzamento rispetto alle misure precedentemente individuate, è soltanto indice della meschinità delle forze politiche, sia di Governo che di Opposizione.
L’emendamento Orfini, ridisegnato a firma Mollicone, annuncia di finanziare una legge, senza la certezza di realizzarla sul serio!
Dovremmo fidarci degli accordi stretti in via confidenziale perché il suddetto finanziamento cresca nei prossimi mesi, in virtù di un programma di arricchimento ancora non ben definito.
Dovremmo accontentarci della solita formula: “meglio di così non si poteva fare” o “se non si procedeva così, non se ne faceva nulla”.
Facciamo due calcoli allora:
- l’emendamento Mollicone ottiene 100 milioni (40 erano stati già stanziati, cui vengono aggiunti altri 60)
- nel marzo 2020 il primo stanziamento emergenziale ad inclusività maggiormente estesa è stato di 25 milioni, dedicato a 24.000 aventi diritto, per un supporto di 600 euro al mese
- ipotizzando una stessa platea, ed una stessa cifra per almeno 6 mesi, l'indennità di discontinuità necessiterebbe di almeno 150 milioni
- le precedenti stime delle commissioni congiunte del Ministero del lavoro e del Ministero della cultura per la realizzazione dell’indennità di discontinuità si attestavano sulla richiesta di 190 milioni
Quindi?
Le risorse stanziate ad oggi non sono sufficienti.
Ma eccoci ancora una volta catapultati in una giornata storica, e poco importa se per dimostrare una qualche blanda parvenza di funzionalità della misura, essa sarà avviata soltanto in via del tutto sperimentale e per una platea estremamente ristretta. O peggio ancora, se l’economato di Stato stabilisse di non approvarne l’attivazione per mancanza di fondi sufficienti.
Stamane eravamo in strada per manifestare il nostro dissenso e crediamo che, anziché accontentarci e spegnere la possibilità di mobilitazione, qualsiasi espressione delle lavoratrici e dei lavoratori della nostra categoria, a questo punto, non dovrebbe che tendere al conflitto.
Continuare a raccogliere i resti della macchinosa concertazione dei quadri dirigenti porterà soltanto alla miseria, materiale ed immateriale.