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22/10/2026

Ogni nuovo decreto sicurezza si presenta come sinonimo di protezione, ma siamo proprio sicuri che punire voglia dire proteggere? Una comunità si protegge davvero quando non lascia nessuno solo: quando investe nella scuola, nell’educativa di strada, nella salute mentale, negli spazi per i giovani e nel lavoro dignitoso; quando sceglie la giustizia riparativa, che chiede a chi sbaglia di guardare il danno fatto e di ripararlo; quando ascolta prima di giudicare. Il carcere non può diventare la risposta automatica alla povertà, al disagio, alle diseguaglianze e alla rabbia sociale.

La sicurezza non si decreta, si costruisce. È solo la cura che chiama la cura. Noi, oggi, non ci stiamo prendendo cura del nostro mondo: trascuriamo il pensiero, le condizioni di vita delle persone, la loro dignità, e così, come comunità, stiamo perdendo anche l’amor proprio. Criminalizzare l’infanzia e l’adolescenza è qualcosa di terribile. Le Acli continueranno a fare la propria parte nei territori, nei circoli e nelle alleanze con chi crede, come chiede l’articolo 27 della Costituzione, che la pena debba tendere alla rieducazione. E continueremo a chiedere a tutti, alla politica per prima, di smettere di parlare dei giovani e di cominciare a parlare con loro, domandandoci, prima di ogni altra cosa, che adulti vogliamo essere.

Da quando la condanna di un comportamento ci porta ad ignorare tutto ciò che c’è intorno?

📌L'articolo integrale di Mariangela Perito, componente della Presidenza nazionale Acli con delega alla Giustizia Riparativa, psicologa clinica https://www.acli.it/punire-non-e-proteggere/

20/10/2026

PATTO PER UN NUOVO WELFARE SULLA NON AUTOSUFFICIENZA: ALMENO 500 MILIONI PER L'ASSISTENZA AGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI - UNA PROPOSTA CHE RIGUARDA 10 MILIONI DI PERSONE

Pubblichiamo il comunicato stampa del Patto cui la Fap Acli aderisce.

Per la Legge di Bilancio 2027 il Patto chiede di destinare queste risorse a sviluppare l’assistenza a casa, rafforzare le strutture residenziali e semplificare le procedure.

ROMA, 20 OTTOBRE 2026 – «La prossima Legge di Bilancio è un’occasione da non perdere per dare risposte concrete agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie. Le risorse sono limitate, ma è possibile individuare gli interventi prioritari da cui partire per affrontare una delle principali sfide sociali del Paese».

È l’appello del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che rilancia le proposte presentate alle istituzioni nei mesi scorsi e chiede al Governo di inserirle nella Legge di Bilancio 2027.

In Italia vivono circa 4 milioni di anziani non autosufficienti. Insieme ai familiari e a chi lavora nell’assistenza, le persone coinvolte sono circa 10 milioni.

QUATTRO PRIORITÀ PER INTERVENTI CONCRETI – Il Patto propone di semplificare il percorso di accesso a servizi e sostegni, riducendo valutazioni e passaggi tra uffici; costruire un servizio domiciliare continuativo, che integri cure sanitarie e aiuto nella vita quotidiana; migliorare la qualità e l’accessibilità delle strutture residenziali; sperimentare la nuova Prestazione Universale, con importi graduati e una maggiorazione per chi sceglie servizi qualificati.

UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA MILIONI DI FAMIGLIE – Le difficoltà del sistema sono concrete: per accedere a servizi e sostegni, un anziano deve affrontare in media 5-6 valutazioni; l’assistenza domiciliare offre 16 ore annue per assistito; circa 270.000 persone sono in lista d’attesa per un posto in struttura residenziale, un numero simile a quello degli anziani oggi ospitati.

Quando un genitore perde autonomia, le famiglie si trovano spesso a dover organizzare da sole l’assistenza, orientarsi tra servizi frammentati e sostenerne i costi. Se l’anziano può restare a casa, servono aiuti continuativi; quando ha bisogno di una struttura, occorrono posti disponibili, personale adeguato e rette sostenibili. Assistenza a domicilio e strutture residenziali sono risposte diverse a bisogni diversi, entrambe necessarie. Quando gli aiuti non bastano, la cura non scompare: ricade sul tempo, sul lavoro e sui risparmi dei familiari.

PROSEGUIRE IL PERCORSO AVVIATO – Gli interventi proposti si inseriscono nel percorso delle recenti azioni di sistema. Dopo la riforma del 2023, all’inizio di ottobre il Governo ha approvato il primo Piano nazionale dedicato alla fragilità e alla non autosufficienza della popolazione anziana. È un passaggio importante: offre un riferimento comune alla programmazione e mette al centro obiettivi come l’assistenza a domicilio, l’accesso ai servizi e il rafforzamento del personale sociosanitario. Ora occorre proseguire lungo la strada tracciata: la Legge di Bilancio 2027 può tradurre questi obiettivi in interventi concreti. Nel Documento programmatico di finanza pubblica non emergono ancora stanziamenti dedicati alle proposte del Patto, ma la manovra è tuttora in fase di definizione.

REALISMO, SENZA RINUNCIARE AL CAMBIAMENTO – A luglio il Patto aveva proposto uno stanziamento di circa un miliardo di euro per il 2027, da incrementare progressivamente negli anni successivi. Ora chiede che la Legge di Bilancio stanzi almeno 500 milioni nel 2027, come primo passo concreto, e che gli interventi siano rafforzati negli anni seguenti. Una richiesta calibrata sui vincoli di finanza pubblica, che mantiene l’obiettivo di avviare un cambiamento e svilupparlo nel tempo.

60 ORGANIZZAZIONI, UNA PROPOSTA CONDIVISA – Proprio la gravità della situazione ha spinto, nel 2021, organizzazioni con storie e sensibilità differenti a superare le tradizionali divisioni del settore e a unirsi nel Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza. Oggi la coalizione riunisce la gran parte delle organizzazioni che rappresentano anziani, familiari, pensionati, professionisti, Terzo settore e realtà che offrono servizi. Una comunità ampia e plurale che da anni lavora insieme per elaborare soluzioni condivise e metterle a disposizione delle istituzioni.

20/10/2026
18/10/2026

La democrazia non sta ferma. Cammina, si confronta, si costruisce insieme.

Che cosa significa partecipare oggi? E quale ruolo hanno il confronto, i conflitti e le nuove tecnologie nel futuro della nostra democrazia?

📖 Ne parliamo in occasione della presentazione del libro “La democrazia va a piedi. La partecipazione al tempo dell’algoritmo e del conflitto” di Roberto Rossini.

Un’occasione per riflettere insieme sul valore della partecipazione e sull’importanza di essere cittadini attivi.

🎤 Intervengono:
Roberta Osculati, Fabio Pizzul, Roberto Rossini ed Elisabetta Soglio.

Introducono Delfina Colombo e Martino Troncatti.

📅 Lunedì 19 ottobre 2026
🕡 Ore 18:30
📍 Fondazione Ambrosianeum – Via delle Ore 3, Milano

Perché la democrazia vive anche attraverso le persone che scelgono di partecipare.

17/10/2026

Lo scorso 6 ottobre si è tenuto alle Acli un incontro con Vittorio Agnoletto, giornalista, docente di «Globalizzazione e politiche della salute» all’Università degli Studi di Milano, ricercatore e attivista. L’incontro è stato moderato dalla presidente Delfina Colombo, che ha rivolto alcune...

Ticket sanitari, nuove tariffe dal 21 settembre: quanto costeranno visite ed esami e chi non pagheràCambiano gli importi...
11/10/2026

Ticket sanitari, nuove tariffe dal 21 settembre: quanto costeranno visite ed esami e chi non pagherà
Cambiano gli importi di 448 prestazioni specialistiche e 222 dispositivi protesici. Ma l’aumento delle tariffe riconosciute a ospedali e ambulatori non si trasferirà integralmente sui cittadini. Ecco tutti gli importi, le esenzioni e le indicazioni pratiche
https://www.mondosanita.it/news/sanita/110006/ticket-sanitari-nuove-tariffe-dal-21-settembre-quanto-costeranno-visite-ed-esami-e-chi-non-paghera.html?fbclid=IwY2xjawU4ttNleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4tom0r7YP135tXLDwbjECf2Sl175Y55RQQ6W2ddJOzFk2nrJvtnW1SR0hUlQ_aem_JptI35ZjPWbENR_YrwIVeQ

Cambiano gli importi di 448 prestazioni specialistiche e 222 dispositivi protesici. Ma l’aumento delle tariffe riconosciute a ospedali e ambulatori non si trasferirà integralmente sui cittadini. Ecco tutti gli importi, le esenzioni e le indicazioni pratiche

09/10/2026

La pace richiede giustizia

Il Premio Nobel per la Pace 2026 assegnato a Navanethem “Navi” Pillay è un riconoscimento al coraggio di chi ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani, delle vittime e del diritto internazionale.

Dalla lotta contro l’apartheid alla difesa di Nelson Mandela, dall’impegno nei tribunali internazionali per perseguire i crimini di guerra e contro l’umanità fino alla denuncia delle violazioni compiute nei conflitti del nostro tempo: la testimonianza di Navi Pillay ci ricorda che non può esserci vera pace senza giustizia, né giustizia senza il riconoscimento della dignità di ogni persona.

In un tempo segnato dal ritorno della guerra, dalla violenza sui civili e dall’indebolimento delle istituzioni internazionali, questo Nobel afferma che la forza non può sostituire il diritto e nessun potere può considerarsi al di sopra della legge.

Le ACLI accolgono con speranza questo riconoscimento e rinnovano il proprio impegno per una politica capace di prevenire i conflitti, difendere il diritto internazionale, promuovere il disarmo e costruire la pace attraverso la nonviolenza, il dialogo e la responsabilità.

Grazie, Navi Pillay! La sua vita ci insegna che stare dalla parte delle vittime, custodire la verità e chiedere giustizia sono già azioni di pace.

La pace non è silenzio davanti all’ingiustizia.
È il coraggio di contrastarla senza rinunciare all’umanità.

Indirizzo

Via Della Signora, 3
Milan
20122

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