05/05/2026
Zio Ben
Mi aveva sempre affascinato: era un uomo di grande cultura.
Giornalista, scrittore, poeta, aveva insegnato latino e greco in diversi licei già in giovane età. Avrebbe voluto continuare su quella strada, ma la vita prese una piega diversa.
Un anno dopo il matrimonio con una donna gentile e affettuosa — ma non particolarmente bella — si trovò costretto a reinventarsi. Pochi mesi dopo le nozze, infatti, lei rimase incinta, e lui dovette abbandonare l’insegnamento per mantenere la famiglia. Divenne rappresentante: lunghi viaggi, giornate trascorse a vendere calze e cravatte. Una vita che non sentiva sua.
La moglie proveniva da una famiglia benestante e gestiva, insieme al fratello, un’attività all’ingrosso di articoli per la casa. Ma un grave fallimento li travolse, lasciandoli in difficoltà economiche.
Il matrimonio andò avanti e nacquero quattro figli. In casa, lui era burbero: pranzi e cene scorrevano in silenzio, interrotti quasi solo dalla sua voce.
Un giorno, durante uno dei suoi viaggi, entrò in un piccolo negozio a Bologna. A gestirlo c’era una donna bionda, ancora giovane e affascinante, vedova da un paio d’anni e con due figli adolescenti. Tra loro scattò qualcosa. Da quel momento, ogni occasione era buona per lui per trascorrere i weekend a casa sua.
Ma, come spesso accade, la verità venne a galla. La moglie scoprì la relazione e, durante una discussione, gli rinfacciò il tradimento. Lui, piccato, ribatté che la prima a tradire era stata lei: gli aveva promesso una vita agiata, nella quale avrebbe potuto dedicarsi agli studi, alla scrittura e all’insegnamento. Una promessa mai mantenuta.
Quella relazione finì, e lui tornò definitivamente a casa.
Solo dopo la pensione riuscì, in parte, a recuperare ciò che aveva lasciato indietro: si dedicò alla scrittura e pubblicò libri, racconti e poesie, che per lo più regalò ad amici e parenti.
Alessandro Prisco
P.S. Questa storia è in gran parte inventata, ma contiene anche elementi di verità. Sta a voi capire quali.