Associazione Riscaldamento Senza Emissioni

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Associazione Riscaldamento Senza Emissioni Per raggiungere l’obiettivo, è fondamentale il coinvolgimento di cittadini, imprese, associazioni, istituzioni ed enti pubblici e privati.

L’Associazione Riscaldamento Senza Emissioni (ARSE) è nata per avviare la transizione energetica nel settore della climatizzazione attraverso l’utilizzo dell’energia rinnovabile dalla terra, ottenibile dalla Piccola Geotermia. L’Associazione Riscaldamento Senza Emissioni ha lo scopo di promuovere e far sviluppare sistemi di Climatizzazione sostenibile a zero emissioni sia nell’ambito delle nuove costruzioni che negli edifici esistenti, attraverso l’adozione estensiva di pompe di calore che fanno uso della Piccola Geotermia.

🌱 Più donne nelle professioni tecniche: aiutateci ad allargare il campione.Perché il talento femminile è ancora così poc...
14/10/2026

🌱 Più donne nelle professioni tecniche: aiutateci ad allargare il campione.
Perché il talento femminile è ancora così poco presente nelle professioni tecniche? E cosa possiamo fare, concretamente, per cambiare questa situazione?

ARSE, insieme ad ALEDIS e alla sua Presidente Angelica Agosta, promuove una ricerca nazionale sulla presenza femminile nelle professioni tecniche della filiera delle pompe di calore e dell’HVAC.

Il punto di partenza è semplice: la transizione verso il riscaldamento senza emissioni richiederà in Europa centinaia di migliaia di persone con competenze tecniche. Eppure, ancora oggi, una parte enorme del potenziale bacino di competenze resta poco rappresentata.

Vogliamo capire perché. E per farlo abbiamo bisogno di raggiungere più persone possibile.

Attraverso questionari anonimi e interviste ascolteremo studentesse e studenti, professioniste e professionisti già attivi nel settore e aziende, per individuare ciò che favorisce o ostacola l’ingresso e la permanenza delle donne nelle professioni tecniche.

Dalla ricerca nasceranno linee guida con indicazioni concrete su orientamento, selezione, permanenza e parità nei ruoli tecnici.

📣 Per questo cerchiamo enti, associazioni, aziende, università, scuole e organizzazioni disponibili a collaborare alla diffusione dei questionari presso le proprie reti.

Più ampia sarà la partecipazione, più solida sarà la fotografia che potremo restituire e più utili saranno le proposte che ne nasceranno.

👉 Vuoi aiutarci a diffondere la ricerca?
Scrivici a [email protected]

L’Europa torna a chiedere di ridurre i consumi energetici. Ma oltre a consumare meno, dobbiamo consumare meglio.Con l’in...
08/10/2026

L’Europa torna a chiedere di ridurre i consumi energetici. Ma oltre a consumare meno, dobbiamo consumare meglio.

Con l’inverno alle porte, il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha invitato i governi dei 27 a mettere in campo misure per ridurre la domanda di gas e contenere la pressione sui prezzi: meno consumi nelle ore di punta, temperature più basse negli edifici pubblici, stop agli sprechi e maggiore efficienza.

Indicazioni importanti. Ma l’attuale situazione energetica riporta al centro anche una questione più strutturale: quanto a lungo l’Europa e l’Italia possono continuare a dipendere dal gas per riscaldare gli edifici? È qui che entra in gioco l’elettrificazione del riscaldamento.

Le pompe di calore consentono di ridurre il ricorso ai combustibili fossili e rappresentano una delle tecnologie su cui l’Europa ha una leadership manifatturiera, punta per aumentare l’efficienza energetica e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
E oggi esiste anche un’occasione concreta: le nuove possibilità di investimento europee possono sostenere interventi per la sostituzione delle caldaie fossili e la diffusione delle tecnologie pulite negli edifici.

Per ARSE il dibattito aperto in questi giorni dovrebbe quindi guardare oltre l’emergenza del prossimo inverno: ridurre gli sprechi è necessario, ma occorre allo stesso tempo accelerare la trasformazione strutturale del modo in cui riscaldiamo case, uffici ed edifici pubblici.

Il tema ora è tradurre le opportunità europee in strumenti nazionali chiari, stabili e accessibili, capaci di favorire concretamente la diffusione delle pompe di calore.

La transizione energetica del patrimonio edilizio rappresenta un obiettivo importante, ma deve essere accompagnata da re...
06/10/2026

La transizione energetica del patrimonio edilizio rappresenta un obiettivo importante, ma deve essere accompagnata da regole chiare, tempi realistici e strumenti economici adeguati.

Per ARSE è fondamentale evitare allarmismi e interpretazioni semplificate: oggi non esiste un obbligo generalizzato per tutti i proprietari di portare la propria abitazione in una determinata classe energetica entro il 2030.

Saranno soprattutto le scelte del legislatore italiano a definire quali interventi saranno richiesti, a chi, con quali tempi e attraverso quali forme di sostegno.

Per ARSE, però, gli incentivi dovrebbero seguire un principio chiaro: premiare maggiormente gli interventi che producono i risultati energetici più significativi in termini di energia fossile risparmiata.

Da qui la proposta di introdurre un sistema progressivo, con una detrazione del 65% per il miglioramento di una classe energetica, dell’80% per due classi e del 90% per tre o più classi.

Un modello che consentirebbe di spostare l’attenzione dalla semplice realizzazione dei lavori al risultato ottenuto, incentivando gli interventi capaci di incidere maggiormente sull’efficienza degli edifici e sulla riduzione dei consumi di combustibili fossili.

In Italia una p***a di calore paga oneri fiscali di 8,73 c€/kWh. Una caldaia a gas? Solo 2,31 c€/kWh.Eppure, grazie a un...
02/10/2026

In Italia una p***a di calore paga oneri fiscali di 8,73 c€/kWh. Una caldaia a gas? Solo 2,31 c€/kWh.

Eppure, grazie a un’efficienza di almeno 3 volte superiore rispetto alle tecnologie a combustione, le pompe di calore riescono già a competere economicamente, nonostante una fiscalità fortemente sbilanciata e un sistema di incentivi che ancora non ne riconosce pienamente la maggiore efficacia.

È quanto emerge dal nuovo Policy Brief di Energy Square: riequilibrare la fiscalità energetica potrebbe quindi accelerare la diffusione di una tecnologia già efficiente e competitiva, amplificandone i benefici per il Paese.

Più pompe di calore significa infatti minore dipendenza dal gas importato e maggiore sicurezza energetica, bollette più basse per le famiglie, maggiore competitività per le imprese, rafforzamento manifattura PdC made in EU, valorizzazione degli immobili e minori emissioni e costi legati all’inquinamento atmosferico.

Soprattutto quando integrate con geotermia e fotovoltaico, le pompe di calore possono diventare uno dei principali strumenti per elettrificare i consumi e ridurre la dipendenza energetica dell’Italia.

Una fiscalità più equilibrata può liberare questo potenziale, rendendo ancora più conveniente la tecnologia che è realtà e futuro del riscaldamento.

Sta ritornando l'ecobonus? In questi giorni al Governo e sulla stampa si parla di una nuova detrazione al 65% per l'effi...
18/09/2026

Sta ritornando l'ecobonus? In questi giorni al Governo e sulla stampa si parla di una nuova detrazione al 65% per l'efficientamento degli immobili italiani.

Cosa cambia rispetto l'ultimo bonus?

🔹La detrazione per gli interventi di efficientamento energetico salirebbe al 65% (rispetto agli attuali 50%) per le abitazioni principali. Per gli altri immobili dovrebbe invece restare al 36%.

🔹Il perimetro del nuovo Ecobonus riguarderebbe quegli interventi mirati a ridurre i consumi e la dipendenza dai combustibili fossili. Tra cui:
- Infissi e finestre
- Sostituzione, totale o parziale, del vecchio impianto di riscaldamento invernale con pompe di calore ad alta efficienza.
- Cappotti termici e lavori di coibentazione.
- Schermature solari e impianti solari termici per la produzione di acqua calda.
- Sistemi ibridi (composti da caldaia a condensazione e p***a di calore).

💡 La proposta di ARSE: legare la percentuale di incentivazione alle classi energetiche guadagnate con gli interventi, un sistema premiante dove più l’immobile migliora l’efficienza e riduce i consumi di combustibile fossile, maggiore è la percentuale della detrazione. Si potrebbe partire da una detrazione del 65% quando si guadagna una classe energetica, si sale all’80% con miglioramento di 2 classi energetiche e al 90% con miglioramento di 3 o più classi energetiche.

💡 Sapete perché in Italia paghiamo bollette della luce molto più alte rispetto ai nostri vicini europei?Nell'ultima punt...
16/09/2026

💡 Sapete perché in Italia paghiamo bollette della luce molto più alte rispetto ai nostri vicini europei?

Nell'ultima puntata di PresaDiretta è emerso un confronto che fa riflettere, in Spagna l'elettricità all'ingrosso costa fino a 3 volte meno che da noi.

Perché questa differenza?

🔹 La Spagna ha spinto sulle rinnovabili, sole e vento oggi coprono la maggior parte del loro fabbisogno. Di conseguenza? Meno gas bruci, meno sei ostaggio dei prezzi internazionali.

🔹 L'Italia è ancora incatenata al gas. Produciamo gran parte della luce bruciando gas importato. Risultato? Se il prezzo del gas sale o c'è una crisi geopolitica, la mazzata arriva dritta nelle nostre bollette.

🔹 La burocrazia ci frena. In Italia ci sono oltre 1.200 progetti di energie rinnovabili fermi nei ministeri in attesa di un'autorizzazione, progetti pronti che potrebbero abbassare i costi di famiglie e imprese, ma restano bloccati dalle carte bollate.

Sbloccare le rinnovabili non è solo una scelta per l'ambiente, ma l'unico modo reale per difendere il portafoglio delle famiglie e la competitività delle nostre aziende.

Voi cosa ne pensate?

📺 Guarda il servizio: https://www.raiplay.it/video/2026/09/PresaDiretta---Governati-dal-fossile---Puntata-del-13092026-8e69d0c6-4e6f-4eab-8611-83d75d5b7633.html

🔥 Pompe di calore: la leva strategica per la decarbonizzazione termicaÈ online il nuovo Dossier Ecofuturo dedicato alle ...
29/07/2026

🔥 Pompe di calore: la leva strategica per la decarbonizzazione termica

È online il nuovo Dossier Ecofuturo dedicato alle pompe di calore, realizzato in collaborazione con ARSE e Assoclima.

Il settore riscaldamento e raffrescamento pesa per il 51% dei consumi energetici finali in Europa, con oltre il 70% ancora da fonti fossili. Le pompe di calore sono la tecnologia chiave per invertire questa rotta — ma il mercato italiano è ancora lontano dagli obiettivi PNIEC al 2030.

Nel Dossier trovi:
📊 Scenario nazionale e target 2030
📉 Andamento del mercato e prospettive di crescita
⚙️ Innovazione tecnologica (refrigeranti naturali, alta temperatura, digitalizzazione)
📋 Raccomandazioni di policy per accelerare la transizione

👉 https://ecquologia.com/dossier-pompe-di-calore/

⚠️ Il ceo di Eni Descalzi lo ha detto chiaro in audizione alla Camera: dal 2027 l'Europa perderà anche il gas russo resi...
22/07/2026

⚠️ Il ceo di Eni Descalzi lo ha detto chiaro in audizione alla Camera: dal 2027 l'Europa perderà anche il gas russo residuo, e da gennaio molti Paesi UE affronteranno "un problema di supply" nell'approvvigionamento di gas.

Nel frattempo, la Commissione Europea ha presentato il suo piano per raddoppiare l'elettrificazione (dal 23% al 46%) e valuta di eliminare "il vantaggio fiscale oggi accordato al gas".

Il punto non è solo sostituire una fonte energetica con un'altra, ma ridurre l'esposizione a una commodity importata e soggetta a volatilità geopolitica.

Man mano che aumenta la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili, l’elettrificazione del riscaldamento beneficia di un mix energetico sempre più diversificato e domestico, riducendo nel tempo la dipendenza dal gas.

Il quadro è chiaro: la sicurezza energetica delle famiglie e delle imprese italiane passa sempre di più dall'elettrico. Chi installa oggi una p***a di calore non fa solo una scelta ambientale, ma anche una scelta di indipendenza da un mercato del gas sempre più instabile e di valorizzazione di una filiera industriale ancora europea.

💸 Bollette stratosferiche? Ecco perché in Italia l'elettricità costa quasi il DOPPIO.L'ultimo rapporto annuale di ARERA ...
10/07/2026

💸 Bollette stratosferiche? Ecco perché in Italia l'elettricità costa quasi il DOPPIO.

L'ultimo rapporto annuale di ARERA (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha confermato quello che purtroppo le famiglie e le imprese italiane vedono ogni mese: nel 2025 il prezzo dell'energia all'ingrosso in Italia è stato il più alto d'Europa (115,9 €/MWh).

Il confronto con i nostri vicini è impietoso:

🇫🇷 In Francia costa 61,1 €/MWh
🇪🇸 In Spagna costa 65,3 €/MWh

❓ Qual è la causa di questo divario? La risposta di ARERA è netta: la forte dipendenza del nostro Paese dalla produzione di energia da GAS. Nonostante le fonti rinnovabili stiano crescendo, è ancora il gas a fare il prezzo finale. E a pagare il conto siamo tutti noi, con prezzi dell'elettricità per i consumatori domestici superiori del 13% rispetto alla media euro.

💡 Come uscirne? Non basta cambiare fornitore (anzi, i dati dimostrano che il mercato libero è spesso ancora più caro). Dobbiamo cambiare il sistema.

Dobbiamo abbandonare il gas e puntare tutto sull'elettrificazione a base di fonti rinnovabili. Sostituire le vecchie tecnologie termiche con soluzioni full-electric (come le pompe di calore per il riscaldamento) alimentate da sole e vento è l'unica vera ricetta per:

✅ Abbattere i costi in bolletta
✅ Raggiungere l'indipendenza energetica
✅ Azzerare le emissioni inquinanti

L’indipendenza energetica dell’Europa passa dai nostri edifici. E l'Italia è in prima linea. I nuovi dati della European...
30/06/2026

L’indipendenza energetica dell’Europa passa dai nostri edifici. E l'Italia è in prima linea.

I nuovi dati della European Heat Pump Association () parlano chiaro: la diffusione delle pompe di calore non è più solo una scelta di politica climatica, ma una vera e propria colonna portante della sicurezza geopolitica ed economica europea.

Qualche numero per capire l'impatto:
🔹9,7 miliardi di euro risparmiati l'anno scorso in costi di importazione di energia in Europa.
🔹2,9 milioni di nuove unità vendute nel 2025 (+13%).
🔹L'equivalente di oltre 200 navi metaniere (GNL) risparmiate grazie allo stock totale installato.

Come mostra il grafico, l’Italia si conferma il secondo mercato europeo per volumi di vendita, subito dopo la Francia. Questo dimostra che il nostro Paese ha già una forte propensione all’efficienza, ma per consolidare questo primato serve stabilità.

Per rendere la transizione un successo collettivo, la sfida per i decisori politici ora si sposta sull'accessibilità: servono incentivi stabili, tariffe elettriche eque e supporto per le fasce più vulnerabili.

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Milan

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