Associazione Riscaldamento Senza Emissioni

Associazione Riscaldamento Senza Emissioni Per raggiungere l’obiettivo, è fondamentale il coinvolgimento di cittadini, imprese, associazioni, istituzioni ed enti pubblici e privati.

L’Associazione Riscaldamento Senza Emissioni (ARSE) è nata per avviare la transizione energetica nel settore della climatizzazione attraverso l’utilizzo dell’energia rinnovabile dalla terra, ottenibile dalla Piccola Geotermia. L’Associazione Riscaldamento Senza Emissioni ha lo scopo di promuovere e far sviluppare sistemi di Climatizzazione sostenibile a zero emissioni sia nell’ambito delle nuove c

ostruzioni che negli edifici esistenti, attraverso l’adozione estensiva di pompe di calore che fanno uso della Piccola Geotermia.

🔥 Pompe di calore: la leva strategica per la decarbonizzazione termicaÈ online il nuovo Dossier Ecofuturo dedicato alle ...
29/07/2026

🔥 Pompe di calore: la leva strategica per la decarbonizzazione termica

È online il nuovo Dossier Ecofuturo dedicato alle pompe di calore, realizzato in collaborazione con ARSE e Assoclima.

Il settore riscaldamento e raffrescamento pesa per il 51% dei consumi energetici finali in Europa, con oltre il 70% ancora da fonti fossili. Le pompe di calore sono la tecnologia chiave per invertire questa rotta — ma il mercato italiano è ancora lontano dagli obiettivi PNIEC al 2030.

Nel Dossier trovi:
📊 Scenario nazionale e target 2030
📉 Andamento del mercato e prospettive di crescita
⚙️ Innovazione tecnologica (refrigeranti naturali, alta temperatura, digitalizzazione)
📋 Raccomandazioni di policy per accelerare la transizione

👉 https://ecquologia.com/dossier-pompe-di-calore/

⚠️ Il ceo di Eni Descalzi lo ha detto chiaro in audizione alla Camera: dal 2027 l'Europa perderà anche il gas russo resi...
22/07/2026

⚠️ Il ceo di Eni Descalzi lo ha detto chiaro in audizione alla Camera: dal 2027 l'Europa perderà anche il gas russo residuo, e da gennaio molti Paesi UE affronteranno "un problema di supply" nell'approvvigionamento di gas.

Nel frattempo, la Commissione Europea ha presentato il suo piano per raddoppiare l'elettrificazione (dal 23% al 46%) e valuta di eliminare "il vantaggio fiscale oggi accordato al gas".

Il punto non è solo sostituire una fonte energetica con un'altra, ma ridurre l'esposizione a una commodity importata e soggetta a volatilità geopolitica.

Man mano che aumenta la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili, l’elettrificazione del riscaldamento beneficia di un mix energetico sempre più diversificato e domestico, riducendo nel tempo la dipendenza dal gas.

Il quadro è chiaro: la sicurezza energetica delle famiglie e delle imprese italiane passa sempre di più dall'elettrico. Chi installa oggi una p***a di calore non fa solo una scelta ambientale, ma anche una scelta di indipendenza da un mercato del gas sempre più instabile e di valorizzazione di una filiera industriale ancora europea.

💸 Bollette stratosferiche? Ecco perché in Italia l'elettricità costa quasi il DOPPIO.L'ultimo rapporto annuale di ARERA ...
10/07/2026

💸 Bollette stratosferiche? Ecco perché in Italia l'elettricità costa quasi il DOPPIO.

L'ultimo rapporto annuale di ARERA (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha confermato quello che purtroppo le famiglie e le imprese italiane vedono ogni mese: nel 2025 il prezzo dell'energia all'ingrosso in Italia è stato il più alto d'Europa (115,9 €/MWh).

Il confronto con i nostri vicini è impietoso:

🇫🇷 In Francia costa 61,1 €/MWh
🇪🇸 In Spagna costa 65,3 €/MWh

❓ Qual è la causa di questo divario? La risposta di ARERA è netta: la forte dipendenza del nostro Paese dalla produzione di energia da GAS. Nonostante le fonti rinnovabili stiano crescendo, è ancora il gas a fare il prezzo finale. E a pagare il conto siamo tutti noi, con prezzi dell'elettricità per i consumatori domestici superiori del 13% rispetto alla media euro.

💡 Come uscirne? Non basta cambiare fornitore (anzi, i dati dimostrano che il mercato libero è spesso ancora più caro). Dobbiamo cambiare il sistema.

Dobbiamo abbandonare il gas e puntare tutto sull'elettrificazione a base di fonti rinnovabili. Sostituire le vecchie tecnologie termiche con soluzioni full-electric (come le pompe di calore per il riscaldamento) alimentate da sole e vento è l'unica vera ricetta per:

✅ Abbattere i costi in bolletta
✅ Raggiungere l'indipendenza energetica
✅ Azzerare le emissioni inquinanti

L’indipendenza energetica dell’Europa passa dai nostri edifici. E l'Italia è in prima linea. I nuovi dati della European...
30/06/2026

L’indipendenza energetica dell’Europa passa dai nostri edifici. E l'Italia è in prima linea.

I nuovi dati della European Heat Pump Association () parlano chiaro: la diffusione delle pompe di calore non è più solo una scelta di politica climatica, ma una vera e propria colonna portante della sicurezza geopolitica ed economica europea.

Qualche numero per capire l'impatto:
🔹9,7 miliardi di euro risparmiati l'anno scorso in costi di importazione di energia in Europa.
🔹2,9 milioni di nuove unità vendute nel 2025 (+13%).
🔹L'equivalente di oltre 200 navi metaniere (GNL) risparmiate grazie allo stock totale installato.

Come mostra il grafico, l’Italia si conferma il secondo mercato europeo per volumi di vendita, subito dopo la Francia. Questo dimostra che il nostro Paese ha già una forte propensione all’efficienza, ma per consolidare questo primato serve stabilità.

Per rendere la transizione un successo collettivo, la sfida per i decisori politici ora si sposta sull'accessibilità: servono incentivi stabili, tariffe elettriche eque e supporto per le fasce più vulnerabili.

Il 2030 è dietro l’angolo, ma i nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881) restano un miraggio p...
11/06/2026

Il 2030 è dietro l’angolo, ma i nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881) restano un miraggio per l'Italia.

I dati aggiornati del dossier Cambiamo Aria (Kyoto Club / Clean Cities) parlano chiaro: quasi tutto il Paese è già fuori traiettoria. La nuova normativa tollera un massimo di 18 giorni all'anno di sforamento per i principali inquinanti. Ad oggi, solo 3 città (Trieste, Bari e Reggio Calabria) restano entro questo limite.

Ma da cosa siamo inquinati esattamente e chi sta peggio?

🌫️ PM2.5 (Polveri ultra-sottili): Il killer invisibile
È l'inquinante più pericoloso per la nostra salute, legato anche al riscaldamento degli edifici. Se il limite sarà di 18 giorni, le situazioni più critiche si registrano a:
📍 Milano, Torino e Padova: tutte con più di 100 giorni di superamento!

🚗 NO2 (Biossido di Azoto): I fumi del traffico
Un inquinante direttamente legato alle combustioni dei motori e al traffico stradale intenso. Ecco le città dove l'aria è più tossica:
📍 Napoli: 197 giorni oltre il limite consentito!
📍 Palermo: 173 giorni
📍 Genova: 100 giorni
📍 Seguono Messina (82), Torino (78) e Milano (60).

🔥 Non è solo colpa delle auto: il nodo del riscaldamento
Se l'NO2 è strettamente legato ai trasporti, per le polveri sottili (PM2.5) dobbiamo guardare alle nostre case. Il riscaldamento domestico basato su combustibili fossili (caldaie a gas, biomassa non efficiente) contribuisce in modo decisivo alle emissioni urbane durante l'inverno.

💡 Come uscirne? Elettrificare.
La decarbonizzazione passa dall'abbandono del gas fossile. Passare a sistemi efficienti come le pompe di calore, abbinandole a fonti rinnovabili (come il fotovoltaico), ci permette di azzerare le emissioni inquinanti sul posto, svincolandoci dal fossile e migliorando drasticamente l'aria che respiriamo.

Non c'è più tempo per deroghe o rinvii, serve investire ora nel trasporto pubblico, nella mobilità attiva e nell'efficienza energetica dei nostri edifici.

Guida ARSE: indicazioni pratiche per affrontare il caro bollette e ridurre i consumi.Nove consigli e un approfondimento ...
05/06/2026

Guida ARSE: indicazioni pratiche per affrontare il caro bollette e ridurre i consumi.
Nove consigli e un approfondimento per orientarsi in vista dell’estate.

Si parla di manutenzione degli impianti, classe energetica degli edifici, incentivi disponibili e integrazione tra p***a di calore e fotovoltaico.

NUCLEARE IN ITALIA: SOLUZIONE FUTURA O ILLUSIONE PER L'OGGI?Si fa un gran parlare di ritorno all’energia   in Italia com...
03/06/2026

NUCLEARE IN ITALIA: SOLUZIONE FUTURA O ILLUSIONE PER L'OGGI?

Si fa un gran parlare di ritorno all’energia in Italia come bacino per abbassare le bollette e .

Ad oggi la realtà è questa:

• Tempi: In un Paese dove servono in media 6 anni solo per autorizzare un campo , pensare di costruire una centrale in tempi rapidi è un'illusione. Per gli SMR (i piccoli reattori modulari) la filiera europea non sarà pronta prima del 2030.

• Dipendenza estera: Al momento, i piccoli reattori si possono ordinare quasi solo da Cina e Russia. Non proprio il massimo per la nostra sicurezza energetica.

• Nodi irrisolti: Mancano ancora le leggi attuative, una filiera integrata, la gestione delle scorie e, soprattutto, il consenso sociale dei territori. Anche i più accesi sostenitori della fissione ammettono che per vedere un reattore acceso in Italia ci vorranno almeno dai 10 ai 15 anni.

La posizione di
Noi di ARSE non siamo ideologicamente contrari alle nuove tecnologie energetiche, nucleare compreso, se sicure e sostenibili. Ma non possiamo permetterci di aspettare il 2040 per azzerare le emissioni del riscaldamento e abbassare le bollette.

La vera svolta immediata passa da quello che possiamo fare già adesso:

1. Elettrificazione dei consumi
2. Efficienza energetica degli edifici
3. Installazione di pompe di calore abbinate alle rinnovabili e ai sistemi di accumulo.

Liberarsi dal gas fossile e tagliare le emissioni non è una promessa per il prossimo decennio. È una scelta tecnologica che risponde ad esigenze urgenti di indipendenza energetica e socio-economiche di riduzione bollette per famiglie e imprese che possiamo fare qui e ora.

E voi cosa ne pensate? Nell’ attesa dei tempi lunghi della burocrazia atomica ha senso accelerare subito sull'efficienza e le pompe di calore? Discutiamone nei commenti!

“L’Italia è allo stesso tempo la grande economia europea con la quota più bassa di fonti di energia pulita nella produzi...
13/05/2026

“L’Italia è allo stesso tempo la grande economia europea con la quota più bassa di fonti di energia pulita nella produzione elettrica e quella dal costo più alto.”

Federico Fubini mette il dito su un punto che nel dibattito italiano spesso viene evitato. Nel suo articolo sul Corriere, Fubini mostra una contraddizione che ARSE denuncia da tempo: continuiamo a dipendere dal gas più di quasi tutti gli altri grandi Paesi europei, e questo ci espone a prezzi più alti, maggiore volatilità e vulnerabilità geopolitica.

Il dato interessante non è solo ambientale. È industriale, economico e strategico.

Dove cresce la quota di elettricità low-carbon, i prezzi risultano più stabili e il sistema energetico più resiliente agli shock internazionali. Dove invece resta alta la dipendenza dal gas, aumentano i costi per famiglie e imprese.

Per gli stessi motivi, la transizione deve essere accelerata sul fronte dei consumi termici, dove la dipendenza dai fossili è addirittura ancora superiore all’80%.

La transizione energetica non è più una discussione “green vs non green”. È una discussione su:

🔹 Competitività industriale
🔹 Sicurezza energetica
🔹 Indipendenza strategica
🔹 Capacità di proteggere il potere d’acquisto delle persone.

Per questo troviamo interessante l’analisi di Federico Fubini: perché sposta il tema dalla propaganda ai numeri.

📌 L’articolo completo qui:
https://www.corriere.it/economia/energie/26_maggio_11/lezioni-cinesi-italia-energia-14b14489-9972-4518-b15a-abd2ffa87xlk.shtml

 : Elettrificazione e pompe di calore per la sicurezza energetica europeaLa crisi energetica ha messo a n**o una critici...
29/04/2026

: Elettrificazione e pompe di calore per la sicurezza energetica europea

La crisi energetica ha messo a n**o una criticità strutturale: il 57% dell’energia consumata in Europa dipende da combustibili fossili importati (per l’Italia la percentuale sale al 70%), per un valore di circa 340 miliardi di euro l'anno.

Il piano AccelerateEU indica una direzione chiara: accelerare l’elettrificazione per abbattere costi, emissioni e dipendenza. Ad oggi, però, l’elettricità rappresenta ancora meno del 25% dei consumi finali: il margine di crescita è enorme.

Il riscaldamento come punto di svolta.
Sostituire le caldaie a gas e gasolio con pompe di calore permette di:
🔹Dimezzare i consumi negli edifici;
🔹Ridurre in modo strutturale le bollette;
🔹Rafforzare l’indipendenza energetica (un raddoppio delle installazioni ridurrebbe i consumi fossili di circa 200 TWh).

Investire nel futuro, no soluzioni tampone
Non possiamo permetterci di agire solo sull'emergenza: i fondi per alleggerire le bollette devono servire a finanziare soluzioni definitive.

Continuare a investire in tagli fiscali temporanei significa condannarsi a ripetere gli enormi sforzi economici del 2022 alla prossima crisi. La sfida oggi è spendere bene, perchè trasformare la spesa corrente in investimenti in tecnologie efficienti è l'unico modo per proteggere stabilmente famiglie e imprese dalle fluttuazioni del mercato.

Una filiera strategica per l'Europa
Non è solo una scelta climatica, ma di sovranità industriale: oltre due terzi delle pompe di calore installate in Europa sono prodotte in Europa. Accelerare l’elettrificazione del riscaldamento significa proteggere l'occupazione e costruire un'economia più resiliente e sicura.

🌍 Earth DayOgni anno celebriamo la Terra, ma la domanda vera non è “quanto è importante il pianeta?”, bensì: come stiamo...
22/04/2026

🌍 Earth Day

Ogni anno celebriamo la Terra, ma la domanda vera non è “quanto è importante il pianeta?”, bensì: come stiamo usando ciò che il pianeta ci mette a disposizione?

Oggi una parte decisiva delle emissioni globali è legata a come produciamo e consumiamo energia: riscaldamento, raffrescamento, processi industriali. È lì che si gioca una delle trasformazioni più concrete della transizione ecologica.

La risposta non è solo “consumare meno”, ma cambiare il modo in cui consumiamo.

L’elettrificazione dei consumi è uno snodo chiave: spostare energia e servizi energetici dai combustibili fossili all’elettricità, sempre più prodotta da fonti rinnovabili, significa ridurre emissioni e aumentare efficienza nello stesso gesto.

Le pompe di calore sono un esempio già disponibile e scalabile: trasformano l’energia elettrica in calore (e freddo) con rendimenti molto più alti rispetto ai sistemi tradizionali, soprattutto quando integrate in edifici efficienti e alimentate da rinnovabili.

Non è una narrazione di lungo periodo. È una scelta industriale, tecnologica e infrastrutturale già in corso.

🌱 L’Earth Day, alla fine, serve a questo: ricordare che la sostenibilità non è un principio astratto, ma una serie di decisioni tecniche che cambiano i sistemi…e il modo di vivere

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