Confederazione Giudici Onorari di Pace - CGOP

Confederazione Giudici Onorari di Pace - CGOP La vera Giustizia di prossimità ai cittadini.

14/04/2026

Roma. Istituzioni e giuristi a confronto su stato di salute della avvocatura
12/04/2026
ore 13:15





“Il prossimo 21 aprile all’Università Niccolò Cusano un confronto istituzionale di alto profilo sul futuro della professione forense. Si terrà il prossimo 21 aprile 2026 alle ore 10:00, presso l’Aula Magna dell’Università Niccolò Cusano, il convegno dal titolo “Tra rigore e futuro: il destino dell’esame forense”, appuntamento di rilievo nazionale dedicato all’analisi delle prospettive evolutive dell’accesso alla professione legale.

L’iniziativa si propone come un momento di confronto qualificato tra istituzioni, accademia e professione, in una fase cruciale per il sistema giustizia, sempre più chiamato a ridefinire criteri, strumenti e finalità dell’abilitazione forense.

Di assoluto rilievo la presenza di figure apicali del panorama istituzionale e giuridico, tra cui il Magistrato Valerio De Gioia, Consigliere di Corte d’Appello e consulente della Commissione bicamerale sul femminicidio; il Rettore dell’Università Niccolò Cusano, Prof. Fabio Fortuna, che aprirà i lavori; l’Avv. Antonio Melillo, Presidente della Commissione Centrale dell’Esame di Avvocato 2025/2026 presso il Ministero della Giustizia; la Dott.ssa Annalisa Imparato, Procuratore della Repubblica; la Dott.ssa Irma Conti, membro del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; l’Avv. Antonino Galletti, Consigliere Nazionale Forense; e il Prof. Giovanni D’Alessandro, membro della Commissione esame magistratura. Arricchiscono ulteriormente il parterre dei relatori personalità di elevato profilo tecnico e scientifico, tra cui l’Avv. Nicholas Esposito, Consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; il Dott. Raffaele Di Ruberto, Giudice Tributario e Vice Presidente di Sezione presso la Corte di Giustizia Tributaria di Roma; l’Avv. Giovanni Romano, già membro della Commissione Centrale esame avvocato; il Dott. Maurizio Villari, già Sostituto Procuratore Generale presso la Procura di Napoli; l’Avv. Emilio Longobardi, Segretario nazionale CUGOP – Confederazione Unitaria Giudici Onorari di Pace; il Prof. Giuseppe De Genio, ordinario di diritto costituzionale; il Prof. Vasco Fronzoni, componente di sottocommissione esame avvocati presso la Corte d’Appello di Napoli; il Prof. Luca Longhi, membro di sottocommissione esame avvocati; il Prof. Alfonso Maresca, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; l’Avv. Flavio De Nicolais, Presidente di Commissione esame avvocato presso la Corte d’Appello di Napoli; l’Avv. Giuseppe Ricci, Vice Presidente della Provincia di Benevento; l’Avv. Antonio Nucera, docente presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università di Tor Vergata; l’Avv. Carlotta Toschi, Presidente di Commissione giuridico-economica CONI Emilia-Romagna e giudice sportivo; l’Avv. Luigi Vingiani, Segretario nazionale della Confederazione Giudici di Pace; nonché il Prof. Paolo Sossai, della Scuola Internazionale delle Maxi Emergenze (MEDIS).

Di particolare interesse l’intervento conclusivo dell’Avv. Domenico Condello, Direttore della Scuola Forense Foro Europeo, che offrirà un contributo di alto profilo sulle dinamiche evolutive della formazione e dell’accesso alla professione.Nel corso del convegno verranno affrontati i principali nodi critici e le possibili linee di riforma, con particolare attenzione al necessario equilibrio tra rigore selettivo e apertura al cambiamento, nella consapevolezza che la qualità dell’accesso alla professione rappresenta un elemento determinante per la credibilità dell’intero sistema giudiziario. L’evento sarà ripreso e trasmesso dall’agenzia Eurocomunicazione, con la presenza del Direttore Giovanni De Negri, a conferma della rilevanza mediatica e dell’interesse pubblico suscitato dal tema. La moderazione dei lavori sarà affidata a Fabio Camillacci e Livia Ventimiglia, del Cusano Media Group.L’incontro si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il ventennale dell’Università Niccolò Cusano (2006–2026), confermando il ruolo dell’Ateneo quale crocevia privilegiato tra sapere accademico e responsabilità istituzionale.“La riflessione sull’esame forense non può più essere rinviata – dichiara il Dott. Michel Emi Maritato, componente del Comitato Tecnico del convegno –. È il momento di costruire un modello che sappia coniugare serietà, merito e accessibilità, offrendo prospettive concrete alle nuove generazioni di giuristi.”La partecipazione rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto per operatori del diritto, praticanti avvocati e studenti.

01/01/2026
🔥 L’ira della Giustizia 🔥Nel cuore del tribunale, dove il diritto dovrebbe regnare sovrano, la Dea Giustizia si è destat...
13/08/2025

🔥 L’ira della Giustizia 🔥

Nel cuore del tribunale, dove il diritto dovrebbe regnare sovrano, la Dea Giustizia si è destata. Non più silenziosa, non più bendata: infuriata, scaccia le toghe ignoranti, la svogliatezza che avvelena il dovere, e il male che striscia tra le leggi.
www.cugit.it www.giustiziadipace.it

Giudici di Pace e Magistrati Onorari: una riforma non più rinviabileIl sistema giudiziario italiano continua a ignorare ...
31/07/2025

Giudici di Pace e Magistrati Onorari: una riforma non più rinviabile

Il sistema giudiziario italiano continua a ignorare il ruolo essenziale svolto da Giudici di Pace e Magistrati Onorari, che ogni giorno garantiscono l’accesso alla giustizia per milioni di cittadini, pur in assenza di tutele, diritti e riconoscimenti adeguati.

Le recenti riforme, incluso il D.Lgs. 51/2025, non risolvono le criticità strutturali: persistono precarietà, compensi inadeguati e nessuna garanzia previdenziale o assistenziale. Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e le procedure d’infrazione aperte contro l’Italia confermano l’obbligo di riconoscere a questi magistrati lo status di lavoratori.

La Confederazione dei Giudici di Pace chiede con urgenza:

il pieno riconoscimento giuridico ed economico del lavoro svolto;

tutele previdenziali e retributive effettive;

una riforma strutturale e coerente con la realtà della giustizia onoraria;

la valorizzazione delle professionalità già operative nei tribunali.

Le proteste in corso, inclusi gli scioperi della fame, non sono una semplice rivendicazione sindacale: sono un grido di allarme per una giustizia più giusta, efficiente e rispettosa della dignità di chi la esercita ogni giorno, in silenzio.

Cav. Dott Franco Antonio Pinardi
Segretario Genere

Comunicato StampaGiudici di Pace e Magistrati Onorari: una riforma non più rinviabileIl sistema giudiziario italiano con...
30/07/2025

Comunicato Stampa
Giudici di Pace e Magistrati Onorari: una riforma non più rinviabile

Il sistema giudiziario italiano continua a ignorare il ruolo essenziale svolto da Giudici di Pace e Magistrati Onorari, che ogni giorno garantiscono l’accesso alla giustizia per milioni di cittadini, pur in assenza di tutele, diritti e riconoscimenti adeguati.

Le recenti riforme, incluso il D.Lgs. 51/2025, non risolvono le criticità strutturali: persistono precarietà, compensi inadeguati e nessuna garanzia previdenziale o assistenziale. Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e le procedure d’infrazione aperte contro l’Italia confermano l’obbligo di riconoscere a questi magistrati lo status di lavoratori.

La Confederazione dei Giudici di Pace chiede con urgenza:

il pieno riconoscimento giuridico ed economico del lavoro svolto;

tutele previdenziali e retributive effettive;

una riforma strutturale e coerente con la realtà della giustizia onoraria;

la valorizzazione delle professionalità già operative nei tribunali.

Le proteste in corso, inclusi gli scioperi della fame, non sono una semplice rivendicazione sindacale: sono un grido di allarme per una giustizia più giusta, efficiente e rispettosa della dignità di chi la esercita ogni giorno, in silenzio.

Che gioia! Sembra che il vostro incubo più grande, quello di dover lottare con la valigia per far entrare tutto nei minu...
29/07/2025

Che gioia! Sembra che il vostro incubo più grande, quello di dover lottare con la valigia per far entrare tutto nei minuscoli flaconcini da 100 ml, stia per finire! Finalmente potrete dire addio al limite dei liquidi nel bagaglio a mano in aereo! E la buona notizia è che non dovrete aspettare molto!

La Fine di un'Era: Addio al Limite dei 100 ml!
Chi non ha mai sudato freddo ai controlli di sicurezza, temendo di dover dire addio a quel profumo costosissimo o a quella crema idratante essenziale? Il famigerato limite dei 100 ml, nato nel lontano 2006 per ragioni di sicurezza, ha trasformato i nostri preparativi per il viaggio in un'impresa degna di MacGyver. Ma tenetevi forte, perché tutto questo potrebbe presto essere solo un lontano ricordo!

La Conferenza europea dell’aviazione civile (Ecac) ha un asso nella manica: un nuovo super-algoritmo per gli scanner di ultima generazione, gli Hi-Scan 6040 CTiX. Questi gioielli della tecnologia sono in grado di fiutare i liquidi pericolosi senza farvi buttare via mezza trousse! Dopo qualche piccolo intoppo tecnico (risolto con un aggiornamento, ovviamente!), il via libera per una vera rivoluzione aerea sembra imminente.

Dove e Quando Inizia la Rivoluzione?
Se l'Ecac darà il suo ok ufficiale, preparatevi a dire addio allo stress in questi aeroporti italiani:

Milano Malpensa

Linate

Roma Fiumicino

Bergamo

Bologna

Catania

Torino

Questi scali saranno tra i primi a installare i nuovi scanner già tra la fine di luglio e l'inizio di agosto! Immaginate la scena: quasi 70 milioni di passeggeri all'anno che passano i controlli con un sorriso smagliante, senza ansia da "liquid-check"! Meno code, meno stress, più tempo per il caffè pre-volo!

Attenzione, però: la rivoluzione non sarà ovunque e subito. Queste macchine super tecnologiche costano un occhio della testa (fino a otto volte di più rispetto ai modelli vecchi) e hanno costi di gestione notevoli. Quindi, per ora, solo gli aeroporti con il sistema Smart Security ne beneficeranno. Tutti gli altri, pazienza, dovranno continuare a giocare al gioco dei 100 ml ancora per un po'.

Come Funzionano Questi Magici Scanner?
Gli scanner Hi-Scan 6040 CTiX usano una tecnologia da film di fantascienza, la tomografia assiale computerizzata (TAC), unita all'intelligenza artificiale. In pratica, creano una visione tridimensionale del vostro bagaglio e distinguono i liquidi buoni da quelli "cattivi" (acqua, alcol, perossido di idrogeno e chi più ne ha più ne metta!). Se qualcosa non quadra, ovviamente, il vostro bagaglio riceverà un controllo extra, ma sempre con un occhio di riguardo alla vostra tranquillità.

Questa meraviglia tecnologica è stata già collaudata con successo nel 2022 all'aeroporto di Shannon, in Irlanda, dove i passeggeri si godono già la libertà di viaggiare con flaconi di ogni dimensione. Insomma, più sicurezza per tutti e meno mal di testa per voi!

Cosa Cambia per le Vostre Valigie?
Attualmente, il limite dei 100 ml è ancora in vigore per la maggior parte dei liquidi, a meno che non si tratti di eccezioni salvavita come medicine, liquidi per diete speciali o alimenti per neonati (i famosi LAGs - Liquidi, Aerosol e Gas), che possono superare il limite ma devono essere controllati a parte.

Ma con il probabile via libera dell'Ecac, quel vecchio incubo dei 100 ml si dissolverà come una bolla di sapone nei principali aeroporti italiani. Preparatevi a rifare la valigia con una libertà mai vista e a viaggiare con molta meno ansia pre-imbarco! Non è fantastico?

La Corresponsabilità Penale del Proprietario di Veicolo in Divieto di Sosta in Caso di Sinistro Stradale: Nuova Pronunci...
29/07/2025

La Corresponsabilità Penale del Proprietario di Veicolo in Divieto di Sosta in Caso di Sinistro Stradale: Nuova Pronuncia della Suprema Corte
Premessa
La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, con la sentenza n. 26491 depositata il 21 luglio 2025, ha statuito un principio di rilevanza nel diritto della circolazione stradale, affermando la potenziale corresponsabilità penale del proprietario di un veicolo in divieto di sosta qualora da tale condotta derivi un incidente. La pronuncia sottolinea la necessità di un'accurata valutazione circa la finalità del divieto imposto, non limitandosi la sua funzione al mero intralcio al traffico, bensì estendendosi alla prevenzione di situazioni di pericolo.

Il Caso di Specie
La vicenda trae origine dal ricorso proposto dal Pubblico Ministero avverso la sentenza assolutoria pronunciata dal Tribunale nei confronti del proprietario di un motociclo. Quest'ultimo era stato lasciato in divieto di sosta ai sensi dell'art. 158 del Codice della Strada, posizionato parzialmente sulla carreggiata e riducendo lo spazio di transito di circa 70−80 centimetri. In tale contesto, una ciclista, nel tentativo di aggirare l'ostacolo, si spostava verso il centro della strada e veniva urtata da un veicolo sopraggiungente, riportando lesioni personali giudicate guaribili in oltre 40 giorni.

Il giudice di prime cure aveva ascritto la responsabilità esclusiva dell'evento al conducente del veicolo investitore, escludendo qualsiasi addebito al proprietario dello scooter. Tale statuizione si fondava sulla considerazione che, nonostante la riduzione dello spazio di manovra, il transito contemporaneo dei due veicoli fosse astrattamente possibile. Cruciale, tuttavia, risultava l'omissione da parte del Tribunale nell'accertare la finalità prescrittiva del divieto di sosta in quel tratto stradale, elemento dirimente per valutare il nesso eziologico tra la condotta del proprietario dello scooter e il sinistro.

Il Principio di Diritto Enunciato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha censurato la motivazione del Tribunale, ribadendo che la violazione di un divieto di sosta imposto per ragioni di sicurezza della circolazione, ovvero per prevenire ostacoli lungo la carreggiata che generano pericoli, può assumere rilevanza penale in caso di incidente. Non tutti i conducenti, infatti, sono sempre in grado di evitare ostacoli in condizioni di sicurezza.

Nel caso esaminato, la Suprema Corte ha evidenziato come il Tribunale non avesse adeguatamente considerato, oltre alla violazione del divieto di sosta, anche quella del divieto di fermata. Parimenti, è stata rilevata l'omessa precisa indicazione dell'ingombro effettivo del motociclo e dello spazio residuo lasciato al transito, dati essenziali per escludere l'incidenza causale della condotta omissiva o commissiva del proprietario del mezzo.

In ragione di tali omissioni istruttorie e motivazionali, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza impugnata, disponendo un nuovo esame dei fatti alla luce degli accertamenti ritenuti indispensabili per una corretta valutazione del nesso causale e della potenziale corresponsabilità penale.

Conclusione
La sentenza in oggetto rafforza il principio secondo cui la condotta di sosta abusiva non è meramente una violazione amministrativa, ma può assurgere a condotta penalmente rilevante qualora si configuri un contributo causale alla verificazione di un evento dannoso, specie se il divieto di sosta mirava alla prevenzione di pericoli per la circolazione.

Breve Nota su Altri Illeciti Connessi alla Sosta
Si rammenta che anche la condotta di lasciare un veicolo parcheggiato con il finestrino aperto può integrare, in taluni ordinamenti, un illecito. L'articolo 158, comma 4, del Codice della Strada, ad esempio, impone al proprietario del veicolo l'adozione di cautele atte a prevenire furti o danneggiamenti. L'omissione di tali cautele, come lasciare i finestrini aperti, può essere qualificata come "istigazione al furto", configurando un illecito amministrativo soggetto a sanzioni pecuniarie che variano da 42 a 173 euro. Tale disposizione sottolinea l'onere in capo al proprietario di assicurare il veicolo in condizioni di sicurezza, pena l'applicazione di sanzioni.

Desidera un'analisi più approfondita di specifici aspetti giuridici correlati a questa sentenza o ad altre fattispecie?

L'Abbandono di Attrezzature in Spiaggia: Sanzioni e NormativaL'estate porta con sé l'afflusso di bagnanti sulle spiagge ...
29/07/2025

L'Abbandono di Attrezzature in Spiaggia: Sanzioni e Normativa
L'estate porta con sé l'afflusso di bagnanti sulle spiagge italiane, ma anche la problematica pratica di lasciare ombrelloni, sedie e asciugamani incustoditi per "riservare" un posto. È fondamentale chiarire che tale comportamento costituisce un'occupazione abusiva di suolo pubblico, soggetta a severe sanzioni.

Le spiagge pubbliche rientrano nel demanio pubblico e non possono essere occupate in modo permanente o continuativo da privati cittadini. Lasciare attrezzature in spiaggia con l'intento di "tenere il posto" non è solo una condotta scorretta, ma un'azione illegale che configura un'occupazione abusiva di suolo pubblico, anche se temporanea. Le normative vigenti sono state stabilite per garantire a tutti un accesso equo e libero al litorale, e il mancato rispetto di tali regole limita il diritto degli altri bagnanti.

Sanzioni Previste dalla Legge
Chi occupa abusivamente la spiaggia è soggetto a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, anche a una denuncia penale. Le disposizioni normative pertinenti includono:

Art. 1161 del Codice della Navigazione: Prevede un'ammenda fino a 516 euro, con possibilità di arresto fino a 6 mesi nei casi più gravi.

Art. 1164 del Codice della Navigazione: Stabilisce una sanzione da 1.032 a 3.098 euro per l'inosservanza delle norme o dei regolamenti.

Inoltre, le autorità hanno la facoltà di rimuovere e sottoporre a sequestro gli oggetti abbandonati sulla spiaggia, come già avviene in molte località costiere durante la stagione estiva.

Regolamentazione negli Stabilimenti Balneari
La situazione è differente per le spiagge in concessione a stabilimenti balneari. In questi contesti, l'accesso e l'utilizzo sono regolamentati dal gestore, nel rispetto delle limitazioni imposte dalla legge. Chi affitta lettino e ombrellone ha il diritto di usufruirne liberamente durante la giornata. Tuttavia, non è consentito introdurre e posizionare ombrelloni propri negli spazi gestiti dal lido, a meno che il regolamento interno non lo permetta esplicitamente.

Acquisto di Beni Contraffatti in Spiaggia: Le Conseguenze Legali
Un'altra questione rilevante, spesso associata all'ambiente balneare, riguarda l'acquisto di beni contraffatti. Sebbene l'acquisto per uso personale di un prodotto non originale non configuri il reato di ricettazione, esso costituisce comunque un illecito amministrativo, punito con una sanzione pecuniaria che va da 100 a 7.000 euro.

La legge n. 99 del 2009 sanziona l'acquirente finale che compra, a qualsiasi titolo, beni che, per la loro qualità, per la condizione del venditore o per il prezzo, lasciano presumere una violazione delle norme in materia di origine e provenienza dei prodotti e di proprietà industriale. L'obiettivo legislativo è quello di contrastare l'economia illegale, spesso collegata allo sfruttamento del lavoro nero e alla criminalità organizzata, oltre a limitare l'abusivismo commerciale e i suoi impatti negativi sul decoro urbano e la sicurezza.

In determinate circostanze, l'acquisto di prodotti non originali potrebbe configurare il reato di incauto acquisto (art. 712 c.p.), punibile con l'arresto fino a 6 mesi. Per tale reato, non è indispensabile la consapevolezza della provenienza illecita del bene; è sufficiente la colpa dell'acquirente finale, intesa come negligenza nel non verificare la legittima provenienza del bene, specialmente quando le circostanze oggettive della vendita o le caratteristiche del prodotto avrebbero dovuto generare un sospetto sulla sua provenienza dal mercato illegale.

È fondamentale che cittadini e bagnanti siano consapevoli di queste normative per garantire un utilizzo responsabile e rispettoso delle spiagge e del patrimonio pubblico.

I giudici onorari e di pace rappresentano un pilastro fondamentale del nostro sistema giudiziario, spesso operando in si...
27/07/2025

I giudici onorari e di pace rappresentano un pilastro fondamentale del nostro sistema giudiziario, spesso operando in silenzio ma con un impatto profondo sulla vita dei cittadini. La loro dedizione è cruciale per garantire una giustizia accessibile e celere, alleggerendo il carico dei tribunali ordinari e offrendo risposte rapide a controversie minori.

Questi professionisti, con la loro profonda conoscenza del territorio e delle dinamiche sociali, agiscono come mediatori e decisori, promuovendo la conciliazione e la risoluzione pacifica dei conflitti. Il loro impegno volontario è un esempio di cittadinanza attiva e di servizio alla comunità, contribuendo a mantenere l'ordine sociale e a rafforzare il senso di legalità.

Attraverso il loro lavoro, i giudici onorari e di pace incarnano i valori di equità e imparzialità, rendendo la giustizia più umana e vicina alle persone. Sono un baluardo per la tutela dei diritti dei più deboli e un punto di riferimento per chi cerca una soluzione rapida ed efficace alle proprie problematiche legali. Il loro ruolo è insostituibile per una giustizia che sia veramente di tutti e per tutti.
www.giustiziadipace.it

Indirizzo

Via Giuseppe Ripamonti 66
Milan
20141

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 17:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 12:00
15:00 - 17:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 17:30
Venerdì 09:00 - 12:00
15:00 - 17:30

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