07/08/2026
Dio è sempre in cammino verso di noi, ma attende anche la nostra iniziativa per non perdere l’appuntamento con Lui; il nostro percorso di fede, benché accidentato e segnato da errori, fragilità e delusioni, ha un grande valore.
Egli è il Signore della vera Vita, che vuole riversare su tutti noi, suoi figli e figlie, ricchi ai suoi occhi di una dignità che nessuna circostanza può sopprimere. Per questo, oggi Gesù dice anche a te: “Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata”.
Per vivere questa Parola, può aiutarci quanto Chiara Lubich ha scritto meditando questo passo evangelico.
«Nella fede, l’uomo mostra chiaramente di non contare su se stesso ma di affidarsi a Chi è più forte di lui. Gesù chiama la donna guarita: “figlia”, per manifestarle quello che veramente desidera darle: non solo un dono per il suo corpo, ma la vita divina che la può rinnovare interamente. Gesù, infatti, opera i miracoli perché venga accolta la salvezza che egli porta, il perdono, quel dono del Padre che è egli stesso e che comunicandosi all’uomo lo trasforma.
Come vivere, allora, questa Parola? Manifestando a Dio nelle gravi necessità tutta la nostra fiducia. Questo atteggiamento non ci scarica certo delle nostre responsabilità, non ci dispensa dal far tutta la nostra parte, ma la nostra fede può essere messa alla prova. Lo vediamo proprio in questa donna sofferente, che sa superare l’ostacolo della folla che si frappone tra lei e il Maestro.
Dobbiamo avere fede, dunque, ma quella fede che non dubita di fronte alla prova. E, ancora, dobbiamo mostrare a Gesù che abbiamo compreso l’immenso dono che egli ci ha portato, il dono della vita divina. Ed essergli grati. E corrispondervi».
Questa certezza ci permette anche di portare salvezza, “toccando” con tenerezza chi è a sua volta nella sofferenza, nel bisogno, nel buio, nello smarrimento.
💬 Letizia Magri