21/06/2023
“UN NUOVO FUTURO”: I PRIMI MESI DEL PROGETTO DI PSICOLOGI PER I POPOLI NEL MONDO NELLA CITTADINA DI DIMAL, ALBANIA, REALIZZATO CON I FONDI 8X100 DELLA CHIESA VALDESE
Si è svolta la prima missione di monitoraggio del progetto “Un nuovo futuro”, realizzato da Psicologi per i Popoli nel Mondo nella cittadina di Dimal grazie ai fondi 8x1000 della Chiesa Valdese (https://www.ottopermillevaldese.org). Il progetto è finalizzato a fornire nuove prospettive ed opportunità ai ragazzi rom ed emarginati della cittadina di Dimal, localizzata nel distretto di Berat, nel centro sud dell’Albania. Fulcro di tutte le azioni progettuali sono l’avviamento di percorsi di contrasto alla dispersione scolastica, di inclusione sociale e di avviamento al lavoro.
Nei primi quattro mesi grazie al lavoro del partner locale Youth of Ura – https://www.facebook.com/NGOUraVajgurore – si sono avviate le seguenti azioni:
1. E’ stato aperto nell’ottobre 2022 un doposcuola presso il Centro Giovanile della cittadina. Il problema principale da affrontare, proponendo un servizio simile alle famiglie rom, era la diffidenza verso i servizi educativi offerti da un’associazione non appartenenti alla comunità rom. Grazie all’intermediazione delle associazioni rom presenti sul territorio e al lavoro della dottoressa Nadire Renja , attivista rom e simpatizzante dell’associazione Youth of Ura, si sono superate le barriere culturali e i preconcetti radicati. Ad oggi il servizio è usufruito giornalmente da un numero variabile di bambini che oscilla tra i 35 e i 45. Circa il 35% dei partecipanti proviene dalle famiglie rom, spesso le nonne accompagnano i bambini e coadiuvano l’educatore nelle varie attività ludico-formative. L’associazione partner sospetta che tale presenza sia fondamentalmente di controllo, ma un risultato raggiunto è stato quello di far partecipare le parte delle famiglie interessate ad un attività proposta da “gagi”, ovvero da persone non appartenenti al “gruppo” romani. I restanti bambini provengono da famiglie spesso ai margini dello sviluppo economico della cittadina, o da famiglie che non hanno potuto accedere ai servizi di doposcuola gratuiti previsti dal comune ma costantemente pieni ed inaccessibili ai più. Attraverso il gioco, la socializzazione degli strumenti e le numerose attività ludiche previste (pittura, scultura, giochi di società ecc.) i bambini hanno intrapreso un percorso di apprendimento ma soprattutto di condivisione e conoscenza. Conoscenza che scardina paure e diffidenze diffuse.
b. Si è attivato un circolo aggregativo nel centro della cittadina, un luogo sicuro dove molti giovani abitualmente esclusi per motivi etnici o legati alle condizioni economiche dai luoghi abitualmente frequentati dagli adolescenti di Dimal, stanno ritrovando il piacere di fare cose insieme, partecipare attivamente alle proposte, divertirsi superando barriere e pregiudizi. I 33 ragazzi coinvolti, di età compresa tra i 15 e i 23 anni, hanno frequentato un corso di amministrazione e immediatamente dopo hanno iniziato a cogestire su turni il punto aggregativo. Il centro ad oggi è diventato un luogo frequentato ed animato e punto di riferimento di molti giovani della cittadina sia per i costi notevolmente contenuti, sia per le opportunità di socializzazione sia perché molte famiglie sono rassicurate dal fatto che i loro figli frequentino un luogo dove non si somministrano alcolici, sempre sotto la supervisione di volontari educatori
c. In questi mesi è stato attivato lo sportello di ascolto e aiuto psicologico rivolto ai ragazzi e alle famiglie che più subiscono stigma e emarginazione. Più di 60 ragazzi hanno attualmente usufruito del servizio. Psicologi per i Popoli nel Mondo ha, fin dall’inizio, svolto lavoro di equipe con la psicologa locale per valutare al meglio le varie esigenze e per elaborato percorsi volti a rendere i beneficiari consapevoli delle loro potenzialità. Tutte le prestazioni erogate sono state gratuite
d. Infine, durante i primi mesi, P.P.M. e Youth of Ura, grazie al finanziamento ottenuto, sono riusciti a supportare le famiglie più fragili attraverso la distribuzione di aiuti alimentari per sostenere la fase critica della ripresa dopo la fase del COVID. A parte un esiguo numero di aiuti distribuiti nel centro della città, circa l’85% degli aiuti alimentari sono stati distribuiti nelle aree rurali e suburbane di Dimal.