28/04/2026
Per anni abbiamo pensato che avere una glicemia nei valori normali fosse sufficiente per sentirsi al sicuro.
Ma oggi sappiamo che non è sempre così.
La distinzione tra “pre-diabete” e “diabete” ha contribuito a creare questa percezione: come se esistesse una fase di attesa, un tempo “sicuro” prima della malattia.
In realtà, la situazione è più complessa.
Un recente dibattito scientifico, ripreso anche su The Lancet Diabetes & Endocrinology e dalla Società Italiana di Diabetologia propone di descrivere il diabete di tipo 2 come un processo continuo, che si sviluppa nel tempo e non come un evento che compare all’improvviso.
In questa prospettiva, vengono identificati tre stadi:
Stadio 1: riguarda persone con rischio aumentato, anche con glicemia nei limiti normali. In questa fase il metabolismo del glucosio può iniziare a cambiare, pur senza alterazioni evidenti negli esami.
Stadio 2: corrisponde a quella che oggi chiamiamo “pre-diabete” o “disglicemia”. I valori glicemici sono alterati e il rischio di sviluppare diabete è più alto, ma è ancora possibile intervenire in modo efficace su stile di vita e fattori di rischio.
Stadio 3: è il diabete conclamato, quando i valori superano le soglie diagnostiche.
Un aspetto particolarmente rilevante è che non tutte le persone evolvono allo stesso modo.
A parità di valori glicemici nella fase 2, la progressione può essere più rapida (ad esempio in presenza di obesità o insulino-resistenza, soprattutto nei più giovani) oppure più lenta, più frequentemente nelle persone anziane.
Questo cambia il modo di guardare alla prevenzione e alla cura.
Non si tratta più solo di evitare che la malattia compaia, ma di intervenire prima e in modo più mirato, tenendo conto del rischio individuale.
Anche perché già nelle fasi iniziali, spesso considerate “pre”, si osserva un aumento del rischio di complicanze cardiovascolari, renali e neurologiche.
👉 Il messaggio non è creare allarmismo.
👉 Ma capire che la prevenzione riguarda tutti, e ancora di più chi presenta fattori di rischio, anche quando i valori sembrano nella norma.
Controllare glicemia ed emoglobina glicata e confrontarsi con il proprio medico resta fondamentale.
💬 Hai mai controllato i tuoi valori anche in assenza di sintomi?