27/09/2026
Da Milano a Bologna, per una giornata che ci ha lasciato domande, incontri e parole su cui continuare a riflettere.
Con alcuni volontari e operatori del Centro Sant’Antonio abbiamo partecipato al Festival Francescano, iniziando la giornata al Convento di Bologna insieme alle altre realtà di Operazione Pane.
Durante l’incontro con Fra Francesco Zecca, che ha raccontato l’esperienza di Taranto e le sfide di un territorio segnato da difficoltà sociali e ambientali, una domanda ci è rimasta particolarmente impressa:
“Dove sono i nostri piedi verso i poveri? Camminiamo con loro? Scappiamo? Andiamo in punta di piedi, rispettando l’altro?”
Parole che ci interrogano da vicino. Perché accogliere non significa soltanto fare qualcosa per qualcuno, ma provare a camminare con qualcuno, rispettandone la storia, i tempi e la dignità.
Il Festival Francescano, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, ha scelto come tema “Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita”. Un tema difficile, affrontato attraverso esperienze e linguaggi diversi, che ha finito per portarci a riflettere soprattutto sulla vita, sulla fragilità e sulle relazioni.
Tra i momenti più intensi della giornata, l’incontro “La bellezza che salva: il prodigio di musica e arte”, con Giovanni Allevi e il cardinale Matteo Zuppi: un dialogo sulla fragilità, sulla bellezza, sulle relazioni e sul valore della vita.
Con Concita De Gregorio ed Erica Mou, parole e musica hanno invece riportato alla luce le storie di donne come Dora Maar, Amelia Rosselli, Vivian Maier e Lisetta Carmi. Storie diverse, accomunate anche dalla necessità di “riportare alla luce chi è rimasta nell’ombra”.
Siamo tornati a Milano con tante cose su cui riflettere. Perché parlare di fragilità, dignità, speranza e possibilità di ricominciare significa parlare anche di ciò che ogni giorno proviamo a vivere al Centro Sant’Antonio.