20/06/2026
Un pensiero speciale e un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi e le ragazze che in questi giorni stanno affrontando l'esame di maturità. Vi siamo vicini: forza, coraggio e fiducia nelle vostre capacità.
In questi anni, grazie alla collaborazione con Fondazione Matteo 25 ETS e al Progetto SEV – Servizio Educativo di Volontariato, abbiamo incontrato molti giovani studenti che hanno trascorso alcuni giorni al Centro Sant'Antonio, affiancando volontari e operatori nelle attività quotidiane.
Leggendo i temi che scrivono al termine dell'esperienza, ricorre spesso una parola che non sempre viene nominata, ma che si legge tra le righe: maturità.
Non solo quella che si misura in un esame.
C'è una maturità che nasce quando si incontrano persone diverse da noi. Quando si scopre che dietro ogni storia c'è una persona e non un'etichetta. Quando si impara a guardare i propri errori con onestà e a trasformarli in un'occasione di crescita.
Come ci ricorda fra Luca, la maturità non è un giorno, un voto o un diploma. È accorgersi che le relazioni, gli incontri e le esperienze che viviamo possono renderci più consapevoli, più responsabili e, in fondo, più grandi.
Nei loro racconti ritroviamo gratitudine per l'accoglienza ricevuta, come scrive Ilario, che guarda al futuro portando con sé gli insegnamenti appresi insieme ai volontari. Ritroviamo la sorpresa di Martina, che scopre come quella che sembrava soltanto una punizione sia diventata una delle esperienze più significative dell'anno.
C'è la consapevolezza di Chiara, che racconta di aver ritrovato sé stessa e il coraggio di mostrare la propria gentilezza agli altri. E c'è la riflessione di Nikita, che guarda ai propri errori come a un'occasione per diventare una persona migliore.
Leonardo parla invece della responsabilità di riconoscere i propri sbagli e di trasformarli in una lezione per il futuro, mentre molti ragazzi raccontano di aver imparato a guardare le persone senza fermarsi alle apparenze e ai pregiudizi.
Tra tutte le testimonianze, ci ha colpito in modo particolare quella di Giulia, che scrive:
"Penso che un'esperienza del genere non dovrebbe essere vista come una punizione. Credo che questo percorso debba essere introdotto nelle scuole per tutti gli studenti, per farci aprire gli occhi su realtà che spesso vediamo ma non conosciamo."
Forse è proprio qui il senso più profondo di questa esperienza: scoprire che la solidarietà non è una punizione, ma un'opportunità di crescita.
Perché educare alla solidarietà significa costruire adulti più consapevoli.
E una città più umana.
Grazie a Fondazione Matteo 25 ETS, ai volontari e a tutti i ragazzi che, in questi anni, hanno camminato con noi.
E a tutti coloro che in questi giorni affrontano l'esame di maturità, un ultimo augurio: affrontatelo con serenità e fiducia. Sapendo che il frutto più bello della maturità non è il voto che leggerete sul tabellone, ma la persona che state diventando. 💛