Unicobas CIB Scuola& Università Lombardia

Unicobas CIB Scuola& Università Lombardia Pagina sindacale, all'interno della quale si potranno reperire notizie inerenti il "mondo scuola".

20/07/2026

20 LUGLIO '26: COMUNICATO STAMPA NAZIONALE UNICOBAS
La libertà di espressione non si tocca!
Solidarietà ai docenti e agli studenti del Liceo Classico “Francesco Vivona” di Roma

L’Unicobas Scuola si stringe al fianco della comunità tutta del Liceo Classico “Francesco Vivona” di Roma che è stata sottoposta ad una ispezione ministeriale ordinata dal ministro Valditara per accertare fatti evidentemente da lui ritenuti gravi e rilevanti.
E quali sarebbero queste condotte da indagare? Eccole. Un docente, al termine degli esami di maturità e dopo la pubblicazione degli esiti degli stessi, ha inviato un messaggio whatsapp ad un ex alunno maggiorenne col quale esprimeva un’opinione sollecitandolo a non abbassare la guardia dell’indignazione di fronte alla condizione di Gaza in cui il perpetrato genocidio è stato esempio atroce della disumana violenza dei forti contro i deboli.
Messaggio coraggioso e potente che ogni docente, in una scuola educante e libera, ha il dovere di trasmettere alle generazioni di studenti per formarli nel solco della Costituzione italiana, affinchè diventino uomini e donne consapevoli dell’importanza dei valori in essa contenuti.
Il “caso” è stato aperto dal quotidiano “Il Tempo” che ha pubblicato un articolo ispirato da uno studente anonimo, in cui i fatti risultano distorti e confusi. E proprio agli studenti gli ispettori hanno chiesto di essere delatori verso un loro professore (pratica molto educante questa e significativa degli alti valori che si vogliono trasmettere!).
Valditara dovrebbe spiegare molte cose, come ad esempio possa essere sottoposto ad accertamento disciplinare il messaggio in questione che, al di là del merito, è avvenuto fuori dall’esercizio della propria funzione in quanto il professore comunicava con un suo ex alunno di 19 anni, quindi maggiorenne e dopo aver concluso l’iter di studio.
Evidentemente è il ministro Valditara che dovrebbe studiare meglio gli articoli della nostra Costituzione e comprenderne il senso profondo: per esempio il senso dell’Articolo 21 che tutela la libertà di pensiero e di espressione, quello dell’Articolo 11 che manifesta il totale ripudio dell’Italia verso la guerra, e quello dell’Articolo 33 che garantisce la libertà di insegnamento.
Il ministro Valditara, che evidentemente fa fatica a sottoporsi al rispetto della nostra Costituzione, deve sapere che l’ingerenza sempre più pressante dello Stato nella scuola non piegherà tutti coloro che, invece, al suo interno continuano a difenderla da chi vorrebbe assoggettarla ai voleri di una classe politica nostalgica del ventennio che vuole metterle il bavaglio. La scuola non abdicherà alla funzione fondamentale di formare pensiero divergente e menti critiche e aperte, fondamentali perché una società rimanga pienamente democratica.
L’Unicobas Scuola manifesta la propria forte indignazione verso tutto ciò e chiede l’immediata chiusura dell’ispezione ministeriale che non ha fondamento normativo alcuno. Appoggia qualunque iniziativa che i docenti e gli studenti del Vivona vogliano intraprendere, assicurando, oltra alla totale solidarietà, tutto il supporto di cui possano avere bisogno.

Per l’Esecutivo Nazionale dell’Unicobas Scuola e Università
Maria Grazia Argiolas

https://www.youtube.com/watch?v=Thj67pvkrvELUNEDI' 20 LUGLIO, alle h. 17.00, IN DIRETTA SUL CANALE YOU TUBE DE "IL FATTO...
18/07/2026

https://www.youtube.com/watch?v=Thj67pvkrvE
LUNEDI' 20 LUGLIO, alle h. 17.00, IN DIRETTA SUL CANALE YOU TUBE DE "IL FATTO QUOTIDIANO". RISPONDEREMO ALLE DOMANDE POSTE NELLA CHAT

Il sindacato è ancora uno strumento di tutela dei lavoratori o è di...

RECENSIONE DI ENZO DI BRANGO DEL MIO "SINDACATO SPA" (PAPER FIRST) su Le Monde Diplomatique (con "il manifesto") di oggi...
15/07/2026

RECENSIONE DI ENZO DI BRANGO DEL MIO "SINDACATO SPA" (PAPER FIRST) su Le Monde Diplomatique (con "il manifesto") di oggi: "Quando il sindacato smette di organizzare il conflitto e diventa parte dell’apparato, chi resta a rappresentare davvero il lavoro? La mia recensione su Le Monde Diplomatique a 'Sindacato S.p.A.' di Stefano d'Errico, libro scomodo ma necessario".

09/07/2026

UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI PROVVISORIE 2026/27.
*Docenti domande dalle ore 15:00 del 10 luglio al 23 luglio (data da confermare).
*ATA 23 luglio – 4 agosto (data da confermare).

04/07/2026

🛑GPS: tempistica per la scelta delle 150 preferenze (scuole, distretti, comuni, provincia). Dalle ore 14,00 del 16 luglio alle ore 14,00 del 29 luglio 2026.
🛑 Supplenze annuali finalizzate al ruolo – Fase provinciale (sostegno)
* Possono partecipare i docenti inseriti a pieno titolo nella GPS I fascia sostegno o negli elenchi aggiuntivi, nonché i docenti già di ruolo che abbiano superato l’anno di prova entro il 1° settembre 2025.
* Se viene assegnata una delle sedi indicate nella domanda, è obbligatorio accettarla entro 5 giorni (o entro il 1° settembre se l’assegnazione avviene dal 28 agosto in poi).
* La mancata accettazione entro i termini equivale a rinuncia e comporta la decadenza dall’incarico.
🛑 Supplenze annuali finalizzate al ruolo – Fase interprovinciale
* Possono partecipare i docenti di I fascia GPS sostegno che hanno partecipato alla fase provinciale senza rinunciare ma non hanno ottenuto la nomina, candidandosi per posti vacanti in altre province o regioni.
* Le domande si presentano dal 14 agosto (ore 14:00) al 18 agosto (ore 12:00).
* Chi ottiene una sede deve accettarla entro 5 giorni (o entro il 1° settembre se assegnata dal 28 agosto), altrimenti decade dalla nomina.
* L’assegnazione della provincia fa perdere il diritto ad altre supplenze, anche in caso di rinuncia. Chi non presenta domanda o non riceve incarico può partecipare alle successive nomine a tempo determinato.
🛑 Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno.
Conclusi i conferimenti dei contratti a tempo indeterminato e determinato finalizzati al ruolo possono essere confermati:
*docenti specializzati sullo stesso grado, nominati nel 2025/2026 tramite G*E, GPS, graduatorie d’istituto (anche viciniori) o interpello;
*docenti non specializzati inseriti in seconda fascia GPS, se nominati da scorrimento provinciale della stessa;
*docenti non specializzati non inseriti in GPS, se nominati da scorrimento incrociato G*E/GPS;
*docenti di ruolo assegnati su sostegno ai sensi degli artt. 47 o 70 CCNL. La conferma comporta l’esclusione da tutte le successive procedure di supplenza, compresi gli interpelli. Chi rinuncia alla conferma partecipa regolarmente alle nomine provinciali e d’istituto.

22/06/2026

📢 GPS 2026/2028: disponibile la funzione di “Visualizzazione” su Istanze Online! 📢
Importante aggiornamento per docenti e aspiranti supplenti: il Ministero ha reso disponibile, attraverso la piattaforma POLIS – Istanze Online, la funzione che consente di consultare nel dettaglio il punteggio attribuito alla domanda di inserimento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026/2028.
Gli Uffici Scolastici Provinciali stanno pubblicando gradualmente i relativi avvisi e la consultazione è già accessibile nella sezione dedicata alle GPS.
🔎 Cosa è importante controllare?
✔️ Il punteggio totale assegnato.
✔️ La valutazione dei titoli culturali e professionali.
✔️ I servizi dichiarati e i punteggi corrispondenti.
✔️ Eventuali titoli non riconosciuti o situazioni di esclusione.
✔️ La corretta attribuzione della fascia e della classe di concorso.
⚠️ Attenzione: alcuni titoli potrebbero non essere immediatamente visibili nel punteggio mostrato e potrebbero essere oggetto di ulteriori verifiche. È quindi fondamentale esaminare con attenzione ogni voce prima della pubblicazione delle graduatorie definitive.
❌ Hai riscontrato errori o anomalie?
In caso di incongruenze nel punteggio, è necessario consultare l’avviso pubblicato dall’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) competente per conoscere:
1️⃣ Le modalità previste per la presentazione del reclamo.
2️⃣ L’indirizzo e-mail o PEC a cui inviare la segnalazione.
3️⃣ Le scadenze entro cui trasmettere eventuali osservazioni.
💻 Come accedere?
Entra su POLIS – Istanze Online tramite SPID o CIE, seleziona la sezione “Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS)” e utilizza la funzione “Visualizzazione”.

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, C...
06/06/2026

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta"con l'autore, Stefano d'Errico
SINDACATO $.p.A. Introduzione di Ezio Gallori e Prefazione di Peter Gomez (Paper FIRST, pp. 464, euro 18,50, nelle librerie. Acquistabile su Amazon scontato e con carta del docente).
https://youtu.be/KXcgtsjweRs?si=Qun6ru6B5x7yn9DE
Sinossi
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dalla Prefazione di Peter Gomez:
"Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni. Qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato.
Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid.
Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema.
Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi.
Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo che, secondo Stefano d’Errico, muove ogni anno almeno 8 miliardi di euro, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni".
Dall’Introduzione di Ezio Gallori:
“Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi nell’acquisizione di una certa “modernità”, nell’acquisizione di diritti, nelle deleghe, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Stefano d’Errico è segretario nazionale dell’Unicobas. Profondo conoscitore del mondo sindacale, tra i suoi libri: La Scuola distrutta (Mimesis, Milano 2019) e La scuola rapita, il Covid e la Dad (Armando, Roma 2021), nei quali ha raccontato la storia del sindacalismo di base e denunciato 30 anni di massacro scientifico dell’istruzione pubblica ad opera del neo-liberismo e della sinistra minimalista e “politicamente corretta”.

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Presentazione del libro "Sindac...

29.5.2026, Crema, Libreria Ubik: Piergiuseppe Bettenzoli, Segretario provinciale di Rifondazione Comunista e rappresenta...
05/06/2026

29.5.2026, Crema, Libreria Ubik: Piergiuseppe Bettenzoli, Segretario provinciale di Rifondazione Comunista e rappresentante dell'Usb presenta con l'autore il libro
"SINDACATO $.p.A. Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta", di Stefano d’Errico, con Introduzione di Ezio Gallori e Prefazione di Peter Gomez.
(Paper FIRST, pp. 464, euro 18,50, nelle librerie. Acquistabile su Amazon scontato e con carta del docente)
https://youtu.be/c54kg7W9jE8?si=YbJphxbvxEZ-Kzvy
Sinossi
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dalla Prefazione di Peter Gomez:
"Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni. Qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato.
Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid.
Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema.
Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi.
Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo che, secondo Stefano d’Errico, muove ogni anno almeno 8 miliardi di euro, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni".
Dall’Introduzione di Ezio Gallori:
“Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi nell’acquisizione di una certa “modernità”, nell’acquisizione di diritti, nelle deleghe, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Stefano d’Errico è segretario nazionale dell’Unicobas. Profondo conoscitore del mondo sindacale, tra i suoi libri: La Scuola distrutta (Mimesis, Milano 2019) e La scuola rapita, il Covid e la Dad (Armando, Roma 2021), nei quali ha raccontato la storia del sindacalismo di base e denunciato 30 anni di massacro scientifico dell’istruzione pubblica ad opera del neo-liberismo e della sinistra minimalista e “politicamente corretta”.

Piergiuseppe Bettenzoli, Segretario provinciale di Rifondazione Com...

Indirizzo

Via Spartaco 27
Milan
20135

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