ARI Mestre IQ3ME

Indicazioni Sito Web

ARI Mestre IQ3ME 📡 ARI - Associazione Radioamatori Italiani - Sezione di Mestre

Qui si parla di radio, ma prima di tutto si parla tra amici. dello Statuto. RR 5/77). di Mestre.

La radio è tecnica, ma senza amicizia… è solo rumore. Questa pagina è gestita da:
Fabio IW3FVZ
Loredana IW3GST
Gianluca IU3OAR ARI - Associazione Radioamatori Italiani, Sezione di Mestre

Fin dal 1946 la Sezione ARI di Venezia raggruppava non solo i radioamatori della città, ma anche quelli residenti nell'entroterra, sia dello stesso comune che di alcuni comuni limitrofi. L'atipicità del territorio veneziano generava grosse difficoltà pratiche e logistiche che impedivano ai molti Soci extra cittadini di frequentare abitualmente la sede di Venezia. Furono queste difficoltà a stimolare diversi di questi OM a costituire un gruppo di lavoro in terraferma. Venne quindi preso in affitto un locale a Mestre, adibito a punto di ritrovo, con lo scopo di dare la possibilità ai Soci anche più distanti di incontrarsi per poter effettuare quelle attività radioamatoriali che prima non erano possibili. Fin dai primi incontri si ritenne di affidare ad alcuni Soci una delega con lo scopo di coordinare le varie attività. Questi, tutt'ora appartenenti alla Sezione di Mestre, sono Paolo I3DLI, Daniele I3FUE, Marino I3IVP ed Adriano I3PDA. Nel frattempo, complici le comunicazioni radio, molti iniziarono a frequentare la sede mentre altri vennero contattati dai responsabili. Fu così che dopo qualche mese ben 54 fra OM e SWL ebbero la possibilità di riunirsi tutti i venerdì nei locali presi in affitto. Vista la consistenza del gruppo, anche per non avere defezioni dall'ARI, venne deciso di dare mandato ad alcuni delegati di farsi parte attiva presso il C.D. Nazionale al fine di poter costituire una sezione in terraferma. Così venne contattato l'allora Segretario Generale Sergio Pesce I1ZCT il quale invitò i coordinatori ad inviare una domanda scritta firmata da questi 54 Soci. Pertanto, venne dato incarico a Marino I3IVP di recarsi a Milano per perorare le ragioni di tale richiesta. La stessa e' stata discussa ed approvata nella riunione del C.D.N. dell'11 dicembre 1976 con delibera 73/76 C.D., in base all'art. 50 e segg. La costituzione della Sezione ARI di Mestre (nell'immediato entroterra veneziano) è stata espressamente indicata (unica eccezione in Italia) nel Regolamento del Comitato Regionale Veneto dell'A.R.I. nell'art. 10, comma 5 poiché lo stesso articolo prevede che nel territorio dello stesso comune possa esistere una sola Sezione. La Sezione di Mestre, a quel tempo con sede in Via Durando 18 a Marghera, è diventata ufficialmente operativa il 31 Gennaio 1977, con l'elezione del primo Consiglio Direttivo così composto: Presidente Daniele Fabrici I3FUE, Vice Presidente Gianpaolo De Liberali I3DLI, Segretario Marino Pavan I3IVP, Cassiere Enzo Chiurlotto I3WEZ, Consigliere Adriano Paludo I3PDA (v. Fra le prime attività della Sezione vanno ricordati i corsi di preparazione (teoria e CW) per aspiranti radioamatori per dare risposta alle numerose richieste di CB ed appassionati e, conseguentemente, il rapido incremento di iscritti. La Sezione ha anche organizzato, fin dai primi anni di vita, radioassistenze a gare ed avvenimenti vari che sono risultati, oltre ad un utile servizio verso terzi, anche un prezioso campo di esperienze per i propri Soci, sia dal punto di vista operativo che organizzativo. Ciò è risultato molto valido anche sotto il profilo della formazione di operatori con grande esperienza da utilizzare in caso di emergenze. Nel 1987 la Sezione, infatti, ha stipulato una convenzione con il Comune di Venezia ed il gruppo C.E.R. (Corpo Emergenza Radioamatori) di Sezione ha acquisito la gestione delle radiocomunicazioni di emergenza del Centro Operativo Misto (C.O.M.) Nel febbraio del 1979 la sede è stata spostata presso i locali del Dopolavoro Montedison, in Via Galvani 2, sempre a Marghera, ospite della neonata Sezione Radioamatori del Dopolavoro stesso.
È incominciata così una stretta collaborazione per completare vicendevolmente e potenziare la possibilità di intraprendere attività ed iniziative. Le attività congiunte hanno portato immediatamente all’installazione di alcune antenne per l’ascolto delle gamme di frequenza riservate ai radioamatori ed all’intensificazione dei corsi teorico-pratici (radiotecnica e telegrafia) per la preparazione agli esami per il conseguimento della patente di radio operatore. Per elencare tutte le attività di questi quarant'anni di vita non basterebbero tutte le pagine di una Radio Rivista intera, pertanto ricorderemo solo le più importanti, suddivise in tre settori: culturali e tecniche, gare e contests e assistenze radio e comunicazioni di emergenza. Nel primo settore va ricordata la partecipazione (I3IDH) ai Congressi dei Medici Radioamatori iniziata nel 1978 e proseguita negli anni successivi. Nel 1979 la Sezione ha organizzato il 1° Raduno Triveneto AMSAT con la presenza del Presidente AMSAT ITALIA Domenico Marino I8CVS ed ha portato a termine la costruzione e l'allestimento, 1° in Italia, di un ponte ripetitore in VHF/FM per traffico esclusivo RTTY denominato RY1 (v. RR 7/81). Due anni dopo un'altra importante realizzazione con costruzione ed installazione di un beacon 10 Ghz. Sempre nel 1981, vengono organizzati a Mestre una conferenza sulla radioastronomia ed un convegno Microonde Triveneto e, successivamente, nel 1984 una conferenza sui satelliti metereologici e radioamatoriali con la presenza del Prof. Gianfranco Sinigaglia I4BBE. Nello stesso anno la Sezione partecipa al Jamboree on the air che ripeterà nel 1988, 1990 e 2007. Nel 1990 si procederà alla realizzazione ed attivazione di una stazione packet-radio. Nel 1992 la Sezione darà un contributo alla spedizione radio all'isola di Vignole e poi a quella di Pellestrina (IL3SP), che poi si ripeterà nel 1995. E sempre nel '92, in occasione delle regate veliche della 28ª America's Cup nelle quali era impegnato “Il Moro di Venezia”, l'attività verrà effettuata con il nominativo speciale IZ3CUP. Negli anni seguenti è continuata l'attività con corsi, incontri, visite culturali, attività didattica nelle scuole, attivazioni DCI, DAI, WFF, IOTA, ecc. Ed infine, ma non ultima e certamente molto importante, l'organizzazione della 17ª edizione della Conferenza mondiale di trasmissione via Luna, nel mese di agosto 2016, da parte di un gruppo di Soci della Sezione (Giulio IW3HVB, Corrado IK3YBX, Aldo IK3COJ, Fabio IW3FVZ, Sandro IZ3ZMF e Giorgio IK3GHY). Questa conferenza vede riuniti i maggiori esperti mondiali del settore che presentano e discutono i loro lavori. Fra questi, anche il premio Nobel per la fisica Joseph Taylor. Per quanto riguarda le gare e l'assistenza radio, la Sezione di Mestre si è sempre distinta e fin dalla sua nascita. Quando non esistevano ancora i nominativi di Sezione e si usavano, a rotazione, i nominativi dei Soci, l'attività era comunque di gruppo e non si può non ricordare almeno alcune cose. Già nel 1977, I3FUE vinceva il 1° Contest Italiano RTTY/VHF per arrivare al culmine della classifica mondiale nel 1979, vincendo quasi tutte le gare internazionali di quell'anno. Sempre ai primi posti nei Contest Alitalia 40/80: 1977 (1° cl. HF, I3FUE), 1979 (1° cl. I3LLH), 1980 (2° cl. I3IDH), 1981 (2° cl. I3IDH), 2014 (3° cl., IQ3KU 1° cl, I3-10870 4° cl..), 2015 (2° cl., IQ3QU 1° cl. ) e nei “Field day” Alitalia: 1978 (3 cl. I3IVP), 1979 (1° cl. VHF/HF, 1° cl HF e 4° cl. VHF I3LLH), 1980 (1° cl. e Trofeo Speciale I3VFJ), 1981 (1° cl. VHF e 5° cl. HF I3EDP), 1982 (4° cl. I3PDA), 1985 (5° cl. IK3COJ), 1986 (4° cl. I3TXQ), 1987 (1° cl. Mix e 2° cl. UHF IK3ITV). Anche il gruppo microonde (I3DRE, I3OPW, I3LYK, IK3COJ, I3VAD) si è sempre distinto nelle sue attività, basti ricordare i primi posti nei contests nazionali del 1980, il 3° posto della Sezione nella Maratona SHF (10GHz) (5° cl. I3VAD) ed i primi tre posti nel Trofeo ARI del 1981 (I3OPW, I3DRE, I3LYK). Ora, per varie vicende, il gruppo non c'è più, ma uno dei componenti (IK3COJ) rimane sulla breccia con costante impegno e piazzamenti sempre ai vertici con attività in 23, 13 e 6 cm, sia nei contests che EME. Altro settore che ha visto molto impegnati i Soci della Sezione di Mestre è stato quello dell'assistenza radio in occasione di gare ed eventi vari. La Sezione ha svolto questa attività sempre con slancio ed entusiasmo, meritando costantemente gli elogi degli organizzatori delle varie manifestazioni ed è stata impegnata per gare podistiche, ciclistiche, calcistiche, nautiche ed automobilistiche. Fra queste ultime vanno ricordati i molti rally, quali “Città di Mestre”, “Città di Venezia”, “Città di Chioggia”, “Bibione Tuttaspiaggia”, “S. Donà e Portogruaro”, “Rally del Piave”, “Città del Piave”, “Musile di Piave”, “Città di Mirano”, “Noventa di Piave” e “Città di Scorzè”. Dal 2007, dopo vari anni di assenza, questa attività è stata ripresa con nuovo entusiasmo e con nuovi elogi sulla professionalità degli Operatori proprio con il “Città di Scorzè”, ma nel 2016 una nuova normativa impone il termine di queste assistenze, molto preziose sotto il profilo della formazione professionale degli Operatori. Per quanto concerne, invece, le comunicazioni di emergenza, giova ricordare che già nel lontano 1951, in occasione della grande alluvione del Polesine, centinaia di radioamatori si erano prodigati, in condizioni estremamente difficili, per sopperire alla mancanza di comunicazioni del Servizio Pubblico le cui strutture erano state distrutte o danneggiate seriamente in molti luoghi. Nel 1967, all'indomani dell'altrettanto disastrosa alluvione del Novembre 1966 che vide immediatamente mobilitati i radioamatori, il Ministero P.T. muoveva i primi passi verso l'organizzazione di un “Servizio di emergenza” a mezzo di radioamatori. Veniva elaborato un piano provvisorio che prevedeva il coinvolgimento di “tre o quattro radioamatori per ogni capoluogo di provincia, operanti dalla propria stazione” ed una prima esercitazione di trasmissione dati per fare le prime esperienze. A quel tempo la Sezione A.R.I. di Mestre non esisteva, c'era soltanto quella di Venezia. Tuttavia quattro di quei cinque radioamatori, pionieri del Servizio di emergenza, hanno partecipato alla fondazione della Sezione di Mestre e pertanto sembra logico pensare che l'inizio di questa attività di Sezione possa essere riportata a quei lontani tempi. Da subito la Sezione partecipa a varie prove simulate e, nel 1980 in occasione del terremoto nell'Irpinia, è pienamente attiva nella ricetrasmissione dei telegrammi per collegamento Prefettura-Poste. Nel 1981 assume il Coordinamento provinciale ARI-CER. Seguono prove ed esercitazioni varie e nel 1987 stipula la prima convenzione per la gestione della sala radio C.O.M. di Mestre con il Comune di Venezia. Molto interessanti ed importanti sono state le prove di Protezione Civile del 1994 con una squadra inviata al Cavallino (VE) per la trasmissione via radio di Elettrocardiogrammi. Negli anni seguenti proseguono regolarmente le esercitazioni e le simulazioni proposte dalla Prefettura e la Sezione svolge regolarmente le lezioni teoriche e pratiche di radiocomunicazione nell'ambito dei corsi provinciali per Volontari di Protezione Civile. Nel 2005 organizza, a Cima Campo, Arsiè (BL), un'esercitazione di allestimento di una postazione per radiotrasmissioni di emergenza con tracciatura dei percorsi con sistema APRS. Partecipa a tutte le esercitazioni annuali e, nel 2009, partecipa all'intervento in Abruzzo (Poggio di Roio e Rocca di Mezzo) a seguito dell'emergenza per il sisma a L'Aquila (IW3GMU, IZ3IBL, I3VFJ). Seguono, oltre alle normali esercitazioni anche vari interventi in occasione delle rimozione di ordigni bellici e manifestazioni varie nonché l'assistenza radio e ricezione ATV presso COM Mestre in occasione della visita del Santo Padre Benedetto XVI. Si deve anche ricordare che la Sezione annovera parecchi Soci nell'Albo del Ruolo d'Onore. Attualmente, la sezione è impegnata su vari fronti, come l'attività didattica che comprende i corsi per la preparazione dell'esame per il conseguimento della patente di radioamatore e i corsi di CW, sia per gli stessi soci, che per esterni. Sul fronte “sportivo” diversi gruppi di soci partecipano a contest in HF, V/UHF ed EME, sia nazionali che internazionali, ricordiamo a questo proposito i 3 call “IQ” che fanno capo alla sezione: IQ3ME (principale), IQ3KU e IQ3LX. Non mancano attività divulgative e di rappresentanza, come la presenza a mostre e fiere, lo JOTA/JOTI con gli scout della zona. Attualmente il Consiglio Direttivo è composto da :
Meneghello Loredana IW3GST - Presidente
Feltrin Corrado IK3YBX - Vicepresidente
De Rossi Paolo IK3UVE - Consigliere
Pico Giulio IW3HVB - Consigliere
Rossi Massimo IZ3PXU - Consigliere
Meneghello Loredana IW3GST - Segretaria
Cazzin Fabio IW3FVZ - Sindaco
La Sezione inoltre di un Diploma delle Ville Venete tutte le informazioni le potete visualizzare al seguente link http://dvv.arimestre.it

Alle origini della radio: gli uomini che hanno cambiato il modo di comunicareOggi accendiamo la nostra radio, scegliamo ...
27/10/2026

Alle origini della radio: gli uomini che hanno cambiato il modo di comunicare

Oggi accendiamo la nostra radio, scegliamo una frequenza e magari, con un po’ di propagazione dalla nostra parte, riusciamo a collegare una stazione dall’altra parte del mondo. Per noi radioamatori è una cosa abbastanza normale. Ma dietro a quel semplice QSO ci sono oltre 130 anni di scoperte, esperimenti e persone che hanno cambiato per sempre le comunicazioni.

Tutto comincia ben prima di Marconi. Nel 1864 James Clerk Maxwell formula la teoria che prevede l’esistenza delle onde elettromagnetiche. Poco più di vent’anni dopo, tra il 1886 e il 1888, Heinrich Hertz riesce a dimostrarne sperimentalmente l’esistenza. Era la fine dell’Ottocento e quelle onde, ancora lontane dall’essere utilizzate per comunicare, stavano per aprire una strada completamente nuova.

Ed è qui che entra in scena Guglielmo Marconi. Nel 1895, appena ventunenne, conduce i suoi celebri esperimenti a Villa Griffone, vicino a Bologna, influenzato anche dagli studi di Augusto Righi, il fisico bolognese che aveva approfondito il lavoro di Hertz. La sua intuizione non fu semplicemente quella di generare onde radio, ma di trasformare un fenomeno fisico in un sistema pratico di comunicazione senza fili, aprendo la strada anche alla futura attività dei radioamatori.

Depositato nel 1896 e ottenuto nel 1897, il brevetto britannico per il suo sistema di telegrafia senza fili segna il primo passo verso il successo internazionale. Nel dicembre 1901 Marconi annuncia la ricezione, a Terranova, di segnali trasmessi dalla Cornovaglia attraverso l’Atlantico. Un risultato storico, anche se le condizioni e l’effettiva ricezione di quel primo segnale sono ancora oggi oggetto di discussione. Per i radioamatori, quell’esperimento rappresenta uno dei primi grandi esempi di collegamento a lunga distanza ottenuto grazie alla propagazione delle onde radio.

Ma la storia della radio non è fatta da un solo uomo. Oliver Lodge, Édouard Branly, Aleksandr Popov, Nikola Tesla e molti altri contribuirono, con studi ed esperimenti diversi, allo sviluppo delle tecnologie che avrebbero reso possibili le comunicazioni radio. La loro eredità vive ancora oggi nei nostri laboratori, nelle antenne autocostruite e nella continua ricerca del segnale più debole.

Nel 1909 Marconi riceve il Premio Nobel per la Fisica insieme a Karl Ferdinand Braun, a riconoscimento dei loro contributi alla telegrafia senza fili.

E pensare che oggi, con un ricetrasmettitore e un’antenna, continuiamo in qualche modo proprio quella tradizione: sperimentare, cercare segnali, superare distanze e capire fin dove possiamo arrivare. Ogni QSO, dal più vicino al più lontano, è un piccolo collegamento con quella storia iniziata oltre un secolo fa.

La tecnologia è cambiata enormemente. La curiosità che ha fatto nascere la radio, invece, è ancora la stessa: quella che spinge ogni radioamatore ad accendere la radio, ascoltare l’etere e provare a stabilire un nuovo collegamento.

73 de IQ3ME

QRP o QRO? Tra radioamatori è una di quelle discussioni che tornano fuori spesso. C'è chi si diverte con 5 watt e un pez...
15/10/2026

QRP o QRO?

Tra radioamatori è una di quelle discussioni che tornano fuori spesso. C'è chi si diverte con 5 watt e un pezzo di filo e chi, quando la propagazione non collabora, preferisce avere qualche centinaio di watt a disposizione. Perché alla fine dipende da cosa vogliamo fare, dalla banda, dalla propagazione e dal tipo di attività che stiamo facendo.

Il QRP, con i suoi 5 W, è una bella scuola. Ti porta a prestare attenzione a cose che con più potenza magari tendi a trascurare. L'efficienza dell'antenna, le perdite della linea di alimentazione, la scelta del momento giusto per chiamare. Ti permette di avere una radio sempre nello zaino e quando riesci a completare un DX che sembrava impossibile, la soddisfazione è difficile da spiegare a chi non ha mai provato.

Con i modi digitali le possibilità aumentano parecchio. In FT8-4 si possono completare collegamenti a distanze notevoli anche con pochi watt, mentre con WSPR bastano talvolta frazioni di watt per essere ricevuti e decodificati dall'altra parte dell'oceano. Naturalmente, propagazione permettendo.

Il rovescio della medaglia? Provate a farvi sentire con pochi watt in mezzo a un pile-up affollato. A volte sembra di voler parlare sottovoce in una stanza piena di gente che urla. Però, quando finalmente il corrispondente risponde proprio a voi, la soddisfazione ripaga tutti i tentativi.

Il QRO ha altrettanto senso, soprattutto quando le condizioni si fanno difficili, magari durante un contest o con la spedizione rara. Qualche dB in più può essere sufficiente per passare da una chiamata rimasta senza risposta a un QSO completato.

E naturalmente più potenza significa anche maggiori costi, consumi, calore da smaltire e un impianto che deve essere all'altezza. Senza dimenticare la pulizia delle emissioni, il rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici e le possibili interferenze agli apparati elettronici nelle vicinanze, ecc..

Ma quanto cambia davvero passando da pochi watt a potenze più elevate?
Facciamo due conti. Raddoppiare la potenza significa guadagnare circa 3 dB. Passare da 5 a 100 W equivale a circa 13 dB, mentre da 5 a 500 W il guadagno arriva a 20 dB. Se consideriamo il riferimento convenzionale di 6 dB per punto S, parliamo rispettivamente di poco più di due e poco più di tre punti. Sempre ammesso di avere dall'altra parte uno S-meter che rispetti davvero quella scala, cosa tutt'altro che scontata.

E qui vale la pena ti**re in ballo le antenne. Una Yagi a tre elementi ben progettata può offrire, indicativamente, 6-7 dB di guadagno rispetto a un dipolo nella direzione di massima radiazione. Un vantaggio che, sul segnale irradiato in quella direzione, è paragonabile a quello ottenuto quadruplicando o anche quintuplicando la potenza. Con una differenza non da poco: un'antenna direttiva può migliorare anche la ricezione e permette di attenuare segnali e disturbi provenienti da altre direzioni.

Insomma, prima di investire in altri watt, forse conviene dare un'occhiata a quello che abbiamo sopra il tetto.

Ma attenzione, perché il punto non è stabilire se sia meglio il QRP o il QRO. Non c'è nulla di sbagliato in nessuno dei due modi di fare radio, purché si rispettino i limiti di potenza previsti dalla propria autorizzazione. Ognuno sceglie come divertirsi, in base alle condizioni, agli obiettivi e alla propria stazione.

Un discorso a parte meritano però i modi digitali perché sono modalità progettate per lavorare anche con segnali molto deboli, quindi spesso non servono grandi potenze per completare un QSO. Certo, aumentare i watt può rendere più facile farsi decodificare. Ma se tutti cominciamo a usare potenze elevate solo per arrivare più forti degli altri, rischiamo di perdere uno dei principali vantaggi di questi modi operativi.

Alla fine QRP e QRO possono convivere benissimo nella stessa stazione. Ci sono giornate in cui bastano 5 W e un po' di pazienza. Altre in cui avere qualche dB di riserva fa comodo, eccome.
L'importante è sapere cosa si sta facendo, rispettare chi condivide con noi le bande e, soprattutto, divertirsi.

E voi come la vedete? Preferite la sfida dei pochi watt, la possibilità di utilizzare più potenza quando serve oppure cambiate approccio al bisogno? Raccontateci il vostro QSO più sorprendente fatto in QRP, oppure quella volta in cui accendere il lineare ha fatto davvero la differenza con la spedizione rara.

73 de IQ3ME

Da qualche anno il panorama satellitare si è arricchito di una possibilità storica: un transponder geostazionario, sempr...
13/09/2026

Da qualche anno il panorama satellitare si è arricchito di una possibilità storica: un transponder geostazionario, sempre puntabile nello stesso punto del cielo. È QO-100, il payload amatoriale ospitato sul satellite Es'hail-2, riservato a chi possiede un nominativo di radioamatore, lanciato il 15 novembre 2018 da Cape Canaveral e posizionato a circa 26 gradi Est. Non è il primo satellite radioamatoriale della storia, quella lunga tradizione parte da OSCAR 1 nel 1961, ma è il primo a volare in orbita geostazionaria, frutto della collaborazione tra Es'hailSat, la Qatar Amateur Radio Society e AMSAT-DL.

Il payload si divide in due sezioni: una a banda stretta di circa 500 kHz per CW, SSB e modi digitali come FT8, con uplink intorno ai 2400 MHz e downlink intorno ai 10489-10490 MHz, e una a banda larga di 8 MHz, pensata soprattutto per la televisione digitale amatoriale DVB-S2, che copre 2401,5-2409,5 MHz in uplink e 10491-10499 MHz in downlink.

Per la ricezione basta una comune parabola satellitare con LNB dedicato e un ricevitore SDR economico: la copertura spazia da tutta Europa all'Africa, dal Medio Oriente fino al Brasile.

Questo weekend facciamoci sentire sui 144 MHz!Il 5 e 6 settembre torna il Contest IARU Regione 1 VHF, uno degli appuntam...
03/09/2026

Questo weekend facciamoci sentire sui 144 MHz!

Il 5 e 6 settembre torna il Contest IARU Regione 1 VHF, uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la banda dei 144 MHz.

Che tu sia un contester incallito o semplicemente abbia voglia di accendere la radio e fare qualche collegamento, questo è il weekend giusto per esserci.

Perché partecipare?

Perché ogni QSO conta.
Conta per aumentare la presenza italiana nelle classifiche internazionali, per dare punti a chi gareggia seriamente, per creare più attività in banda e anche per provare qualche bel DX, approfittando della presenza in aria di molte delle migliori stazioni europee.

Ma c’è anche un motivo ancora più importante: le nostre bande vanno usate.

Soprattutto dalle VHF in su, lo spettro radio è sempre più prezioso e richiesto. Dimostrare che i 144 MHz sono vivi, frequentati e utilizzati significa anche contribuire concretamente alla loro tutela.

Quindi, anche se fai solo pochi QSO, partecipa e invia comunque il log in formato EDI.

📌 Il contest dà inoltre diritto a un moltiplicatore per lo IAC, indipendentemente dal punteggio ottenuto.

🇮🇹 Negli ultimi anni l’Italia si è distinta per una presenza molto forte nelle classifiche internazionali. Cerchiamo di confermarci anche questa volta.

📖 Regolamento – 63° Trofeo ARI VHF & Up
https://www.ari.it/contest-vhf-up/trofei-ari/8651.html

📤 Invio log
https://contest.ari.it

Accendi la radio, gira l’antenna e fatti sentire.
Ci troviamo sui 144 MHz questo weekend! 📡🇮🇹

PROPAGAZIONE: L’E SPORADICOQuando una banda che sembrava completamente chiusa si anima all’improvviso e compaiono segnal...
02/09/2026

PROPAGAZIONE: L’E SPORADICO

Quando una banda che sembrava completamente chiusa si anima all’improvviso e compaiono segnali molto forti da 1.000, 1.500 km o anche più lontano, una delle possibili spiegazioni è l’E sporadico, normalmente indicato come Es.

Il fenomeno si sviluppa nella regione E dell’ionosfera, in genere attorno ai 90-120 km di quota, dove possono formarsi strati molto sottili con una densità elettronica decisamente superiore a quella circostante. Quando questa densità diventa sufficientemente elevata, tali strati possono riportare verso Terra segnali a frequenze che normalmente attraverserebbero la regione E.

Per noi radioamatori l’Es diventa particolarmente interessante sui 10 e 6 metri. Negli eventi più intensi la propagazione può spingersi ancora più in alto in frequenza e rendere possibili collegamenti persino sui 2 metri, anche se si tratta di aperture decisamente più rare.

Alle nostre latitudini l’occorrenza dell’Es presenta un marcato massimo tra la tarda primavera e l’estate, pur potendo manifestarsi anche in altri periodi dell’anno. Dal punto di vista operativo può essere molto dinamico: segnali forti possono comparire, cambiare direzione o scomparire nell’arco di pochi minuti, anche per effetto dello spostamento delle zone ionizzate e del cambiamento della geometria favorevole alla propagazione.

Ma da dove nasce? Alle medie latitudini, il principale meccanismo di formazione è generalmente ricondotto al cosiddetto wind shear, cioè alle variazioni del vento con la quota nell’alta atmosfera. In presenza del campo geomagnetico, queste condizioni possono favorire la concentrazione in strati molto sottili di ioni metallici, come ferro e magnesio, originati in larga parte dall’ablazione del materiale meteorico nell’atmosfera.

Il meccanismo completo è più articolato, ma il risultato per chi sta alla radio è ben riconoscibile: una banda apparentemente deserta può cambiare volto in pochissimo tempo.

13/08/2026

La IARU Regione 1 ha annunciato la pubblicazione della quarta edizione di Ethics and Operating Procedures for the Radio Amateur (EOP), il documento di riferimento internazionale dedicato ai principi etici e alle corrette procedure operative nel Servizio di Radioamatore.

A sedici anni dalla precedente edizione, pubblicata nel 2010, questa nuova versione recepisce l'evoluzione del radiantismo, aggiornando i contenuti alla luce delle moderne modalità operative, della crescente diffusione dei modi digitali, dell'intensa attività DX e contest e del ruolo sempre più importante dei radioamatori nelle comunicazioni di emergenza e nel servizio alla collettività.

L'EOP rappresenta un punto di riferimento fondamentale sia per i radioamatori di nuova nomina sia per gli operatori più esperti, promuovendo i valori di autodisciplina, correttezza, rispetto reciproco e buona pratica operativa che da sempre contraddistinguono il nostro servizio.

La quarta edizione è il risultato del lavoro coordinato dalla IARU Regione 1 con il contributo di un gruppo editoriale internazionale e dei numerosi suggerimenti provenienti dalle associazioni aderenti. Tra i componenti del team editoriale figura anche il nostro associato Marco IU2DXF, che ringraziamo per aver portato un significativo contributo italiano a questo importante progetto internazionale.

Pubblicato in formato PDF/UA eBook e distribuito con licenza Creative Commons CC BY-SA 4.0, il documento sostituisce ufficialmente la terza edizione del 2010 e sarà progressivamente reso disponibile in numerose lingue attraverso il coordinamento della IARU Regione 1.

Invitiamo tutti i Soci a consultare questa importante pubblicazione, che costituisce un prezioso strumento per svolgere l'attività radioamatoriale in modo sempre più consapevole, responsabile e conforme alle migliori pratiche operative internazionali.

👉 documento in PDF disponibile qui:https://www.ari.it/images/stories/hf/iaru-eop-4th-ed-v4.2.0_f.pdf

13/08/2026

Siamo lieti di informare tutta la comunità radioamatoriale italiana che, con protocollo n. 5536/2026, abbiamo appena ricevuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) la conferma del rinnovo delle sperimentazioni frequenziali nelle gamme 1810-1830 kHz, 40.660-40.700 MHz e 70.100-70.400 MHz.

Ricordiamo che i relativi bandplan sono disponibili sul sito www.ari.it e che il MIMIT prevede l'utilizzo del portale sperimentazioni.ari.it per il monitoraggio dei fenomeni interferenziali e la raccolta dei log delle attività sperimentali.

Ogni attività svolta e ogni log caricato rappresentano un passo importante verso la possibile assegnazione definitiva di queste bande al Servizio di Radioamatore. Per questo motivo invitiamo tutti i radioamatori autorizzati a partecipare attivamente alle sperimentazioni e a caricare tempestivamente i propri log sul portale dedicato.

Un sentito ringraziamento va a tutti i Soci ARI che, con il loro sostegno all'Associazione, rendono possibile il raggiungimento di questi importanti risultati e la prosecuzione delle attività istituzionali a favore dell'intera comunità radioamatoriale italiana.

Buona sperimentazione a tutti... fino al 31 dicembre 2026!

Il futuro di queste bande dipende anche dalla partecipazione di ciascuno di noi. Facciamo sentire la nostra presenza in aria e dimostriamo, con i fatti, quanto siano importanti per il Servizio di Radioamatore.

Ci sono traguardi che non si raggiungono da soli.Negli ultimi 3 mesi questa pagina ha superato le 146k visualizzazioni, ...
25/07/2026

Ci sono traguardi che non si raggiungono da soli.

Negli ultimi 3 mesi questa pagina ha superato le 146k visualizzazioni, registrando una crescita del 650%, si sono aggiunti 187 nuovi follower e il pubblico è aumentato dell'835%.

Si tratta di risultati che sinceramente non mi aspettavo e che mi fanno davvero piacere. Un ringraziamento va a tutti coloro che leggono i post, li commentano, li condividono e partecipano alle discussioni. Ogni interazione rappresenta uno stimolo prezioso per continuare.

Dietro ogni pubblicazione c'è tempo sottratto agli impegni quotidiani, spesso sacrificando parte del poco tempo libero a disposizione. Tutto questo avviene senza alcun interesse personale, ma con l'unico obiettivo di promuovere il nostro hobby e dare visibilità alla sezione.

Le opinioni diverse sono una ricchezza e le critiche, quando costruttive e non occulte, rappresentano un'opportunità di crescita ed è così che una comunità si rafforza.

L'impegno continuerà nella stessa direzione: condividere la passione con serietà, trasparenza e spirito di servizio, offrendo contenuti utili e, si spera, interessanti.

Ancora una volta, grazie a tutti. Questo traguardo appartiene anche a tutti voi.

73!

📻 NanoVNA e Carta di Smith: molto più del semplice ROSAmmettiamolo... la prima volta che si apre la Carta di Smith sul N...
15/07/2026

📻 NanoVNA e Carta di Smith: molto più del semplice ROS

Ammettiamolo... la prima volta che si apre la Carta di Smith sul NanoVNA viene spontaneo cambiare schermata. Sembra complicata, ma una volta capito come leggerla diventa uno strumento davvero utile.

Il NanoVNA non misura solo il ROS, mostra anche l'impedenza dell'antenna e la sua componente reattiva, aiutando a capire se il disadattamento è di tipo induttivo o capacitivo e il centro della Carta di Smith rappresenta un adattamento ideale a 50 + j0 Ω; più il punto si allontana dal centro, maggiore è il disadattamento.

Una cosa importante: il ROS racconta solo una parte della storia. Un buon adattamento indica che il sistema è ben adattato nel punto in cui si sta effettuando la misura, ma per capire davvero il comportamento dell'antenna è utile osservare anche impedenza e reattanza. Inoltre, la linea di alimentazione, eventuali trasformatori d'impedenza o reti di adattamento possono influenzare ciò che si osserva sul NanoVNA. Per questo una buona calibrazione è fondamentale per ottenere misure affidabili.

E voi? Usate il NanoVNA solo per controllare il ROS o vi siete già avventurati nella Carta di Smith? 📡

📺 ATV: quando la radio trasmette anche le immaginiQuando si parla di radioamatori, quasi tutti pensano alla voce o al co...
10/07/2026

📺 ATV: quando la radio trasmette anche le immagini

Quando si parla di radioamatori, quasi tutti pensano alla voce o al codice Morse. E invece no... c'è anche chi trasmette immagini e video via radio.

Si chiama ATV (Amateur Television) ed è una delle attività tra le più particolari e sperimentali del nostro hobby. Utilizzando le bande radioamatoriali, principalmente dai 432 MHz in su, è possibile realizzare veri collegamenti televisivi tra stazioni, inviando immagini in diretta insieme all'audio.

Negli anni si è passati dalla televisione analogica alla DATV (Digital Amateur Television), che sfrutta standard digitali come DVB-S e DVB-T. Dietro un collegamento ATV c'è davvero tanta tecnica: ricetrasmettitori dedicati, convertitori, antenne direttive, parabole per le bande più alte e, naturalmente, una buona conoscenza della propagazione delle onde radio.

Non è un'attività diffusissima, questo è vero. Ma proprio per questo affascina chi ama sperimentare e mettersi alla prova. E quando sul monitor compare finalmente l'immagine della stazione corrispondente... la soddisfazione è difficile da descrivere.

Se volete vedere questa disciplina in azione, domenica 12 luglio si svolgerà il Contest ATV Triveneto, organizzato dalle Sezioni ARI di Treviso. Sarà un'occasione per tanti appassionati di testare le proprie stazioni, confrontarsi sul campo e continuare a far crescere un settore del radiantismo che merita sicuramente di essere conosciuto di più.

E voi, avevate mai sentito parlare dell'ATV?

Indirizzo

Via Lussingrande 5
Mestre
30174

Orario di apertura

21:00 - 22:00

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando ARI Mestre IQ3ME pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Organizzazioni Senza Scopo Di Lucro nelle vicinanze