Una Strada onlus

Una Strada onlus Una Strada sostiene progetti di sviluppo nei paesi più poveri e promuove l'educazione all'incontro

Dal 1999 Una Strada è un’associazione aconfessionale e apartitica riconosciuta dalle istituzioni, con sede a Mestre e con soci in tutta Italia. E’ una organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) formata esclusivamente da volontari: ad oggi conta venticinque volontari attivi e oltre 500 soci, che contribuiscono ogni anno al sostegno dei nostri progetti. Una Strada sostiene finanziariame

nte organizzazioni che nei paesi d’origine aiutano i bambini in campo educativo e sanitario, creando una cultura dell’incontro e della reciproca comprensione che crediamo sia la base per costruire il mondo di domani. Dal 2004 ogni anno è stato realizzato un calendario che, distri­buito nel territorio veneziano ed oltre, ha raggiunto circa settemila famiglie che così hanno conosciuto l’associazione, i suoi programmi e le sue iniziative.

10/04/2026
18/03/2026
15/03/2026

Ieri è successo qualcosa che ci riconcilia col mondo e ci ricorda che il Paese reale spesso è molto migliore di quello che raccontiamo ogni giorno.

Siamo ad Alicudi, la più piccola delle isole Eolie. Cento abitanti o poco più.

Un barchino della speranza carico di 19 migranti, tutti di nazionalità iraniana e irachena, nella notte si trovava in difficoltà in mare poco distante dalla costa quando un pescatore locale li ha avvistati e lanciato l’allarme.

In attesa della guardia costiera, il pescatore li ha raggiunti, soccorsi, prelevati e trasportati un po’ per volta sani e salvi a riva, dove gli abitanti locali li hanno immediatamente soccorsi portando loro cibo, vestiti, beni di prima necessità.

Del barchino nessuna traccia, probabilmente spazzato via dalla corrente.

E chissà cosa sarebbe successo senza l’intervento provvidenziale di quest’uomo al centro della foto e l’aiuto spontaneo di decine e decine di donne e uomini generosi, accoglienti.

In una parola: UMANI.

Questa piccola comunità di cento abitanti, con questo gesto, ha riscattato da solo due anni di campagna violenta e razzista, di spersonalizzazione e deumanizzazione nei confronti dei migranti.

E io voglio dire loro Grazie. Solo questo.

Ricordiamo a tutti l'iniziativa di venerdì sera. Si potrà parcheggiare all'Interno. Invito ad aderire all'appello per ch...
19/02/2026

Ricordiamo a tutti l'iniziativa di venerdì sera. Si potrà parcheggiare all'Interno. Invito ad aderire all'appello per chi non lo avesse ancora fatto.

SERATA DEDICATA ALLA PRESENTAZIONE DELL’APPELLO DEI PRIMI FIRMATARI PER LA COSTITUZIONE DI UN ASSESSORATO E CENTRO PACE A VENEZIA

Appello per un Assessorato e Centro Pace a Venezia
La costruzione di politiche di pace, prima e accanto all’azione delle diplomazie dei singoli paesi
e degli organismi multilaterali – di cui oggi avvertiamo la tragica mancanza – comincia dai
territori, dalla scelta consapevole di donne e uomini che, dal basso, si mobilitano per
maturare una sensibilità dell’opinione pubblica e per costruire concrete iniziative di aiuto.
Così è stato per la Global Sumud Flottilla che ha costituito il momento finale di una capillare
raccolta di aiuti alimentari e presidi medici. Così è stato per il movimento europeo di azione
non violenta che ha portato sostegno ai territori dell’Ucraina anche con l’azione di donne e
uomini del nostro territorio. Non si possono dimenticare le tante altre azioni di solidarietà
attiva per il rispetto dei diritti umani e di aiuti concreti in tanti altri paesi del mondo.
La costruzione della pace, intesa non come semplice assenza di guerra, bensì come
condizione permanente di dialogo tra i popoli e le loro rappresentanze è esito di un lungo e
delicato processo di educazione e formazione, di rispetto del Diritto Internazionale, di
costante interesse nei confronti di chi vive in zone del mondo esposte alla guerra.
Sono i Comuni i primi interlocutori dei cittadini, i luoghi naturali in cui si rappresentano gli
interessi collettivi e si costruiscono politiche in grado di accogliere i bisogni dei territori.
Se oggi il Comune è vissuto come un Ente in grado di soddisfare solo bisogni limitati, ancorché
essenziali, non dobbiamo dimenticare che esso può mettersi alla testa di una straordinaria
mobilitazione politica.
Così è stato a Firenze negli anni ’50 con il sindaco Giorgio La Pira. Così continua ad essere in
molte città del nostro Paese e della nostra area metropolitana. Anche il Comune di Venezia
aveva creato a suo tempo il Centro Pace, luogo di incontro delle Associazioni locali per la
promozione di culture di pace e per l’organizzazione di azioni concrete di solidarietà e
vicinanza alle popolazioni dei teatri di guerra.
Quell’esperienza è stata cancellata nel 2015, con l’insediamento dell’Amministrazione che
ancora oggi guida la Città.
A pochi mesi dalle elezioni che daranno una nuova amministrazione e un nuovo sindaco a
Venezia e alla Città metropolitana, i sottoscrittori di questo appello intendono chiedere
l’impegno a quanti si candideranno alla carica di sindaco e di consigliere comunale, ad
istituire un Assessorato alla Pace e Centro Pace e alla promozione delle pratiche della
nonviolenza, costituito da una propria struttura amministrativa, con personale e
risorse dedicate. Una struttura che sappia, prima di tutto, valorizzare le iniziative e le reti che
nella nostra città già agiscono e che negli ultimi anni hanno tenuta alta la voce di chi ritiene
che esista un altro modo di regolare le relazioni internazionali rispetto ai conflitti.
Avvertiamo la necessità di diffondere un linguaggio di pace e di far sì che la Scuola sia, grazie
allo straordinario lavoro degli insegnanti, la prima Agenzia in grado di educare alla costruzione
di relazioni pacifiche, fondate sul diritto e sugli organismi sovranazionali.
Questo impegno è particolarmente urgente in un tempo segnato dal proliferare di una
“grammatica bellica”, che coinvolge anche le scuole viste le varie proposte per il ripristino del
servizio di leva .
Vogliamo che Venezia , per sua storia e natura aperta all’incontro di culture diverse ,
sia luogo di dialogo e di costruzione di politiche di pace.
Si richiede ai cittadini e alle cittadine di sottoscrivere il documento facendo pervenire
la propria adesione all’indirizzo mail [email protected]
Primi firmatari: Lucia Bertato, Carlo Bolpin, Giuliano Cesaro, Franca Marcomin, Michele
Mognato, Gabriele Scaramuzza, Giuseppe Tattara, Gianni Trotter, Laura Venturelli.

Febbraio 2026

07/09/2025

«Un film che non si limita a raccontare una storia, ma che la vive, la respira. Un’opera che ci rende inevitabilmente testimoni consapevoli e impotenti di fronte alla straziante rappresentazione dell’inutile scorrere del tempo. L’utilizzo di voci e immagini autentiche, condensate in scene di realismo tagliente, rendono l’immediatezza e la sincerità del sentimento vissuto, che non è solo un elemento narrativo, ma un riverbero emotivo che ci scava dentro, restituendo tutto il peso dell’esperienza che ci viene mostrata. Una magistrale interpretazione degli attori che si mettono a servizio della realtà, rendendo il legame con la recitazione indistinguibile. Una pretesa di umanità, un urlo necessario che desta le coscienze assopite».

Queste sono le parole che hanno accompagnato la vittoria di The Voice Of Hind Rajab durante la penultima giornata della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La cerimonia si è svolta alle 17. 30 nella sala Tropicana 2 dell’Hotel Excelsior. Il Leoncino d’Oro, riconoscimento promosso da AGISCUOLA insieme ad A. G. I. S. , A. N. E. C. E l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, è stato assegnato quest’anno al film diretto da Kaouther Ben Hania, che racconta la drammatica storia della piccola Hind Rajab, una bambina palestinese di 6 anni uccisa a Gaza durante un attacco dell’esercito israeliano mentre si trovava in auto con la famiglia.

The Voice Of Hind Rajab ha ottenuto anche la Segnalazione Cinema For UNICEF, motivata così: “Per aver saputo trasformare la straziante verità nella voce di una bambina, che si fa grido di dolore di ogni infanzia tradita, di ogni innocenza rubata e massacrata dall’abominio di questa guerra. Per averci costretto a guardare oltre lo schermo, misurando in quel silenzio assordante il vero confine della nostra umanità e intimandoci di agire, perché ogni giorno di silenzio è un giorno in più di sofferenza”.

Alla premiazione erano presenti, tra gli altri, Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, Alberto Barbera, Direttore della Mostra, Andrea Del Mercato, Direttore Generale della Biennale, Luigi Lonigro, Presidente dell’Unione Editori e Distributori Cinematografici, Mauro Antonelli del Ministero dell’Istruzione e Giuseppe Pierro del MIM.

03/09/2025

Indirizzo

Via Grimani 10
Mestre
30174

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