29/04/2026
R.i.p. 🙏🌱🍄
Forse non lo conoscevate, ma ci ha appena lasciato uno dei più grandi botanici e conservazionisti del XX secolo: Peter Raven.
Il suo contributo più noto lo diede assieme all'entomologo Paul Ehrlich (anch'egli di recente spirato), coniando il termine importantissimo di co-evoluzione in una seminale pubblicazione del 1964, incentrata sul legame tra farfalle e piante.
Anche se il concetto generale esisteva sin dai tempi di Charles Darwin, fino a quel momento la maggior parte dei ricercatori era più incentrata sui singoli adattamenti delle specie.
Con il loro lavoro ci fu un cambio di paradigma che spostò l'attenzione degli evoluzionisti verso i meccanismi con cui organismi appartenenti a gruppi diversi possono influenzarsi a vicenda nella loro evoluzione.
Proprio le piante mostrano spettacolari esempi di co-evoluzione con insetti, vertebrati, e anche funghi (come le micorrize) e batteri (come gli endofiti).
Raven in particolare sviluppò l'ipotesi che quando una pianta evolve una nuova sostanza chimica che può fungere da tossina, si libera dei suoi parassiti e può diversificarsi in nuove nicchie. Gli insetti a loro volta possono evolvere mezzi per resistere a questi composti, diversificandosi a seconda delle specie vegetali che visitano.
Raven diede poi innumerevoli contributi alla sistematica delle piante, all'ecologia vegetale, alla biogeografia e anche all'etnobotanica, ma soprattutto alla conservazione.
Per dire, è stato tra i primi a quantificare il tasso di estinzione nelle foreste tropicali, portando il tema della perdita di biodiversità dai circoli accademici alle agende internazionali. Ha poi ha sostenuto la necessità di una tassonomia globale accelerata, sostenendo la tesi che non possiamo proteggere ciò che non abbiamo ancora catalogato.
Ha condiviso con Ehrlich la preoccupazione per la sesta estinzione di massa, ma con una retorica meno apocalittica e dando maggior risalto alla tecnologia come potenziale mitigatore, laddove Ehrlich la vedeva spesso come un aggravante.
Un esempio riguarda la promozione delle biotecnologie in campo agrario. Raven è stato un fermo sostenitore delle piante transgeniche, ritenendo che per nutrire una popolazione in crescita senza distruggere gli ultimi habitat naturali, bisogna massimizzare la resa riducendo il terreno da destinare a uso agricolo.
Gli studenti ed ex-studenti universitari, auspicabilmente, hanno a casa una copia del meraviglioso mattone che porta il suo nome: la "Biologia delle piante di Raven", per l'appunto, oggi curata da Ray Evert e Susan Eichhorn.