Cgil Veneto

Cgil Veneto La Cgil del Veneto è una ramificazione regionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro.

🟥 LANDINI: «SALARI, SANITÀ E FUTURO A RISCHIO: GLI ITALIANI STANNO PEGGIO, IL GOVERNO SMETTA DI FARE PROPAGANDA»▪️ Il se...
25/08/2026

🟥 LANDINI: «SALARI, SANITÀ E FUTURO A RISCHIO: GLI ITALIANI STANNO PEGGIO, IL GOVERNO SMETTA DI FARE PROPAGANDA»

▪️ Il segretario generale della CGIL traccia il bilancio economico e sociale del Paese, denunciando il calo del potere d'acquisto e la crisi dei servizi pubblici, e chiede un confronto reale sui problemi del lavoro

«Di fronte alle recenti polemiche e agli attacchi rivolti alla CGIL dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente del Senato Ignazio La Russa in occasione delle commemorazioni di Marcinelle, la nostra posizione è netta: stanno facendo tutto loro. Non abbiamo alcuna intenzione di inseguire insulti personali o alimentare sterili scontri verbali, il cui unico scopo è distrarre l’attenzione dei cittadini dalle emergenze reali. Come ci ricordano sia il Capo dello Stato sia Papa Leone XIV, questo è il tempo della responsabilità, delle soluzioni e di una pace disarmata e disarmante, non dei conflitti di facciata. Se il governo vuole confrontarsi sul merito dei problemi la CGIL c’è, ma non perderemo tempo dietro alla propaganda.

Il 4 settembre questo esecutivo diventerà il più longevo della storia repubblicana, ma la domanda che ogni cittadino deve porsi è semplice: stiamo meglio o peggio di quattro anni fa? La risposta è che stiamo peggio. I salari e il potere d’acquisto continuano a calare sotto il peso dell’inflazione e dell'aumento delle bollette e dei carburanti, mentre la pressione fiscale continua a gravare in modo sproporzionato su lavoratori dipendenti e pensionati. Le disuguaglianze si sono allargate a dismisura, tanto che oggi l'uno per cento più ricco del Paese detiene il venticinque per cento della ricchezza, a fronte del cinquanta per cento più povero che ne possiede appena il sette per cento. La casa è tornata a essere un diritto negato e l’occupazione cresce solo tra gli over 50 a causa del peggioramento delle regole della legge Fornero, mentre trecentomila giovani italiani sono stati costretti a emigrare in Spagna alla ricerca di condizioni dignitose, a fronte di appena trentamila spagnoli residenti in Italia.

Allo stesso tempo, respingiamo con forza l’illusione di trasformare l’economia italiana ed europea in un’economia di guerra. Destinare ventuno miliardi di euro al riarmo non aumenterà la nostra sicurezza: allontanerà la pace e sottrarrà risorse vitali allo stato sociale, mentre mancano medici e infermieri, la sanità pubblica crolla, la popolazione invecchia e non si fanno più figli.

Sul fronte della sicurezza sul lavoro, non possiamo accettare che le morti continuino a essere liquidate come sfortuna. Sono invece la conseguenza diretta di un modello fondato su precarietà, catene di subappalti, lavoro nero e profitto a ogni costo. A pochi giorni da Marcinelle il governo ha approvato provvedimenti che depotenziano la prevenzione, riducendo la responsabilità amministrativa delle imprese attraverso la riforma della legge 231 e comprimendo le verifiche sull’uso del denaro pubblico tramite il commissariamento della Corte dei Conti.

Anche sul piano industriale la situazione è critica e mette a rischio la vocazione manifatturiera dell'Italia. Non è vero che le vertenze sono diminuite: ci sono oltre centoventi tavoli di crisi attivi che coinvolgono circa centoquarantaduemila addetti. I problemi non si risolvono solo con la cassa integrazione, servono investimenti e una vera politica industriale. Per l’Ex Ilva, ad esempio, non è sufficiente l'interesse di cordate private per trasformarla in un mero impianto di trasformazione: serve un piano strategico fondato sulla decarbonizzazione per salvaguardare la produzione di acciaio, la salute e gli oltre seimila posti di lavoro diretti e dell'indotto, garantendo la presenza dello Stato.

Sul fronte contrattuale, la nostra richiesta è chiara: dobbiamo dare piena attuazione alla piattaforma unitaria di CGIL, CISL e UIL per cancellare definitivamente i contratti pirata e garantire alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto democratico di votare e validare gli accordi che riguardano la loro vita e il loro lavoro.»

🟥 I “DUBLINANTI” E IL BOOMERANG ITALIANO▪️ Le stesse regole europee che il Governo Meloni invoca per chiedere solidariet...
24/08/2026

🟥 I “DUBLINANTI” E IL BOOMERANG ITALIANO

▪️ Le stesse regole europee che il Governo Meloni invoca per chiedere solidarietà possono essere utilizzate per chiedere all’Italia di rispettare i propri obblighi

Il termine dublinanti si riferisce ai richiedenti asilo che si trovano in un Paese diverso da quello che dovrebbe esaminare la loro richiesta. Prende il nome dalla norma europea che fino a tre mesi fa regolava il sistema di asilo europeo, il Regolamento di Dublino.

Per tre anni l’Italia ha tenuto chiusa la porta ai cosiddetti “dublinanti”, i richiedenti asilo arrivati nel nostro Paese e poi trasferitisi in un altro Stato europeo. Ora quella porta si riapre sotto la spinta delle nuove regole europee.

Le notizie degli ultimi giorni parlano chiaro. Prima la Germania, poi la Svizzera e l’Austria. Quindi la Finlandia e la Svezia e adesso anche l’Olanda hanno annunciato di voler rispettare le norme entrate in vigore a giugno di quest’anno.

“Anche i Paesi Bassi riprenderanno i trasferimenti di migranti verso l'Italia, in conformità con l'entrata in vigore del Patto Ue sulla migrazione e l'asilo”. Ha dichiarato il ministero della Giustizia e della Sicurezza olandese.

"Il 12 giugno è entrato in vigore il Patto sulla migrazione e l'asilo. Ciò significa che, a partire da quel momento, tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare le norme previste dal Patto. Questo significa anche che i trasferimenti verso l'Italia devono nuovamente essere effettuati in conformità con le regole del Patto – si legge – Stiamo quindi avviando questo processo anche con l'Italia. Sono in corso contatti per definire una procedura efficace per effettuare questi trasferimenti”.

Dunque sei Paesi che, in base al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo entrato in vigore il 12 giugno, rivendicano il diritto di rimandare nel Paese di primo ingresso i richiedenti asilo che hanno proseguito il viaggio verso Nord.

Un cambio di scenario politico e giuridico che mette il governo italiano davanti a una contraddizione difficile da nascondere.

Approfondisci su Collettiva -> https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/i-dublinanti-e-il-boomerang-italiano-qtmv5sai

🟥 L’INFLAZIONE CONTINUA A MORDERE. E LE VACANZE SONO SEMPRE PIÙ CARE▪️ La conferma arriva dall’Istat: +3,4 % rispetto al...
24/08/2026

🟥 L’INFLAZIONE CONTINUA A MORDERE. E LE VACANZE SONO SEMPRE PIÙ CARE

▪️ La conferma arriva dall’Istat: +3,4 % rispetto allo scorso anno. Crescono in particolare le spese per spostamenti e alloggi. Un trend che va avanti da dieci anni

Le denuncia di Federconsumatori era arrivata a fine luglio: per gli italiani le vacanze sono sempre più care. La conferma – qualora ce ne fosse bisogno – arriva dall’Istat che nel suo consueto bollettino rende noto che questa spesa continua a crescere. L’istituto, infatti, inserisce i servizi di ristoranti e i servizi di alloggio tra quelli che registrano dinamiche di prezzo in accelerazione su base annua a luglio. Gli aumenti sono del 3,4% rispetto a un anno prima quando la crescita rispetto al 2024 era stata del 2,9%.

Sono in accelerata anche i servizi relativi ai trasporti che passano da +1,1% annuo di luglio 2025 a +1,6% del mese scorso. Nello specifico le tariffe dei voli nazionali registrano un incremento su base annua del 6,2%. Invece, i prezzi dei voli internazionali, a causa della crisi in Medio Oriente, crollano del 7,6%. I traghetti al contrario rincarano del 2, 5%, le auto a noleggio del 3,4%, gli alberghi del 3% e i villaggi vacanza del 2,9%".

Approfondisci su Collettiva -> https://www.collettiva.it/copertine/italia/inflazione-vacanze-sempre-piu-care-u3vmrbi2

Tania Terrin, uccisa dall'ex compagno, è l'ennesima vittima di femminicidi nella nostra regione, senza tener conto di qu...
21/08/2026

Tania Terrin, uccisa dall'ex compagno, è l'ennesima vittima di femminicidi nella nostra regione, senza tener conto di quante denunciano e devono essere tutelate anche con strutture e forze adeguate.

Sulle dinamiche di questa tragedia, che pare annunciata, attendiamo che vengano effettuate tutte le verifiche necessarie, ma come Cgil Veneto riteniamo fondamentale ribadire che la salvezza non può essere tutta sulle spalle della donna.

Non sono le donne vittime di stalking e violenza a dover lasciare tutto e andarsene per proteggersi. E non è accettabile liquidare un femminicidio parlando di raptus o gelosia, mentre si tratta sempre e solo di logica del possesso, che viene addirittura rivendicata nella teoria del vannacciano patriarcato mediterraneo.

Questa logica, questa cultura che ancora oggi considera la donna subalterna ai desideri dell'uomo, va sradicata una volta per tutte a partire dalla scuola dell'obbligo e con percorsi curricolari, non favoltativi o oggetto dell'approvazione delle famiglie.

🟥 LANDINI: "SALARI, SANITÀ, FIGLI, GLI ITALIANI STANNO PEGGIO MA MELONI PARLA D'ALTRO"▪️ Il segretario generale della Cg...
12/08/2026

🟥 LANDINI: "SALARI, SANITÀ, FIGLI, GLI ITALIANI STANNO PEGGIO MA MELONI PARLA D'ALTRO"

▪️ Il segretario generale della Cgil a la Repubblica: “Vogliono distrarre l’attenzione degli italiani dai problemi reali”

In un’intervista a la Repubblica, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, traccia un bilancio dei quasi quattro anni del governo Meloni, evidenziando il peggioramento delle condizioni economiche e sociali del Paese: dall’aumento della pressione fiscale e dei costi energetici alla riduzione di salari e investimenti, fino alla crescita delle disuguaglianze e alla fuga dei giovani all’estero. Un quadro che pone interrogativi sul futuro del Paese.

«Stiamo peggio di quattro anni fa, e il futuro del Paese è in discussione».

Leggi l'intervista ->https://files.cgil.it/version/c:YTY3OTQ3MWMtMjU5Mi00:MDYyNGVlYjItYzFjOS00/landini-la-repubblica.pdf

08/08/2026

262 rintocchi in ricordo dei 262 minatori, 136 italiani, morti nelle miniere del Bois du Cazier a Marcinelle.

FIRMA QUI LA PROPOSTA DI LEGGE👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000Estendiamo il...
07/08/2026

FIRMA QUI LA PROPOSTA DI LEGGE
👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000

Estendiamo il principio per cui a parità di lavoro devono corrispondere le medesime tutele e il medesimo costo del lavoro, indipendentemente dalla tipologia di contratto.
I diritti non si appaltano: firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare. Un lavoratore in appalto o subappalto impiegato in attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente deve avere le stesse tutele economiche e normative, e lo stesso inquadramento, di un dipendente del committente.

07/08/2026

Roberto Giordano, vice presidente di Federconsumatori:
🗣️ “Vi invito a firmare online o ai banchetti per la proposta di legge di iniziativa popolare per il rilancio e il sostegno al Servizio Sanitario Nazionale. Non è pensabile in un paese civile che bisogna aspettare fino a un anno per fare una vista cardiologica”.

Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro.

Firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare.
Approfondisci i contenuti qui 👉 www.salutediritto.it

FIRMA QUI LA PROPOSTA DI LEGGE👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500013È impietoso i...
07/08/2026

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👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500013

È impietoso il raffronto della spesa sanitaria pubblica italiana con quella degli altri Paesi europei, rispetto ai quali l’Italia è il fanalino di coda con gap sempre più difficili da colmare, con una prospettiva di ulteriore riduzione del finanziamento del SSN in rapporto al PIL già gravemente insufficiente rispetto ai bisogni di prevenzione, assistenza e cura.

Non possiamo, né vogliamo, rassegnarci al declino del SSN e dopo tante iniziative e mobilitazioni, assieme a un’ampia rete di associazioni, sentiamo il dovere e la responsabilità di fare qualcosa in più: lanciare una straordinaria raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare, accompagnata da una grande campagna di partecipazione e mobilitazione, in continuità con la straordinaria campagna referendaria a difesa della Costituzione, della giustizia e della democrazia.
Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro.

Firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare.

Approfondisci i contenuti qui 👉 www.salutediritto.it

🟥 CHRISTIAN FERRARI: IL FEDERALISMO FISCALE DEL GOVERNO RISCHIA DI RIDURRE DRAMMATICAMENTE I FONDI A REGIONI ED ENTI LOC...
05/08/2026

🟥 CHRISTIAN FERRARI: IL FEDERALISMO FISCALE DEL GOVERNO RISCHIA DI RIDURRE DRAMMATICAMENTE I FONDI A REGIONI ED ENTI LOCALI E METTERE IN DISCUSSIONE SERVIZI E DIRITTI SOCIALI FONDAMENTALI

▪️ Dichiarazione del segretario confederale della Cgil Christian Ferrari

"A un mese dalla scadenza della delega fiscale, con il più classico dei blitz d’agosto, il Governo ha improvvisamente riesumato e stravolto lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale e sui tributi locali, rimasto inattuato per 17 anni. L’obiettivo dichiarato è attribuire maggiore autonomia finanziaria ai territori attraverso quote di compartecipazione al gettito Irpef, in sostituzione dei trasferimenti statali attualmente erogati.

Ma la partita è tutt’altro che "a saldo zero". Innanzitutto, per il 2027 vengono stanziati solo 5,87 miliardi di euro, a fronte dei 10 miliardi censiti dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard del Mef, mettendo così a rischio le risorse per: i Centri per l’impiego, l’apprendistato, le borse di studio, il contrasto alla povertà, la non autosufficienza, le politiche sociali, i libri di testo e la sicurezza sul lavoro. In secondo luogo, la fiscalizzazione dei trasferimenti erariali non avviene attraverso vere compartecipazioni Irpef, dinamicamente legate alla futura crescita dell’imponibile, ma sulla base del mero valore assoluto delle risorse statali oggi trasferite: un valore semplicemente fotografato e congelato nel tempo, sottraendo agli enti territoriali i corrispondenti aumenti di gettito futuro.

L’esempio più grave e clamoroso di questa operazione è la soppressione del Fondo nazionale Trasporti, pari a 5,2 miliardi. Il Fondo non solo viene sostituito da una compartecipazione "cristallizzata", destinata a ridurre in prospettiva le relative risorse, ma viene anche privato dell’attuale vincolo di destinazione, consentendo così alle Regioni di utilizzare quelle risorse per altri scopi. Tutto ciò rischia di produrre la disarticolazione del TPL e la riduzione del suo finanziamento, con la conseguente messa in discussione del servizio e dei diritti di lavoratrici e lavoratori.

Inoltre, viene congelata l’attribuzione alle Regioni di 3,2 miliardi di euro l’anno derivanti dal recupero dell’evasione Iva, mentre la mancata interoperabilità delle banche dati depotenzierà l’attività di accertamento.

Oltretutto, come per l’Autonomia differenziata, anche in questo caso si procede senza definire e finanziare preventivamente i Livelli essenziali delle prestazioni, rinviando l’applicazione dei costi standard al 2030. In questo modo non si fa altro che cristallizzare la spesa storica e i divari territoriali.

Nonostante la contrarietà dell’Anci, dell’Upi e il parere negativo di cinque Regioni, l’Esecutivo ha deciso di andare avanti e di portare a breve il provvedimento alla valutazione delle Camere, che dovranno esprimersi in tempi strettissimi.

Se venisse approvato, il risultato sarebbe chiarissimo: il taglio di servizi fondamentali o l’aumento delle addizionali locali a carico di lavoratori e pensionati.

Per tutte queste ragioni, la Cgil contesta radicalmente l’impianto della riforma e ne chiede la sospensione. Occorre ripristinare i fondi sociali, garantire vincoli rigidi sulle risorse destinate ai trasporti e applicare immediatamente i costi standard, per difendere i diritti universali delle cittadine e dei cittadini e impedire che il federalismo fiscale si traduca in nuovi tagli ai servizi e in nuove diseguaglianze territoriali".

Indirizzo

Via Peschiera, 7
Mestre
30174

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

041 5497 812

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