Filctem CGIL Veneto

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29/05/2026
29/05/2026

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29/05/2026

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29/05/2026

🟥 PROTOCOLLO CALORE IN VENETO, MISURE INSUFFICIENTI A TUTELARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI: LA CGIL VENETO NON FIRMA

▪️ Dichiarazione di Silvana Fanelli, segreteria regionale Cgil Veneto

Le ondate di calore sono una realtà anche in Veneto, ma ancora una volta la Regione si fa trovare impreparata a gestire le conseguenze del cambio climatico, mettendo così a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, della logistica ma anche per le attività indoor nelle fabbriche.

Proprio per tutelare le condizioni di salute e sicurezza di questi lavoratori, Cgil , unitariamente con e , ha chiesto alla Regione di lavorare ad un protocollo che aiuti la contrattazione settoriale/aziendale attraverso interventi necessari a far fronte alle ondate di calore: definizione delle fasce orarie in cui non sia consentito lavorare in presenza del superamento delle soglie di guardia della temperatura esterna ed interna ai luoghi di lavoro, attivazione di campagne informative mirate sia verso i datori di lavoro che i lavoratori.

Silvana Fanelli:
“Nonostante le nostre richieste e sollecitazioni, la Regione vuole emanare un protocollo che si limita a proporre l’aggiornamento dei Documenti di valutazione rischi (cosa già prevista per legge) senza richiamare la contrattazione che avrebbe potuto essere un vero strumento di prevenzione per individuare le soluzioni più adatte ad ogni luogo di lavoro/settore.

È evidente, a questo punto, la volontà delle associazioni datoriali di non affrontare concretamente il tema del rischio legato all’esposizione al calore e, da parte della Regione, la volontà di non scontentare gli stessi datoriali rifiutando quindi le integrazioni proposte dalle organizzazioni sindacali e che andavano nella direzione dell’applicazione reale delle linee guida della conferenza Stato regioni recepite lo scorso anno con DGR dall’ex presidente .

Come Cgil Veneto non possiamo sottoscrivere un protocollo che non prevede alcun miglioramento per le condizioni di lavoro di lavoratori e lavoratrici, e che si limita a richiamare le aziende all’applicazione della legge. A questo punto pensiamo che sia inderogabile l’emanazione di una ordinanza da parte della Regione, magari ispirandosi a quanto stanno già facendo altre regioni, come ad esempio il .

La salute e la sicurezza sul lavoro non può continuare ad essere considerata un costo per le imprese e non un investimento in prevenzione. Siamo stanchi di sentire “profondi cordogli” a fronte di eventi drammatici mentre quando c’è da fare passi concreti si preferisce mettere al primo posto bilancio e profitti.”

29/05/2026

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27/05/2026

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27/05/2026

🟥 CGIL, STORICA PRONUNCIA DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA, RICONOSCIUTA TUTELA DEL DIRITTO DI SCIOPERO

▪️ “Accogliamo con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Corte internazionale di giustizia, che riconosce formalmente la protezione internazionale del diritto di sciopero nell’ambito del principale trattato internazionale sul lavoro”

Lo afferma, in una nota, la Cgil Nazionale. “La pronuncia - prosegue la Confederazione - rappresenta un passaggio storico per tutto il mondo del lavoro, per la tutela universale del diritto della libertà di associazione e della protezione del diritto di sciopero. Infatti, il significato di questo parere va ben oltre il contesto istituzionale di Ginevra e costituirà un importante strumento interpretativo anche per tribunali costituzionali e del lavoro nazionali, rafforzando pienamente la posizione di lavoratori e sindacati nell’esercizio del diritto di sciopero”.

Per la Cgil: “in un contesto globale segnato dalla crisi delle Istituzioni internazionali e dello stato di diritto, la pronuncia riconosce la piena autorevolezza dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e del sistema multilaterale fondato sul rispetto delle norme internazionali del lavoro”.

“La Corte conferma infatti - spiega il sindacato di corso d’Italia - la validità e la solidità del sistema di supervisione dell’OIL e ribadisce con chiarezza la centralità della libertà di associazione e del diritto di sciopero quali diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di un risultato di grande rilievo, che rafforza la certezza del diritto internazionale e consolida l’efficacia e la credibilità dei meccanismi di controllo dell’Organizzazione”.

“Inoltre - prosegue la Cgil - esprimiamo apprezzamento per il rigore, la serietà e la professionalità con cui la Corte ha affrontato la questione. Questo processo ha inoltre dimostrato la resilienza e la maturità dell’assetto costituzionale dell’OIL. La possibilità di affrontare divergenze interpretative attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento internazionale conferma la forza delle Istituzioni multilaterali e della cooperazione tripartita tra governi, organizzazioni dei datori di lavoro e rappresentanze sindacali”.

“Rinnoviamo infine il nostro impegno a difesa dell’autorevolezza, dell’indipendenza e dell’efficacia dell’OIL e del suo sistema di controllo internazionale”, conclude la Cgil.

27/05/2026

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