11/06/2026
I tesori di Messina si celano negli angoli più inaspettati, in una fusione tra strutture antiche e moderne, come se presente e passato fossero legati in maniera indissolubile, dando un aspetto caratteristico al volto della Città dello Stretto.
🏰 Questo è il caso delle Mura di Carlo V.
Nel 1535 l'imperatore Carlo V ordinò il rafforzamento delle fortificazioni di Messina, ammodernando le mura della città già esistenti, sulla base delle nuove tecnologie e strategie belliche, con l'obiettivo di difendersi dalle incursioni dei pirati ottomani.
👷 I progetti per le nuove difese vennero approntati ed eseguiti dall'ingegnere militare Antonio Ferramolino, tra il 1536 e il 1538.
Le mura fecero parte di un complesso sistema difensivo, che previde la costruzione di forti, tra cui ricordiamo Forte Gonzaga (per controllare le montagne ad ovest della città), Forte Castellaccio (a controllo del centro città) e Forte del Santissimo Salvatore (a difesa del porto).
🧱 Queste fortificazioni iniziarono a essere smantellate dal 1850, insieme ad alcune delle porte principali della Città dello Stretto, su decisione dei Borbone del Regno delle Due Sicilie.
🇮🇹 Alcuni forti rimasero in piedi e vennero utilizzati durante la spedizione dei Mille del 1860-61, per contrastare l'arrivo delle Camicie Rosse, che alla fine ne presero il controllo.
Il colpo di grazia alle fortificazioni messinesi venne dato dal terremoto del 1908 e dalle successive demolizioni degli Anni Venti.
❓ Quali altri tesori "nascosti" tra le vie della città ti vengono in mente?
❓ E quali luoghi preziosi conosci anche nel resto della provincia di Messina?
📸 Grazie al nostro socio Francesco L.F. per le foto!