27/08/2026
Antonio Vasta era giovanissimo quando la sua musica cominciò a viaggiare.
Prima i suonatori della tradizione, il Mediterraneo, la world music. Poi De Gregori, Carmen Consoli, Lucio Dalla, Ron e i palchi internazionali.
Intanto, il pianoforte e il Conservatorio, i sintetizzatori e lo sguardo dell’etnomusicologia.
Strumenti, linguaggi e piani diversi.
Almeno fino ad "Altri Piani".
Dopo una vita trascorsa anche nella musica degli altri, Antonio Vasta porta al centro la propria. E si apre una domanda: come si trasforma ciò che si vuole conservare?
«Altri Piani racconta chi sono io» dice.
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