UIL Messina

UIL Messina Segretario generale Ivan TRIPODI. La UIL Messina è il Sindacato delle Persone

🔵Gazzetta del Sud (27.8.2026)🔵
27/08/2026

🔵Gazzetta del Sud (27.8.2026)🔵

🔵Gazzetta del Sud (23.8.2026)🔵
23/08/2026

🔵Gazzetta del Sud (23.8.2026)🔵

🔵Gazzetta del Sud (20.8.2026)🔵
20/08/2026

🔵Gazzetta del Sud (20.8.2026)🔵

🔵 IL FURTO DEI CAPOLAVORI DI ANTONELLO DA MESSINA AL MUSEO REGIONALE “ACCASCINA” RAPPRESENTA UNO SFREGIO PERMANENTE NEI ...
18/08/2026

🔵 IL FURTO DEI CAPOLAVORI DI ANTONELLO DA MESSINA AL MUSEO REGIONALE “ACCASCINA” RAPPRESENTA UNO SFREGIO PERMANENTE NEI CONFRONTI DELLA CITTA’🔵

🔹ENORMI RESPONSABILITA’ NELLA CATENA DI COMANDO DEL MUSEO🔹

“Il furto dei capolavori di Antonello da Messina dal Museo regionale “Maria Accascina” rappresenta uno sfregio permanente per tutti i messinesi e per la l’identità storica e culturale del nostro territorio. Fino a che non saranno ritrovate le meravigliose opere di Antonello, la città di Messina patirà una ferita sanguinante che, appunto, si rimarginerà solo nel momento della loro restituzione al patrimonio artistico cittadino. Abbiamo grandissima fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell’ordine che stanno svolgendo serrate indagini per risalire ai responsabili e per ritrovare queste meraviglie dal valore inestimabile. A “occhio nudo” emergono, comunque, gravi e macroscopiche responsabilità nella catena di comando del Museo regionale. Infatti, i dettagli emersi rispetto alla dinamica del furto consegnano un’azione delittuosa che, seppure goffa e svolta da dilettanti, evidenzia come i malviventi abbiano agito in maniera tranquilla ed indisturbata senza che, come emerso dalle testimonianze dei cittadini che hanno ritrovato le due tavole abbandonate nelle adiacenze del Museo, ci fosse il suono di allarmi o sirene dopo l’effrazione dall’esterno, l’indisturbato ingresso nei locali museali e la successiva asportazione delle opere dalle teche blindate che le ospitavano. Emergono, pertanto, incredibili interrogativi sul funzionamento degli allarmi e della videosorveglianza, sull’organizzazione della vigilanza e sulle procedure adottate nella gestione della sicurezza (sigh!?!) del Museo” lo ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.

“Pertanto, le dichiarazioni pubbliche rilasciate dalla Direttrice del Museo regionale Mercurio, secondo la quale tutto ha funzionato, a partire dagli allarmi, sono decisamente fuori luogo, assolutamente inutili e, visti i fatti concreti, totalmente prive di fondamento. Purtroppo, le circostanze ci dicono platealmente che non ha funzionato assolutamente nulla e che vi sono precise responsabiltà che non possono essere coperte o ignorate. Il presidente della Regione Schifani prenda atto di quanto è avvenuto e assuma le decisioni consequenziali senza reticenze o sottovalutazioni. Messina e i messinesi sono feriti, arrabbiati, e pretendono risposte precise su quanto avvenuto e, più in generale, sul tema della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale cittadino che oggi ha subìto una perdita che si ripercuote su tutta l’umanità” ha così concluso Ivan Tripodi.

Messina, 17 agosto 2026
L’Ufficio Stampa

🔵Gazzetta del Sud (15.8.2026)🔵
15/08/2026

🔵Gazzetta del Sud (15.8.2026)🔵

🔵IL REPORT DI FERRAGOSTO DI UIL MESSINA E FENEAL UIL: EDILIZIA IN PROVINCIA DI MESSINA NEL 1° SEMESTRE 2026, NESSUN CONS...
14/08/2026

🔵IL REPORT DI FERRAGOSTO DI UIL MESSINA E FENEAL UIL:
EDILIZIA IN PROVINCIA DI MESSINA NEL 1° SEMESTRE 2026, NESSUN CONSOLIDAMENTO.
VI SONO 1/3 DI CANTIERI IN MENO E CRESCONO DEL 30% LE ORE DI MALATTIA E INFORTUNIO 🔵

🎯CROLLANO GLI EDIFICI E RISCHIA DI SPROFONDARE ANCHE IL FUTURO DEL LAVORO. CON IL PNRR, MESSINA E LA SUA PROVINCIA HANNO PERSO UNA GRANDE OCCASIONE E IL PORTO DI TREMESTIERI E’ AVVOLTO DA ASSORDANTI E INDECENTI SILENZI

📌OCCUPAZIONE, SICUREZZA E SVILUPPO: BASTA PAROLE, ADESSO SERVONO FATTI CONCRETI

"Anche quest’anno, come da tradizione consolidata, la Uil Messina e la Feneal Uil, in prossimità del Ferragosto, diffondono l’analisi dettagliata dei dati relativi al settore dell’edilizia: un comparto che da sempre è stato volano e traino per l’intera economia della provincia di Messina. Purtroppo, l’edilizia, da settore strategico e fondamentale, è oggi un comparto caratterizzato da incertezze e problematiche. I numeri dicono chiaramente che il Pnrr, occasione unica e per certi versi storica, non ha prodotto il rilancio che Messina meritava. L’edilizia resta una giungla tra lavoro nero, dumping contrattuale e sicurezza costantemente violata. Senza una strategia seria e credibile per il post Pnrr, continueremo a perdere lavoro e giovani” lo hanno affermato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Sicilia.

“Il report elaborato sui dati di Cassa Edile, Inps e Inail è un serio campanello d’allarme per il futuro dell’edilizia e dell’occupazione nella provincia di Messina. Pertanto, chiediamo alle Istituzioni e alla politica di assumersi la responsabilità di una situazione che rischia di diventare decisamente preoccupante con l’esaurimento della spinta del Pnrr. Il confronto tra il primo semestre 2026 e quello del 2025 restituisce un quadro da analizzare in profondità e con grande attenzione attraverso una lente d’ingrandimento che non può essere effimera e superficiale. Infatti, le imprese attive scendono da 1.899 a 1.803 e i cantieri movimentati passano da 8.014 a 5.565. Parallelamente, gli operai registrati crescono da 8.548 a 8.923 e le ore ordinarie lavorate da 4,49 a 4,64 milioni. Inoltre, confrontando i due semestri, aumentano sensibilmente le ore per malattia/infortunio, passando da 199.403 a 260.317. In questo quadro il parziale dato occupazionale, apparentemente positivo, non deve ingannare poiché è un dato non sistemico che, nel prossimo futuro, subirà le conseguenze della spinta provocata dalla conclusione degli investimenti straordinari. Più lavoratori, ma molti meno cantieri non significa più sviluppo poiché, come ampiamente noto, si traduce in una maggiore concentrazione di manodopera nei cantieri delle opere ancora in corso di realizzazione. Dobbiamo, altresì, comprendere di quale occupazione stiamo misurando” hanno aggiunto Tripodi e De Vardo.

“Infatti, una parte significativa della manodopera oggi dichiarata nella nostra provincia è legata a imprese provenienti da altre province siciliane o da altre regioni. Aziende che trasferiscono temporaneamente maestranze a Messina per l’esecuzione di specifiche lavorazioni. Questi lavoratori risultano correttamente occupati e dichiarati nella nostra Cassa Edile. Ma non possiamo automaticamente trasformare quel numero in un indicatore di crescita strutturale dell’occupazione messinese. Se l’impresa viene da fuori e il lavoratore viene da fuori, la presenza terminerà insieme alla conclusione della singola opera e, conseguentemente, una parte importante del valore economico generato non si consolida stabilmente nel tessuto produttivo locale. Del resto, quante imprese messinesi stanno crescendo? Quanti lavoratori messinesi stanno trovando un’occupazione stabile? Quante professionalità resteranno sul territorio alla chiusura delle opere? E soprattutto: quanti cantieri saranno disponibili quando terminerà la stagione straordinaria degli investimenti pubblici? Pertanto, il quadro non consente salti di gioia” hanno proseguito i due sindacalisti della Uil.

“Nella provincia di Messina il Pnrr, - che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione irripetibile per colmare il gap infrastrutturale del territorio, per creare lavoro stabile e qualificato, per costruire una nuova stagione di sviluppo, per rafforzare le imprese locali, per formare lavoratori messinesi e per lasciare sul territorio un patrimonio produttivo e occupazionale capace di sopravvivere alla fase straordinaria, - si è concretizzato in una gigantesca occasione persa. Infatti, alla conclusione di questa stagione resteranno un tessuto imprenditoriale locale ancora debole e migliaia di lavoratori che giustamente torneranno nei territori di provenienza. Del resto soltanto il 18,7% delle risorse destinate al nostro territorio si sono realmente tradotte in opere concluse e realizzate e non in mera progettazione fine a se stessa. Tolti parcheggi, piste ciclabili e singoli interventi, spesso sconnessi da un’armonia urbanistica, continuiamo a non vedere una visione complessiva di rilancio infrastrutturale, economico e sociale di Messina e della sua provincia. Qual è l’idea guida di questa città e della sua provincia per i prossimi vent’anni? Dove sono le opere e gli investimenti capaci di generare sviluppo e nuova occupazione? La realtà è sotto gli occhi di tutti: continuiamo ad assistere alla desertificazione del territorio e a un’emorragia di giovani (e non solo) messinesi che sono costretti ad andare via per cercare altrove lavoro e futuro. Ribadiamo ancora una volta che una città che perde i propri giovani perde inevitabilmente il proprio futuro. Inoltre, sul tema dell’edilizia e delle grandi opere appare sempre più offensivo per tutta la collettività il silenzio, in primis del commissario governativo Di Sarcina, che avvolge la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri, l’appalto più importante della città che cuba oltre 100 milioni di euro, fermo a meno del 50% dei lavori, che è chiaramente osteggiata da chi non vuole la sua conclusione che significherà la fine del far west rappresentato dall’invasione di tir e mezzi commerciali nel centro urbano. Sulle prospettive del porto di Tremestieri attendiamo la convocazione, da parte del sindaco di Messina Basile, del tavolo istituito a palazzo Zanca lo scorso gennaio e mai più riconvocato. Noi non staremo certamente in silenzio e rilanceremo la vertenza” hanno così continuato Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo.

SICUREZZA: «DA MESI DENUNCIAMO VIOLAZIONI DELL’ORDINANZA REGIONALE SUL LAVORO A TEMPERATURE ELEVATE, MA TROPPI LAVORATORI COSTRETTI A RISCHIARE L’INCOLUMITA’

“Alla lampante preoccupazione occupazionale si aggiunge una vera emergenza sul fronte della sicurezza. Secondo le elaborazioni sindacali richiamate da Uil Messina e Feneal Uil Sicilia la percentuale riferibile complessivamente ai fenomeni di lavoro nero, irregolare e di dumping contrattuale nel settore dell’edilizia supera il 71%. Anche in questi mesi abbiamo reiteratamente denunciato numerose violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto sul fronte dello stress termico. Abbiamo documentato situazioni nelle quali, nonostante le temperature sahariane, i lavoratori, vittime incolpevoli del bisogno e della necessità di conservare l’occupazione e un minimo di reddito, sono stati costretti a continuare le lavorazioni nei cantieri, in palese violazione dell’ordinanza regionale che vieta le attività nelle ore più calde. Tutto ciò inaccettabile: il bisogno di lavorare non può diventare uno strumento di ricatto che, però, mette seriamente a rischio la salute e la vita delle persone. Il lavoro serve per vivere, non si può rischiare di morire per lavorare. E’ del tutto evidente che manca una risposta adeguata in merito alla vigilanza, ai controlli e alla conseguente repressione di questo modus operandi che è strettamente connesso con l’esplosione del lavoro nero, dell’utilizzo, nel migliore dei casi, di contratti non pertinenti, del dumping e con il mancato rispetto delle regole poiché, senza una presenza costante degli organi preposti ai controlli nei cantieri edili, le ordinanze e le norme rischiano di rimanere inapplicate e soltanto sulla carta” hanno ancora affermato i due sindacalisti.

UN EDIFICIO È CROLLATO E SEI CITTADINI INNOCENTI HANNO PERSO LA VITA

“Quanto accaduto pochi giorni fa a Pistunina rende tutto questo ancora più drammatico. Un edificio adibito a civile abitazione, che ospitava anche esercizi commerciali, si è letteralmente piegato su se stesso e nel crollo sei cittadini innocenti hanno perso la vita. Fermo restando che le cause e le eventuali responsabilità di quella che è una vera e propria strage dovranno essere accertate esclusivamente dalla Magistratura e dagli organi inquirenti che stanno encomiabilmente svolgendo indagini serie ed approfondite, non possiamo ignorare, come emerso grazie al lavoro dei giornalisti e dei media, la presenza all’interno dello stabile di una ditta edile con tre lavoratori che si sono salvati per miracolo, i quali, tutti e tre, risulterebbero impiegati in nero, vale a dire: un pugno in faccia alla legalità che conferma i numeri spaventosi del lavoro nero nella nostra realtà. Poniamo, pertanto, alcuni interrogativi molto seri: come è possibile che, ancora oggi, tre persone, vale a dire il 100% della forza lavoro, possano lavorare totalmente in nero all’interno di un edificio senza che nessuno se ne accorga? Chi controlla e sanziona? Chi verifica le imprese e, nei casi di applicazione di un contratto di lavoro, quali contratti sono utilizzati? Chi verifica il rispetto delle norme sulla sicurezza? Non cerchiamo responsabili perché questo è compito della Magistratura. Ecco perché, spesso in maniera solitaria, denunciamo ciò che vediamo quotidianamente: un territorio fragile, un’edilizia trasformata in una giungla, il lavoro nero violento ed esasperato, il dumping contrattuale, l’illegalità dilagante e i controlli insufficienti. Non c’è bisogno della fine definitiva degli investimenti straordinari per scoprire di non avere preparato nulla per il dopo. Serve immediatamente un piano straordinario per il lavoro, per la sicurezza e per la legalità, con una presenza reale e sistematica dello Stato e degli organi di vigilanza sul territorio. I palazzi crollano, Messina cade a pezzi, i nostri giovani scappano e il lavoro rischia di diminuire. Una città non può rassegnarsi a perdere contemporaneamente sicurezza, occupazione e futuro. Noi diciamo basta e pretendiamo risposte chiare ed esigibili che sono l’esatto opposto delle parole al vento e delle promesse mai realizzate” hanno così concluso Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Sicilia.

Messina, 14 agosto 2026 L’Ufficio Stampa

06/08/2026

🔵Interessante conversazione di Ivan Tripodi, segretario generale UIL Messina, con il bravo ed eclettico Josè Villari trasmessa da TODO MODO🔵

🔵Gazzetta del Sud (30.7.2026)🔵
30/07/2026

🔵Gazzetta del Sud (30.7.2026)🔵

🔵NUOVO GRAVISSIMO INCIDENTE SUL LAVORO NEL CANTIERE DEL COSTRUENDO CENTRO COMMERCIALE DI ZAFFERIA: VIOLATA L'ORDINANZA R...
29/07/2026

🔵NUOVO GRAVISSIMO INCIDENTE SUL LAVORO NEL CANTIERE DEL COSTRUENDO CENTRO COMMERCIALE DI ZAFFERIA: VIOLATA L'ORDINANZA REGIONALE CHE PREVEDE LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE NELLE GIORNATE DI CALDO ESTREMO🔵

“Ennesimo incidente sul lavoro, ennesima disgrazia sfiorata per un soffio. Esprimiamo profonda preoccupazione per il gravissimo incidente verificatosi ieri a Zafferia presso il cantiere dove è in costruzione il nuovo centro commerciale. Intorno alle ore 13.15, un escavatore si è ribaltato e il lavoratore coinvolto è stato trasportato d’urgenza al Policlinico di Messina. Secondo quanto risulta, al momento dell’incidente le attività lavorative erano a pieno regime, nonostante la vigente ordinanza della Regione Siciliana imponesse tassativamente la sospensione delle attività dalle 12.30, essendo la giornata classificata dal sistema Worklimate con livello di rischio “alto” per stress termico. Tutto ciò è vergognoso e inammissibile. Quante altre tragedie dovranno verificarsi prima che si decida di intervenire?” lo hanno affermato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Sicilia.
“Ormai da settimane denunciamo pubblicamente il mancato rispetto dell’ordinanza regionale e continuiamo a segnalare pubblicamente cantieri nei quali la stessa viene vergognosamente violata e si lavora, senza alcun rispetto per la salute dei lavoratori, nelle ore vietate. Purtroppo, a fronte dei gravissimi fatti esposti, registriamo il lassismo e la mancanza di risposte concrete e di tangibili azioni finalizzate ad affrontare questo odioso modus operandi. Infatti, appare incomprensibile che, nonostante il susseguirsi di infortuni, malori e situazioni di grave rischio legate alle temperature estreme, non sia stato predisposto un piano straordinario di vigilanza, controllo e prevenzione nei cantieri e nei luoghi di lavoro maggiormente esposti” hanno proseguito Tripodi e De Vardo.
“Pertanto, nel chiedere che venga fatta piena luce sul grave incidente avvenuto a Zafferia, sollecitiamo, ancora una volta, il rispetto dell’ordinanza regionale, delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e una forte azione di repressione delle singole responsabilità eventualmente connesse alla prosecuzione delle attività lavorative in presenza di un rischio climatico elevato. Contestualmente reclamiamo che si predisponga un piano straordinario di ispezioni nei cantieri e nei luoghi di lavoro della provincia di Messina. Non vogliamo assistere all’ennesima recita del solito copione che prevede l’indignazione per qualche giorno a cui fa sistematicamente seguito l’assordante generalizzato silenzio da parte dell Istituzioni. La sicurezza sul lavoro non può essere affidata al caso o alla fortuna. Lo diciamo con estrema chiarezza: il rischio che ci scappi il morto è, purtroppo, reale e nessuno può voltarsi dall’altra parte poiché ogni incidente annunciato rappresenta una sconfitta dello Stato e delle Istituzioni preposte a far rispettare le regole. Le ordinanze e le norme non possono essere considerate carta straccio e il diritto alla salute e alla vita dei lavoratori non può essere subordinato alle indecenti logiche del profitto” hanno così concluso Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo.

Messina, 29 luglio 2026 L’Ufficio Stampa

🔵MESSINA E IL SUO FUTURO TRA LA CRISI DELLA CANTIERISTICA NAVALE E LE SCELTE DELL’ADSP DELLO STRETTO E DEL COMUNE🔵🔹Intet...
27/07/2026

🔵MESSINA E IL SUO FUTURO TRA LA CRISI DELLA CANTIERISTICA NAVALE E LE SCELTE DELL’ADSP DELLO STRETTO E DEL COMUNE🔵
🔹Intetvento di Ivan Tripodi, segretario generale UIL Messina🔹

Il segretario generale della Uil Messina commenta gli articoli pubblicati su Tempostretto. E incalza le istituzioni. "Basta immobilismo"

Indirizzo

Viale San Martino 146
Messina
98123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:00

Telefono

+390902936364

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando UIL Messina pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a UIL Messina:

Scelte rapide

Condividi

Digitare