03/04/2026
ENPA INVITA I CITTADINI A RINUNCIARE ALLA CARNE DI AGNELLO A PASQUA
I dati ISTAT confermano la strage: 1.769.386 agnelli macellati da dicembre 2024 a dicembre 2025. Solo ad aprile 2025, mese di Pasqua, ne sono stati uccisi 267.519 — il triplo della media mensile. Enpa lancia un appello: scegliete una Pasqua senza sangue.
Mentre milioni di italiani si preparano a celebrare la Pasqua, decine di migliaia di agnelli stanno vivendo in questi giorni le ultime ore della loro vita. Cuccioli di poche settimane, strappati alle madri, ammassati su camion, destinati al macello. I dati ISTAT lo certificano senza appello: da dicembre 2024 a dicembre 2025 in Italia sono stati macellati 1.769.386 agnelli. Di questi, 904.277 — il 51,1% del totale — sono stati uccisi nei soli tre mesi festivi: dicembre 2024 (Natale), aprile 2025 (Pasqua) e dicembre 2025 (Natale). La festa, ancora una volta, si nutre di morte.
I NUMERI DELLA STRAGE
Totale agnelli macellati (dic. 2024–dic. 2025)
1.769.386
Di cui nel solo aprile 2025 (Pasqua)
267.519
L’IMPATTO DELLE FESTE
Agnelli uccisi nei 3 mesi festivi (Natale + Pasqua)
904.277 — il 51,1% del totale
Aprile è 3,1 volte la media degli altri mesi
(Fonte: ISTAT, macellazioni agnelli dicembre 2024- dicembre 2025)
“I numeri parlano chiaro: oltre 1,7 milioni di agnelli uccisi in un solo anno, con quasi la metà concentrata nei mesi delle feste. È la dimostrazione che non stiamo parlando di una tradizione marginale, ma di una strage di massa organizzata attorno al calendario liturgico. La Pasqua non può continuare a essere un’occasione di morte mascherata da tradizione.”— Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA
Cuccioli di poche settimane: chi sono le vittime
Gli agnelli destinati alla macellazione pasquale hanno generalmente tre o quattro settimane di vita. Nel breve arco di esistenza che viene loro concesso, molti non hanno conosciuto altro che dolore: il distacco dalla madre pochi giorni dopo la nascita, il trasporto in camion stipati per centinaia di chilometri — spesso dall’estero, in particolare da Ungheria e Spagna — senza adeguato accesso ad acqua e cibo, e infine il terrore del macello, dove sentono i belati dei compagni uccisi prima di loro.
Più della metà degli agnelli macellati in Italia proviene dall’estero, il che significa che al dolore della separazione e della morte si aggiunge quello di un viaggio internazionale in condizioni spesso incompatibili con il benessere animale, nonostante quanto prevede il Regolamento europeo sul trasporto degli animali.
Le ragioni per dire basta
• Etiche: gli agnelli sono esseri senzienti, capaci di soffrire e di provare paura. Ucciderli a poche settimane di vita per rispettare una consuetudine alimentare è una scelta, non una necessità.
• Ambientali: l’allevamento intensivo è tra i principali fattori di emissione di gas climalteranti e di consumo di risorse idriche e territoriali.
• Sanitarie: il consumo di carne rossa e processata è classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i fattori di rischio per alcune forme di tumore e patologie cardiovascolari.
“La Pasqua è la festa della rinascita. Celebriamola nel suo significato più autentico: rispetto per la vita, per gli animali e per il pianeta. Ogni scelta conta. Scegliamo una Pasqua senza sangue.” Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA