Legambiente Messina

Legambiente Messina Gli scopi del circolo Legambiente Messina sono la promozione della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile.

27/03/2026
23/03/2026

Ha vinto il No.

E no, non è solo un voto “contro” la modifica della nostra Costituzione. È un messaggio molto chiaro: così com’era, questa riforma non serviva.

Perché mentre si discuteva di separazione delle carriere, i problemi veri della giustizia sono rimasti lì, intatti: processi lunghi, pochi magistrati, risorse insufficienti, controlli che faticano a stare al passo.

Ma è proprio da lì che bisogna partire.

Noi lo vediamo ogni giorno, contrastando i crimini ambientali.
Senza una giustizia che funziona davvero, difendere ambiente e salute diventa una corsa in salita.

Negli anni abbiamo ottenuto risultati importanti, come l’introduzione dei delitti ambientali nel Codice penale e sanzioni più severe per reati gravi, ma senza strumenti adeguati di indagine rischiano di restare sulla carta in alcune parti del Paese.

Ora che il referendum è alle spalle, possiamo smettere di girarci intorno.

Alla magistratura servono più risorse, più personale, più strumenti di indagine e al Governo serve più coraggio politico in questa direzione. Perché la vera riforma sulla giustizia non si annuncia: si fa.

Domenica 15 marzo si è tenuto un punto informativo su referendum sulla giustizia e la campagna tesseramento Legambiente ...
18/03/2026

Domenica 15 marzo si è tenuto un punto informativo su referendum sulla giustizia e la campagna tesseramento Legambiente 2026 al bio mercatino di Casa Pia, ringraziamo lo stand di Buona Terra che ci ha gentilmente ospitato e, insieme alla Legambiente nazionale, ribadiamo con forza il nostro No al referendum costituzionale IN NOME DEL POPOLO INQUINATO
https://www.legambiente.it/news-storie/referendum-il-tuo-no-e-importante

16/03/2026

Ogni guerra porta distruzione, perdita di vite, diritti violati e territori avvelenati.

E gli ultimi giorni lo hanno ricordato brutalmente. Le immagini degli attacchi ai depositi di carburante nell’area di Teheran hanno fatto il giro del mondo: una nube nera e densa ha avvolto la città, trasformando l’aria in un laboratorio chimico a cielo aperto e provocando piogge acide e corrosive che minacciano salute, acqua e suoli.

È la fotografia più chiara del nostro tempo: le guerre seguono le rotte del petrolio e del gas, alimentano instabilità, aggravano la crisi climatica e violano diritti fondamentali. Eppure, la politica continua a ignorare il legame, difendendo le fonti fossili proprio mentre mostrano il loro volto più distruttivo.

Noi rivendichiamo il diritto alla pace.
Noi rivendichiamo il diritto alla giustizia climatica.

Perché difendere la transizione energetica oggi significa difendere la pace. Perché sviluppare le rinnovabili significa sicurezza energetica, climatica e sociale. Perché uscire da gas e petrolio è l’unica strada per proteggere le persone, i territori e i diritti.

La pace è rinnovabile! E continueremo a gridarlo anche nelle piazze: il 28 marzo saremo in piazza a Roma per la mobilitazione internazionale No King contro guerra e autoritarismo.

Unisciti a noi e firma per dire basta alle guerre del fossile https://attivati.legambiente.it/pace

COMUNICATO STAMPAAssemblea annuale soci Legambiente Messina: programma attività 2026 Si è tenuta Mercoledì 11 Marzo alle...
14/03/2026

COMUNICATO STAMPA
Assemblea annuale soci Legambiente Messina: programma attività 2026

Si è tenuta Mercoledì 11 Marzo alle ore 18.00 presso la sede del CESV l’Assemblea annuale dei soci del circolo di Legambiente Messina.
Dopo avere assolto agli obblighi statutari i soci hanno avanzato idee e proposte per il varo del programma di attività 2026. Tanti i temi proposti tra cui non poteva mancare la continuazione della lotta contro il Ponte sullo Stretto, il verde urbano, l’erosione delle coste, i rifiuti, la mobilità, l’energia, oltre che un impegno maggiore con le scuole e l’Università e per una maggiore conoscenza del territorio organizzando escursioni e trekking urbano. Rinviando al prossimo incontro l’approvazione e pubblicizzazione del programma d’attività definitivo 2026, l’assemblea ha deciso di organizzare per DOMENICA 15 MARZO alle ore 10.00 presso il mercatino del biologico di piazza Casa Pia un punto d’informazione sul tema del Referendum Giustizia per illustrare le ragioni del NO in nome del popolo inquinato. E’ stato inoltre approvato un documento, che si allega, riguardo allo stato di guerra che stiamo vivendo condividendo l’invito di Legambiente nazionale ad impegnarci tutte/i per alzare ora più che mai le bandiere della Pace.

Circolo Legambiente Messina

"Vogliamo alzare insieme le bandiere della pace da affermare come desiderio insopprimibile; delle Nazioni Unite, da rigenerare come strumento di

13/03/2026

PERCHE' SI E' INNESCATA LA FRANA DI NISCEMI?

La frana di Niscemi è un evento che permette di capire quanto i processi geologici che modellano il territorio possano essere complessi e allo stesso tempo molto concreti per le comunità che li vivono.
Ecco perchè in un contesto come questo il ruolo del geologo è fondamentale.

Con questo post provo a spiegarvi in modo semplice perchè si è innescata la frana di Niscemi

anche se dietro fenomeni di questo tipo esistono analisi geologiche e geotecniche molto più articolate, perciò - per farvi approfondire - vi rimando al report della Protezione Civile, pubblicato il 26 febbraio 2026 e che vi condivido nei commenti

Secondo il rapporto tecnico della Protezione Civile, il versante interessato è caratterizzato da una stratigrafia composta da un complesso sabbioso/limoso/arenaceo (del Plio-Pleistocene) che poggiano su livelli argillosi a bassa permeabilità (del Pliocene e Plio-Pleistocene).

Quando piove tanto, e per molto tempo, l’acqua si infiltra negli strati sabbiosi e tende ad accumularsi al contatto con l’argilla.

La conseguenza è un aumento della pressione interstiziale - esercitata dall’acqua che riempie gli spazi microscopici tra i granuli del terreno - nei pori del terreno. Quando questa pressione aumenta, i granuli vengono in parte “spinti” e l’attrito tra le particelle diminuisce, riducendo la resistenza del terreno.

Quando l’equilibrio tra forze resistenti e forze gravitazionali viene meno, una porzione del versante può comportarsi come un grande blocco in scivolamento lungo un piano di debolezza, generando una frana di scorrimento che può coinvolgere porzioni di pendio molto estese.

La carta geologica allegata a questo post è tratta dal report della Protezione Civile di cui vi ho parlato sopra.

Colgo l'occasione per fare i miei complimenti a tutto il team per il lavoro eccelso che hanno svolto fino ad ora.
Nicola Casagli Aldo Piombino

✍ Antonio

13/03/2026
26/02/2026

𝗡𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗰𝗲𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗲𝘁𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗿𝗲𝗰𝗼𝗿𝗱 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗰𝗰𝘂𝗺𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼.
Non si tratta solo di qualche decimo di grado in più in superficie, ma di energia che si accumula fino a 2000 metri di profondità. Il nuovo studio internazionale pubblicato su Advances in Atmospheric Sciences – a cui hanno partecipato anche ricercatori dell’INGV – mostra che l’oceano globale ha assorbito circa 23 Zettajoule di calore in più rispetto al 2024. È il valore più alto mai registrato dagli strumenti moderni.

Dentro questo quadro globale, il Mediterraneo si conferma un’area particolarmente sensibile.

Nel 2025 il contenuto di calore del Mar Mediterraneo è aumentato ancora rispetto all’anno precedente, superando il ritmo medio osservato negli ultimi vent’anni. Il riscaldamento non riguarda solo la superficie: i dati indicano un accumulo di calore anche negli strati intermedi, tra 200 e 500 metri di profondità.

Le misure lungo la sezione Genova–Palermo e nel Canale di Sicilia mostrano temperature ai livelli più alti mai osservati per quegli strati d’acqua. Le masse d’acqua intermedie, che si formano nel Mediterraneo orientale e si propagano verso ovest, stanno trasportando l’aumento di temperatura all’interno del bacino, contribuendo a una redistribuzione del calore anche negli strati più profondi. In un mare semi-chiuso come il Mediterraneo, questo processo rende il sistema particolarmente reattivo ai cambiamenti climatici: il surplus di calore modifica la stratificazione delle acque, influenza l’ossigenazione e la circolazione marina, e si somma ad altri fenomeni già in atto, come salinizzazione e acidificazione.

Anche se nel 2025 la temperatura superficiale globale è risultata leggermente inferiore rispetto al 2024 per effetto di La Niña, il calore totale immagazzinato nell’oceano ha continuato a crescere. Ed è proprio questo accumulo di energia negli strati profondi che rappresenta l’indicatore più solido del disequilibrio energetico del sistema climatico.

La figura, tratta dall'articolo, mostra l’andamento del contenuto di calore globale nei primi 2000 metri dal 1958 al 2025 secondo tre dataset indipendenti:
(a) IAP/CAS: ricostruzione basata su osservazioni in situ (profili Argo e database oceanografici).
(b) CIGAR-RT: reanalisi oceanica che integra osservazioni e modello numerico (con contributo CNR-ISMAR).
(c) Copernicus Marine: prodotto operativo basato principalmente su dati Argo.

Tutti mostrano la stessa tendenza e confermano il record del 2025.

Qui l'articolo scientifico: https://buff.ly/YnOqKYn

Indirizzo

Messina
98121

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