AIDO nasce poco più di quarant'anni fa , grazie all'intuizione di un giovane: Giorgio Brumat, il nostro fondatore. Girando per gli ospedali della Lombardia per motivi professionali, rimase colpito da due occhi tristi, quelli di un bambino in dialisi. La risposta fu che solo un trapianto di rene avrebbe potuto riportarlo in condizioni normali. Giorgio, da socio Avis, parlò di questa possibilità con
altri soci di un gruppo di Bergamo, e insieme si convinsero che occorreva agire. Fondarono nel 1971 la DOB (Donatori Organi Bergamaschi) ed incominciarono a girare nei paesi per trovare altri volontari che si rendessero disponibili a portare avanti l’iniziativa. Fu un successo a tal punto che, nel giro di 2 anni (1973) l’associazione si trasformò in AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi). Il compito allora era di raccogliere consensi, di sensibilizzare le istituzioni ed i cittadini, di organizzare convegni affinché i medici, che già incominciavano ad operare nel settore, potessero confrontarsi per poter portare avanti in modo più coordinato le iniziative per migliorare l’operatività, di cercare di arrivare a far legiferare il parlamento nel merito. Nel 1999 con la legge 91 si arrivò allo scopo. Il risultato della miglior organizzazione portò ad un incremento delle donazioni che, negli ultimi 10 anni, hanno portato a circa 3000 trapianti l’anno. Dobbiamo essere soddisfatti del risultato?? No, non basta. Ogni anno si ripresentano circa 9000 ammalati in lista d'attesa per un trapianto ed il 10% non raggiunge l’obbiettivo morendo nell'attesa. Quindi cosa dobbiamo fare? Continuare nella nostra azione d’informazione e sensibilizzazione, collaborare e stimolare le istituzioni sanitarie. La nostra associazione in Provincia di Milano, oggi raccoglie circa 80.000 consensi alla donazione ma non basta. Abbiamo bisogno di più volontari, abbiamo bisogno di aprire nuovi gruppi comunali. Sui 133 comuni della nostra provincia operano 53 gruppi comunali che con la loro azione coinvolgono una settantina di comuni. Mi aspetto e ci aspettiamo che i nostri soci attuali e futuri, si rendano disponibili in termini operativi a trovare un po' di tempo per fare attività nell'associazione.