15/12/2025
🌍🌳💚In merito all' incontro sui laghetti di Saline tenutosi il 10.12.25 presso il Dipartimento di Agraria vi espongo:
" Che i laghetti di Saline siano sofferenti è oramai da anni sotto gli occhi di tutti e l'idea d' invocare l'aiuto del Professore Giuseppe Bombino, docente di Scienze Forestali presso la Facoltà Mediterranea di Reggio Calabria è certamente stata un' idea salvifica. L' Illustre Professore ha subito preso a cuore la situazione e consapevole del fatto che la scomparsa del SIC comporterebbe il venir meno di un importante bacino di biodiversità e di un importante approdo per gli uccelli migratori con conseguente ulteriore impoverimento per il nostro territorio, ha avviato una ricerca volta ad individuare i motivi del prosciugamento.
Determinante la documentazione fornita durante il convegno del 10 settembre dall' Architetto Gangemi, Responsabile Regionale per l' Ambiente FAI. Dall' analisi delle mappe risalenti ai primi decenni del 900 e attraverso la storia della biodiversità presente nel bacino si stanno ricostruendo le origini dei laghetti in modo da individuare la causa del declino.
💚Utilissima agli studi scientifici portati avanti dal Dipartimento di Agraria è l'analisi evidenziata dall Arch. Gangemi ( durante il convegno del 10 settembre scorso) secondo cui, essendo stata tutta l' area, esposta, nel corso degli anni, ad importanti lavori infrastrutturali legati 1)alla linea ferroviaria jonica;
2) alla strada statale 106;
3)nonché alla realizzazione dell' impianto industriale dell' ex Liquichimica, questi lavori hanno sempre più ridotto i naturali apporti idrici al bacino, derivanti prevalentemente dal mare ma anche da corsi d' acqua superficiali che sono stati interrotti( oggi noi diremmo non più esistenti a causa dei mutamenti climatici e della conseguente siccità!) tutto ciò ha messo seriamente a rischio la zona lacustre che ancora resiste ma è sempre più in sofferenza.
Bisogna intervenire subito e per farlo è necessario partire dagli studi scientifici basati sul carattere lagunare e sulle caratteristiche salmastre che ancora le acque conservano.
Vanno infatti in questo senso tutti gli studi ed i rilievi eseguiti sul campo. Attraverso questa analisi si capirà quali sono gli Enti Pubblici chiamati ad intervenire e si comprenderanno i primi essenziali interventi per la salvaguardia della zona umida: Un primo intervento riguarderà la rimozione anche parziale del terrapieno che divide artificialmente il bacino lagunare; Un secondo intervento dovrà garantire un regolare afflusso delle acque marine ( considerato che oggi l' apporto di acqua marina nell' area avviene, per infiltrazione, solo a seguito di mareggiate, tra l' altro sempre più rare!) e questo può avvenire attraverso la realizzazione di un canale diretto con il mare che sottopassi il rilevato ferroviario.
💚Noi di MVC concordiamo con il Delegato all' Ambiente del FAI il quale ritiene che già questi primi urgenti lavori contribuirebbero alla conservazione del sistema lagunare e costituirebbero l'avvio di quell'opera di risanamento e rinaturalizzazione di tutta la zona che la comunità aspetta da troppi anni🌍🌳💚