24/08/2025
Palebiogeografia e cambiamenti climatici nel Mediterraneo
a cura di Mara Nicotra dott
Circa 6 milioni di anni fa, l'intera area del Mediterraneo fu sottoposta a fasi cicliche di disseccamento e inondazioni (Bertini et al., 1998) che, rispettivamente, chiusero e aprirono, ripetute volte, lo stretto di Gibilterra, bloccando e sbloccando le acque dell'Oceano Atlantico col Mediterraneo. Tali eventi determinarono importanti cambiamenti climatici che influenzarono la distribuzione della flora e della fauna sia marina che terrestre, dall'Africa verso l'Europa e Asia e viceversa.
La causa di tali eventi e' stata correlata a drastici fenomeni glacioeustatici (Florindo et al., 2015).
Nello specifico, l'abbassamento della T, causando l'estensione dei ghiacciai dell'Antartide, effettuò una regressione marina: evaporazione delle acque, formando estesi giacimenti di sale con spessore di circa 10 metri, noti in Italia come Formazione Gessoso-Solfifera, popolate da specie eurialine di origine Indo-pacifiche (Sorbini et al., 1980; Sorbini 1987; Carnevale, 2021).
La Sicilia fu un punto di collegamento importante per la migrazione di popolamenti animali vertebrati dall'Africa verso l'Europa e viceversa (Massa et al., 2011). Infatti, se fossimo vissuti in quel periodo geologico ci saremmo accorti che il ponte sullo stretto di Messina esisteva già. Guglielmo e Marra lo hanno definito una "sella morfologica" con un fondale profondo da -75 m a -130 m tra le coste di Capo Peloro (Messina) e Punta Pezzo
(Villa San Giovanni) distanti fra loro circa 3 Km. Questa sella potrebbe aver rappresentato un passaggio parzialmente emerso e percorribile in fasi di abbassamento del livello del mare (Massa, 2011).
Questo ha influito sulla distribuzione delle specie animali simili ad altre parti del mondo. Infatti, nella regione Iblea (Sicilia sud-orientale), si sono riscontrati popolamenti antico africano, mentre nella regione occidentale hanno abbondato le specie mediterranee occidentali e siculo-maghrebine.
L'aumento della T, invece, determinando la fusione dei ghiacciai dell'Antartide, causò l'innalzamento del livello dei mari (inondazioni) che portò alluvioni, si dice a 12 crisi di Sapropel negli ultimi 30.000 anni (Stanley, 1978).
Le specie marine erano stenovalenti e di origine Atlantica (Sorbini, 1988).
Secondo recenti osservazioni oceanografiche riportate da Doumenge (1993) una crisi di Sapropel è già iniziata intorno al 2020 e dovrebbe avere il suo effetto devastante entro il 2050. Per la National Oceanic and Atmospheric Administration ogni anno il livello del mare sta aumentando di circa 3,2 mm e si prevede che raggiunga i 30 cm entro il 2050. Per la NASA, invece, si dovrebbe alzare di 65 cm entro la fine di questo secolo. Questo fenomeno potrebbe mettere a rischio tutti i paesi costieri del mondo. Mi chiedo: ma i nostri governatori sono a conoscenza di tale problematica abbastanza allarmante? come si stanno muovendo per tutelare le popolazioni a rischio?