ANPI - Sezione di MELFI

ANPI - Sezione di MELFI Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di Melfi

24/05/2026

MA COME SI PUO’ ANCHE SOLO PENSARE DI ESSERE CRISTIANI

La parola d’ordine dei falsi cristiani è “ipocrisia”. Dire di fare il bene del prossimo e fare invece i propri interessi, anche quelli più sporchi. Dire di volere la pace e poi armarsi sino ai denti e vendere armi a chi fa la guerra. Dire di fare il bene del paese ma tagliare i fondi per la salute, per la scuola, l’università, la ricerca, ecc. e contemporaneamente aumentare i propri stipendi e quelli dei propri amici e degli amici degli amici. E distruggere la giustizia del paese in modo che chi ruba e si approfitta della propria posizione di potere la faccia franca. In pratica i FARISEI contemporanei, quelli che Gesù scaccio dal tempio.

NELLA “SAPIENZA” DI LEONE C’È UN FRONTE PER LA PACE

TOMMASO MONTANAARI – IL FATTO – 20.05.2026

Le parole che papa Leone XIV ha pronunciato giovedì scorso alla Sapienza di Roma sono le più necessarie che si potessero dire. Innanzitutto, sul ruolo stesso dell’università: così spesso negato anche dagli stessi governi accademici. “Abbiate sempre speranza nella possibilità di costruire un mondo nuovo!”: ecco la cosa forse più rivoluzionaria. L’università non come un servizio che risponda alle aspettative dei “portatori di interesse ” (mercato del lavoro, imprese …), ma come una comunità capace di costruire e condividere strumenti per desiderare e costruire un mondo diverso. Non un’istituzione che conservi lo stato delle cose, i rapporti di forza esistenti, la mentalità corrente, ma un laboratorio di liberazione, di rovesciamento, di insubordinazione. Un mondo nuovo. Le ragazze e i ragazzi sono orientati dalle aspettative delle famiglie, dalla competizione troppo spesso respirata a scuola, dai media e dal mercato: se l’università non li disorienta, se l’università non insegna (ribaltando il motto thatcheriano del neoliberismo) che c’è sempre un’alternativa, allora non serve a nulla. E l’alternativa passa innanzitutto dalla formazione di persone, prima che di professionisti: “Che senso avrebbe d’altronde – si è chiesto il papa – formare un ricercatore o professionista, che però non coltiva la propria coscienza, il senso della giustizia e del rispetto per ciò che non si può né si deve dominare? Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”. Diciamolo con le parole della Costituzione: è il “pieno sviluppo della persona umana”l’unico vero scopo dell’università – cioè l’esatto contrario della costruzione di un “capitale umano”. Leone non ha avuto paura di fare l’esempio più radicale, e più scomodo, del primato della coscienza: il rifiuto delle armi. Innanzitutto, condannando l’alleanza tra università e industria militare, attraverso il finanziamento alla ricerca bellica, e quindi invitando a una radicale obiezione di coscienza (parole che avranno fatto saltare sulla sedia più di un rettore): “Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale sì alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!”. Una università come quella che immaginava Virginia Woolf: capace di preparare la pace, non di costruire la guerra. E non basta: “Nell’ultimo anno – ha aggiunto il papa – la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. Sono parole da incidere nel marmo, parole che dovrebbero essere considerate con somma attenzione, innanzitutto dai politici cristiani: non tanto da quelli che usano la religione, ma da coloro che lo sono davvero, a partire dal presidente Mattarella. Perché smentiscono in modo definitivo l’idea della deterrenza, smascherando la menzogna fatale del si vis pacem para bellum. Riarmarsi è guerra, non è difesa: e come tale è incompatibile con la Costituzione. Il papa va ancora oltre: denunciando che il riarmo costruisce un’economia di guerra che taglia le gambe ai diritti, e arricchisce una classe dirigente indegna e rapace. Sono parole che sarebbero sembrate radicali anche in bocca a papa Francesco: e che infatti il mondo politico italiano ha fatto cadere in un gelido silenzio. Leone sa perfettamente che l’élite politica, economica e anche accademica non è dalla sua parte. E infatti parla direttamente agli studenti, dei quali si sente alleato, delineando il fronte della pace: composto dal papa stesso (e dai suoi predecessori), dalla Costituzione e dalle studentesse e dagli studenti che insorgono per la pace, per Gaza, per la Flotilla: “Il grido ‘Mai più la guerra!’ dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”. In un’epoca di feroce ritorno della guerra, in un Paese governato da una destra estrema ultra-nazionalista, in un’Europa guidata da una Commissione spaventosamente guerrafondaia, Leone torna a denunciare l’inganno del riarmo e il veleno del nazionalismo. Lo fa sposando le parole, anche le più radicali, dei movimenti studenteschi: quelli che l’élite liquida come terroristi. E che ora sanno di avere al loro fianco, oltre alla Costituzione, anche il papa

21/05/2026

“In queste ore navi da guerra e gommoni hanno accerchiato la Flotilla in acque internazionali e hanno abbordato alcune imbarcazioni, fra cui la Holy Blue, che batte bandiera italiana. È infame questa nuova pirateria che infrange ogni regola del diritto internazionale nel balbettio o nel silenzio delle istituzioni europee ed italiane. Chiediamo ancora una volta all’UE e al governo italiano atti concreti per contrastare la deriva fuorilegge del governo israeliano, a pochi giorni dalla dichiarazione di Netanyahu di occupare oramai il 60% del territorio della striscia di Gaza. La doppiezza dell’UE e del governo italiano è diventata intollerabile. In base al Codice della Navigazione italiano (art. 4), una nave battente bandiera italiana in acque internazionali è considerata territorio dello Stato italiano. Il governo deve assumere una fermissima presa di posizione e un immediato intervento diplomatico a tutela di tutti gli equipaggi della Flotilla, delle imbarcazioni e del carico. Chiediamo ancora una volta con forza sempre maggiore l’immediata sospensione dell’accordo di cooperazione economica, cioè di libero scambio, fra UE e Israele, l’applicazione di sanzioni nei confronti di Israele, la cessazione del commercio di armamenti e di qualsiasi tecnologia dual-use con Tel Aviv”.

✍️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

20/05/2026

In occasione dell’80° anniversario della Repubblica italiana e del voto delle donne, ANPI nazionale e Istituto Alcide Cervi avviano una settimana di contenuti social dedicati: storia, storie e testimonianze per ripercorrere uno dei momenti fondativi della nostra democrazia.

Dal 27 maggio al 2 giugno seguici sui nostri canali per un viaggio attraverso il 1946 e la scelta repubblicana: documenti, voci, immagini e approfondimenti per ricordare da dove viene la Repubblica e riaffermare il valore di quella scelta.

🔎 Segui i canali social Instagram e Facebook dell'ANPI nazionale e dell'Istituto Alcide Cervi per non perdere nessun contenuto dell'iniziativa.



18/05/2026

Carissime e carissimi,
è con il cuore colmo di dolore che devo comunicarvi la scomparsa della nostra cara Angela Maiorino vedova D' Urso.
Una notizia che ci lascia sgomenti: un male spietato l' ha strappata alla vita in poco tempo.
Angela è stata una custode instancabile della memoria storica e convinta sostenitrice dei valori dell' Anpi.
Ha dedicato la sua vita all' insegnamento, trasmettendo i valori civili prima ai suoi piccoli scolari e, in seguito, agli studenti delle scuole di Melfi.
Chi ha avuto il piacere di ascoltarla porta nel cuore la passione vibrante con cui leggeva le lettere di suo padre, prigioniero di guerra. Documenti che lei custodiva e venerava come reliquie, testimonianza viva dei sacrifici su cui si fonda la nostra democrazia.
La sua memorabile lettura nell' aula consiliare del comune di Melfi, in occasione delle celebrazioni del 27 gennaio, Giorno della Memoria, colpì e commosse profondamente tutti i presenti, dagli adulti agli studenti, lasciando un segno indimenticabile.
Io custodisco nel cuore l' ultimo messaggio scritto in risposta al mio invito per lo spettacolo "Il filo rosso delle donne: le lotte femminili dal '46 ad oggi" dello scorso 24 aprile. Con la sua solita dolcezza scrisse: "Cara Anna, se sto bene, io verrò".
Anche nel momento della fragilità, il suo pensiero e il suo cuore erano rivolti alla nostra Associazione e all' impegno civile.
In questo momento di sconforto, il nostro pensiero più affettuoso va a Tina e a Sabrina, sue amate figlie e ci stringiamo con tutto il calore della nostra comunità, ricordando l' amore, l' orgoglio e la dedizione con cui Angela parlava sempre di loro.
La sua energia e la sua guida ci mancheranno in ogni iniziativa futura, ma il suo esempio continuerà a vivere nelle nostre battaglie quotidiane.
Che la terra ti sia lieve, cara Angela.

13/05/2026
29/04/2026

Un ventunenne della Comunità ebraica di Roma, fermato stanotte, pare abbia ammesso di avere sparato con una pi***la ad aria compressa contro due manifestanti che indossavano il fazzoletto dell'Anpi il 25 aprile.
Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell'autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele.
Basta omertà dall'alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili.
Anche noi ebrei dissidenti dall'importazione della guerra mediorientale nelle nostre Comunità veniamo fatti oggetto da tempo di simili minacce, non solo verbali. Chi sa parli. Vengano disciolti questi nuclei paramilitari. E chi ha accusato l'Anpi di antisemitismo chieda scusa.

25/04/2026
🌹Carissime/i,vi ricordiamo che domani sera, alle ore 18,00, presso il Teatro Ruggiero si terrà l' evento dal titolo "Il ...
23/04/2026

🌹Carissime/i,
vi ricordiamo che domani sera, alle ore 18,00, presso il Teatro Ruggiero si terrà l' evento dal titolo "Il filo rosso delle donne: le lotte femminili dal '46 ad oggi".

🇮🇹Attraverso una lettura drammatizzata sarà data voce a chi ha fatto la storia dell'Italia.
Sarà ricordato il coraggio delle 21 madri costituenti e il percorso dei diritti femminili dal '46 ad oggi.

Si tratta di un evento unico, nato dalla forza delle associazioni culturali e sportive del territorio per ricordare che il " filo rosso della libertà non deve spezzarsi".
La vostra partecipazione è fondamentale per onorare questa memoria collettiva.
Le conquiste non sono per sempre, vanno difese ogni giorno.

Essere presenti domani significa dire: "Io ci sono".

Melfi celebra il 25 aprile 2026: un' unione di forze per la LIBERTÀGrazie alla collaborazione tra l' amministrazione com...
21/04/2026

Melfi celebra il 25 aprile 2026: un' unione di forze per la LIBERTÀ
Grazie alla collaborazione tra l' amministrazione comunale e le numerose associazioni culturali e sportive del territorio, è stata organizzata una settimana di eventi in cui memoria, riflessioni, cultura, sport e arte si intrecceranno per onorare il nostro passato e guardare con fiducia al futuro.
Non mancate: la partecipazione significa mantenere viva la MEMORIA.
Il 25 aprile non è solo una data, è un impegno che dobbiamo rinnovare insieme.

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