19/06/2026
Facciamo un po' di chiarezza sui requisiti strutturali che la sede di un centro estivo deve possedere, visto che in questi giorni sono arrivate critiche e indicazioni di ogni tipo, quasi tutte senza cognizione di causa e/o senza piena conoscenza delle normative, pertanto è meglio, come detto fare chiarezza: a Melfi, come in tutta la Basilicata, i requisiti strutturali si rifanno alla deliberazione della Giunta Regionale della Basilicata n. 194/2017 e al D.M. 308/2001.
La conformità della struttura a queste norme è obbligatoria per svolgere attività socio-educative e ricreative nel territorio comunale.
I requisiti fisici e i documenti necessari per l'idoneità dei locali sono raggruppati in macro-aree:
A - Idoneità Urbanistica e Locali - certificato di agibilità: la struttura deve possedere il certificato rilasciato dal Comune per la specifica destinazione d'uso.
1. Destinazione d'uso: i locali devono avere destinazione d'uso compatibile con le attività collettive e sociali dei minori.
2. Impiantistica a norma: certificazioni di conformità rilasciate da tecnici abilitati per l'impianto elettrico, idrico e termico.
3. Barriere architettoniche: totale accessibilità della struttura e dei servizi igienici per i minori con disabilità.
B - Spazi Interni ed Esterni.
1. Superficie minima: Spazi interni proporzionati al numero massimo di bambini ospitati (rapporto mq/utente definito dalle linee guida regionali).
2. Servizi igienici: Presenza di bagni dedicati ai minori, distinti per sesso qualora superino una determinata soglia di età, dotati di antibagno.
3. Aree per il riposo/pasti: Se il centro offre il servizio mensa o prolungato, servono spazi idonei alla somministrazione e al riposo (che nel caso di campo solo mattutini è ovviamente da non tenere in conto).
4. Spazi all'aperto: Presenza di cortili, aree verdi o campi sportivi che siano recintati e privi di pericoli immediati per il gioco.
C - Sicurezza e Igiene Locale - Parere ASP:
1. Idoneità igienico-sanitaria certificata dall'Azienda Sanitaria Locale.
2. Sicurezza sui luoghi di lavoro: Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) integrato per le attività dei minori e conformità al D.Lgs. 81/08.
3. Prevenzione incendi: Estintori carichi, uscite di sicurezza segnalate e piani di evacuazione esposti, conformi ai metri quadri e alla capienza.
Ciò detto, c'è anche il discorso legato al Bando comunale per il sostegno alle famiglie dei partecipanti ai centri estivi, che lo scorso anno, nonostante tutti i requisiti rispettati, ha creato non poche difficoltà alle famiglie.
Il bando comunale per i centri estivi a Melfi è solitamente sdoppiato: un avviso è rivolto alle famiglie (contributi economici), e uno agli enti gestori (per l'accreditamento).
La struttura per vedere riconosciuto il contributo alle famiglie, deve rispondere ai seguenti requisiti:
Destinazione d'uso e agibilità: Idonea ad ospitare collettività di minori, con regolari certificati di agibilità e conformità agli impianti.
Sicurezza e Igiene: Rispetto assoluto delle normative vigenti in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/08), prevenzione incendi e igiene-sanitaria (convalidata dall'ASP).
Spazi Adeguati: Presenza di ambienti interni ben areati e di spazi esterni attrezzati e recintati per le attività all'aperto.
Barriere architettoniche: Assenza di barriere architettoniche per garantire l'inclusione di minori con disabilità.
Capacità ricettiva: Rispettare il rapporto numerico stabilito dalla normativa regionale tra operatori/educatori e bambini ospitati.
A tutto ciò, noi come CSI, rispondiamo anche alla nuova normativa Safeguarding, che per la gestione degli spazi, ha indicazioni ulteriormente rigide.
Alla luce di quanto detto è oggettivamente chiaro che le strutture oggi disponibili, compreso la palestra comunale (zero spazi all'aperto), non rispondono ai suddetti requisiti richiesti dalla normativa.
Le uniche strutture pubbliche ideone sono al momento non disponibili (Asilo Santa Croce, utilizzata giustamente per ospitare l'Asilo San Teodoro, e Palestra Aperta Nitti, con locali annessi, è interessata dal cantiere di ristrutturazione della Scuola), altre strutture pubbliche sono in gestione e quindi da non considerare, infine le strutture di natura ecclesiastica non sono disponibili, in quanto impegnate per usi "propri".
Riteniamo che questo quadro sia sufficiente a mettere fine ogni tipo di polemica ed a ogni altro tipo di indicazione.
Inoltre va detto che con i numeri che in passato hanno caratterizzato il nostro campo, 120/130 bambini, di cui diversi con esigenze speciali, essendo un campo inclusivo, è ancora più chiaro quanto sia necessario prestare la massima attenzione a tutte le norme di legge.
CSI MELFI APS Pro Humanitate APSSD