11/08/2026
Su 391 campioni raccolti quest'estate da Goletta Verde e Goletta dei Laghi in 19 regioni italiane, il 34% è risultato oltre i limiti di legge per inquinamento. Uno su tre: un dato in linea con l'anno scorso per il mare, ma il peggiore dal 2020 per i laghi. La maladepurazione, come Legambiente la chiama da quarant’anni, resta la causa principale: 514 agglomerati urbani italiani, per oltre 14 milioni di abitanti equivalenti, scaricano reflui in modo non conforme.
Nel frattempo l'Italia paga ogni sei mesi decine di milioni di euro di multe all'Europa per quattro procedure di infrazione aperte sulla direttiva sulle acque reflue urbane, le prime due delle quali sono già costate più di 200 milioni complessivi. Soldi pubblici che, come ha osservato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, "potremmo usare più utilmente per realizzare nuovi sistemi di fognatura e depurazione”.
I numeri più allarmanti riguardano le foci: su 188 analizzate tra mare e laghi, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Alcune criticità si sono solidificate in abitudine. La foce del Musone, nelle Marche, è risultata fortemente inquinata in cinque degli ultimi sei anni. Quella di Aci Trezza, nel Catanese, supera i limiti ininterrottamente dal 2020. Il lago di Sabaudia, nel Lazio, ha registrato tutti e tre i prelievi effettuati come "fortemente inquinati”.
A questo si aggiunge la pressione della crisi climatica. Negli ultimi sei anni la temperatura media della superficie del Mediterraneo tra maggio e settembre non è mai scesa sotto i 24 gradi: così si accelera la tropicalizzazione, viene favorito l'insediamento di specie aliene e le coste risultano corrose.