08/05/2026
Commosso e partecipato il saluto di ieri a Carlo Giorgetti, lo ricordiamo con le parole di Laura:
"Particolarmente toccanti, durante la cerimonia funebre, sono state, oltre all’affettuosa e sincera omelia di Don Angelo — che gli è sempre stato vicino — le parole dei dipendenti, che hanno ricordato con profonda commozione la dedizione, la competenza e la lungimiranza con cui Carlo guidava la sua azienda. Ma, ancora più di tutto, hanno voluto sottolineare il modo in cui considerava le persone che lavoravano con lui: con rispetto autentico, attenzione sincera e il senso di appartenenza a una grande famiglia.
Carlo apparteneva a quella generazione di imprenditori capaci di unire lavoro e visione, rigore e umanità. Credeva nella bellezza fatta bene, nell’arte del creare oggetti curati nei dettagli, destinati a durare nel tempo, perché portatori di qualità, dignità e amore per il proprio lavoro. È stato una vera icona dell’imprenditoria e del design italiano, conosciuta e apprezzata nel mondo.
Ma la stessa sensibilità che metteva nella sua impresa l’ha saputa portare anche lontano, fino a Tanguiéta, in Benin, dove il dolore per la perdita di Paolo si è trasformato in aiuto concreto, cura e speranza per migliaia di bambini.
Anche lì Carlo ha costruito una famiglia, fatta di medici, volontari, bambini e persone che grazie a lui hanno potuto guardare al futuro con maggiore fiducia.
Durante la lettura della testimonianza, tutti i dipendenti si sono alzati in piedi: quasi metà della chiesa. È stato un momento di rara intensità, una manifestazione silenziosa ma potentissima di affetto, riconoscenza e stima.
Anch’io, seduta tra i presenti, ho avuto un sussulto. Ho pensato a mio padre, che era stato operaio alla Imart/Giorgetti e che mi raccontava di quando Paolo, durante l’estate, stava insieme a loro in azienda. Quasi senza rendermene conto mi sono alzata anch’io, come a rappresentare idealmente quella storia, quel legame, quella riconoscenza che attraversa le generazioni.
La dimostrazione di affetto emersa oggi ci fa comprendere ancora di più che ci ha lasciato un uomo straordinario, la cui vita, nel lavoro come nella solidarietà, resterà un esempio autentico per tutti noi."