20/01/2026
𝗜𝗟 𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗧𝗥𝗢𝗠𝗕𝗔 𝗗'𝗔𝗥𝗜𝗔.
𝗥𝗜𝗧𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗘𝗦𝗖𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜
L’antico rito del “padre nostro verde” con cui i pescatori tagliavano i “draunara”.
Il taglio delle trombe d’aria è un fenomeno poco attenzionato dagli studi antropologici. Si tratta di un rito segreto ancora utilizzato da alcuni marinai, soprattutto – ma non esclusivamente – sulle coste meridionali dell’Italia.
Il Dragone, in siciliano “draunara”, è il termine con cui veniva chiamata la tromba marina. Questa quasi sempre veniva vista come l’opera maligna di un demone. Poiché si credeva, infatti, che le trombe marine fossero di certo opera del diavolo, il comandante della nave, alla vista di una tromba marina, era in uso recitare con un coltellaccio in mano, il cosiddetto “padrenostro verde”, allo scopo di ingraziarsi il demone maligno, autore della tromba marina:
Lùniri santu, Màrtiri santu
Mèrcuri santu, Iòviri santu
Vènnari santu, Sàbbatu santu
Duminica di Pasqua
sta cuda a mmari casca
e pi lu nnomu di Maria
sta cuda tagghiata sia.
Pronunciate queste parole il marinaio faceva tre tagli orizzontali con la mano, come a voler tagliare la coda della tromba marina, che a questo punto si sollevava al cielo e scompariva, lasciando il mare tranquillo e senza un alito di vento.
Solo in seguito, secondo l’usanza, quando il “dragone” si fosse calmato, il comandante avrebbe potuto recitare il padrenostro cristiano, come insulto e sberleffo al demone maligno.
Alcuni nostromi dicono che senza un “tagliatore” a bordo nessuna nave uscirebbe dal porto.
La Draunara era per gli antichi siciliani la coda di drago che si abbatteva in tutto il suo impeto attraverso tempeste di vento ("Da un credo siciliano, la tempesta era una cuda di draguni e la chiamavano ddraunara")
Draunara, in siciliano, la tempesta di vento che viene dal mare.
DRAUNARA:Tempesta di venti/tromba d' aria.
Altre preghiere.
Con in mano un coltello e nell’altra un pezzo di sarmento (stoccu), il pescatore più anziano alza gli occhi al cielo e pronuncia sommessamente:
“’Menzu lu mari c’è un sirpenti,
c’havi la cuda, la testa e li denti,
e pi lu nomu di Diu Onniputenti,
ti tagghiu la cuda, la testa, li denti.”
Contemporaneamente bisognava praticare delle incisioni sul sarmento per tre volte e fare il segno di croce.
Rituale originario di Milazzo (ME)
Traduzione:
"In mezzo al mare c'è un serpente,
che ha la coda, la testa e i denti,
per il Nome di Dio Onnipotente,
ti taglio la coda, la testa e i denti."
Porzione da recitarsi durante una Tromba Marina:
La Cura di Drau
Lu patri è putenti, lu figghiu è mputenti,
pi lu nomi di Gesu Giuseppe e Maria
tagghiu sta cura e n'atri centu com'a tia.
(Testi dal web)
(Immagine generata con IA per I love Scicli 🧡)