24/05/2025
Bonta
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Ciliegie sempre più rare: tra cambiamento climatico e piogge anomale, un settore in crisi
Le ciliegie, simbolo della primavera e della dolcezza della natura, stanno diventando un frutto sempre più raro. Negli ultimi anni, il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente i cicli produttivi dell’agricoltura italiana, e la campagna 2025 ne è la prova più evidente.
Maggio al posto di aprile: piogge fuori stagione
Quest’anno, le piogge intense che solitamente cadono in aprile si sono concentrate nel mese di maggio, proprio nel momento cruciale in cui le ciliegie iniziano a maturare. Il risultato? Frutti spaccati, marci, caduti prima del tempo. Interi raccolti compromessi in pochi giorni.
Produzione in calo e prezzi in salita
Non è solo colpa delle piogge: già da anni la produzione di ciliegie è in calo a causa di inverni sempre più miti, gelate fuori stagione, sbalzi termici improvvisi e stress idrico. Le piante ne risentono e producono meno. Quando poi arrivano anche eventi climatici estremi, come queste piogge di maggio, la situazione diventa drammatica.
Questo porta a un effetto a catena: meno prodotto disponibile significa prezzi più alti. Un danno non solo per gli agricoltori – che vedono mesi di lavoro andare in fumo – ma anche per gli acquirenti, che si trovano a dover pagare molto di più per un frutto che dovrebbe essere accessibile a tutti.
Un grido d’allarme dal settore agricolo
Siamo di fronte a una crisi che non è solo economica, ma anche ambientale. Gli agricoltori stanno soffrendo, lasciati spesso soli ad affrontare una natura sempre più imprevedibile. Servono politiche serie, strumenti assicurativi adeguati, e soprattutto un’attenzione concreta verso chi lavora la terra ogni giorno.
Le ciliegie costano di più, sì. Ma dietro quel costo ci sono piogge fuori stagione, inverni che non sono più inverni, primavere instabili e un cambiamento climatico che non possiamo più ignorare.