10/06/2026
Nella cultura serve un unico contratto nazionale di riferimento.
Un contratto che sia rispettoso delle professionalità e competenze di chi lavora. È necessario porre un argine alla frammentazione contrattuale, causa principale di intollerabili disuguaglianze tra lavoratrici e lavoratori che svolgono lo stesso lavoro, le stesse mansioni, lo stesso numero di ore lavorative settimanali, ma che continuano ad avere condizioni normative ed economiche diverse a seconda del contratto che viene loro applicato.
Il Ministero della Cultura non può continuare ad ignorare chi svolge un ruolo fondamentale nel rendere fruibili i luoghi della cultura: musei, gallerie d’arte, parchi archeologici, biblioteche; luoghi fruibili grazie alle lavoratrici e ai lavoratori. Non è accettabile che chi gestisce questi spazi - a partire dalla Pubblica amministrazione e dallo stesso Mic - continui a tenere migliaia di addette e addetti in condizioni precarietà e incertezza.
Stesso lavoro, stesso contratto, stessi diritti.
Per l'Umanità del Lavoro