24/05/2026
Scontro totale delle Strade in Basilicata: il materano ancora una volta penalizzato.
Esplode il Caso Tolve con la variante Pazzano, approvata con il VIA.
MATERA – Non è solo uno scontro sulla mappa dei cantieri: è una vera e propria faglia politica e sociale quella che si è aperta in Basilicata. Al centro della tempesta c’è la gestione delle infrastrutture regionali e un’accusa pesante come un macigno: favorire logiche campanilistiche a scapito di un intero territorio, condannando Matera e la sua provincia a un progressivo e inaccettabile penalizzazione.
Il detonatore della protesta è il destino della Strada Statale 7 Matera-Ferrandina, il previsto Bypass a quattro corsie di tipo B, considerato un asse strategico per il collegamento Murgia-Pollino tra le autostrade A14 e A3.
Mentre questa arteria vitale resta imprigionata nelle secche della burocrazia ministeriale in attesa del VIA, un altro progetto corre a velocità della luce, accendendo la rabbia della comunità materana.
Il "Giallo" dei Due Dossier: Due Pesi e Due Misure.
A far saltare i nervi ai comitati civici e agli osservatori locali è la clamorosa disparità di trattamento temporale ed economico tra due opere stradali lucane presso il Ministero dell'Ambiente.
Lo scorso 15 maggio 2026, il dicastero ha infatti dato il via libera definitivo alla Valutazione di Impatto Ambientale per la variante Tolve-Pazzano Strada Provinciale 96. Si tratta di un’opera da 580 milioni di euro che prevede una strada a due corsie con una galleria di tre chilometri e diversi viadotti nel territorio del comune di cui l'attuale assessore regionale ai trasporti è anche sindaco, strada totalmente prive di dati di percorrenza, a cui l'ANAS si è sempre prestata a pareri contrari per i noti costi benefici.
Di contro, la pratica VIA per il raddoppio del by Pass Matera della SS7 Matera-Ferrandina risulta ancora ferma in attesa di approvazione. Il timore espresso dai critici è che, di fronte a una potenziale scarsità di fondi complessivi, la Regione possa trovarsi a canalizzare i finanziamenti disponibili sull’opera già formalmente cantierizzabile, lasciando l'asse materano allo stato di eterno progetto su carta.
I Numeri del Paradosso e il Ruolo della Politica.
A corroborare i sospetti vengono richiamate le dichiarazioni ufficiali rilasciate in passato dall'ingegner Francesco Scalamandrè, responsabile unico delle nuove opere per ANAS, durante un incontro presso la sala consiliare della Provincia a Matera. Il dirigente aveva chiarito in modo disarmante che l'Anas realizza i progetti definitivi richiesti dalla Regione ma che la transizione effettiva dalla carta al cantiere dipende esclusivamente dalle priorità politiche ed economiche che la Regione mette sul tavolo delle trattative.
Secondo i detrattori dell'attuale linea programmatica, la scelta di declassare la SS7 nei fatti contrasta apertamente con i dati tecnici sui flussi di traffico e sulla importanza dell' opera anche in termini di sicurezza di percorrenza.
L’arteria materana registra infatti picchi quotidiani piu elevati della Regione che variano dai 15.000 a oltre 20.000 transiti giornalieri, con un tasso di mortalità altissimo, configurandosi come un corridoio di rilevanza che va molto oltre l'importanza Regionale, a fronte di una variante locale, quella della Provinciale per Tolve, che si pone come obiettivo di ridurrebbe i tempi di percorrenza tra Potenza e Gravina di appena dieci minuti.
La Rivolta di Matera:
Dal Referendum alla Corte dei Conti.
La percezione di un territorio penalizzato a favore di logiche di campanile che si susseguino, alle disparità di trattamento in ambito sanitario, sta spingendo l'opinione pubblica materana verso posizioni radicali.
Nel dibattito civile si fanno largo tre scenari per il futuro. Il primo è la richiesta perentoria di una totale autonomia gestionale e finanziaria delle risorse legate al territorio a difesa del patrimonio UNESCO. Il secondo, decisamente più provocatorio, riguarda la proposta di un referendum consultivo per il passaggio della provincia di Matera alla vicina e dinamica Regione Puglia.
Infine, si fa strada la via giudiziaria e mediatica. Diversi esponenti locali hanno già annunciato l'intenzione di trasmettere l'intera documentazione amministrativa alla Corte dei Conti per verificare eventuali profili di danno erariale, oltre all'invio del dossier a trasmissioni d'inchiesta nazionali come Report di Rai 3, per accendere i riflettori su quella che viene definita una vera e propria emergenza democratica e infrastrutturale. Ed inviare il dossier alla Commissione europea, già più volte già a conoscenza di quello che succede in Basilicata.
Matera, capitale della cultura e motore turistico della regione, non ci sta a rimanere un'isola senza strade, ritenendo inutile il passaggio della palla alla Regione Basilicata a giudicare dello scarso interesse manifestato per lo sviluppo della citta di Matera e della sua Provincia. In ogni caso la Regione è chiamata a rispondere a scelte che rischiano di spaccare irreversibilmente il territorio.
Aism Mathera, Associazione infrastrutture servizi e mobilità nel Materano, gruppo Facebook SS. 7 Matera Ferrandina.