11/08/2026
CHE RIDERE…
Leggere certi post e certi commenti riguardo gli incendi boschivi che stanno interessando in questo periodo il Piemonte, e non solo, fa veramente ridere.
O forse, più semplicemente, ridiamo per non avere a che discutere con certa gente.
Da settimane gli incendi boschivi stanno mettendo a dura prova il nostro territorio e, soprattutto, le persone che ogni giorno sono impegnate a combatterli, i numerosi operatori: volontari AIB, Vigili del Fuoco e tutti coloro che, a terra e dal cielo, lavorano per contenere le fiamme e proteggere persone, abitazioni, infrastrutture e boschi.
E invece cosa leggiamo al posto di un semplice GRAZIE?
“Perché non riescono a spegnerlo?”
“Se fossero intervenuti prima, adesso non sarebbe così grande.”
“Perché non mandano più Canadair?”
“È tutta una questione di soldi, così le aziende del settore ci guadagnano.”
E potremmo andare avanti per giorni.
La varietà delle teorie è veramente ampia.
Ma proviamo per un attimo a fermarci e a guardare le cose da un’altra prospettiva.
Sapete che c’è gente là in mezzo che rinuncia a ferie programmate per continuare a lavorare su un incendio?
Sapete che ci sono VOLONTARI che sacrificano famiglia, lavoro, impegni personali e ore di riposo per mettersi a disposizione?
Sapete che ci sono Vigili del Fuoco che affrontano turni pesantissimi per garantire una presenza costante sul territorio e proteggere tutti noi?
Probabilmente no.
Perché mentre voi scrivete il vostro commento dal divano di casa, magari sotto un condizionatore che fa fatica a tenere testa alle temperature di questo periodo , c’è qualcuno che va contro al fuoco indossando una tuta che, credete, di “fresca” ha ben poco.
Ci sono persone che lavorano sotto il sole, con temperature elevatissime, circondate dal calore delle fiamme e dal fumo.
Persone che arrivano a dover camminare per ore per raggiungere il fronte dell’incendio.
Ore.
Non cinque minuti.
ORE.
Con l’attrezzatura sulle spalle, su terreni ripidi, sconnessi e spesso difficilmente accessibili.
E magari il fronte si trova in un punto raggiungibile solamente a piedi, il che vuol dire attrezzatura limitata, senza acqua… solo attrezzi manuali, spirito di sacrificio e forza di volontà.
Ma pensateci , se per arrivarci servono due o tre ore di cammino, secondo voi cosa succede nel frattempo?
Che l’incendio aspetta?
Ovviamente no.
Continua a bruciare.
E continua ad avanzare.
E in condizioni come quelle che stiamo vivendo, con vegetazione estremamente secca, terreni aridi, temperature elevate e vento, la situazione può peggiorare molto rapidamente.
Un incendio boschivo non è un falò in mezzo a un prato.
Non basta arrivare con una manichetta, aprire l’acqua e aspettare che si spenga.
Ci sono pendenze, vento, vegetazione, accessibilità, focolai che possono rimanere attivi o riaccendersi e fronti che possono svilupparsi in direzioni completamente diverse.
E poi c’è un’altra cosa che forse sfugge.
L’elicottero e il Canadair non sono una bacchetta magica.
L’intervento aereo è fondamentale, ma deve essere coordinato con quello a terra e deve essere effettuato dove e quando può essere realmente efficace.
Un lancio d’acqua può rallentare o abbattere un fronte, ma poi qualcuno deve andare a terra, raggiungere quella zona e lavorare per contenere definitivamente il fuoco, per bonificare.
Le risorse aeree sono limitate, con i fronti attualmente attivi non è possibile avere elicotteri e canadair ovunque, su qualsiasi incendio.
inoltre: un incendio apparentemente spento non significa necessariamente un incendio definitivamente estinto.
Sotto la cenere, nel terreno, nelle radici o nella vegetazione possono rimanere punti caldi capaci di riattivarsi.
Per questo le operazioni possono continuare anche quando, dalle immagini che vediamo sui social, sembra che “non ci sia più niente”.
E allora arriviamo alla teoria che personalmente trovo più assurda.
“Lo fanno durare apposta così guadagnano di più.”
Davvero?
Davvero pensate che un volontario che rinuncia alle proprie ferie, al proprio tempo libero e alla propria famiglia lo faccia per far guadagnare qualcuno?
Davvero pensate che un Vigile del Fuoco preferisca stare ore e ore davanti alle fiamme, rischiando la propria incolumità, invece di vedere quell’incendio spento il prima possibile?
Davvero pensate che chi coordina le operazioni abbia interesse a vedere un incendio diventare più grande?
Un incendio che dura di più significa più territorio bruciato, più danni, più rischio per le persone, più risorse impiegate e soprattutto più pericolo per chi è chiamato a combatterlo.
Non ci guadagna nessuno.
E forse sarebbe il caso di smetterla di giudicare un lavoro che non si conosce.
Prima di scrivere “perché non lo spengono?”, provate a chiedervi dove si trova quell’incendio.
Prima di scrivere “dovevano intervenire prima”, provate a chiedervi come si è sviluppato, quando è stato individuato e quanto è realmente accessibile il punto in cui sta bruciando.
Prima di scrivere “non mandano gli elicotteri”, provate a chiedervi come viene deciso l’impiego dei mezzi aerei e come viene coordinato con chi sta lavorando a terra.
E prima di parlare di soldi, aziende e interessi economici, magari provate a informarvi.
Perché dietro quelle tute arancioni, nere o di qualsiasi altro colore, non ci sono avatar, non ci sono numeri e non ci sono “quelli che vengono pagati per farlo”.
Ci sono persone.
Ci sono volontari.
Ci sono professionisti.
Ci sono uomini e donne che mentre noi siamo a casa, al lavoro, al mare o comodamente seduti sul divano, sono là fuori.
A respirare fumo.
A sopportare temperature assurde.
A camminare per chilometri.
A lavorare per ore.
A rischiare.
E lo fanno per proteggere il territorio di tutti noi.
Quindi sì, criticate pure.
Chiedete spiegazioni.
Fate domande.
È assolutamente legittimo.
Ma prima di trasformare una situazione complessa in una teoria da social, informatevi.
Perché dietro un incendio che vedete in un video di trenta secondi possono esserci decine di persone che stanno combattendo da ore per impedire che quelle fiamme arrivino alle vostre case.
E forse, prima di giudicare il loro lavoro dal divano, sarebbe sufficiente ricordarsi una cosa:
Quelle persone non stanno guardando l’incendio, CI STANNO DENTRO.
🚒🔥🧑🏻🚒💚🧡❤️