05/09/2025
Siamo gente semplice, nata in un piccolo paese, di un piccolo comune, di una piccola provincia. Felice? Non lo sappiamo nemmeno noi. Sicuramente molto ben radicata nelle tradizioni palustri, nelle cartoline di Puccini sul lago, nelle vecchie foto dei cacciatori nei capanni, nel volo degli aironi in autunno.
Molti dei nostri artisti immortalano panorami lacustri nei loro dipinti, nelle loro foto e nelle loro opere. Il bello di essere Nulla ma nel mezzo a tutto. Sembra impossibile ma quel Nulla è quantificabile. Almeno noi lo crediamo.
Dicono sempre che nel mezzo dei piccoli paesi pulsa un grande cuore. Nel mezzo del nostro piccolo paese scorre un corso d'acqua. La gora.
È un cavolo di fiumiciattolo, un rio d'acqua fresca che scorre dalla montagna e arriva fino al lago. Fine.
Invece d'estate, se fa caldo, potresti anche andare a rinfrescarti. Invece d'estate, se hai 8 anni, potresti entrarci dentro ed immaginarti di essere un pirata che solca un fiume poderoso. Magari d'estate, se hai 8 anni, puoi scendere su un fiume di una pianeta mai esplorato ed andare a cercare tracce di vita. Magari puoi scavare per cercare ossa di dinosauro, oppure cercare nuove specie di pesci. Magari puoi trovare un mostro marino o una pianta carnivora gigante.
Poi arriva l'autunno e torni a scuola, ma quando torni a casa senti ancora quel rumore spumeggiante... quello scroscio imperterrito. Il sabato magari passi dal ponticello e ci tiri dentro una lenza... poi la sera magari c'è un'anguilla che tua nonna cucina in umido.
Se sei un ragazzino di 8 anni, magari puoi pensare che le anguille ce le mette tuo nonno per farti divertire e che se prendi un pallone con i tuoi amici vai a giocare nel fango e ti diverti di più che sul cemento.
Quando arriva l'adolescenza e prendi il motorino, poi ti importa una sega della gora. Vai a Viareggio, vai a Lucca, vai a Pisa e cominci a vedere un altro mondo. Ti dimentichi del passato e vivi un'altra vita. E invece torni a casa e senti ancora quel bel rumore di scroscio.
Da adulto poi è tutto diverso. Però ti fermi e rifletti. Guardi indietro, fai una risata perché eri un bimbetto bizzarro che giocava nel fosso, ma nel ridere realizzi che tutta quella voglia di cercare qualcosa che non esiste era tutto quello che contava e che conta ancor oggi. Quella voglia di esplorare è quello che ti ha tenuto in vita, che ti fa scompisciare ma che ti fa ancora sognare.
Ecco questo è il nostro Nulla. Viviamo ancora con la voglia di trasformare la nostra gora, il nostro paese, comune, provincia, in qualcosa di fantastico, metafisico a volte mitico a volte stupido. Ma tutto quello che immaginiamo non è nulla. Siamo noi. Siamo la gora.
Buon Gora Fest!