03/09/2026
Gora 26
Il nostro nome parla di noi , ce lo portiamo addosso per tutta la vita. Ce lo affidano in qualche modo i nostri genitori, alle volte ancor prima di nascere, altre volte molto prima di nascere.
Probabilmente è sempre stato lì, in un cassetto al riparo dalle intemperie, scelto con cura da qualcuno in attesa che qualcun’altro lo trovasse, lo scoprisse e lo pronunciasse di nuovo per dargli nuova memoria, nuova luce.
Una decina di anni fa quando abbiamo iniziato a sognare una festa il cui nome ancora non esisteva, sapevamo per certo fin da subito che quel nome avrebbe portato con se il nostro desiderio di dare una voce e un suono alle nostre radici, ai nostri confini.
I campi coltivati a grano e girasole in estate, i boschi di olmi ,pioppi e frassini. Il lago e i suoi tramonti a dicembre, il falasco e i suoi chiari nei primi giorni di primavera. I rivi tenaci e le sorgenti spontanee, lo scorrere incessante della Gora.
Ogni stagione, ogni anno, ogni ricordo ci ha sempre riportati lì, a quel suono , a quell’incedere in levare, a quel tempo di sottrazione. Dalla montagna al lago, dal lago al mare, senza indugi, nessun prigioniero: come se quel che ci venisse tolto costantemente ci desse la spinta per un nuovo slancio.
E anche oggi che la famiglie si allargano,i figli crescono,gli amici restano e qualcuno purtroppo se ne va, ci incontriamo con la stessa velleità di fissare gli istanti ,bloccare tutti gli orologi all’unisono, correre a perdifiato nel tentativo di rendere la nostra porzione di cielo un pezzetto di terra proiettata altrove per i sogni che ci restano.
Lo sappiamo: agli occhi di molti questo potrà sembrare infantile,superfluo, inconsistente ma per noi tutto questo è ancora tutto quello di cui abbiamo bisogno.
GoraFest 2026 “È GIÀ L’ORA DEL GORA!”