AIFVS - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada

AIFVS - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada 𝑻𝒆𝒓𝒆𝒔𝒂 𝑬𝒓𝒓𝒊𝒄𝒐 - 𝑹𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒔𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 𝑺𝒆𝒅𝒆 𝑴𝒂𝒔𝒔𝒂𝒇𝒓𝒂

La "voce del silenzio", la voce delle vittime. Ricordare per cambiare.

𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐋'𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 "𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐨" 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞...
13/04/2026

𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐋'𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 "𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐨" 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.
𝑑𝑖 𝑇𝑒𝑟𝑒𝑠𝑎 𝐸𝑟𝑟𝑖𝑐𝑜 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐴𝐼𝐹𝑉𝑆 𝐴𝑃𝑆 𝑒 𝑅𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑆𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑎𝑓𝑟𝑎

I dati recentemente diffusi sulla mortalità stradale in Puglia non sono solo fredde statistiche: sono il segnale di un’emergenza sociale che lacera la nostra terra.
Come rappresentante della sede di Massafra e Consigliere Nazionale dell'AIFVS APS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), sento il dovere di denunciare una realtà inaccettabile: siamo in netta controtendenza rispetto all’obiettivo primario “Vittime Zero” il cui raggiungimento è previsto dall’Europa in tutto il territorio nel 2050, attraverso la riduzione, per ogni decennio, del 50% della strage stradale. L’AIFVS, la cui mission è fermare la strage stradale, pone attenzione al territorio nel quale opera, e anticipa l’obiettivo europeo, lanciando la sfida “Vittime Zero sulle strade delle nostre città entro il 2030”.
È necessario condividere nel territorio l’obiettivo da raggiungere ed operare in sinergia tra settore pubblico e privato sociale. Si tratta di costruire il progetto e di essere determinati a realizzarlo, perché nessuno deve perdere vita e salute sulle strade delle nostre città.
Il report regionale relativo al primo semestre del 2025 ci ha consegnato numeri da brivido: 103 decessi e quasi 8.000 feriti in soli sei mesi. Sebbene si sia registrata una lieve flessione rispetto all'anno precedente, il dato che più ci allarma è l'aumento della mortalità nei centri abitati (+25%). Le nostre città, che dovrebbero essere luoghi di convivenza sicura, si stanno trasformando in trappole mortali.
A questo si aggiunge la scia di sangue di questo inizio 2026.
Nella sola area metropolitana di Bari, nei primi due mesi dell'anno, abbiamo già contato 10 vittime, quasi tutti giovani tra i 15 e i 29 anni. È un fallimento collettivo che colpisce il cuore stesso del nostro futuro.
Dietro le percentuali ci sono i volti e le storie che hanno devastato le nostre comunità.
Penso alla tragedia che ha colpito la famiglia Latte, con la perdita straziante di Cosimo e del figlio Simone, uniti in un destino crudele che ha lasciato un vuoto incolmabile. Padre e figlio sottratti alla vita insieme, un simbolo terribile di quanto la strada possa essere spietata. Ricordiamo con immenso dolore anche il giovane motociclista Massimo Musciacchio, un’altra vita spezzata troppo presto, la cui scomparsa alimenta il senso di urgenza per una sicurezza che non può più essere rimandata.
Non ultima, la notizia che oggi sconvolge l’intera regione: la scomparsa di Antonio Basile, appena 21 anni, figlio del consigliere regionale Dino Basile. La sua morte, avvenuta nella notte sulla provinciale tra Lecce e Arnesano, ci ricorda con brutale chiarezza che nessuno è immune e che la strada non guarda in faccia a nessuno.
Come possiamo parlare di futuro se non riusciamo a proteggere i nostri ragazzi?
I dati parlano chiaro: il 29% degli incidenti mortali è causato dall'eccesso di velocità e il 24% dalla distrazione. Oltre la metà delle morti sulle strade pugliesi è frutto di comportamenti che avremmo potuto e dovuto evitare.
L'obiettivo intermedio del 2030 e il traguardo finale del 2050 non sono semplici scadenze: sono impegni solenni presi per garantire il diritto alla vita. Eppure, con una media di 3 morti ogni 5 giorni nella nostra regione, quel traguardo appare oggi tragicamente lontano.
Dalla nostra sede di Massafra, osserviamo quotidianamente come arterie critiche — come la SS 100 e la SS 16 — continuino a mietere vittime. L'AIFVS APS non accetterà mai la logica della "fatalità".
Chiediamo con forza alle istituzioni:
• Rigore nei controlli: La velocità uccide, servono sanzioni certe e una presenza costante delle forze dell'ordine.
• Infrastrutture "perdonanti": Strade progettate per minimizzare l'errore umano, non per punirlo con la morte.
• Educazione al valore della vita: È necessario un investimento culturale che parta dalle scuole di Massafra e arrivi a ogni cittadino pugliese.

Finché la Puglia continuerà a piangere un figlio ogni due giorni, l'obiettivo "Vittime Zero" resterà un miraggio. Ma noi dell’AIFVS non ci arrendiamo. Il dolore di chi resta, il vuoto lasciato da Cosimo, Simone, Antonio e da tutte le altre vittime, è il motore della nostra lotta. Pretendiamo strade sicure perché la vita è un bene supremo e non può essere sacrificata sull'asfalto per un momento di distrazione o una corsa inutile.

𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨, 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐄 𝐥𝐚 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.

13/04/2026

PUGLIA, STRAGE SENZA FINE: LA VITA DEI NOSTRI GIOVANI NON PUÒ ATTENDERE

L’appello drammatico di Teresa Errico (AIFVS): «Vittime Zero non è un numero, è un dovere morale. Le nostre città stanno diventando trappole mortali».
I dati recentemente diffusi sulla mortalità stradale in Puglia non sono solo fredde statistiche: sono il segnale di un’emergenza sociale che lacera la nostra terra. Come rappresentante della sede di Massafra e Consigliere Nazionale dell'AIFVS APS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), sento il dovere di denunciare una realtà inaccettabile: Siamo in netta controtendenza rispetto all’obiettivo primario “Vittime Zero” il cui raggiungimento è previsto dall’Europa in tutto il territorio nel 2050, attraverso la riduzione, per ogni decennio, del 50% della strage stradale. L’AIFVS, la cui mission è fermare la strage stradale, pone attenzione al territorio nel quale opera, e anticipa l’obiettivo europeo, lanciando la sfida “Vittime Zero sulle strade delle nostre città entro il 2030”. È necessario condividere nel territorio l’obiettivo da raggiungere ed operare in sinergia tra settore pubblico e privato sociale. Si tratta di costruire il progetto e di essere determinati a realizzarlo, perché nessuno deve perdere vita e salute sulle strade delle nostre città.
Il report regionale relativo al primo semestre del 2025 ci ha consegnato numeri da brivido: 103 decessi e quasi 8.000 feriti in soli sei mesi. Sebbene si sia registrata una lieve flessione rispetto all'anno precedente, il dato che più ci allarma è l'aumento della mortalità nei centri abitati (+25%). Le nostre città, che dovrebbero essere luoghi di convivenza sicura, si stanno trasformando in trappole mortali.
A questo si aggiunge la scia di sangue di questo inizio 2026. Nella sola area metropolitana di Bari, nei primi due mesi dell'anno, abbiamo già contato 10 vittime, quasi tutti giovani tra i 15 e i 29 anni. È un fallimento collettivo che colpisce il cuore stesso del nostro futuro.
Dietro le percentuali ci sono i volti e le storie che hanno devastato le nostre comunità. Penso alla tragedia che ha colpito la famiglia Latte, con la perdita straziante di Cosimo e del figlio Simone, uniti in un destino crudele che ha lasciato un vuoto incolmabile. Padre e figlio sottratti alla vita insieme, un simbolo terribile di quanto la strada possa essere spietata. Ricordiamo con immenso dolore anche il giovane motociclista Massimo Musciacchio, un’altra vita spezzata troppo presto, la cui scomparsa alimenta il senso di urgenza per una sicurezza che non può più essere rimandata.
Non ultima, la notizia che oggi sconvolge l’intera regione: la scomparsa di Antonio Basile, appena 21 anni, figlio del consigliere regionale Dino Basile. La sua morte, avvenuta nella notte sulla provinciale tra Lecce e Arnesano, ci ricorda con brutale chiarezza che nessuno è immune e che la strada non guarda in faccia a nessuno. Come possiamo parlare di futuro se non riusciamo a proteggere i nostri ragazzi?
I dati parlano chiaro: il 29% degli incidenti mortali è causato dall'eccesso di velocità e il 24% dalla distrazione. Oltre la metà delle morti sulle strade pugliesi è frutto di comportamenti che avremmo potuto e dovuto evitare. L'obiettivo intermedio del 2030 e il traguardo finale del 2050 non sono semplici scadenze: sono impegni solenni presi per garantire il diritto alla vita. Eppure, con una media di 3 morti ogni 5 giorni nella nostra regione, quel traguardo appare oggi tragicamente lontano.
Dalla nostra sede di Massafra, osserviamo quotidianamente come arterie critiche — come la SS 100 e la SS 16 — continuino a mietere vittime. L'AIFVS APS non accetterà mai la logica della "fatalità". Chiediamo con forza alle istituzioni:
• Rigore nei controlli: La velocità uccide, servono sanzioni certe e una presenza costante delle forze dell'ordine.
• Infrastrutture "perdonanti": Strade progettate per minimizzare l'errore umano, non per punirlo con la morte.
• Educazione al valore della vita: È necessario un investimento culturale che parta dalle scuole di Massafra e arrivi a ogni cittadino pugliese.
Finché la Puglia continuerà a piangere un figlio ogni due giorni, l'obiettivo "Vittime Zero" resterà un miraggio. Ma noi dell’AIFVS non ci arrendiamo. Il dolore di chi resta, il vuoto lasciato da Cosimo, Simone, Antonio e da tutte le altre vittime, è il motore della nostra lotta. Pretendiamo strade sicure perché la vita è un bene supremo e non può essere sacrificata sull'asfalto per un momento di distrazione o una corsa inutile.
Vittime Zero non è un numero, è una missione. E la Puglia deve finalmente fare la sua parte.

IL PARADOSSO DELLO "SVEZZAMENTO" ALCOLICO: QUANDO IL MARKETING OSCURA LA SICUREZZA STRADALEL'inganno semantico: perché n...
20/03/2026

IL PARADOSSO DELLO "SVEZZAMENTO" ALCOLICO: QUANDO IL MARKETING OSCURA LA SICUREZZA STRADALE
L'inganno semantico: perché non si può "svezzare" all'etanolo di Teresa Errico – Responsabile della sede di Massafra e Consigliere nazionale della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada APS
Il termine "svezzamento" evoca naturalmente cura, crescita e introduzione a ciò che nutre. Applicarlo alla mixology e al consumo di alcol tra i giovani non è solo un errore terminologico, ma un’operazione di marketing pericolosa. Mentre la pediatria usa questo termine per la vita, l’industria del bere lo usa per normalizzare il consumo di una sostanza che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce tossica e cancerogena. Creare una "cultura del bere bene" come rito di passaggio significa, di fatto, abbassare le difese immunitarie della consapevolezza: se un drink è presentato come "nobile" o "d’eccellenza", il giovane percepirà meno il rischio di mettersi alla guida dopo averlo consumato.
Esiste una retorica diffusa secondo cui il "bere di qualità" protegga dall'abuso. Tuttavia, per la fisica e per la sicurezza stradale, questa distinzione è irrilevante. Un cocktail preparato con gin premium e botaniche ricercate contiene lo stesso etanolo di un drink di sottomarca. La molecola non cambia natura in base al prezzo del bicchiere. Il rallentamento dei riflessi, il restringimento del campo visivo (il cosiddetto "effetto tunnel") e la distorsione della percezione delle distanze avvengono indipendentemente dal blasone dell'etichetta. Dire a un ventenne che sta facendo "esperienza sensoriale" anziché "assumendo alcol" è un modo per disarmarlo di fronte al pericolo stradale.
Il Dott. Emanuele Scafato, dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’ISS, è categorico: il corpo umano non è progettato per metabolizzare l’etanolo, specialmente sotto i 25 anni, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo. Oltre ai danni organici, c'è il fattore psicologico: l'alcol è un "disinibitore" che regala un falso senso di onnipotenza.
Sulle nostre strade, questo si traduce in sorpassi azzardati, velocità eccessiva e mancata precedenza. Non esiste un alcol di "serie A" che non uccida: la prima causa di morte tra i giovani sotto i 24 anni rimangono gli incidenti stradali alcol-correlati.
Come Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada APS, non contestiamo la libertà d'impresa, ma la distorsione dei messaggi educativi. Fare "cultura" non dovrebbe significare insegnare a miscelare meglio una sostanza che altera le funzioni vitali, ma avere il coraggio di promuovere stili di vita dove il divertimento sia slegato dai gradi alcolici. La vera eccellenza non si trova in un bicchiere, ma nella capacità di tornare a casa sani ogni sera.
I dati forniti dall'ASSET (Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio) e dall'ISTAT dipingono un quadro allarmante per la nostra regione. Nel 2024, la Puglia ha registrato oltre 11.000 incidenti stradali, con un bilancio tragico di 241 vittime. Nonostante una lieve flessione nel primo semestre del 2025, un dato deve far riflettere chiunque parli di "svezzamento" o "cultura del bar": il picco assoluto di mortalità si registra proprio nelle ore notturne.
Tra le 3:00 e le 6:00 del mattino, l'indice di mortalità sulle strade pugliesi tocca il suo apice: 10 morti ogni 100 incidenti. È la fascia oraria del rientro, quella in cui il marketing dell’alcol gourmet si scontra con la realtà dell’asfalto. Province come Foggia, Bari e Lecce continuano a pagare il prezzo più alto, con una concentrazione di decessi che spesso vede protagonisti i giovani. In ambito urbano, dove il "bere bene" viene più pubblicizzato, la mortalità è addirittura aumentata del 25% nel corso dell'ultimo anno. Questi non sono solo numeri, sono figli della nostra terra che non tornano a casa.

24 gennaio 2026: 110 incidenti in appena 24 giorni nella provincia di Taranto vuol dire più di 4 incidenti al giorno: no...
24/01/2026

24 gennaio 2026: 110 incidenti in appena 24 giorni nella provincia di Taranto vuol dire più di 4 incidenti al giorno: non può essere liquidato come una semplice coincidenza.
Secondo dati sulle strade con maggior densità di incidenti mortali in Puglia, la SS7 (via Appia) — che collega Taranto a Massafra e oltre — figura tra quelle con indice più alto nella provincia di Taranto. 
Strade di questo tipo, specialmente senza mediana o con scarso controllo della velocità, possono diventare “punti neri” per la sicurezza stradale.
Negli ultimi anni ci sono stati più episodi gravi riportati dai media tra Taranto, Massafra e le strade che le collegano:
• un incidente grave tra auto e tir sulla statale 7 “Appia” nel territorio di Massafra con feriti gravi (tra cui una bambina) e traffico bloccato per soccorsi e rilievi. 
• un altro grave scontro frontale sulla SS7 nelle vicinanze di Massafra con due persone decedute. 
• un caso di auto contromano sulla Statale 106 nel tratto tra Palagiano e Massafra, con una vittima e un ferito in codice rosso. 
• in passato, una tragedia stradale avvenuta sulla Massafra–Martina Franca con più giovani morti in un impatto contro un muro.
I dati regionali sul primo semestre 2025 mostrano oltre 5.100 incidenti stradali in tutta la Puglia, con circa 103 vittime e quasi 8.000 feriti. La maggior parte degli incidenti (circa il 73%) avviene nei centri abitati, dove si concentra anche gran parte dei feriti.

La cosa più preoccupante è che dietro quei numeri ci sono persone, feriti, famiglie coinvolte, e spesso gli stessi punti critici che continuano a produrre incidenti.

Troppi giovani perdono la vita sulle nostre stradeNegli ultimi giorni la comunità pugliese è stata colpita da tragedie c...
23/01/2026

Troppi giovani perdono la vita sulle nostre strade

Negli ultimi giorni la comunità pugliese è stata colpita da tragedie che non possiamo ignorare: due fratelli, due fidanzati, un pedone… giovanissimi che hanno perso la vita sulle strade della nostra regione.
Ieri, durante la santa messa, abbiamo ricordato tre giovani vittime, amici di mio figlio, sopravvissuto allo stesso incidente tre anni fa. Momenti come questi ci ricordano quanto sia fragile la vita e quanto sia urgente agire.
È necessario chiedere prudenza a chi guida, ma è altrettanto urgente che le nostre infrastrutture stradali siano potenziate e rese più sicure.
Troppo spesso parliamo di incidenti frontali, e troppi di questi eventi potrebbero essere prevenuti con una rete stradale adeguata, segnaletica efficiente e manutenzione costante.
Come rappresentante della sede di Massafra e componente del direttivo nazionale dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada, ribadisco il nostro impegno: la sicurezza stradale non può più essere rimandata.
La vita dei nostri giovani vale troppo.
Teresa Errico

COMUNICATO DI CORDOGLIOL’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada esprime profondo cordoglio e vicinanza a...
26/10/2025

COMUNICATO DI CORDOGLIO
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane di 17 anni tragicamente scomparso nell’incidente avvenuto a San Marzano di San Giuseppe, e un pensiero di speranza per il suo amico, tuttora ricoverato in condizioni gravissime.

Ogni vita spezzata sulla strada rappresenta una ferita per l’intera comunità e un richiamo urgente alla responsabilità di tutti: istituzioni, famiglie, cittadini. La sicurezza stradale non può essere considerata un obiettivo astratto, ma un impegno quotidiano per prevenire tragedie che lasciano dolore e silenzio.

Rinnoviamo il nostro appello affinché si continui a lavorare con determinazione sulla formazione, sul controllo e sulla prevenzione, in particolare tra i più giovani, affinché nessun’altra famiglia debba affrontare una simile perdita.

Alla famiglia e agli amici del ragazzo, il nostro abbraccio più sincero.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada- Teresa Errico- Responsabile sede di Massafra

TRAGICO INCIDENTE A SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE: MUORE 17ENNE, GRAVISSIMO L’AMICO

Dramma nella serata di sabato 25 ottobre a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Un ragazzo di 17 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto in via Tagliata, mentre un coetaneo che viaggiava con lui è ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

I due giovani erano a bordo di una moto quando, per cause ancora in corso di accertamento, hanno perso il controllo del mezzo. L’impatto è stato violento e non ha lasciato scampo a uno dei ragazzi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Una riflessione amara sulla sicurezza stradaleOggi a Massafra si è tenuto un importante incontro dedicato alla sicurezza...
17/10/2025

Una riflessione amara sulla sicurezza stradale

Oggi a Massafra si è tenuto un importante incontro dedicato alla sicurezza stradale, con la presenza di istituzioni, esperti e campioni dello sport.
Un tema che mi sta profondamente a cuore, perché dietro quelle parole – “sicurezza in strada” – ci sono vite, famiglie, dolori e speranze.
Proprio per questo, mi ha ferito non essere stata invitata come rappresentante dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – sede di Massafra, ma soprattutto come mamma di un ragazzo sopravvissuto a un terribile incidente.
La mia non è una questione di visibilità, ma di cuore e testimonianza.
Chi, come me, ha vissuto certe esperienze sa quanto sia importante parlare ai giovani con la voce di chi ha visto e sentito sulla propria pelle cosa significa un momento di distrazione, una regola non rispettata, una vita spezzata o cambiata per sempre.
Forse la nostra voce è scomoda, forse fa male ascoltarla. Ma è proprio da lì che nasce la vera consapevolezza.
Spero che in futuro ci sia spazio anche per chi, come noi, porta ogni giorno il peso e la forza di una storia vera.
Perché solo mettendo insieme istituzioni, esperti e chi ha vissuto la strada nel modo più doloroso possiamo davvero salvare delle vite.
Teresa Errico - Responsabile AIFVS Massafra

22/08/2025

MASSAFRA, LA DEMOCRAZIA CRISTIANA CHIEDE CHIAREZZA SUL PUG: “Troppi cittadini penalizzati dal nuovo limite dei lotti edificabili”

Nel corso della commissione urbanistica tenutasi ieri 21 agosto il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana ha riportato all’attenzione dell’amministrazione comunale una questione che continua a generare forte preoccupazione tra i cittadini: l’aumento della superficie minima dei lotti edificabili da 10.000 a 20.000 metri quadrati, previsto dal Piano Urbanistico Generale (PUG) approvato con Delibera di Consiglio n. 74 del 27 giugno 2023.
La norma ha avuto un impatto particolarmente negativo in alcune zone periferiche, come quella di Cernera, dove numerosi cittadini hanno manifestato il proprio disagio per l’impossibilità di edificare su terreni ora considerati non idonei, con conseguente perdita di valore dei propri beni.
Proprio su sollecitazione diretta dei residenti di Cernera, il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana ha chiesto l’audizione del dirigente e dell’assessore competenti, con l’obiettivo di comprendere quali siano le intenzioni dell’attuale amministrazione rispetto alla possibilità di intervenire per andare incontro alle esigenze dei cittadini di quel territorio, nonché di coloro che intendono avviare un’attività produttiva agricola autonoma, oggi fortemente ostacolata da queste restrizioni.
È importante sottolineare che, nella zona di Cernera, le norme urbanistiche consentono esclusivamente l’edificazione di fabbricati strumentali all’attività agricola e produttiva. Si tratta, quindi, di un’area con una chiara vocazione rurale, in cui insistono già aziende zootecniche, di allevamento e di agricoltura biologica.
Pertanto, la richiesta di revisione delle soglie minime non è in contrasto con la tutela del territorio, ma mira proprio a valorizzare e rendere concretamente sostenibili le attività produttive già esistenti e quelle che potrebbero nascere grazie all’impegno e all’iniziativa di tanti giovani agricoltori.
Va inoltre ricordato che durante l’ultima campagna elettorale, l’attuale amministrazione si è pubblicamente espressa assumendo l’impegno di trovare una soluzione al problema. Per questo, la Democrazia Cristiana auspica che alle promesse seguano ora atti concreti.
È opportuno evidenziare che nel 2023 queste restrizioni, pur penalizzanti, si erano rese necessarie per rispettare le indicazioni della Regione Puglia, che le aveva imposte come condizione indispensabile per l’adozione e l’approvazione del nuovo PUG — uno strumento urbanistico atteso da oltre cinquant’anni a Massafra.
La precedente amministrazione era perfettamente consapevole della necessità di procedere in questo modo per portare finalmente a termine l’iter di approvazione, ma ha sempre ritenuto che, una volta ottenuto questo storico risultato, sarebbe stato necessario intervenire successivamente con opportune varianti per correggere e mitigare tutte quelle previsioni che si sarebbero dimostrate dannose per i cittadini e per il territorio.
È una questione di giustizia e di coerenza – si legge nella nota del gruppo consiliare –: interi quartieri non possono essere condannati all’immobilismo urbanistico e alla svalutazione a causa di una norma che non tiene conto della realtà di quelle aree. Serve una risposta immediata, condivisa e risolutiva.

17/08/2025

Dati in crescita, vittime anche giovanissime: l’Associazione Italiana Familiari e Vittime chiede più prevenzione e responsabilità.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – AIFVS MassafraData: 3 luglio 2025Sulla Strada Statale Appia a M...
03/07/2025

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – AIFVS Massafra
Data: 3 luglio 2025

Sulla Strada Statale Appia a Massafra due gravi incidenti in pochi giorni: servono interventi immediati

Nel giro di pochi giorni, tra il 30 giugno e il 3 luglio 2025, sulla Strada Statale Appia nel tratto di Massafra, si sono verificati due gravissimi incidenti stradali.
Nel primo sinistro hanno perso la vita due persone, mentre il secondo ha causato tre feriti gravi, tra cui una bambina di appena 10 anni.

Questi eventi tragici non possono essere considerati semplici fatalità. Sono la conseguenza di mancati interventi strutturali su un’arteria ad alta pericolosità. Come Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS) chiediamo con forza che si intervenga immediatamente con l’installazione di uno spartitraffico centrale, da sempre necessario e mai realizzato.

Non c’è più tempo per rimandare. Non possiamo permettere che altre famiglie vengano distrutte, che altre vite vengano spezzate per negligenza o per inerzia burocratica.

La sicurezza stradale è un diritto. La prevenzione è un dovere.

Chiederemo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad ANAS, e alle istituzioni locali e regionali di assumersi la responsabilità di quanto accade su questa strada, e di avviare immediatamente i lavori per la messa in sicurezza del tratto interessato.

L’AIFVS continuerà a vigilare e a denunciare ogni ritardo, ogni omissione e ogni mancato intervento, perché dietro ogni vittima della strada c’è una famiglia che non sarà mai più la stessa.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – AIFVS
Sede Massafra

In questa giornata dedicata alle mamme, il nostro pensiero va soprattutto a quelle che portano nel cuore un’assenza che ...
11/05/2025

In questa giornata dedicata alle mamme, il nostro pensiero va soprattutto a quelle che portano nel cuore un’assenza che nessuna parola potrà mai colmare.
A voi, mamme che avete perso un figlio sulla strada, va il nostro abbraccio più sincero.
Il vostro amore non ha fine, attraversa il tempo, il dolore e l’ingiustizia.
Siete madri ogni giorno, nel ricordo, nella lotta, nella forza silenziosa con cui portate avanti la memoria dei vostri figli.
Oggi celebriamo voi, la vostra forza, il vostro amore eterno.
AIFVS - Sede Massafra ❤️

Indirizzo

Via Ignazio Ciaia, 32
Massafra
74016

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando AIFVS - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi