13/04/2026
𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐋'𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 "𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐨" 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.
𝑑𝑖 𝑇𝑒𝑟𝑒𝑠𝑎 𝐸𝑟𝑟𝑖𝑐𝑜 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐴𝐼𝐹𝑉𝑆 𝐴𝑃𝑆 𝑒 𝑅𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑆𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑎𝑓𝑟𝑎
I dati recentemente diffusi sulla mortalità stradale in Puglia non sono solo fredde statistiche: sono il segnale di un’emergenza sociale che lacera la nostra terra.
Come rappresentante della sede di Massafra e Consigliere Nazionale dell'AIFVS APS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), sento il dovere di denunciare una realtà inaccettabile: siamo in netta controtendenza rispetto all’obiettivo primario “Vittime Zero” il cui raggiungimento è previsto dall’Europa in tutto il territorio nel 2050, attraverso la riduzione, per ogni decennio, del 50% della strage stradale. L’AIFVS, la cui mission è fermare la strage stradale, pone attenzione al territorio nel quale opera, e anticipa l’obiettivo europeo, lanciando la sfida “Vittime Zero sulle strade delle nostre città entro il 2030”.
È necessario condividere nel territorio l’obiettivo da raggiungere ed operare in sinergia tra settore pubblico e privato sociale. Si tratta di costruire il progetto e di essere determinati a realizzarlo, perché nessuno deve perdere vita e salute sulle strade delle nostre città.
Il report regionale relativo al primo semestre del 2025 ci ha consegnato numeri da brivido: 103 decessi e quasi 8.000 feriti in soli sei mesi. Sebbene si sia registrata una lieve flessione rispetto all'anno precedente, il dato che più ci allarma è l'aumento della mortalità nei centri abitati (+25%). Le nostre città, che dovrebbero essere luoghi di convivenza sicura, si stanno trasformando in trappole mortali.
A questo si aggiunge la scia di sangue di questo inizio 2026.
Nella sola area metropolitana di Bari, nei primi due mesi dell'anno, abbiamo già contato 10 vittime, quasi tutti giovani tra i 15 e i 29 anni. È un fallimento collettivo che colpisce il cuore stesso del nostro futuro.
Dietro le percentuali ci sono i volti e le storie che hanno devastato le nostre comunità.
Penso alla tragedia che ha colpito la famiglia Latte, con la perdita straziante di Cosimo e del figlio Simone, uniti in un destino crudele che ha lasciato un vuoto incolmabile. Padre e figlio sottratti alla vita insieme, un simbolo terribile di quanto la strada possa essere spietata. Ricordiamo con immenso dolore anche il giovane motociclista Massimo Musciacchio, un’altra vita spezzata troppo presto, la cui scomparsa alimenta il senso di urgenza per una sicurezza che non può più essere rimandata.
Non ultima, la notizia che oggi sconvolge l’intera regione: la scomparsa di Antonio Basile, appena 21 anni, figlio del consigliere regionale Dino Basile. La sua morte, avvenuta nella notte sulla provinciale tra Lecce e Arnesano, ci ricorda con brutale chiarezza che nessuno è immune e che la strada non guarda in faccia a nessuno.
Come possiamo parlare di futuro se non riusciamo a proteggere i nostri ragazzi?
I dati parlano chiaro: il 29% degli incidenti mortali è causato dall'eccesso di velocità e il 24% dalla distrazione. Oltre la metà delle morti sulle strade pugliesi è frutto di comportamenti che avremmo potuto e dovuto evitare.
L'obiettivo intermedio del 2030 e il traguardo finale del 2050 non sono semplici scadenze: sono impegni solenni presi per garantire il diritto alla vita. Eppure, con una media di 3 morti ogni 5 giorni nella nostra regione, quel traguardo appare oggi tragicamente lontano.
Dalla nostra sede di Massafra, osserviamo quotidianamente come arterie critiche — come la SS 100 e la SS 16 — continuino a mietere vittime. L'AIFVS APS non accetterà mai la logica della "fatalità".
Chiediamo con forza alle istituzioni:
• Rigore nei controlli: La velocità uccide, servono sanzioni certe e una presenza costante delle forze dell'ordine.
• Infrastrutture "perdonanti": Strade progettate per minimizzare l'errore umano, non per punirlo con la morte.
• Educazione al valore della vita: È necessario un investimento culturale che parta dalle scuole di Massafra e arrivi a ogni cittadino pugliese.
Finché la Puglia continuerà a piangere un figlio ogni due giorni, l'obiettivo "Vittime Zero" resterà un miraggio. Ma noi dell’AIFVS non ci arrendiamo. Il dolore di chi resta, il vuoto lasciato da Cosimo, Simone, Antonio e da tutte le altre vittime, è il motore della nostra lotta. Pretendiamo strade sicure perché la vita è un bene supremo e non può essere sacrificata sull'asfalto per un momento di distrazione o una corsa inutile.
𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨, 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐄 𝐥𝐚 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.