09/03/2026
Ci sono esperienze che non si raccontano solo con le parole.
Si riconoscono negli sguardi, nei passi fatti insieme, nel silenzio pieno che resta dopo.
Questo fine settimana la nostra Comunità, la Comunità Capi del Massafra 2, si è fermata per donarsi tempo. Tempo per incontrare, ascoltare, capire e infine sorprendersi.
Siamo entrati dentro la storia dell’Unità di Strada e del lavoro quotidiano della Caritas della diocesi di Monopoli–Conversano con l’Emporio della Soliddarietà. Un servizio fatto di gesti semplici e di una presenza quotidiana accanto a chi vive la strada, a chi ha perso la dignità di una casa, talvolta anche la possibilità di parlare con gli altri.
Abbiamo visto come la dignità possa rinascere lentamente
nel coraggio di fermarsi,
nel guardare invece che vedere,
nel tempo donato nel servire,
nelle mani che portano una coperta,
nelle parole scambiate senza fretta.
All’Emporio della Solidarietà di Monopoli e a Casa Emmaus abbiamo incontrato storie, volti, fragilità ma anche speranze. Maria, Mike, Antonio, Marco, Paolo, Andrea, Vincenzo, Carlo…
Nomi pronunciati perché sulla strada si perde molto a volte perfino il proprio nome.
E invece chiamarsi per nome è il primo gesto che restituisce dignità.
È dire a qualcuno “tu esisti”, tu sei più di quello che si vede.
In questa uscita di Comunità Capi, dedicata al Progetto del Capo, ci siamo lasciati provocare da un passaggio semplice ma esigente “dall’incertezza al rischio”. L’incertezza di chi non ha tutte le risposte. Il rischio di chi sceglie comunque di scendere dalla barca e fare un passo (Matteo 14, 22-33).
Tra una preghiera condivisa, una chiacchierata, una pizza mangiata insieme e una canzone suonata con la chitarra, abbiamo capito che la strada del Vangelo passa dalla prossimità, dalla fraternità, dalla capacità di stare accanto.
Grazie a don Michele, ad Annalisa e Marco per averci aperto le porte di questa esperienza e per averci mostrato quanto l’incontro possa trasformare chi serve e chi è servito.
Torniamo a casa con una certezza che la dignità delle persone si custodisce anche così, con piccoli gesti fedeli, fatti insieme. Cambiando anche l’ordine dei nostri elenchi.
Prima i nomi. Poi tutto il resto.
Camminare accanto, riconoscersi fratelli e partire.
È l’agire di una comunità che prova a riconoscere la propria vocazione.
Buona strada
La Comunità Capi AGESCI Massafra 2