01/09/2026
“Finalmente qui non mi sono sentito diverso.”
È una frase bellissima.
O forse no.
Perché se la leggiamo pensando a quei giorni trascorsi a Mollina, in Spagna, al Junior Camp EAFF, racconta qualcosa di straordinario: la felicità di un ragazzo che ha trovato un luogo in cui sentirsi completamente a proprio agio, libero di giocare, conoscere persone, fare amicizia e vivere il calcio senza percepire barriere intorno a sé.
Ma se allarghiamo lo sguardo, quella stessa frase lascia anche una domanda.
Perché per sentirsi parte di qualcosa una persona dovrebbe smettere di sentirsi “diversa”?
Dal 13 al 17 agosto, 70 ragazzi e ragazze con amputazione, 19 coach e 11 Paesi si sono incontrati sullo stesso campo, in occasione del Junior Camp EAFF.
Irene, Filippo ed Emmanuel, insieme alle loro famiglie, hanno vissuto giorni di calcio, sorrisi e relazioni nuove.
Con loro anche Caterina Biasiolo, nostra collaboratrice, e Danilo Civardi, storico atleta degli Insuperabili, presente al Camp come coach e membro dello staff.
Una delle famiglie, al ritorno, ci ha raccontato un’altra frase:
“Questa è stata l’esperienza più bella della mia vita.”
Ed è probabilmente qui che stanno insieme le due cose.
Dobbiamo continuare a costruire luoghi capaci di regalare esperienze così. Ma dobbiamo anche lavorare perché, un giorno, per sentirsi accolti, felici e parte di qualcosa non serva più dire: “qui non mi sono sentito diverso”.
Perché essere diversi non dovrebbe mai essere il problema. Sentirsi esclusi sì, quello è ciò che dovremmo sempre riuscire a evitare.
Grazie a Caterina, Danilo, EAFF, FIGCDCP, alle famiglie, agli atleti e alle atlete che hanno reso possibile questa esperienza.