11/08/2025
Un fazzoletto di carta sporco avvolto nel suo involucro di plastica, una lattina o una bottiglia in vetro di una bevanda, un sacchetto di rifiuti. Un finestrino che si abbassa da un’auto in sosta o, peggio, in corsa e, in pochi secondi, il rifiuto vola via lasciando dietro una cicatrice ambientale destinata a restare per anni. Succede, purtroppo, ovunque, ogni giorno: in città, lungo le provinciali, in autostrada. Fino a venerdì scorso, però, per multare l’incivile serviva che una pattuglia lo cogliesse sul fatto e fermasse l’auto.
Da sabato 9 agosto, invece, sono tempi duri per chi viene sorpreso a sporcare: con il decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116 (Disposizioni urgenti per il contrasto alle attivita' illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi), gettare un rifiuto da un mezzo a motore, in marcia o in sosta, può costare davvero caro. Anche se si pensa di averla scampata: il «conto», adesso, potrebbe arrivare anche casa, giorni dopo. «Finalmente — commenta Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente Anci per Viabilità Italia — perché non è solo una questione di decoro urbano: un rifiuto lanciato da un mezzo può colpire un motociclista o costringere il veicolo dietro a una frenata improvvisa, provocando magari un tamponamento a catena. E, se finisce in un tombino o in un fosso, diventa un danno ambientale. Ora potremo intervenire in modo più efficace grazie alle telecamere». 👉 Leggi l'articolo completo di Alessio Ribaudo sul Corriere