19/09/2025
Solitamente, mantengo sulle questioni politiche un livello basso, più confacente alle mie modalità di intendere la politica stessa, più di dialogo e moderazione, che di combattimento e lotta. La mia presenza in Visione Comune, che a Martina Franca è stata la seconda forza politica alle ultime elezioni comunali, è frutto del grande lavoro che negli anni il gruppo ha messo in cantiere, confrontandosi e discutendo con i cittadini, in momenti di reale incontro e di dibattito, con anche situazioni di stridente differenza con altre forze politiche, di maggioranza e opposizione, ma sempre nel rispetto di norme, del confronto su dati oggettivi e di progettualità. Se io permango al suo interno, nonostante le difficoltà che ogni movimento può vivere nel tempo, specie se unisce persone di provenienza eterogenea, è perché qui ho trovato la libertà di potermi esprimere, mettere in campo idee e progetti, potendo partecipare al programma di una idea di città. Nessuno ha mai insistito così tanto per avermi al proprio interno, nemmeno fra chi in molte cose dovrebbe avere valori di riferimento simili ai miei ma che poi vengono dimenticati all'atto pratico. E, come spesso dico, se la politica è scienza architettonica della città, sulla scia dei miei Aristotele e Tommaso d'Aquino, il seme di questa scienza è nel pensare, nel discutere.
Come promesso nella campagna del 2022, nell'arco di un anno VC ha messo in campo una scuola di formazione alla politica il cui intento era nel titolo: ' Conoscere per scegliere', con confronti, incontri di alto livello, facendo dialogare anche esponenti fra loro diversi ma uniti da uno spirito di unità, di ricerca della Bellezza.
Forse ha fatto paura avere quasi 50 persone iscritte a un percorso gratuito, accessibile a tutti. La Dottrina Sociale della Chiesa, che amo, vede proprio questo leggere i tempi, valutare le modalità e raccogliere istanze, senza dimenticare la centralità della persona. La persona prima di tutto, nella sua unicità, va aiutata a capire che è il cardine costituzionale su cui l'agire politico deve incardinarsi. Dimenticato questo, parlare di persona significa ammantarsi di idee slegate dalla vita.
E' o no questo fare comunità? Ci sono stati anche incontri su scenari diversi, e quanto mi duole che in un incontro, avvenuto nelle immediate vicinanze temporali con il 7 ottobre di due anni fa, ho sostenuto, e con me Tonino Scialpi, l'impossibilità di una soluzione a breve termine di quella guerra che distrugge Gaza.
A me importava dare quel segnale di inizio. Come nella formazione civica e politica. Formare coscienze civiche, anche se di altre provenienze dalla mia e magari contrastanti, è un grande dono per la democrazia e VC in questo ci crede. Si sono individuate risorse e ora ci sono ragazzi con una idea alta di politica che se vorranno potranno inserirsi in percorsi, non importa in che direzione, ma almeno preparati e non improvvisati.
Ogni scelta è ponderata, di gruppo, democratica e non imposta dall'alto. Come la più recente, di cui tanto si dibatte. Abbiamo all'interno persone capaci di intraprendere percorsi amministrativi e di scelta lungimirante (ringrazio chi ha anche pensato a me in questo giorni) ma quella fatta è stata quella dell'ascolto della città. Fra l'altro guardando anche allo scoramento pubblico che mesi fa ha allontanato l'ex assessore dalla giunta. Ognuno può fare errori, ma noi guardiamo ai punti di forza. Abbiamo fatto squadra, ci siamo confrontati. Ed ecco la scelta. Altre persone sono uscite nel tempo e a me personalmente è dispiaciuto. Con tutti permangono buoni rapporti. Mai si può essere d'accordo su tutto, ma ci si confronta. Ad ora VC è per me la soluzione. Un luogo dove essere chi si è è un valore. Parlo per me, naturalmente.
Ora io invito chiunque non si senta a casa propria, a coloro che come me non hanno la capacità di agire nella vita politica, nei partiti tradizionali, perché si sentono esclusi dalle scelte, di venirci a trovare. Siamo civici, comunitari. Con esperienze diverse e ampie.
La nostra sede è l'unica ad ora con la luce accesa in tante serate. E non per fare affluire clientela (di che poi?) ma per ascoltare. Come la fede, per chi crede, parte dall'ascolto della Parola, per la politica è guardare la persona mentre l'ascolto, facendosi carico delle necessità. Che non sono quelle spicciole e quotidiane, ma quelle per le generazioni future. Un giorno i nostri figli cammineranno nella città. Mostreremo loro le buche dell'asfalto coperte oppure scenari di lavoro e di opportunità per farli rimanere?
Noi siamo in attività.
Cecere