Strasatti Autonoma

Indicazioni

Strasatti Autonoma Strasatti, Patrimonio Culturale e Portatrice di Memorie Collettive! Perché le istanze dei cittadini diventino farti concreti. insieme si può! Antonella Morsello

E che la nostra borgata sia Autonoma!

Caro Ignazio,ci sono addii per i quali le parole sembrano non bastare mai.Questo è uno di quelli.Oggi saluto un uomo per...
04/10/2026

Caro Ignazio,
ci sono addii per i quali le parole sembrano non bastare mai.
Questo è uno di quelli.

Oggi saluto un uomo perbene, un uomo vero, coerente fino alla fine. Una mente brillante, uno spirito libero, un pensatore capace di guardare oltre le apparenze.
Il filosofo di Strasatti.

Per me, però, eri anche il migliore amico di mio padre. E questo rende il tuo saluto ancora più difficile.

Vi ho visti condividere battaglie, idee, sogni e discussioni interminabili. Io ero lì, ad ascoltarvi, a seguirvi. E oggi mi rendo conto di quanto, in quegli anni, abbia imparato semplicemente standovi ad ascoltare.

Da te ho imparato che avere dei valori significa difenderli, che la coerenza ha un prezzo ma anche una dignità, e che amare la propria terra significa sentirne addosso le ferite e non smettere mai di averne cura.

E poi c’era De André il tuo De André
Non era soltanto una passione: sembrava quasi uno specchio nel quale ritrovavi il tuo modo di guardare il mondo. Quelle parole che sapevano sorridere delle contraddizioni della vita, ma anche ferire dove faceva più male. Tu le comprendevi, le vivevi, le facevi tue.
Forse è per questo che, quando penso a te, penso anche a quelle canzoni.
E mi piace immaginare che ora, in qualche angolo dell’infinito, ci sia ancora una voce di De André a tenerti compagnia.

Strasatti perde una voce, una presenza, un pezzo della sua memoria. Il Grande Sommo ❤️

Io perdo una persona alla quale ho voluto bene e che, in silenzio, ha lasciato dentro di me qualcosa che resterà.
Perché le persone davvero importanti non finiscono nel momento in cui ci lasciano.

Restano.

Restano nelle parole che abbiamo ascoltato, nelle battaglie che abbiamo condiviso, nei valori che ci hanno consegnato. Restano nei ricordi che, con il tempo, invece di sbiadire diventano ancora più preziosi.

E tu resterai così, Ignazio:
con la tua intelligenza, la tua ironia, la tua libertà e quell’amore ostinato per la nostra terra.
Buon viaggio, grande uomo.
Vai leggero.

E quando da lassù guarderai Strasatti, sappi che qui qualcuno continuerà a ricordarti, a parlare di te e a portare con sé una parte dei tuoi insegnamenti.

Continua a brillare.
E grazie, caro Ignazio, per essere stato proprio tu.
Ti voglio bene. ❤️

Ci sono presenze che non fanno rumore, ma che lasciano un segno profondo nel cuore di una comunità.La chiusura della Com...
01/10/2026

Ci sono presenze che non fanno rumore, ma che lasciano un segno profondo nel cuore di una comunità.
La chiusura della Comunità delle nostre Suore è una grave perdita per la parrocchia e per tutta Strasatti. Umanamente non possiamo che provare dolore e tristezza per la fine di una presenza che per tanti anni è stata casa, ascolto, preghiera, accoglienza e amore.
Ma, accanto al dolore, c’è anche una profonda gratitudine.
Grazie alle nostre Suore per tutto ciò che hanno donato nel silenzio, nell’umiltà e nel nascondimento. Per le preghiere dette quando nessuno le ascoltava, per le mani tese, per le parole pronunciate al momento giusto, per l’attenzione verso i piccoli, le famiglie e chiunque abbia avuto bisogno di conforto.
Grazie per aver camminato con la nostra comunità e per aver seminato bene, anche quando forse non era possibile vedere subito i frutti.
Alcuni semi, però, restano per sempre.
Restano nei ricordi, nelle persone, nelle famiglie e nella fede di chi ha incontrato il loro cammino.
Il Signore ricompensi ogni loro sacrificio, ogni loro preghiera e ogni gesto d’amore donato a Strasatti.
E se oggi le nostre strade si separano, ciò che è stato donato con amore non andrà perduto.
Grazie di cuore, care Suore.
Strasatti vi porterà sempre nel cuore e nelle sue preghiere.
Che il Signore vi accompagni e vi custodisca ovunque sarete. 🙏❤️

La Casa delle Suore francescane di Santa Chiara a Strasatti di Marsala chiude. Delle ultime due suore presenti – suor Teresina e suor Ascension – una è sta

L’Istituto Santa Chiara di Strasatti: una storia iniziata nel 1960La storia dell’Istituto delle Suore Francescane di San...
20/09/2026

L’Istituto Santa Chiara di Strasatti: una storia iniziata nel 1960

La storia dell’Istituto delle Suore Francescane di Santa Chiara a Strasatti nasce più di sessant’anni fa, nel cuore di una comunità che stava crescendo e che aveva bisogno di luoghi di educazione, accoglienza e formazione.

Tutto ebbe inizio il 2 ottobre 1960, quando l’allora parroco di Strasatti, don Francesco Perrone, si rivolse alla Superiora generale dell’Istituto, suor Maria Teresa Cortimiglia, chiedendo la presenza di almeno due suore per occuparsi dell’asilo infantile “Don Giovanni Abate”.

L’asilo era nato per volontà di Vita Abate, che volle realizzarlo in memoria del fratello sacerdote, don Giovanni Abate, già parroco della contrada. Con il sostegno delle offerte degli abitanti, Vita Abate aveva fatto costruire su un terreno di sua proprietà un piccolo edificio destinato ai bambini.

La sua generosità andò ancora oltre: era disposta a donare all’Istituto l’asilo, la casa paterna e il terreno circostante, chiedendo soltanto di poter vivere accanto alle suore ed essere assistita fino alla fine della sua vita.

La proposta venne accolta dal Consiglio generale dell’Istituto, che vide in quella realtà una possibilità concreta di estendere la propria opera a favore dell’infanzia.

L’11 ottobre 1960 don Perrone inviò la richiesta ufficiale alla Superiora generale. Pochi giorni dopo, il 16 ottobre, arrivò la risposta positiva: le suore sarebbero arrivate a Strasatti per dare vita all’opera educativa.

Il 7 novembre 1960 giunsero così a Strasatti le prime due suore, accompagnate dalla Vicaria generale.
Da quel momento iniziò una storia destinata a segnare profondamente la vita della contrada.

Le suore non si occuparono soltanto dell’asilo. Accanto alla formazione dei bambini offrirono assistenza agli orfani e ai bambini in situazione di disagio, e iniziarono un'intensa attività pastorale nella parrocchia, diventando progressivamente una presenza importante per tutta la comunità.

L’opera crebbe rapidamente e nacque presto la necessità di ampliare i locali.

E proprio quei locali, ancora in fase di realizzazione, furono chiamati a vivere una delle pagine più significative della loro storia.

Nel 1968, dopo il terribile terremoto della Valle del Belice, l’Istituto accolse numerosi sfollati provenienti dai territori colpiti, tra cui Gibellina, duramente devastata dal sisma.

Le suore aprirono le porte dell’Istituto a persone che avevano perso casa, sicurezza e punti di riferimento, offrendo loro accoglienza, assistenza e attenzione. Così quel luogo nato per i bambini divenne anche un luogo di solidarietà nel momento del bisogno.

Nel frattempo continuava il rapporto tra le suore, la parrocchia e la comunità di Strasatti.

Dopo il trasferimento di don Francesco Perrone, arrivò a Strasatti monsignor Gaspare Giacalone e le suore intensificarono ulteriormente la loro presenza nella vita parrocchiale, collaborando attivamente anche a causa delle condizioni di salute del nuovo parroco.

L’opera iniziata negli anni Sessanta continuò quindi a crescere, diventando progressivamente una realtà educativa, religiosa e sociale profondamente inserita nel territorio.

Un altro momento importante arrivò il 26 giugno 1991, quando, con una solenne celebrazione presieduta dall’allora Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Emanuele Catarinicchia, venne consacrato l’altare e dedicata la chiesa al Sacro Cuore di Gesù, completando così il progetto voluto da Vita Abate.

Alla base di questa storia c’è anche la figura della Venerabile Madre Teresa Cortimiglia, fondatrice delle Suore Francescane di Santa Chiara.

Nata a Corleone il 7 febbraio 1867, dedicò la propria vita alla fede e all’assistenza materiale e spirituale dei poveri e dei bisognosi. L’Istituto da lei fondato, intitolato a Santa Chiara d’Assisi, unì alla vita contemplativa anche una forte dimensione attiva, con l’obiettivo di contribuire alla formazione e al miglioramento morale della società.

L’Istituto fu definitivamente approvato il 6 gennaio 1922 dall’Arcivescovo di Monreale. Nel 1998 Madre Teresa Cortimiglia ricevette il titolo di Venerabile.

Ed è proprio questo carisma che, dal 1960, le Suore Francescane di Santa Chiara hanno portato anche a Strasatti.

Generazione dopo generazione, l’Istituto ha accompagnato bambini e famiglie, attraverso la scuola dell’infanzia, l'educazione, la formazione religiosa, l’attività pastorale e la vicinanza alle persone.

Una presenza iniziata con due suore, un piccolo asilo e il gesto generoso di una donna, Vita Abate, è diventata nel tempo una parte della storia di Strasatti.

Una storia fatta di fede, educazione, sacrificio, accoglienza e servizio.

Una storia che comincia nel 1960, ma che attraverso le persone, le famiglie, i bambini e le suore che si sono succedute continua a vivere nella memoria della comunità.

Antonella Morsello

Cinque giorni. Solo cinque giorni. Eppure Strasatti è tornata a vivere.Cinque giorni di musica, cabaret, spettacoli, sor...
05/08/2026

Cinque giorni. Solo cinque giorni. Eppure Strasatti è tornata a vivere.

Cinque giorni di musica, cabaret, spettacoli, sorrisi, buon cibo e applausi. Cinque giorni che hanno riportato persone in piazza e hanno restituito alla nostra borgata il piacere di stare insieme. E sì, ci sono state anche delle critiche. Ma le critiche, quando sono costruttive, rappresentano un'opportunità per migliorare.

C'è però un aspetto che non può passare inosservato: una piazza che avrebbe meritato più cura, più rispetto e più pulizia. Le erbacce non sono un semplice dettaglio estetico. Sono il segno di quanto ancora ci sia da fare per valorizzare davvero il cuore della nostra comunità.

Il finale è stato col botto... in tutti i sensi.

Un sincero grazie va al nuovo Comitato per l'impegno, la passione e il lavoro svolto. Per cinque giorni è riuscito a ridare vita al cuore di Strasatti. È da qui che bisogna ripartire: con più tempo, una programmazione ancora migliore e una partecipazione sempre più ampia.

Ma la festa non deve cancellare la memoria.

Grazie per aver ricordato la pagina di Strasatti Autonoma e il primo Statuto della Rassegna Meccanico Agricola. È un gesto importante. Tuttavia, la storia merita di essere raccontata fino in fondo.

Nel 1986 Martino Morsello, allora Assessore all'Agricoltura del Comune di Marsala e responsabile della gestione dei fondi destinati alla Fiera attraverso uno specifico capitolo del bilancio comunale, comprese che per ottenere i finanziamenti destinati alla borgata era indispensabile dotarsi di uno Statuto. In pochissimo tempo lo scrisse e lo redasse, consentendo a Strasatti di avere lo strumento giuridico necessario per guardare al futuro. Non fu un semplice atto amministrativo, ma una scelta lungimirante, un gesto di responsabilità e un autentico atto d'amore verso questa comunità.

Questi sono fatti storici. E la storia non si racconta a metà, né può dimenticare chi ne è stato protagonista.

Sono stati ricordati molti di coloro che hanno contribuito a quel percorso: Vito Pipitone, Presidente; Nicolò Parisi, Segretario; Leonardo Gagliano, detto "N'Dino", Tesoriere; Pietro D'Antoni, Revisore dei Conti; Salvatore Figuccia e Serafino Frisco, firmatari dello Statuto, disponibili in quel momento a recarsi dal Notaio Cavasino a Marsala anche se il comitato era composto da una ventina di persone che quanto prima citeremo

Un ricordo particolare va anche a Francesco Gambina, detto Ciccio, il cui nome la pagina Strasatti Autonoma ha sempre custodito con affetto e rispetto. A lui sarà dedicato un ricordo speciale, perché alcune persone lasciano un segno che il tempo non cancella.

E desidero ricordare anche Giacomo Figuccia, anima instancabile dei comitati del passato: sempre presente, sempre disponibile, sempre pronto a mettersi al servizio della comunità con generosità e spirito di appartenenza.

La pagina Strasatti Autonoma è nata con uno scopo preciso: custodire, documentare e far conoscere la vera storia della nostra borgata, raccontata da chi l'ha costruita, da chi la vive ogni giorno e da chi, con il proprio impegno, il proprio cuore e la propria presenza concreta, ha contribuito alla sua crescita.

Perché la memoria non appartiene a pochi. È un patrimonio di tutta la comunità.

La storia non appartiene a chi la racconta per primo. Appartiene a chi l'ha scritta con il lavoro, con il sacrificio, con il coraggio e con il servizio reso agli altri.

Strasatti ha bisogno di eventi, di festa e di momenti di aggregazione. Ma ha bisogno anche di memoria, identità e verità. Perché un popolo che dimentica le proprie radici rischia di perdere anche il proprio futuro.

L'augurio è che il prossimo anno la festa sia ancora più bella, ancora più partecipata e ancora più consapevole. Che duri cinque giorni, ma che l'amore per Strasatti accompagni la nostra comunità per tutti gli altri trecentosessanta.

Il grazie più grande va ai cittadini. A chi continua ad amare questa borgata. A chi la vive ogni giorno. A chi ne custodisce la storia. A chi lavora per migliorarla. E a chi sa che il rispetto del passato è il primo passo per costruire un futuro migliore.

Perché Strasatti non è soltanto una piazza.

Strasatti è una comunità.

È una storia.

È un'identità.

E la sua storia merita di essere raccontata tutta, senza dimenticare nessuno.

Perché la memoria non è un favore da concedere.

È un dovere verso chi, con il proprio impegno, ha scritto la storia di Strasatti.

A breve pubblicheremo tutti i componenti del comitato dal 1976 al 1992 e chi avesse materiale, foto e volesse metterlo a disposizione farà cosa gradita alla comunità.

Antonella Morsello

Ci sono notizie che arrivano come un fulmine a ciel sereno e lasciano un'intera comunità senza parole.Oggi Strasatti pia...
30/07/2026

Ci sono notizie che arrivano come un fulmine a ciel sereno e lasciano un'intera comunità senza parole.
Oggi Strasatti piange la scomparsa improvvisa del caro Ciccio. Un uomo che, con il suo sorriso, la sua umanità e la sua presenza, ha lasciato un segno nel cuore di chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo.
Il dolore è immenso. È difficile trovare le parole quando una vita viene spezzata così all'improvviso, lasciando un vuoto che nessuno potrà colmare.
L'intera comunità di Strasatti si stringe con profondo affetto attorno alla sua famiglia, condividendone il dolore e custodendo il ricordo di un amico che resterà per sempre nei nostri cuori.
Ciao, Ciccio. Il tuo ricordo continuerà a vivere nei sorrisi, negli abbracci e nei momenti che hai donato a questa comunità. Che la terra ti sia lieve.

Condoglianze 🙏

Tp24 - Marsala, morto improvvisamente il maresciallo Ciccio Marino. Aveva 52 anni

In bocca al lupo al Nuovo Comitato....
30/07/2026

In bocca al lupo al Nuovo Comitato....

IL PROGRAMMA COMPLETO DI ’A FERA DI STRASATTI 2026 È UFFICIALE!

Ci siamo. Finalmente possiamo presentarvi la locandina definitiva con il programma completo della 74ª Rassegna Meccanico Agricola, che quest’anno prende il nome di ’A Fera di Strasatti.

Una nuova edizione, un nuovo Comitato, una grande voglia di riportare in Piazza Fiera una manifestazione popolare, viva, partecipata e ricca di momenti per tutte le età.

📍 Piazza Fiera di Strasatti – Marsala
📅 Dal 31 luglio al 4 agosto 2026
📞 Info: 392 241 9114

Presidente: AntoNino Pulizzi
Direzione artistica: Trikke e Due Cabaret - Enzo & Nicola

ANTEPRIMA – GIOVEDÌ 30 LUGLIO

Prima dell’apertura ufficiale, ci sarà una serata di anteprima con il torneo di burraco in piazza, un momento di gioco, incontro e socialità per iniziare a respirare l’atmosfera della nostra Fiera.

VENERDÌ 31 LUGLIO – SERATA INAUGURALE

Si parte con una giornata ricca di tradizione, emozione e spettacolo.

🕢 Ore 19:30 – La tradizione in corteo
Sfilata di cavalli imbardati, carretti siciliani, gruppo folk, tamburinari e Vespe d’epoca.
Partenza dall’Acquedotto e arrivo in Piazza Fiera.

🕘 Ore 21:00 – Esposizione Vespe d’epoca
In occasione dell’80° anniversario della Vespa.

🕤 Ore 21:30 – Cerimonia inaugurale
Apertura ufficiale della 74ª Rassegna Meccanico Agricola.

🕙 Ore 22:00 – ’A Fera dei Talenti
La Sicilia sale sul palco.

Conduce Salvo La Rosa
Con TRIKKE E DUE
Special guest MANUELA Manuela Villa

Una grande serata inaugurale tra tradizione, talento, musica, spettacolo e identità siciliana.

SABATO 1 AGOSTO – MUSICA, MOTORI E CABARET

🕘 Ore 21:00 – Raduno Fiat 500 Club d’Italia
Coordinamento di Marsala.
Le storiche Fiat 500 coloreranno Piazza Fiera con il fascino senza tempo di una delle auto più amate dagli italiani.

🕤 Ore 21:30 – Spettacolo musicale
Sul palco NEGRAMARO TRIBUTE BAND

🕥 Ore 22:30 – Cabaret
Grande comicità con Antonio Pandolfo

Una serata pensata per unire passione, musica e risate.

DOMENICA 2 AGOSTO – SPORT, FEDE E TEATRO DIALETTALE

🕙 Ore 10:00 – Group Cycling
Energia, musica e passione, in collaborazione con ASD MegaFitness.

🕖 Ore 19:00 – Santa Messa in Piazza Fiera
Presieduta dal parroco don Giancarlo Tumbarello.

🕤 Ore 21:30 – Commedia dialettale “Paroddrule”
Tre atti di Giovanni Maniscalco, con la compagnia teatrale Terrarrussa.

Sul palco la grande forza del teatro popolare siciliano, con una serata dedicata alla risata, alla lingua e alla tradizione.

LUNEDÌ 3 AGOSTO – MODA, MEMORIA E TERRITORIO

🕖 Ore 19:00 – Memorial “Mariano Di Dia e Francesco Licari”
Presso lo Stadio Polivalente.

🕤 Ore 21:30 – Radici di Stile – Strasatti in Passerella
La moda sfila tra tradizione e futuro.

Presentano ADELE LA GRUTTA, Enzo Amato Más e Nicola Anastasi.

Una serata elegante e speciale, dedicata alla moda, alla bellezza, alle attività del territorio e al talento di chi lavora ogni giorno con stile, creatività e passione.

MARTEDÌ 4 AGOSTO – GRANDE SERATA FINALE

🕟 Ore 16:30 – Passeggiata ecologica in bicicletta
Partenza da Piazza Fiera.

🕤 Ore 21:30 – Premiazioni
Premiazione del Memorial “Mariano Di Dia e Francesco Licari”
Premiazione del 4° Torneo di Padel Misto “Gli Angeli di Strasatti”, svolto al Green Park Sport Club.

🕘 Ore 21:45 – Omaggio al primo Statuto
Un momento importante per ricordare i 40 anni dalla nascita ufficiale del Comitato.

🕙 Ore 22:00 – Tributo a Celentano
Sul palco ALESSANDRO GANDOLFO – IL RE DELLA VIA GLUCK

🕦 Ore 23:45 – Sorteggio premi
In palio una crociera per 2 persone e un catering per 25 persone.

🕛 Ore 23:59 – Fuochi d’artificio
La chiusura luminosa e festosa della 74ª edizione.

Dal 31 luglio al 4 agosto, Strasatti torna a vivere la sua Fiera: una festa di comunità, tradizione, spettacolo, musica, sport, moda, teatro e partecipazione.

Vi aspettiamo in Piazza Fiera per vivere insieme questa nuova grande edizione di ’A Fera di Strasatti.

’A FERA DI STRASATTI 2026. 74ª RASSEGNA MECCANICO AGRICOLA. DAL 31 LUGLIO AL 4 AGOSTO. PIAZZA FIERA DI STRASATTI – MARSALA

Segui la pagina e resta connesso....💪
11/06/2026

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Nasce ’A Fera di Strasatti: siamo già al lavoro per la 74ª Rassegna Meccanico Agricola

Strasatti riparte dalla sua storia, dalla sua piazza e dalla sua gente.

Dopo l’assemblea che ha scelto il gruppo che guiderà la prossima Rassegna Meccanico Agricola di Strasatti, siamo ufficialmente al lavoro per costruire l’edizione 2026 di una manifestazione che appartiene a tutti.

Prima di iniziare questo nuovo percorso, desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento al Comitato uscente, che negli ultimi tre anni ha portato avanti la rassegna con impegno, passione e serietà. Va riconosciuto il lavoro svolto, anche per avere dato vita a edizioni pulite, partecipate e capaci di portare a Strasatti artisti importanti e serate molto seguite.

Noi partiamo da questo rispetto. Non vogliamo cancellare nulla. Vogliamo aggiungere qualcosa. Vogliamo dare una nostra impronta, con umiltà, entusiasmo e grande senso di responsabilità.

Abbiamo scelto di chiamarla ’A Fera di Strasatti perché questo è il nome che, da sempre, vive nella memoria popolare. Così la chiamavano i nostri nonni. Così la chiamavano i nostri genitori. Così la chiamano ancora tante persone del territorio.

Non è solo un nome. È un ritorno alle radici.

La piazza che ospita la manifestazione, infatti, viene ancora oggi chiamata da molti Piazza Fera, proprio in siciliano. Da qui nasce la nostra scelta: recuperare quel modo semplice, vero e antico di dire “andiamo alla fiera”, trasformandolo nel segno identitario di un nuovo percorso.

’A Fera di Strasatti vuole essere una festa popolare, agricola, culturale e comunitaria. Una manifestazione aperta alle famiglie, ai giovani, agli anziani, ai bambini, alle attività del territorio, alle associazioni, agli artisti locali e a tutti coloro che vorranno sentirsi parte di questo cammino.

Il gruppo è guidato da Antonino Pulizzi, con la collaborazione dei Trikke e Due, Enzo Amato Màs e Nicola Anastasi, che cureranno la direzione artistica della manifestazione, insieme a tutti i componenti del gruppo ’A Fera di Strasatti.

All’interno del gruppo è già stato costituito un direttivo, formato da persone che hanno scelto di mettersi a disposizione con spirito di servizio, responsabilità e amore per Strasatti. È un direttivo che raccoglie energie diverse, con la presenza di giovani, donne e cittadini legati profondamente al territorio.

La composizione del direttivo è stata già condivisa all’interno del gruppo e sarà presentata ufficialmente alla sindaca di Marsala, Andreana Patti. Subito dopo, verrà resa pubblica anche sui nostri canali social, così che tutta la cittadinanza possa conoscere le persone che lavoreranno a questa nuova edizione.

Siamo già quasi pronti con il programma.

La manifestazione si svolgerà in cinque serate, dal 31 luglio al 4 agosto 2026. Il tempo a disposizione, quest’anno, è davvero poco e lo sappiamo bene. Organizzare una rassegna importante come questa richiederebbe mesi di lavoro, confronti, programmazione e preparazione.

Per questo motivo, non promettiamo miracoli. Però promettiamo il massimo impegno. Faremo tutto ciò che sarà possibile, con entusiasmo, responsabilità e spirito di squadra, per costruire un’edizione viva, partecipata, allegra e capace di riportare tanta gente a Strasatti.

Non vogliamo cancellare nulla del passato. Al contrario, vogliamo rispettarlo, valorizzarlo e aggiungere una nuova impronta. Perché questa rassegna è storia, agricoltura, tradizione, spettacolo, incontro e comunità.

Da oggi comincia ufficialmente il nostro cammino.

Con umiltà, passione e amore per Strasatti, proveremo a fare del nostro meglio per regalare al territorio una festa bella, vera e sentita.

Antonino Pulizzi, i Trikke e Due Cabaret - Enzo & Nicola e tutti i componenti del gruppo ’A Fera di Strasatti

P.S.: INIZIATE, INTANTO, A SEGUIRE QUESTA PAGINA

11/04/2026

Zootecnia: storia, tradizione e soluzioni

La zootecnia non è solo lavoro: è respiro antico, è terra che parla, è vita che si affida alle mani dell’uomo. È il battito lento delle campagne, il legame invisibile tra chi alleva e ciò che viene custodito ogni giorno con fatica e amore.

Dentro ogni impresa zootecnica non ci sono solo numeri o produzione, ma storie.

Storie di famiglie che si alzano prima dell’alba, di mani segnate dal tempo, di occhi che osservano il cielo per capire se sarà una buona giornata. È un presidio umano, sociale, civile: dove altri vedono isolamento, lì esiste presenza. Dove altri vedono fatica, lì nasce dignità.

E poi, nel cuore di tutto questo, come un’eco che non smette mai di vibrare, c’è lui: il pastore di un tempo. Figura quasi leggendaria, ma reale come la terra sotto i piedi. Camminava lento, ma portava il peso del mondo. Non comandava, accompagnava. Non possedeva, custodiva. Era solo, eppure non era mai davvero solo: il gregge, il vento, le stelle erano la sua compagnia.

Il pastore non parlava molto, ma capiva tutto. Leggeva nei silenzi degli animali, nei cambiamenti dell’aria, nei segni invisibili della natura. Era equilibrio puro tra forza e delicatezza. Le sue mani sapevano guidare senza ferire, proteggere senza dominare.

E nel suo cuore viveva un’energia profonda, silenziosa ma incrollabile: quella di chi sa che la vita non si controlla, si accompagna.

Nell’immaginario moderno il pastore è spesso associato alla povertà. Eppure le fotografie storiche siciliane raccontano altro: velluto, bottoni in ottone, giacche strutturate. Anche nel lavoro più duro, la dignità passava dall’abito.

Era un’eleganza essenziale, non ostentata, ma profondamente radicata nel rispetto di sé e del proprio ruolo.

Un segno visibile di un’identità forte, fiera, consapevole.
Socialmente era un pilastro, anche se spesso invisibile.

Senza di lui, territori interi si sarebbero spenti. Era memoria viva, tradizione che cammina, esempio di resilienza. Umanamente, era una lezione: di pazienza, di rispetto, di verità.

Oggi, le imprese zootecniche portano sulle spalle quella stessa eredità. Tra tecnologia e innovazione, resta una domanda essenziale: siamo ancora capaci di custodire, non solo di produrre?

L’impatto civile è più forte che mai. Allevare significa scegliere ogni giorno da che parte stare: dalla parte della cura, della sostenibilità, del rispetto. Significa guardare un animale e riconoscerne il valore, non solo il peso.

Nelle famiglie che vivono di zootecnia, quel fuoco non si è spento. Passa di generazione in generazione, come un racconto senza fine. Nei gesti, negli sguardi, nella fatica condivisa, vive ancora lo spirito del pastore.

E allora, guardando avanti, la domanda si fa ancora più profonda: come deve essere la zootecnia del futuro?
Dovrà essere capace di tenere insieme radici e visione. Non basta innovare: bisogna farlo senza perdere l’anima. La zootecnia che verrà dovrà essere accessibile, equa, moderna, ma anche profondamente umana.

Serviranno strumenti concreti, prima di tutto.

L’accesso al credito dovrà diventare reale, semplice, costruito su misura per chi lavora la terra e alleva. Non finanziamenti lontani e complessi, ma opportunità vicine, comprensibili, che permettano ai giovani di restare e agli allevatori di crescere senza essere schiacciati dal peso dell’incertezza.

Accanto a questo, infrastrutture nuove.

I mattatoi mobili potranno rappresentare una rivoluzione silenziosa: portare il servizio vicino agli allevamenti significa ridurre stress per gli animali, costi per le aziende e impatto ambientale. Significa restituire coerenza a un sistema che troppo spesso costringe a spostamenti lunghi e innaturali.
Poi ci sono gli impianti di manutenzione moderni: strutture efficienti, sostenibili, pensate per migliorare il benessere animale e la qualità del lavoro umano.

Stalle intelligenti, sistemi di monitoraggio, tecnologie che aiutano a prevenire, non solo a intervenire. Innovazione che non sostituisce l’uomo, ma lo affianca, lo sostiene, lo rende più consapevole.

Ma il futuro non sarà fatto solo di strumenti.
Sarà fatto di reti.
Reti tra allevatori, per condividere conoscenze e risorse.
Reti tra territori, per valorizzare le identità locali.
Reti tra chi produce e chi consuma, per accorciare le distanze e restituire fiducia.

Potrebbero nascere cooperative evolute, capaci di unire tradizione e gestione moderna.
Filiera corta digitale, dove la tecnologia racconta la storia di ogni prodotto.

Centri territoriali di servizi, che offrano assistenza tecnica, veterinaria e gestionale accessibile a tutti, non solo ai grandi.
E ancora: una zootecnia che dialoga con l’ambiente, che produce energia, che rigenera il suolo, che diventa parte della soluzione e non del problema.

E allora, cosa serve davvero?
Servono conoscenze, sì. Tecnologie, certo. Strategie, inevitabilmente.
Ma più di tutto serve anima.
Serve la forza di restare quando è difficile. Serve il coraggio di prendersi cura. Serve quella scintilla antica che trasformava un uomo solo su una collina in un simbolo di equilibrio tra l’uomo e la vita.

Perché si potranno avere i migliori impianti, i migliori strumenti, i migliori finanziamenti… ma senza quella capacità antica di ascoltare, osservare, rispettare, tutto perderà significato.
Il futuro della zootecnia non sarà deciso solo nei piani industriali o nei bandi.

Sarà deciso ogni mattina, negli stessi gesti di sempre: aprire una stalla, guardare un animale, prendersene cura.
Se in quel gesto ci sarà ancora rispetto, allora il futuro sarà solido.

Se in quel gesto ci sarà ancora anima, allora la zootecnia continuerà a essere ciò che è sempre stata:
non solo lavoro,
ma vita che si affida all’uomo — e che chiede, in cambio, di essere custodita.

Antonella Morsello

Serena Pasqua di Resurrezione a tutti  ❤️🙏
05/04/2026

Serena Pasqua di Resurrezione a tutti ❤️🙏

O Signore,Oggi le nostre parole si fanno silenzio,i nostri pensieri si fermano davanti al mistero della tua croce.Che co...
03/04/2026

O Signore,
Oggi le nostre parole si fanno silenzio,
i nostri pensieri si fermano davanti al mistero della tua croce.
Che cosa possiamo dirti,
noi che camminiamo dietro al tuo corpo ferito?
Quale voce può raccontare
l’immensità del tuo amore?
Tu hai dato tutto per noi.
Hai preso su di te il peso dei nostri peccati,
ti sei fatto uomo per incontrarci,
e hai accettato la sofferenza,
fino alla morte più crudele.
Ora ti contempliamo, o Cristo,
mentre il tuo corpo è segnato dal dolore:
il capo ferito,
le mani e i piedi trafitti,
il fianco aperto.
Il tuo corpo, senza vita,
riposa tra le braccia di tua Madre.
E il mondo sembra fermarsi.
Tutto è compiuto.
Tutto è consumato.
Eppure, proprio qui,
nel cuore di questo dolore,
nasce una speranza nuova.
La tua croce, o Signore,
non è più solo segno di morte,
ma è diventata per noi
segno di salvezza e di vita.
Oggi, come Contrada,
camminiamo insieme,
uniti nel dolore ma anche nella fede,
portando nelle strade
il segno del tuo amore.
Fa’, o Signore,
che non ci stanchiamo mai
di vivere sotto la tua croce,
di annunciare la speranza che da essa nasce,
di credere che anche nel buio
tu sei luce.
Dolce Signore,
misericordioso e fedele,
ti adoriamo, ti lodiamo, ti rendiamo grazie.
E mentre ti seguiamo in questo cammino,
insegnaci a portare la nostra croce,
con lo sguardo rivolto alla vita nuova
che tu ci hai donato.
Amen.

Maria S.S. Addolorata Strasatti

Indirizzo

Marsala
91025

Sito Web

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