12/06/2026
🔴⚫️ 12 giugno 1944 - I fascisti fucilano ITALO PICCAGLI, partigiano Capitano dell'Aeronautica durante la strage di Radio CoRa.
⚫️🔴 Fu tra gli organizzatori, tra l'altro, della clandestina "Radio Co.Ra.". Si consegnò ai tedeschi nella convinzione, rivelatasi vana, di poter salvare i compagni di lotta. Il suo gesto, anzi, coinvolse anche la moglie, che fu arrestata e poi deportata in Germania. Alla donna, nell'ultimo incontro, nascose di essere stato condannato a morte:
Nato a Firenze nel 1909, ucciso a Cercina, presso Firenze, il 12 giugno 1944, capitano dell'Aeronautica, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
Nella motivazione della massima decorazione militare che è stata concessa al capitano Piccagli, si ricorda che "all'atto dell'esecuzione, con lo sguardo sereno, rincuorò alcuni patrioti (si trattava di Anna Maria Enriques Agnoletti, Fiorenzo Franco, Pietro Ghergo, Fernando Panerai, Dante Romagnoli e di un ignoto) che dovevano essere con lui fucilati, ed affrontava coraggiosamente la morte.
A questo scopo chiese ed ottenne di essere fucilato per ultimo. Dinanzi al plotone pregò che si mirasse a destra (Piccagli sapeva che il suo polmone sinistro era già perduto). Proprio questa menomazione aveva impedito al giovane ufficiale di compiere quello che riteneva essere il suo dovere in aviazione, ma non gli era stata di ostacolo, anche se dolorosamente, nel gravoso impegno contro gli occupanti e i loro collaborazionisti italiani, quando i tedeschi presero in pugno il Paese.
Piccagli fu tra gli organizzatori, tra l'altro, della clandestina "Radio Co.Ra." e fu di grande aiuto all'avvocato Enrico Bocci, capo della struttura clandestina.
L'ultima sede di Radio CORA fu in uno stabile di Piazza d'Azeglio dove i tedeschi irruppero il 7 giugno 1944: un giovane speaker, Luigi Morandi, tentò un'estrema difesa e riuscì ad uccidere un giovane soldato tedesco, prima di essere ferito a morte.
Nell'ambito della retata vennero arrestati altri collaboratori: Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano, Gianfranco Desiderio Gilardini (detto "Franco") e Gilda La Rocca.
Spinto dal suo senso di altruismo, Italo Piccagli si era consegnato ai tedeschi nella convinzione, rivelatasi vana, di poter salvare i compagni di lotta.
Il suo gesto, anzi, coinvolse anche la moglie, che fu arrestata e poi deportata in Germania. Alla donna, nell'ultimo incontro, nascose di essere stato condannato a morte.
Il 12 giugno, Italo Piccagli, Enrico Bocci e quattro dei soldati alleati che erano stati paracadutati vennero portati vicino al torrente Mugnone in località Cercina (una frazione collinare di Sesto Fiorentino) e fucilati assieme alla partigiana Anna Maria Enriques Agnoletti ed ad un partigiano cecoslovacco (rimasto sconosciuto, perché il suo nome con l'indirizzo, scritto sui muri di Villa Triste, fu cancellato, dopo la liberazione, dai proprietari della casa).
Il corpo di Enrico Bocci non fu mai ritrovato. Gli altri componenti furono prima portati a Villa Triste per essere torturati e poi inviati nei lager in Germania ma Gilda La Rocca, Gianfranco Gilardini e Maria Luigia Guaita riuscirono a scappare dal treno e ad evitare la deportazione.
🏅 Onorificenze
Medaglia d'oro al valor militare:
«Ufficiale di elevatissime doti morali e di fermissimo carattere, assunse immediatamente dopo la dichiarazione di armistizio un aperto atteggiamento di ostilità contro i nemici germanici e di assoluta intransigenza verso i collaborazionisti italiani. Dopo avere, nella progressiva organizzazione di una vasta ed efficacissima rete di attività operativa ed informativa, corso per più mesi i più gravi rischi ed essersi esposto ai peggiori disagi materiali, che da soli costituivano un irreparabile danno ed un’acuta minaccia per la sua fibra fisicamente minata, non esitò in seguito alla scoperta da parte delle SS. del centro radiotrasmittente, da lui impiantato e col quale aveva stabilito preziosi collegamenti con l’Italia libera e con gli Alleati, a consegnarsi ai tedeschi per scagionare i compagni che vi erano stati sorpresi. Durante l’interrogatorio, malgrado le sevizie esercitate su di lui e sulla moglie, dichiarò apertamente a fronte alta di essere il Capo e il solo responsabile, di essersi mantenuto fedele al proprio giuramento ed al proprio dovere di soldato e di esserne fiero. Già condannato a morte, ma lieto di avere potuto salvare i compagni ed orgoglioso di avere potuto superare con la volontà quella malattia che gli aveva impedito di offrire per il bene d’Italia la vita come combattente dell’aria, nell’ultimo saluto alla moglie, che stava per essere internata in Germania, ebbe la suprema forza d’animo di nasconderle la decisione che già era stata presa contro di lui. All’atto dell’esecuzione, con lo sguardo sereno, rincuorò alcuni patrioti che dovevano essere con lui fucilati, ed affrontava coraggiosamente la morte. A questo scopo chiese ed ottenne di essere fucilato per ultimo. Dinanzi al plotone pregò che si mirasse a destra perché il polmone sinistro era già invaso dalla morte. Esempio irraggiungibile di purissimo amor di Patria.»
— Firenze, 9 settembre 1943 -9 giugno 1944.
- 12 giugno 1944 : STRAGE NAZIFASCISTA di Radio CoRa.
A Valcenni, presso Cercina (Firenze), i nazifascisti fucilano sei persone, tra cui Anna Maria Enriques Agnoletti, Italo Piccagli, uno sconosciuto e tre paracadutisti del Corpo italiano di Liberazione.
Radio CoRa, si tratta di un servizio informativo, prezioso per le operazioni militari delle Forze Armate Alleate e di quelle partigiane che viene svolto con una radio rice-trasmittente, paracadutata da aerei anglo-americani e la prima trasmissione ha luogo da uno stabile di Piazza dell'Indipendenza.
Poi, per ragioni di sicurezza, l'apparecchio viene continuamente spostato ad altri indirizzi.
Dirigente dei servizio è l'Avv. Enrico Bocci, anziano antifascista fiorentino. Attorno a lui si raccoglie un'eletta schiera di generosi: Gilda La Rocca, sua Segretaria di Studio, Italo Piccagli, Capitano della regia Aeronautica, Carlo Campolmi, Franco Gilardini, Luigi Morandi, Pietro Ghergo, Fernando Panerai, Dante Romagnoli e qualche altro.
L'ultima trasmissione avviene in un palazzo ubicato in Piazza d'Azeglio, al civico n. 12, in alcuni locali del 3° piano.
E' il pomeriggio del 7 giugno 1944, sono le ore 19.00 circa: l'Avv. Bocci e Gilardini stanno dettando a Gilda La Rocca un importante testo in codice da far trasmettere, mentre Luigi Morandi, nella superiore soffitta, sta trasmettendo.
Improvvisamente armati repubblichini e nazisti irrompono nella sala ed ordinano "mani in alto". I presenti, disarmati, non possono opporre resistenza. I nazisti salgono la scaletta che porta alla soffitta e sorprendono il Morandi intento a trasmettere. Poi, mentre il tedesco, posata la pi***la, afferra la radio, l'eroico Morandi s'impossessa della pi***la, con la quale fredda il nazista ma, a sua volta, viene ferito a morte dal fuoco dei mitragliatori degli altri nazisti. Bocci, Campolmi, Gilardini, la Gilda, Focacci e Piccagli, subito catturati, vengono rinchiusi a "Villa Triste", sulla Via Bolognese, dove vengono per più giorni sottoposti ad inenarrabili torture per indurli a parlare, ma essi - indomiti - nulla rivelano sul servizio radio.
Cinque giorni dopo la cattura, irriconoscibili nei lineamenti per le percosse e le torture subite, con i corpi piagati, Italo Piccagli e sei Compagni di martirio, unitamente all'eroica Anna Maria Enriques Agnoletti, strettamente ed attivamente legata alla resistenza fiorentina, vengono trasportati in località "CERCINA", dove vengono trucidati da un plotone d'esecuzione di nazifascisti (25).
I nomi dei Martiri:
PICCAGLI Cap. R.A. ITALO - M.O. al V.M. "alla memoria"
AGNOLETTI ANNA MARIA - M.O. al V.M. "alla memoria"
FRANCO FIORENZO
GHERGO PIETRO
PANERAI FERNANDO
ROMAGNOLI DANTE
UN IGNOTO
Bocci Avv. ENRICO, M.O. al V.M. "alla memoria, fu ucciso nei pressi di Firenze in data rimasta ignorata, ma successiva alla fucilazione dei Suoi eroici Compagni di radio CO.RA. (Commission Radio).
VILLA TRISTE :
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Triste
🟢⚪️🔴 ANPI :
https://www.anpi.it/biografia/italo-piccagli
❤ CHIEDI/OFFRI LA TESSERA ANPI :
Sopratutto ai figli ai nipoti.
L'ANPI è la più grande associazione antifascista italiana.
Sempre un prima linea per difendere la Costituzione e i Diritti Umani.
E è l’associazione la piu odiata dai fasci... Ottimo motivo per chiedere/offrire la tessera:
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ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Per una Patria umanista, civile, laica, progressista, costituzionale = PATRIA ANTIFASCISTA!