Anpi Marino

Anpi Marino ANPI "Associazione Nazionale Partigiani d'Italia"

Sezione "Aurelio Del Gobbo" di Marino Iscriviti all'ANPI, partecipa anche tu: la Resistenza continua!

Organi della sezione
Presidente: Anna Maria Scialis
Vicepresidente: Ugo Onorati
Segretario: Paolo Minucci
Tesoriere: Talia Laurenti;
Altri membri del direttivo: Tonino Mattei, Nadi

a Giovannetti, Anna Giacci e Daniele Pinti

Contatti .Email:[email protected]
�������������� L' A.N.P.I. è l'associazione Nazionale Partigiani d'Italia nata nel 1944 ed elevata ad Ente Morale dal 1945. Dal 2006 l'ANPI ha avviato la "Nuova Stagione", aprendosi a tutti i cittadini antifascisti che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza e si impegnano a continuarne il cammino.

15/06/2026
Il   ,dopo 3 giorni di torture, le forze di occupazione naziste fucilano   , resistente antifascista ,  eminente storico...
15/06/2026

Il ,dopo 3 giorni di torture, le forze di occupazione naziste fucilano , resistente antifascista , eminente storico espulso dall’Università per la sua origine ebraica e fondatore dei “francs tireurs” nel territorio di .
I suoi studi storici sono una pietra miliare nel mondo della storiografia, la memoria della sua lotta contro il fascismo del regime di Vichy e l’occupazione nazista è tuttora viva in e nel mondo!
Per non dimenticare!


15/06/2026

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma e la CGIL di Roma e Lazio esprimono la più totale vicinanza e solidarietà a Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, da sempre al nostro fianco sulle battaglie per l’applicazione e il rispetto della nostra Costituzione.

Ha partecipato come tanti alla grande manifestazione democratica e antifascista di ieri e di questa pubblicato un video sui suoi spazi social ed è stata letteralmente presa di mira con tantissimi commenti sessisti, violenti, minacciosi, intimidatori, auguranti stupri ed altri mali.
Non ce ne stupiamo, questi sono i fascisti: persone sessiste e violente, la maggior parte delle volte vigliacche, perché agiscono solitamente al buio, in gruppo contro persone inermi, o dietro l'apparente anonimato di una tastiera. Questi sono i fascisti, altro che patrioti, difensori dei valori tradizionali italiani, sono dei meri delinquenti e come tali vanno trattati. I commenti sono stati debitamente denunciati e ci auguriamo che le autorità competenti individuino prontamente gli eroici e mitologici italioti e che si applichino nei loro confronti, severamente, le leggi della Repubblica. Ci auguriamo altresì che chi ha permesso e tollerato lo scempio di ieri, chi lo ha autorizzato in nome di una discutibilissima idea di democrazia, si ravveda e che tali offese alla Repubblica, alla Costituzione, alla Memoria non si ripetano. Applichino piuttosto le Leggi Scelba e Mancino. Da parte nostra non arretreremo di un centimetro, saremo sempre presenti e vigili contro i fascismi vecchi e nuovi e difenderemo gli spazi e le Istituzioni democratiche anche quando coloro che le ricoprono colpevolmente rimangono inermi, se non complici.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente Cgil di Roma e del Lazio Claudia Pratelli

La polvere il sangue le mosche e l’odore per strada fra i campi la gente che muore e tu, tu la chiami guerra e non sai c...
13/06/2026

La polvere il sangue le mosche e l’odore per strada fra i campi la gente che muore e tu, tu la chiami guerra e non sai che cos’è e tu, tu la chiami guerra e non ti spieghi il perché.”
Fabrizio De Andrè

Sono trascorsi 82 anni dalla strage nel villaggio minerario di ,frazione di Massa Marittima( ) uno dei più efferati massacri di civili compiuti dai nazifascisti lungo la linea della ritirata dell’esercito tedesco.
Tra il 13 e il 14 giugno 1944, la ferocia dei reparti di polizia nazisti, formati da soldati italiani, ufficiali e sottufficiali prevalentemente tedeschi, fece 83 vittime, tutti giovani minatori che lavoravano nella miniera di pirite.
Il 13 giugno 1944, il 3. Polizei-Freiwilligen-Bataillon Italien, un reparto di polizia militare composto da ufficiali tedeschi e soldati italiani, giunse a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, avevano rifiutato di presentarsi ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato da .
Sei minatori (Ettore Sargentoni, con i figli Aldo e Alizzardo, Rinaldo Baffetti, Bruno Barabissi e Antimo Ghigi) vennero fucilati subito nel piccolo cortile dietro il forno della dispensa.
Il minatore Giovanni G*i riuscì a fuggire nella macchia, grazie ad un attimo di distrazione di un fascista di Porto Santo Stefano.
Successivamente i nazisti trovarono le liste con i nomi di quanti avrebbero partecipato alle ronde alla miniera e così circa 150 minatori furono portati a Castelnuovo di .
Qui il gruppo dei prigionieri fu rinchiuso nel locale cinema mentre gli ufficiali nazisti e fascisti ne decretavano la sorte: chi era sulla lista sarebbe stato fucilato, i giovani deportati in Germania e gli anziani rimandati a casa.
Quella stessa notte, mentre gli uomini di Niccioleta continuavano a rimanere rinchiusi nel cinema, i nazisti fucilarono nei pressi di Castelnuovo Val di Cecina un gruppo di partigiani, noti come la "banda di Ar**no", attivi nella zona di Volterra: Gianluca Spinola, Vittorio Vargiu, Franco Stucchi Prinetti e Francesco Piredda.
La sera del 77 minatori vennero giustiziati a colpi di mitragliatrice sulla strada per Larderello, nei pressi della centrale elettrica.
Nel 1949 alcuni fascisti furono condannati per collaborazionismo e omicidio .
Non furono mai perseguiti coloro avevano ordinato ed eseguito la strage, il tenente Emil Block e le truppe tedesche ed italiane sotto il suo comando.
Per non dimenticare!



ANPI Massa

Il   1944, a   un piccolo villaggio di montagna frazione di Massa i militi tedeschi della 135°brigata, un’unità della ma...
13/06/2026

Il 1944, a un piccolo villaggio di montagna frazione di Massa i militi tedeschi della 135°brigata, un’unità della marina germanica e reparti fascisti della al comando di , che si distinse per crudeltà e accanimento, massacrarono senza pietà 68 persone.
Le truppe tedesche e fasciste fecero irruzione nel paese alle prime luci dell’alba. Dopo aver separato uomini e donne, procedettero con la fucilazione di 68 civili, tra cui molti anziani e giovani. Alcuni furono uccisi sul posto, altri portati in luoghi appartati e giustiziati sommariamente. Le abitazioni furono saccheggiate e date alle fiamme, segnando profondamente la memoria collettiva della comunità.
L’eccidio di Forno rappresenta una pagina tragica della storia italiana contemporanea. È un monito contro l’oblio e una testimonianza del prezzo altissimo pagato da tante comunità civili durante l’occupazione nazista. Studiarlo e ricordarlo è un dovere civile e storico, necessario per costruire una memoria condivisa fondata sulla giustizia e sulla verità.

Foto del monumento e della prima commemorazione


ANPI Massa

12/06/2026

🔴⚫️ 12 giugno 1944 - I fascisti fucilano ITALO PICCAGLI, partigiano Capitano dell'Aeronautica durante la strage di Radio CoRa.
⚫️🔴 Fu tra gli organizzatori, tra l'altro, della clandestina "Radio Co.Ra.". Si consegnò ai tedeschi nella convinzione, rivelatasi vana, di poter salvare i compagni di lotta. Il suo gesto, anzi, coinvolse anche la moglie, che fu arrestata e poi deportata in Germania. Alla donna, nell'ultimo incontro, nascose di essere stato condannato a morte:

Nato a Firenze nel 1909, ucciso a Cercina, presso Firenze, il 12 giugno 1944, capitano dell'Aeronautica, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Nella motivazione della massima decorazione militare che è stata concessa al capitano Piccagli, si ricorda che "all'atto dell'esecuzione, con lo sguardo sereno, rincuorò alcuni patrioti (si trattava di Anna Maria Enriques Agnoletti, Fiorenzo Franco, Pietro Ghergo, Fernando Panerai, Dante Romagnoli e di un ignoto) che dovevano essere con lui fucilati, ed affrontava coraggiosamente la morte.
A questo scopo chiese ed ottenne di essere fucilato per ultimo. Dinanzi al plotone pregò che si mirasse a destra (Piccagli sapeva che il suo polmone sinistro era già perduto). Proprio questa menomazione aveva impedito al giovane ufficiale di compiere quello che riteneva essere il suo dovere in aviazione, ma non gli era stata di ostacolo, anche se dolorosamente, nel gravoso impegno contro gli occupanti e i loro collaborazionisti italiani, quando i tedeschi presero in pugno il Paese.

Piccagli fu tra gli organizzatori, tra l'altro, della clandestina "Radio Co.Ra." e fu di grande aiuto all'avvocato Enrico Bocci, capo della struttura clandestina.

L'ultima sede di Radio CORA fu in uno stabile di Piazza d'Azeglio dove i tedeschi irruppero il 7 giugno 1944: un giovane speaker, Luigi Morandi, tentò un'estrema difesa e riuscì ad uccidere un giovane soldato tedesco, prima di essere ferito a morte.
Nell'ambito della retata vennero arrestati altri collaboratori: Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano, Gianfranco Desiderio Gilardini (detto "Franco") e Gilda La Rocca.

Spinto dal suo senso di altruismo, Italo Piccagli si era consegnato ai tedeschi nella convinzione, rivelatasi vana, di poter salvare i compagni di lotta.

Il suo gesto, anzi, coinvolse anche la moglie, che fu arrestata e poi deportata in Germania. Alla donna, nell'ultimo incontro, nascose di essere stato condannato a morte.

Il 12 giugno, Italo Piccagli, Enrico Bocci e quattro dei soldati alleati che erano stati paracadutati vennero portati vicino al torrente Mugnone in località Cercina (una frazione collinare di Sesto Fiorentino) e fucilati assieme alla partigiana Anna Maria Enriques Agnoletti ed ad un partigiano cecoslovacco (rimasto sconosciuto, perché il suo nome con l'indirizzo, scritto sui muri di Villa Triste, fu cancellato, dopo la liberazione, dai proprietari della casa).

Il corpo di Enrico Bocci non fu mai ritrovato. Gli altri componenti furono prima portati a Villa Triste per essere torturati e poi inviati nei lager in Germania ma Gilda La Rocca, Gianfranco Gilardini e Maria Luigia Guaita riuscirono a scappare dal treno e ad evitare la deportazione.

🏅 Onorificenze
Medaglia d'oro al valor militare:

«Ufficiale di elevatissime doti morali e di fermissimo carattere, assunse immediatamente dopo la dichiarazione di armistizio un aperto atteggiamento di ostilità contro i nemici germanici e di assoluta intransigenza verso i collaborazionisti italiani. Dopo avere, nella progressiva organizzazione di una vasta ed efficacissima rete di attività operativa ed informativa, corso per più mesi i più gravi rischi ed essersi esposto ai peggiori disagi materiali, che da soli costituivano un irreparabile danno ed un’acuta minaccia per la sua fibra fisicamente minata, non esitò in seguito alla scoperta da parte delle SS. del centro radiotrasmittente, da lui impiantato e col quale aveva stabilito preziosi collegamenti con l’Italia libera e con gli Alleati, a consegnarsi ai tedeschi per scagionare i compagni che vi erano stati sorpresi. Durante l’interrogatorio, malgrado le sevizie esercitate su di lui e sulla moglie, dichiarò apertamente a fronte alta di essere il Capo e il solo responsabile, di essersi mantenuto fedele al proprio giuramento ed al proprio dovere di soldato e di esserne fiero. Già condannato a morte, ma lieto di avere potuto salvare i compagni ed orgoglioso di avere potuto superare con la volontà quella malattia che gli aveva impedito di offrire per il bene d’Italia la vita come combattente dell’aria, nell’ultimo saluto alla moglie, che stava per essere internata in Germania, ebbe la suprema forza d’animo di nasconderle la decisione che già era stata presa contro di lui. All’atto dell’esecuzione, con lo sguardo sereno, rincuorò alcuni patrioti che dovevano essere con lui fucilati, ed affrontava coraggiosamente la morte. A questo scopo chiese ed ottenne di essere fucilato per ultimo. Dinanzi al plotone pregò che si mirasse a destra perché il polmone sinistro era già invaso dalla morte. Esempio irraggiungibile di purissimo amor di Patria.»
— Firenze, 9 settembre 1943 -9 giugno 1944.

- 12 giugno 1944 : STRAGE NAZIFASCISTA di Radio CoRa.

A Valcenni, presso Cercina (Firenze), i nazifascisti fucilano sei persone, tra cui Anna Maria Enriques Agnoletti, Italo Piccagli, uno sconosciuto e tre paracadutisti del Corpo italiano di Liberazione.

Radio CoRa, si tratta di un servizio informativo, prezioso per le operazioni militari delle Forze Armate Alleate e di quelle partigiane che viene svolto con una radio rice-trasmittente, paracadutata da aerei anglo-americani e la prima trasmissione ha luogo da uno stabile di Piazza dell'Indipendenza.
Poi, per ragioni di sicurezza, l'apparecchio viene continuamente spostato ad altri indirizzi.

Dirigente dei servizio è l'Avv. Enrico Bocci, anziano antifascista fiorentino. Attorno a lui si raccoglie un'eletta schiera di generosi: Gilda La Rocca, sua Segretaria di Studio, Italo Piccagli, Capitano della regia Aeronautica, Carlo Campolmi, Franco Gilardini, Luigi Morandi, Pietro Ghergo, Fernando Panerai, Dante Romagnoli e qualche altro.

L'ultima trasmissione avviene in un palazzo ubicato in Piazza d'Azeglio, al civico n. 12, in alcuni locali del 3° piano.

E' il pomeriggio del 7 giugno 1944, sono le ore 19.00 circa: l'Avv. Bocci e Gilardini stanno dettando a Gilda La Rocca un importante testo in codice da far trasmettere, mentre Luigi Morandi, nella superiore soffitta, sta trasmettendo.

Improvvisamente armati repubblichini e nazisti irrompono nella sala ed ordinano "mani in alto". I presenti, disarmati, non possono opporre resistenza. I nazisti salgono la scaletta che porta alla soffitta e sorprendono il Morandi intento a trasmettere. Poi, mentre il tedesco, posata la pi***la, afferra la radio, l'eroico Morandi s'impossessa della pi***la, con la quale fredda il nazista ma, a sua volta, viene ferito a morte dal fuoco dei mitragliatori degli altri nazisti. Bocci, Campolmi, Gilardini, la Gilda, Focacci e Piccagli, subito catturati, vengono rinchiusi a "Villa Triste", sulla Via Bolognese, dove vengono per più giorni sottoposti ad inenarrabili torture per indurli a parlare, ma essi - indomiti - nulla rivelano sul servizio radio.

Cinque giorni dopo la cattura, irriconoscibili nei lineamenti per le percosse e le torture subite, con i corpi piagati, Italo Piccagli e sei Compagni di martirio, unitamente all'eroica Anna Maria Enriques Agnoletti, strettamente ed attivamente legata alla resistenza fiorentina, vengono trasportati in località "CERCINA", dove vengono trucidati da un plotone d'esecuzione di nazifascisti (25).

I nomi dei Martiri:

PICCAGLI Cap. R.A. ITALO - M.O. al V.M. "alla memoria"
AGNOLETTI ANNA MARIA - M.O. al V.M. "alla memoria"
FRANCO FIORENZO
GHERGO PIETRO
PANERAI FERNANDO
ROMAGNOLI DANTE
UN IGNOTO
Bocci Avv. ENRICO, M.O. al V.M. "alla memoria, fu ucciso nei pressi di Firenze in data rimasta ignorata, ma successiva alla fucilazione dei Suoi eroici Compagni di radio CO.RA. (Commission Radio).

VILLA TRISTE :
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Triste

🟢⚪️🔴 ANPI :
https://www.anpi.it/biografia/italo-piccagli

❤ CHIEDI/OFFRI LA TESSERA ANPI :
Sopratutto ai figli ai nipoti.
L'ANPI è la più grande associazione antifascista italiana.
Sempre un prima linea per difendere la Costituzione e i Diritti Umani.
E è l’associazione la piu odiata dai fasci... Ottimo motivo per chiedere/offrire la tessera:
https://www.anpi.it/chi-e-perche

ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Per una Patria umanista, civile, laica, progressista, costituzionale = PATRIA ANTIFASCISTA!

12/06/2026


📣 “PER NORMA” - Norma Pratelli Parenti, donna e partigiana
📆Martedì 23 Giugno ⏰Ore 18:00📍 in Piazza del Popolo, 10 - Casali del Manco, loc. Macchia (CS)

La sera del 23 giugno 1944 Massa Marittima (GR) visse uno degli eventi più tragici e vili della sua millenaria storia: con un colpo di coda velenoso e spietato, l'ultimo manipolo di fascisti e nazisti, spinti in fuga verso Nord dall'avanzata degli Alleati e dalla pressione delle Brigate partigiane, si vendicarono di Norma Parenti, che li aveva sfidati per molti mesi in modo aperto e deciso.

A 82 anni esatti da quel terribile giorno parleremo della vita e delle scelte coraggiose e caritatevoli di Norma che ancora ci affascinano, interrogandoci sul presente.

Vi aspettiamo‼️

12/06/2026

13 giugno in piazza a difesa per i diritti e la Costituzione.

COMUNICATO STAMPA Roma, Associazioni: 13 giugno in piazza a difesa per i diritti e la Costituzione Domani, sabato 13 giugno, saremo in piazza con una grande e pacifica manifestazione che partirà dal Colosseo alle ore 15 per arrivare a piazza Vittorio Emanuele, a difesa dei diritti e della Costituzione e per dire no alla proposta razzista e xenofoba della remigrazione e alla manifestazione dell’estrema destra. Invitiamo tutte le persone e tutte le realtà che si riconoscono nella nostra Costituzione e nei valori democratici a scendere in piazza per far sentire il proprio dissenso nei confronti di chi ripropone, nei fatti, ideologie fondate sulla superiorità razziale, sull’esclusione e sull’odio, che nulla hanno a che fare con la sicurezza delle persone. Anche per queste ragioni ci aspettiamo che i rappresentanti istituzionali siano in piazza, a difesa delle persone e delle istituzioni che sono stati chiamati a rappresentare. Ribadiamo ancora una volta il nostro appello affinché nella Capitale d’Italia, Città Medaglia d’Oro per la Resistenza, non ci sia spazio per lo svolgimento di qualsiasi forma di iniziativa fondata sull’odio razziale, sulla discriminazione, sulla negazione dei diritti e in aperto contrasto con i valori della Costituzione e della democrazia.
Amnesty Roma, ANPI provinciale Roma, Anppia Roma, Arci Roma, Articolo 21, Auser Lazio, Aurelio In Comune, Carteinregola, Cgil Roma e Lazio, Emergency, Europa Verde- Verdi Roma e Provincia, Giovani Democratici di Roma, Giuristi Democratici, Libera Lazio, M5S Roma, Nonna Roma, Opera Nomadi, Partito Democratico di Roma, PCI Roma, Rete degli Studenti Medi del Lazio, Rete degli Studenti Medi di Roma, Rete dei Numeri Pari, Rete Nobavaglio - liberi di essere informati,Rifondazione Comunista Roma, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Italiana Lazio, Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana, Stermini Dimenticati, Sunia di Roma, Unione degli Universitari di Roma
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

12/06/2026

150 famiglie yazide che avevano vissuto nei campi profughi del Kurdistan meridionale per 11 anni sono tornate a Sinjar (Shengal in arabo).

Gli abitanti di Sinjar, che vivono nei campi profughi del Kurdistan meridionale, hanno iniziato a tornare alle proprie case dopo 11 anni.

Per lungo tempo, ai rifugiati yazidi non è stato permesso di tornare alle proprie case e i rientri nella regione di Sinjar sono stati bloccati. Ora, i rientri nelle regioni di Sinjar sono ufficialmente iniziati.

Nell'ambito del processo di rimpatrio ufficialmente avviato, 150 famiglie yazide che vivevano nei campi profughi del Kurdistan meridionale sono tornate alle loro case a Sinjar.

Si prevede che il numero di famiglie che faranno ritorno questa settimana supererà le 600. Le autorità affermano che il processo di rientro accelererà e che nei prossimi giorni si verificheranno nuove ondate di rientri.

Secondo quanto riportato, oltre mille famiglie non possono fare ritorno a causa delle difficoltà incontrate nel completare le pratiche burocratiche ufficiali nella regione.

Si tratta di uno dei pochi (anche in termini quantitativi visto il numero di persone coinvolte) risultati positivi degli accordi che il "Governo di transizione siriano" ha definito con l'SDF (in rappresentanza dell'Amministrazione autonoma del NES). Infatti il ritorno degli sfollati coinvolge numerosi territori da cui famiglie curde ed arabe erano fuggite a causa dell'occupazione turca e riguarda da Qamishlo a Serekanie fino a Tell Temr. Numeri bassi perché il processo di rientra si sconta con il "cambiamento demografico" che la Turchia ha avviato in questi territori dove, spesso per non dire sempre, case e terre sono state occupate dalle milizie proxi islamiste e dalle loro famiglie. Ma comunque è uno dei tanti terreni in cui, grazie alla contrattazione e alle spinte della popolazione si procede.

Per INFO su altri rientri vedi http://www.staffettasanitaria-rojava.it/category/good-news-by-nes/

Indirizzo

Via Dí Palazzo Colonna 9
Marino
00047

Orario di apertura

Martedì 17:00 - 19:00
Venerdì 17:00 - 19:00

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