20/05/2026
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Le api sono amiche delle tartarughe marine. Può sembrare strano, ma, tra queste due specie così diverse, c’è un punto di contatto molto concreto: il miele.
🍯Il miele, grazie alle sue proprietà di antibatterico naturale e alla sua capacità di favorire la rigenerazione cutanea, è un alleato prezioso nella cura delle ferite.
🏺L’uso del miele in campo medico è documentato fin da tempi antichissimi In una tavoletta di argilla proveniente dall’antica città sumera di Nippur e datata intorno al 2200-2100 a.C., compaiono delle prescrizioni mediche, nelle quali si consiglia l’uso di miele e cera d’api a scopi curativi. Anche nei papiri medici egizi il miele compare in moltissime prescrizioni, per trattare patologie e medicare ferite. Il greco Sorano di Efeso racconta che sulla tomba di Ippocrate sostava sempre uno sciame di api, in onore al celebre medico greco, che utilizzava ampiamente il loro miele per guarire i pazienti dalle più svariate malattie.
🐢Le proprietà del miele sono preziose anche per il trattamento delle ferite delle tartarughe marine e vari centri recupero nel mondo, come Archelon in Grecia o il South Carolina Aquarium negli USA, lo utilizzano con successo.
🧪La sua efficacia dipende da una combinazione di fattori naturali:
- il basso pH ostacola la crescita batterica
- il perossido di idrogeno, prodotto dalle api, agisce come battericida a lento rilascio
- l’alta concentrazione di zuccheri disidrata funghi e microrganismi
- la viscosità impedisce che si secchi e aderisca ai tessuti, rendendolo ideale per le applicazioni cutanee.
🩹Nel trattamento di ferite superficiali, il miele può essere spalmato direttamente sulla zona interessata, dopo aver applicato un disinfettante.
Per lesioni profonde, come quelle da collisione con imbarcazioni, si utilizza invece una garza imbevuta di miele inserita nella lesione, preventivamente medicata, e coperta con una sottile benda trasparente che crea una barriera impermeabile e prolunga l’effetto del trattamento.
🌼Le api ci aiutano più di quanto immaginiamo, per questo nelle piante presenti al nostro centro recupero abbiamo installato per loro dei piccoli abbeveratoi. Si tratta di un gesto semplice per sostenere questi esserini che, con il proprio lavoro quotidiano, contribuiscono alla cura delle nostre ospiti. 🐝💛
📚Fonti:
Mandal, M. D., & Mandal, S. (2011). Honey: its medicinal property and antibacterial activity. Asian Pacific journal of tropical biomedicine, 1(2), 154–160.
Bormetti, M. (2014). Api e miele nel Mediterraneo antico. ACME, 67(1), 7–50
Chouliara-Raïos, H., (1989), L’abeille et le miel en Égypte d’après les papyrus grecs, Philosophikē Scholē Panepistēmiou Iōanninōn
Mandal, S & DebMandal, M. & Pal, N. & Saha, K.(2010). Antibacterial activity of honey against clinical isolates of Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa and Salmonella enterica serovar Typhi. Asian Pacific Journal of Tropical Medicine, 3, 961-964.
Molan, PC.(1992). The antibacterial nature of honey. The nature of the antibacterial activity. Bee World 73, 5-28
South Carolina Aquarium - uso del miele nelle tartarughe marine.
Archelon (Grecia) - applicazioni cliniche del miele nei centri di recupero.