ViviAmo Marghera

ViviAmo Marghera Siamo cittadini che operano nel tessuto urbano e sociale nella terraferma.

10/06/2026

L’obiettivo dichiarato dell’accordo tra Ministero dell’Interno, Agenzia del Demanio, Comune di Venezia e Città Metropolitana è la riduzione dei costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per immobili e affitti.
La Questura aveva segnalato la necessità di una nuova sede in terraferma. Dopo vari sopralluoghi viene individuata l’area dell’ex scuola Monteverdi di via Ulloa. Ma si precisa che l’edificio esistente era ritenuto e che sarebbe stato necessario demolirlo e costruire una nuova struttura.

L’area però non era dello Stato. Per questo viene costruita un’operazione di permuta immobiliare: lo Stato cede immobili pubblici come il Fabbricato Corte Gregolina a Venezia e il Fabbricato Urbano San Nicolò al Lido e, in cambio, acquisisce l’area dell’ex Monteverdi dalla società La Immobiliare Veneziana, partecipata per oltre il 99% dal Comune di Venezia.
Per rendere possibile l’intervento è stata inoltre necessaria una variante urbanistica al Piano degli Interventi, modificando la destinazione dell’area ex Monteverdi, eliminando la previsione di spazi pubblici attrezzati e della pista ciclopedonale per consentire la costruzione della nuova Questura.

Questa non è una scelta tecnica inevitabile. È una precisa scelta politica. E il punto più rilevante arriva con gli impegni assunti dal Ministero dell’Interno: una volta costruita la Super Questura, verranno rilasciati la sede di via Nicolodi, il commissariato di via Cosenz, il commissariato di via Cà Rossa e gli uffici immigrazione di San Marco e via Mameli.

Tradotto: stiamo parlando di una complessiva riorganizzazione e concentrazione delle sedi della Polizia di Stato e della Prefettura di Venezia.

Se il problema è il degrado urbano, davvero la risposta è consumare nuovo suolo all’ex Monteverdi, chiudere e concentrare sedi esistenti e realizzare una grande operazione immobiliare?
Possibile che in un territorio pieno di edifici pubblici e privati abbandonati, degradati o sottoutilizzati non esistessero alternative al consumo di nuovo suolo?

08/06/2026

La cittadinanza non è mai stata informata in modo dettagliato sul progetto della cosiddetta “super questura”.

Dall’accesso agli atti emerge che si tratta di una profonda riorganizzazione delle sedi delle forze di polizia, motivata anche dall’obiettivo di razionalizzare e ridurre i costi. Tra gli immobili destinati alla dismissione figurerebbero i commissariati di via Cà Rossa e via Cosenz, la Questura di via Nicolodi e gli uffici immigrazione dell’area San Marco e di via Mameli.
Una scelta di questa portata merita trasparenza, confronto pubblico e informazioni complete ai cittadini.

Accorpare servizi e chiudere presìdi sul territorio significa davvero aumentare la sicurezza o semplicemente concentrare funzioni per risparmiare?
Di quale sicurezza stiamo parlando?

06/06/2026

Tre domande, senza slogan.

1. Con quale diritto si criticano gli 11 cittadini che hanno presentato una diffida a tutela della propria proprietà? Davvero qualcuno sostiene che, trovandosi nella stessa situazione, non avrebbe fatto lo stesso? E chi parla di eventuali danni sa che il loro risarcimento non è affatto automatico? Ma soprattutto, le critiche provengono solo dalla conoscenza di un rendering!

2. Su quali studi scientifici, sociologici o criminologici si basa la convinzione che una “super Questura” eliminerà spaccio e consumo di sostanze in strada? Esistono dati concreti o siamo nel campo delle opinioni?

3. Se il progetto viene presentato come una razionalizzazione dei servizi per ridurre i costi dell’amministrazione, con l’accentramento di 453 addetti, di quale sicurezza concreta parliamo? Dove sono il piano della viabilità, la valutazione degli impatti sul quartiere e il confronto pubblico su un intervento che modifica in modo permanente la Città Giardino?

Le domande non sono un problema. Le risposte che mancano, sì.

Poniamo una questione che merita una riflessione seria, al di là degli slogan.Quella prevista non è semplicemente una nu...
06/06/2026

Poniamo una questione che merita una riflessione seria, al di là degli slogan.

Quella prevista non è semplicemente una nuova sede: si tratta dell’accentramento in via Nicolodi della Questura, dei Commissariati di via Ca’ Rossa e via Mameli, degli uffici Immigrazione e di altre funzioni oggi distribuite sul territorio tra Mestre e Venezia.

La domanda è semplice: questa scelta nasce da esigenze di sicurezza dei cittadini o da logiche organizzative ed economiche di accorpamento?

Inoltre, su quali basi scientifiche, statistiche o criminologiche si sostiene che la realizzazione di una nuova struttura e la sua collocazione in quell’area elimineranno o ridurranno fenomeni come spaccio e consumo di sostanze? Esistono studi, dati o analisi che lo dimostrano? Oppure si tratta di una semplice affermazione priva di evidenze oggettive?

La presenza delle istituzioni è importante, ma la sicurezza di un territorio dipende soprattutto dalla presenza quotidiana delle forze dell’ordine nelle strade, nei quartieri e nei luoghi più esposti al degrado, oltre che da efficaci politiche di prevenzione e inclusione sociale. Lo spostamento o l’accentramento di uffici amministrativi non coincide automaticamente con un maggiore controllo del territorio.

Resta poi aperta la questione urbanistica: perché consumare nuovo suolo e realizzare nuova cementificazione quando esistono immobili pubblici e aree già urbanizzate che potrebbero essere recuperate e valorizzate?

E soprattutto: che fine faranno gli immobili che verranno dismessi? Quale destinazione avranno gli attuali immobili di via Ca’ Rossa, via Mameli e delle altre sedi interessate dall’accentramento? Esiste un piano di recupero, riutilizzo o valorizzazione? Oppure si rischia di lasciare alla città nuovi contenitori vuoti e nuovi spazi abbandonati?

Sono domande legittime che meritano risposte chiare e documentate. Chiedere trasparenza, dati, partecipazione e una valutazione complessiva degli effetti dell’opera non significa essere contro la sicurezza. Significa voler contribuire a una scelta consapevole che avrà conseguenze permanenti sul quartiere e sull’intera città.

ViviAmo Marghera

COMUNICATO6.06.2026https://www.facebook.com/share/1D6r8HLRLs/?mibextid=wwXIfrLeggendo molti commenti comparsi sotto l’ar...
06/06/2026

COMUNICATO
6.06.2026

https://www.facebook.com/share/1D6r8HLRLs/?mibextid=wwXIfr

Leggendo molti commenti comparsi sotto l’articolo de *La Nuova*, viene spontanea una considerazione: è facile fermarsi al titolo (fuorviante) o a un rendering, più difficile leggere l’articolo e approfondire i contenuti.

Chiariamo un punto: non siamo contrari all’opera. Non siamo contro la sicurezza, contro la riqualificazione o contro gli investimenti sul territorio. Riteniamo però che questo sia il luogo sbagliato a tutela degli interessi pubblici e non solo dei privati confinanti e che un intervento di tale portata avrebbe dovuto essere condiviso e illustrato ai cittadini, cosa che non è mai avvenuta.

Ad oggi, il progetto definitivo ed esecutivo e il piano della viabilità non sono mai stati presentati pubblicamente. I residenti hanno dovuto ricorrere all’accesso agli atti per ottenere informazioni che avrebbero dovuto essere rese disponibili fin dall’inizio.

Ricordiamo inoltre si sono verificati episodi che hanno interessato proprietà private confinanti, tra cui il crollo di un muro. Su cause e responsabilità sono in corso gli accertamenti del caso.

Infine, chi sostiene che porre domande significhi essere favorevoli al degrado, allo spaccio o alla criminalità sbaglia bersaglio. Chiedere trasparenza, partecipazione e chiarimenti non significa essere contro la sicurezza: significa pretendere che le opere pubbliche vengano realizzate con il coinvolgimento dei cittadini e nel rispetto del territorio.

Prima di insultare, invitiamo tutti a leggere l’articolo completo e la documentazione disponibile sulla nostra pagina. Un confronto serio si basa sui fatti, non sugli slogan.

ViviAmo Marghera

La nota della Città Metropolitana afferma che il progetto è stato approvato dagli enti competenti e che il cantiere si s...
05/06/2026

La nota della Città Metropolitana afferma che il progetto è stato approvato dagli enti competenti e che il cantiere si svolge nel rispetto delle norme vigenti. Tuttavia, tale affermazione non esaurisce le questioni sollevate dai residenti.

In primo luogo, durante le attività di scavo si sono verificati episodi che hanno interessato proprietà private limitrofe, tra cui il crollo di un muro. Le cause e le eventuali responsabilità di tali eventi sono tuttora da accertare nelle sedi competenti e non possono essere considerate superate da un generico richiamo alla regolarità del cantiere.

In secondo luogo, c’è stata e tuttora esiste una carenza totale di informazione e partecipazione. Il progetto definitivo ed esecutivo non è stato illustrato alla cittadinanza né in Municipalità, tanto che i residenti hanno dovuto ricorrere all’accesso agli atti per ottenere la documentazione necessaria a comprendere l’effettiva portata dell’intervento.

Inoltre, il fatto che siano stati acquisiti pareri favorevoli da parte degli enti competenti non implica automaticamente che ogni aspetto dell’opera sia immune da possibili contestazioni di legittimità. Analogamente, eventuali danni arrecati ai residenti confinanti restano materia distinta e potranno essere accertati nelle competenti sedi civili qualora emergano elementi in tal senso.

Infine, appare discutibile attribuire alle telecamere e al cantiere la soluzione di fenomeni complessi quali degrado, marginalità sociale, consumo di sostanze o microcriminalità. La videosorveglianza può contribuire al controllo di un’area specifica, ma non elimina automaticamente tali fenomeni, che si sono semplicemente spostati in altre zone in assenza di adeguate e rispondenti politiche sociali, di prevenzione e di gestione degli spazi urbani.

Per queste ragioni chiediamo che venga garantita piena trasparenza sugli atti, che siano approfonditi gli impatti sulla viabilità e sulla vivibilità del quartiere e che vengano chiariti gli episodi che hanno interessato le proprietà confinanti con il cantiere.

ViviAmo Marghera

📢 INVITO ALLA CITTADINANZAGiovedì 4 giugno 2026 alle ore 9.30, davanti al cantiere della nuova Questura di Venezia in vi...
03/06/2026

📢 INVITO ALLA CITTADINANZA

Giovedì 4 giugno 2026 alle ore 9.30, davanti al cantiere della nuova Questura di Venezia in via Ulloa a Marghera, un gruppo di residenti di via Francesconi presenterà pubblicamente i contenuti dell’atto di diffida e messa in mora notificato nei confronti di Agenzia del Demanio, Comune di Venezia, Città Metropolitana di Venezia e Società Mengato Srl Gruppo Industriale.

L’incontro sarà l’occasione per illustrare alla cittadinanza le principali contestazioni formulate dai residenti in relazione al progetto della nuova Questura nell’area dell’ex scuola Monteverdi e al suo impatto sul contesto urbano e abitativo.

La partecipazione dei cittadini è importante per conoscere gli sviluppi della vicenda e confrontarsi sul futuro del quartiere.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

ViviAmo Marghera

📢 Grande partecipazione all’assemblea pubblica di oggi.Un confronto vero, sentito e necessario sui temi che stanno cambi...
28/05/2026

📢 Grande partecipazione all’assemblea pubblica di oggi.
Un confronto vero, sentito e necessario sui temi che stanno cambiando Marghera e il Quartiere Cita.

Si è parlato di progetti urbanistici, della “super questura”, dell’area Ulloa e delle criticità e del degrado che questi interventi stanno portando sul territorio. Tante voci, domande, preoccupazioni ma anche voglia di costruire insieme il futuro della nostra comunità.

Grazie a tutte le cittadine, i cittadini, le associazioni e le realtà del territorio che hanno partecipato e contribuito al dibattito.

I temi sono caldi e il confronto continua.
Restate connessi. 🔥

📢 ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZAIl futuro di Marghera riguarda tutte e tutti.Parleremo dei principali...
26/05/2026

📢 ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA

Il futuro di Marghera riguarda tutte e tutti.

Parleremo dei principali progetti urbanistici che stanno interessando il territorio: dalla “super questura” all’area Ulloa e il degrado che ne comporta.

Un momento pubblico di confronto, informazione e partecipazione sui cambiamenti che coinvolgono la nostra comunità.

📍 Parrocchia della Resurrezione – Quartiere Cita
📅 Giovedì 28 Maggio
🕡 Ore 18.30

Invitiamo cittadini, residenti, associazioni e realtà del territorio a partecipare.

La città si costruisce insieme.

🌿 Grazie a chi ha partecipato al dibattito sull’area Ulloa!Un ringraziamento speciale ai cittadini e alle cittadine e ai...
21/05/2026

🌿 Grazie a chi ha partecipato al dibattito sull’area Ulloa!

Un ringraziamento speciale ai cittadini e alle cittadine e ai candidati al consiglio comunale che si sono messi in gioco rispondendo alle domande sul futuro dell’area e sulla tutela dell’ambiente.

Il dibattito ha affrontato temi cruciali: consumo di suolo, varianti urbanistiche in aree verdi, biodiversità urbana e protezione della fauna selvatica. La vostra partecipazione dimostra quanto sia importante coinvolgere la comunità nelle scelte sul territorio.

🌱 Insieme possiamo costruire un futuro in cui sviluppo urbano e rispetto per la natura vadano di pari passo.

- Susanna Polloni - Tutta La Città Insieme
Susanna Polloni
- Paolo Ticozzi - Partito Democratico
Paolo Ticozzi - Per la Città
- Samuele Vianello - solo in rappresentanza della lista Venezia Riformista
Samuele Vianello
- ⁠Alessio Bellin - AVS
Alessio Bellin
- Andrea Grigoletto - M5S
MoVimento 5 Stelle
- Gerolamo Lanfranchi - Città Vive
Città Vive - Venezia

Indirizzo

Via Ulloa
Marghera
30175

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