13/06/2026
Il caso che sta scuotendo la Germania.
La scrittrice e agente letteraria Claudia Wuttke, come Gisèle Pelicot. Ma non per la legge tedesca.
Claudia Wuttke, un anno fa, viene contattata dalla polizia per dei video p***o dell’ex marito.
Quella donna sedata e violentata, è lei.
67 video, dal 2006 al 2021. “Un terremoto, il più grande choc della mia vita”.
Ce ne sarà un altro, 5 mesi dopo: solo 2 dei 67 crimini sono punibili, gli altri, come non esistessero.
Come poteva denunciarli, visto che non sapeva?
“Se quella donna non era indifesa, allora com’è una donna indifesa?”
Lunedì è iniziato il processo, ma, inyolleberabile a dirsi, solo per i due crimini.
C’è una legge da cambiare: il termine di prescrizione per stupro è passato da 20 a 5 anni in una riforma nata per proteggere le donne e inasprire le pene dopo le aggressioni di Capodanno a Colonia nel 2016.
Per il Der Spiegel, si tratta di un errore legale.
Claudia crea il forum «Ungebrochen» («Intatte») per far parlare altre donne.
La ministra Anna Gallina chiede d’urgenza una riforma del codice penale.
Si muovono le cose. “Lo stupro di una donna incapace di intendere e volere non è considerato reato in Germania. Questa constatazione mi è intollerabile, sia per la mia sicurezza che per la mia dignità. Voglio offrire alle donne che l’hanno vissuto ciò che a me è mancato. Sostenerci a vicenda, creare un legame, ritrovare l’empowerment: sono padrona del mio corpo, del mio spirito e sono indomita.”
Gisèle ha liberato la parola, Claudia libererà la Legge che non crede all’esperienza di una donna.
Siamo con te.
(Con le parole di Pippi Formenti)