20/05/2025
GABRINA DEGLI ALBETTI – LA STREGA DI REGGIO EMILIA (1375)
Nel cuore dell’Italia medievale, quando la paura del diverso si mescolava alla religione, visse una donna che avrebbe lasciato il segno come una delle prime “streghe” condannate a morte in Italia: il suo nome era Gabrina degli Albetti.
Era il 1375, a Reggio Emilia. Gabrina era una donna colta, una guaritrice, forse un’alchimista. Sapeva usare le erbe, conosceva i corpi e le emozioni. In un tempo in cui la medicina era appannaggio esclusivo degli uomini e della Chiesa, lei osava consigliare, curare e — forse — incantare.
Fu accusata di sortilegi amorosi: si diceva che vendesse filtri per far innamorare, per separare amanti, per ridare la passione. In realtà, Gabrina dava alle donne qualcosa che faceva più paura di ogni magia: autonomia sulle proprie scelte, sul proprio corpo, sul proprio destino.
La sua condanna fu rapida e senza appello: fu arsa viva, secondo le cronache, "perché praticava arti oscure e illudeva il popolo con inganni del diavolo."
Ma Gabrina non era una strega.
Era una donna libera, in un mondo che non perdonava la libertà femminile.
Oggi, il suo nome è poco ricordato, ma la sua storia è l’inizio della lunga scia di sangue che macchiò i secoli a ve**re.
Nel suo fuoco ardeva la paura di una società intera… e il coraggio di una donna sola.