01/03/2026
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗱𝗼𝗹𝗳𝗼 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗶𝗻𝗶
In palazzo d’Arco è stato ricordato con affetto il Professor Rodolfo Signorini, uomo di cultura particolarmente caro ai Mantovani ed ai Tirolesi.
Erano presenti al saluto la sorella Anna, il figlio Matteo, le cugine. Dopo il ricordo del Maggiore Florian Lechner, è intervenuto l’amico e collega, presidente della Fondazione d’Arco, Livio Volpi Ghirardini (riportiamo qui sotto la sua testimonianza).
Tante le attestazioni di affetto da parte degli Ospiti, fra i quali, in foto:
- Andreas Leiter Reber, consigliere della Provincia di Bolzano, presente quando Signorini, a Merano, fu insignito dell’Ehrenkranz-Corona d’Onore degli Schützen del Sud Tirolo;
- Christoph Schmid, Comandante degli Schützen del Sud Tirolo;
- Robert Tschoell, Sindaco di San Leonardo val Passiria;
- Benedikt Erhard e Fritz Tiefenthaler di Euregio.
crediti foto Alberto Capilupi.
Buongiorno e benvenuti
La Fondazione d’Arco, che presiedo, nella ricorrenza annuale che Vi vede qui riuniti, apre le porte di questo suo palazzo privato, oggi museo, che, nel lontano 1810, ebbe ad ospitare il processo di Andreas Hofer, e vi riceve qui graditi ospiti.
Il presente raduno è il primo che avviene dopo la scomparsa del prof. Rodolfo Signorini, che ne fu l’anima mantovana, e la voce limpida di ogni patriottica libertà, di ogni tempo, di ogni luogo e di ogni sogno.
Per questo, desidero qui ricordare il ‘Professore’, come noi lo chiamavamo: egli fu letterato eccellente, storico coltissimo, e critico d’arte appassionato. Amante degli studi e della ricerca investigativa. Tanto che, qui, a Mantova, ha fatto rivivere le lapidi sparse nella città, così da poter dire che ha ridato parola anche ai morti.
Sua è stata l’idea di posare in questo palazzo la lapide commemorativa di Andreas Hofer. Anche per questo, ritengo che sia stato un vero amico vostro e mio.
Ma, come lui diceva, non c’è vera libertà né vera pace se non c’è concordia. Scusate il ricordo personale ma, a volte, nelle piccole cose si nasconde la chiarezza.
Io e il prof. Rodolfo Signorini, più o meno coetanei, eravamo molto diversi, come studi, come professione, a volte come visione prospettica delle cose, ma l’ascolto, il colloquio, la stima e il rispetto reciproco non sono mai mancati. Ciò, in particolare, ci ha portati ad amministrare questa Fondazione e questo museo d’Arco superando ogni difficoltà in concordia e armonia.
Ecco, è mia speranza che Voi, oggi, tornando alle vostre case, possiate portare da Mantova un segno di concordia, di armonia, di pace anche nel ricordo del prof. Rodolfo Signorini.
Infatti, noi tutti, oggi, abbiamo bisogno di infondere pace nei cuori per nutrire la speranza e il sogno di un futuro sereno.
Grazie a Voi e auguri di buona speranza.
Livio Giulio Volpi Ghirardini., 20 febbraio 2026.