19/11/2024
"Vamos Rafa!
Mentre ti prepari per il tuo ultimo torneo, ho un paio di pensieri da condividere prima di commuovermi. Cominciamo con le cose ovvie: mi hai battuto, tante volte. Più di quante io sia riuscito a ba***re te. Mi hai sfidato in modi in cui nessun altro avrebbe potuto. Sulla terra rossa mi sembrava di entrare nel tuo giardino e mi hai fatto lavorare più duramente di quanto avrei mai pensato di poter fare. Mi hai fatto modificare il mio gioco, arrivando persino a cambiare le dimensioni della racchetta, sperando di ottenere un vantaggio. Non sono una persona molto superstiziosa, ma tu hai portato tutto a un livello superiore. Tutto ciò che facevi. Tutti i tuoi rituali. Appoggiare le tue bottiglie d’acqua come soldatini giocattolo in formazione, sistemarti i capelli, aggiustarti le mutande. Tutto con la massima intensità. In realtà mi piaceva tutto questo. Perché era così unico, era così tuo.
E sai cosa, Rafa, mi hai fatto amare ancora di più il nostro gioco. Ok, forse non all'inizio. Dopo l'Australian Open del 2004, ho raggiunto per la prima volta la posizione numero uno nel ranking. Pensavo di essere il migliore del mondo. E lo ero, finché due mesi dopo sei sceso in campo a Miami con la tua canottiera rossa, mostrando quei bicipiti, e mi hai battuto in modo così convincente. Tutte quelle voci che avevo sentito su di te, su questo fantastico giovane giocatore di Maiorca, un talento che avrebbe segnato una generazione, che probabilmente un giorno avrebbe vinto uno Slam, non erano solo chiacchiere. Eravamo entrambi all'inizio del nostro viaggio, un viaggio che abbiamo fatto insieme.
Vent'anni dopo, Rafa, devo dire: che carriera meravigliosa hai fatto! E quei 14 Open di Francia vinti... storici! Hai reso orgogliosa la Spagna, hai reso orgoglioso l'intero mondo del tennis. Continuo a pensare ai ricordi che abbiamo condiviso. Abbiamo promosso il nostro sport insieme. Giocare quella partita metà su erba e metà su terra battuta. Ba***re il record di spettatori di tutti i tempi giocando di fronte a più di 50.000 tifosi a Città del Capo, in Sudafrica. Morivamo sempre dal ridere, insieme. Ci sfidavamo fino a quando non eravamo stremati in campo e poi, a volte, dovevamo letteralmente sorreggerci l’un l’altro durante le cerimonie dei trofei.
Ti sono ancora grato per avermi invitato a Maiorca per contribuire a lanciare la Rafa Nadal Academy nel 2016. In realtà, mi sono quasi invitato da solo. Sapevo che eri troppo educato per insistere sulla mia presenza, ma non volevo mancare. Sei sempre stato un modello per i bambini di tutto il mondo e Mirka e io siamo davvero contenti che i nostri figli si siano allenati nelle tue accademie. Si sono divertiti tanto e hanno imparato moltissimo, come migliaia di giovani tennisti. Anche se ho sempre temuto che i miei figli sarebbero tornati a casa giocando a tennis da mancini. E poi c'è stata Londra, la Laver Cup nel 2022. La mia ultima partita. Per me significava tutto averti lì al mio fianco, non come mia rivale ma come mio compagno di doppio. Condividere il campo con te quella sera, e condividere quelle lacrime, sarà per sempre uno dei momenti più speciali della mia carriera. Rafa, so che sei concentrato sull'ultima sfida della tua epica carriera. Ne parleremo quando sarà finita. Per ora, voglio solo congratularmi con la tua famiglia e il tuo team, che hanno avuto un ruolo fondamentale nel tuo successo. Voglio che tu sappia che il tuo vecchio amico tiferà sempre per te e lo farà con altrettanta forza per tutto quello che farai dopo.
Rafa, ti auguro sempre il meglio.
Dal tuo grande fan, Roger"