Ambiente Nautilus

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02/02/2026

Violenza di genere, diritti delle donne, femminicidio, storia sociale della donna

22/01/2026

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08/12/2025

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Ucraina: un ecocidio di guerra. Il Mar Nero sta attraversando una disastrosa deriva ambientale dovuta al conflitto russo...
18/09/2025

Ucraina: un ecocidio di guerra. Il Mar Nero sta attraversando una disastrosa deriva ambientale dovuta al conflitto russo-ucraino

Quando la guerra è arrivata in Ucraina, la vita delle persone è stata sconvolta e nulla sarà più come prima. Ma il conflitto non sta distruggendo soltanto città, villaggi e comunità: sta travolgendo anche gli ecosistemi. In prima linea c’è il Mar Nero, oggi vittima silenziosa di un vero e proprio ecocidio. Passeggiando lungo le sue rive, ci si trova davanti a immagini che difficilmente si riescono a dimenticare: pesci e delfini morti depositati sulla battigia, la battigia ritirata, segni evidenti di una catastrofe ambientale in corso. Tutto questo ha avuto un punto di svolta simbolico e drammatico il 6 giugno 2023, quando l’esplosione della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka ha provocato un disastro umanitario ed ecologico di proporzioni immani. I dati sono inquietanti. Nel solo 2022, tra Bulgaria, Romania, Turchia, Georgia e Ucraina, sono stati registrati oltre 900 cetacei spiaggiati, almeno il doppio rispetto al periodo 2019-2021. Ma il numero reale delle morti potrebbe essere nell’ordine delle decine di migliaia, considerando i corpi che non raggiungono mai la riva. Le popolazioni di delfini tursiopi e focene del Mar Nero erano già in declino dagli anni Trenta, a causa di pesca eccessiva, inquinamento e perdita di habitat. Oggi però le cause sono diverse e più violente. Molte carcasse mostrano ustioni e ferite gravi; altre, invece, non riportano segni visibili, neppure quelli tipici delle reti da pesca. La domanda, dunque, non è più perché stiano morendo, ma chi li stia uccidendo. La risposta porta sempre allo stesso punto: la guerra. Il 24 febbraio Vladimir Putin annuncia l'inizio dell'operazione militare speciale. Le città Ucraine iniziano a tremare per le bombe e le truppe russe invadono il paese in più direzioni nelle regioni di Kherson, Donetsk, Luhansk, Sumy, Kharkiv, Chernihiv e Kyiv. L'estate scorsa in campagna elettorale Donald Trump diceva che sarebbe riuscito a far finire la guerra in Ucraina in 24 ore, una volta diventato presidente ha ammesso: “esageravo”. Gli Ucraini hanno due sveglie, la sera intorno alle 9 quando iniziano gli attacchi russi e il pomeriggio, intorno alle 5:00, quando Donald Trump si sveglia e inizia a scrivere i suoi tweet.
Tra il 24 e 25 maggio 2025 la Russia ha sferrato uno degli attacchi aerei più intensi degli ultimi tre anni di guerra, 298 droni, 69 missili e 12 morti. il giorno dopo ha attaccato nuovamente con ancora più droni 355. “Puntin è diventato completamente pazzo” ha twittato Trump, dopo i bombardamenti vuole tutta l'Ucraina, non solo una parte. Da febbraio 2022 il Mar Nero è diventato una zona militarizzata, teatro di manovre, esplosioni, mine, sonar e bombardamenti. Le onde sonore ad alta intensità disturbano i cetacei, disorientando fino a farli spiaggiare. Le esplosioni rilasciano sostanze tossiche, e le acque si caricano di inquinanti chimici e residui bellici che distruggono la biodiversità.

E non sono solo i cetacei a pagare. L’intero ecosistema del Mar Nero è oggi sotto attacco: dalla pesca compromessa alla perdita di habitat costieri, fino alla contaminazione di fiumi e falde. La distruzione della diga di Kakhovka ha riversato tonnellate di acqua contaminata, pesticidi e carburanti nei corsi d’acqua, arrivando a compromettere anche il Dnepr e il delta che sfocia nel mare. Ma l'accesso alla maggior parte delle spiagge, sul Mar Nero è vietato, le mine galleggianti e bombardamenti sono un rischio troppo grande grande per lavoro degli scenziati, quindi il lavoro si svolge con le immagini satellitari è il “remote sensing”, utili a capire quanti ettari di foresta sono bruciati in un incendio per esempio, o monitorare le fuoriuscite di petrolio in mare, come successo nel dicembre 2024 sullo stretto di Kerch, quando due petroliere Russe, travolti da una tempesta hanno rilasciato almeno 2.500 tonnellate carburante e mare sono morti almeno 32 cetacei nei primi dieci giorni dopo il disastro, gli uccelli ricoperti d'olio sono arrivati fino alle coste georgiane del Mar Nero. Prelevare un campione di acqua marina è un'impresa, anche per analizzare in laboratorio il combustibile dei missili che è incredibilmente tossico. Si può immaginare quanti danni può causare all'ambiente quando i missili cadono in acqua. A questo punto ce ne saranno di decine se non centinaia sul fondo del Mar Nero. Il problema è che la formula chimica del carburante dei missili è secretata, quindi è difficile fare un'analisi chimica onnicomprensiva per rilevarla nell’acqua. Andare alla ricerca di una sostanza sconosciuta in un campione costa molto denaro. Con la distruzione della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, nel sud dell'Ucraina, 18 chilometri cubi d'acqua, l’equivalente del Great Salt Lake negli Stati Uniti, o di 7,2 milioni di piscine olimpioniche si sono battute sulla regione di Kherson, allargando una areale di 620 km quadrati e una ottantina di centri abitati. Ingolfando indistintamente fortificazioni militari, case, siti industriali, discariche, campi coltivati, depositi di munizione, fosse di scarico, la marea nera, trascinando con sé qualsiasi tipo di detriti e rottami, di tutti i tipi. Un simile afflusso di acqua dolce nel Mar Nero si è riversata nel Mar Nero ne ha abbassato la salinità, danneggiato gli habitat, alterato flusso delle correnti marine favorito, l'invasione delle specie aliene e provocato una fioritura inaspettata di plancton 150-300 volte più ampio del normale. I sedimenti accumulatisi sul fondo della riserva idrica, liberati dalla distruzione della diga, contengono metalli pesanti che potrebbero continuare a inquinare per decenni. In un paper uscito su “Science” gli scienziati l’hanno chiamata: “una bomba di tossine a orologeria". L'articolo 441 del codice penale Ucraino definisce l'ecocidio: “distruzione di massa di flora, fauna, avvelenamento dell'aria, delle risorse idriche nonché qualsiasi altra azione che possa causare un disastro ambientale”. l'ecocidio tuttavia non è ancora un crimine riconosciuto nel diritto internazionale, lo sforzo maggiore per farlo codificare e trascinare i Russi all'Aia, alla Corte penale internazionale che è guidata dall’Ucraina. L’esplosione della diga di Kakhovka è uno degli elementi principali su cui puntano i procuratori; ma sono un tassello importante anche le morti dei cetacei nel Mar Nero per i quali è stata aperta un fascicolo “ad hoc” dai pubblici misteri della Regione di Odessa. A 11 anni dalla occupazione della Crimea, a tre anni dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, gli Ucraini sono stati tutti catturati dall'illusione di un mondo pacifico, col diritto internazionale, con le Nazioni Unite, con le istituzioni e meccanismi condivisi a livello globale, come quelli della scienza e della cultura. Ma è evidente che niente di tutto questo è reale. Abbiamo un nemico che usa la cultura come arma, la scienza come arma, la religione come arma. Potresti pensare che un prete Russo sia solo un prete o che uno scienziato russo sia un solo scienziato? Ma non è cosi. Uno scienziato Russo è un soldato Russo. Fa parte della macchina da guerra ibrida della Russia. Conosco persone integrate nella comunità scientifica Russa che sono venute nelle Regioni occupate a prelevare i reperti Ucraini nei musei come trofei. È diventato una parte normale del loro lavoro che chiamano ricerca, prendono reperti, campioni, oggetti da esposizione e li portano in Russia, riscrivono i numeri dei cataloghi, pubblicano i loro paper magari su una bella rivista internazionale e ci fanno una carriera. Dobbiamo riconsiderare completamente la nostra concezione delle istituzioni globali perché in Russia funzionano diversamente da quello da cui siamo abituati. E dopo la guerra non riusciremo a considerare un ricercatore Russo come uno scienziato come tanti, perché conosciamo i crimini che hanno commesso. Questa storia non finirà qui. Da ecologo e osservatore, non posso che riflettere su questa tragedia: siamo di fronte a un crimine ambientale che si intreccia con il crimine di guerra. L’ecocidio non è una conseguenza collaterale, ma una parte integrante della devastazione. Il Mar Nero, culla di biodiversità e risorsa vitale per milioni di persone, sta vivendo una deriva disastrosa. Se non si agirà per fermare questa spirale distruttiva, rischiamo di perdere per sempre uno degli ecosistemi più preziosi e fragili d’Europa.

ALLE PROSSIME REGIONALI IN PUGLIA IL CITTADINO DOVRÀ SAPERE CHI SARÀ L'ASSESSORE ALLA SANITÀ CHE IL PRESIDENTE VINCENTE ...
14/09/2025

ALLE PROSSIME REGIONALI IN PUGLIA IL CITTADINO DOVRÀ SAPERE CHI SARÀ L'ASSESSORE ALLA SANITÀ CHE IL PRESIDENTE VINCENTE NOMINERÀ.

La politica lo sa, l'affare più grosso da gestire nelle Regioni è la Sanità. L’84% del budget di spesa di una Regione, come la Puglia va in Sanità. La Regione Puglia, con le sue politiche attuali, decide quali ospedali aprire, quali chiudere, quali accreditare, quanti medici assumere e dove, quanti risorse dedicate alle strutture per anziani piuttosto che all'assistenza domiciliare, insomma la differenza sullo stato di salute lo fa la qualità della politica Regionale e chi la governa. Se non altro per dare uno strumento ai cittadini Pugliesi e della Provincia di Foggia, cosa dobbiamo fare nel momento del voto alle prossime Regionali. Allora chiedete ai candidati alla Presidenza Regionale, di indicare prima del voto, chi sarà l'Assessore alla Sanità, visti i disastri, scandali e i tagli che ci sono stati nella Provincia di Foggia, tra ospedali depauperati di reparti, pronto soccorsi al minimo dell'efficienza d'intervento, Poliambulatori ridotti nei servizi specialistici e diagnostici, assunzioni di persone vicine alla malavita. Se le cose funzionano male certo c'è un problema di risorse, ma anche un problema di come vengono gestite queste risorse, quindi è un problema di competenze e di organizzazione politica e professionale. Allora a scegliere il presidente della Regione che fiduciariamente sceglie l'Assessore alla Sanità, che fiduciariamente nomina i Direttori Generali, che fiduciariamente nominano i Direttori Sanitari, i Direttori Amministrativi, i direttori medici poi si va all'assunzione dei primari, che adesso si chiamano dirigenti. Di norma per bandi e per titoli si dovrebbero nominare quest'ultimi ma da sempre si va a finire che ad avere i requisiti richiesti è sempre il prescelto della politica, poiché di fronte a questa modalità sulla quale sia nella scelta dell'assessore che poi dei direttori Generali delle ASL, che dei direttori sanitari fino ai primari, la parola c'è l'hanno i partiti, questo sempre e poi a seconda dei voti delle città o dei singoli ospedali influiscono ancora i rettori, consorterie, l'associazione cattolica, il sindaco ecc. Questo per dare l'idea dove la competenza è l'ultimo dei requisiti.

Manfredonia, il processo giudiziario ai dirigenti ENICHEM che doveva  fare storia. Ogni volta che ricordo dei rinvii e r...
14/09/2025

Manfredonia, il processo giudiziario ai dirigenti ENICHEM che doveva fare storia. Ogni volta che ricordo dei rinvii e ritardi legati al processo sul disastro ambientale di Manfredonia, provo una profonda amarezza. Non si trattava di un semplice procedimento giudiziario: era un atto dovuto nei confronti di diciassette operai che persero la vita a causa di tumori legati all’inquinamento del petrolchimico Enichem. Ma soprattutto doveva essere il momento decisivo per capire se questo territorio aveva ancora la possibilità di credere nella giustizia e nel proprio futuro. Il prezzo che Manfredonia ha pagato è stato altissimo, e non solo in termini di vite umane. La contaminazione del suolo, dell’aria e delle falde acquifere ha lasciato un’eredità pesante, che continua a gravare sul destino dei cittadini e sullo sviluppo della città. Siamo di fronte a un disastro che ha forgiato il carattere dei Manfredoniani, ha cambiato la direzione e le prospettive delle generazioni successive sino ad oggi. Da ambientalista e cittadino, consideravo questo processo come un banco di prova storico. Non riguardava solo la punizione di eventuali colpevoli, ma la possibilità di riaffermare un principio fondamentale: la vita e la salute delle persone devono ve**re prima di qualsiasi profitto industriale. Il timore, che vicende tanto complesse, che la verità possa perdersi tra rinvii, cavilli e pressioni si è palesato. E stato un insulto non solo alle vittime, ma a tutta una comunità che da decenni attende risposte. Manfredonia una città condannata all’oblio e l'insabbiamento delle proprie ferite. La mobilitazione delle associazioni ambientaliste, la partecipazione attiva dei cittadini, il coraggio di realtà che ha portato avanti con forza la memoria delle vittime, sono state la prova che la coscienza collettiva era viva, ma per il processo non hanno sortito. Sono queste energie civili che ci ricordano che la giustizia non è mai un percorso solitario, ma il risultato di una comunità che non si arrende. Il compito che abbiamo davanti è chiaro: difendere la dignità di chi non c’è più, proteggere la salute di chi vive oggi a Manfredonia, garantire un futuro più sicuro a chi verrà domani. Per questo, la mia riflessione vuole trasformarsi in un impegno e in un appello: che questo processo non resti un passaggio fallito, ma diventi davvero un punto di riflessione. Solo così il dolore di ieri potrà trasformarsi in una lezione utile per oggi e un argomento di discussione per le generazioni future.

Enzo Renato

LA TRAGEDIA E POI LA BEFFA. TUTTI ASSOLTI, NEL PROCESSO AI DIRIGENTI DEL PETROCHIMICO ENICHEM DI MANFREDONIA.Nicola Love...
14/09/2025

LA TRAGEDIA E POI LA BEFFA. TUTTI ASSOLTI, NEL PROCESSO AI DIRIGENTI DEL PETROCHIMICO ENICHEM DI MANFREDONIA.
Nicola Lovecchio, operaio del magazzino insacco, deceduto per una neoplasia maligna polmonare il 9 Aprile 1997. Michele Bottalico, addetto alle tramoggie e al controllo pesi, deceduto per neoplasia polmonare il 23 agosto 1991. Michele Palumbo, addetto alla manutenzione meccanica, deceduto per neoplasia polmonare vescicale il 30 maggio 1989. Michele Ciuffreda, turnista deceduto per carcinoma laringeo e polmonare il 23 ottobre 1998. Elio Amicarelli, impiegato addetto al magazzino insacco, deceduto per carcinoma polmonare il 14 Maggio 1995. Raffaele Scapicchio, impiegato addetto alla gestione dei programmi, deceduto per carcinoma polmonare in 9 marzo 1993. Natale Suriano, operaio della cooperativa di facchinaggio “L'Arcangelo”, adibito alle attività di bonifica, deceduto per carcinoma polmonare il primo agosto 1990. Luigi Trotta, saldatore elettrico della ditta IMES deceduto per carcinoma polmonare il 14 giugno 1989. Vito Antonio Montano, operaio dell’insacco, adibito alle attività di bonifica, deceduto per adenocarcinoma al polmone il 14 Maggio 1992. Gaetano Bevilacqua, operaio saldatore turnista, deceduto per carcinoma colecistico il 24 giugno 1993. Rosario Pampina, manutentore meccanico adibito alle operazioni di bonifica, deceduto per carcinoma polmonare il 23 luglio 1989. Giuseppe Rinaldi, dipendente della ditta “Collicelli” adibito alle attività di bonifica, deceduto per carcinoma polmonare il 22 Marzo 1997. Sebastiano Guerra, socio della cooperativa di facchinaggio “Cap” deceduto per epatocarcinoma il 23 luglio 1987. Antonio Croce dipendente della “Somit” dal 10 marzo del 71 al 16 novembre del 79, e della “3M Metalmeccanica” dal 17 novembre 79, nonché dell'ANIC dal 15 dicembre 1979, deceduto per adenocarcinoma al polmone il 21 settembre 1998. Attilio Maria Casagni, tecnico strumentista della Somit, deceduto per adenocarcinoma al polmone il 9 Maggio 1997. Carlo Mezzamanica, tecnico della manutenzione, deceduto per adenocarcinoma al polmone il 5 marzo 2000. Gennaro Cascella, deceduto nel luglio 2001. questi 17 casi la Procura della Repubblica di Foggia aggiungeva altri sei casi di lesioni colpose, con ex dipendenti affetti da varie patologie. Questi erano gli operai dei cinquecento occupati, per mesi, alla bonifica dello stabilimento dopo i vari incidenti, compreso quello del 26 settembre 1976. Come scrisse il sostituto procuratore Lidia Giorgio, «subito dopo l’esplosione fu inviata una squadra di una ditta appaltatrice a sc***re la polvere di arsenico e, fino al 30 settembre, 500 operai furono adibiti alla sicurezza degli impianti, mentre le tute protettive disponibili erano 150». In pratica operai e tecnici esposti costantemente alle polveri di ARSENICO per giorni e poi per mesi.
Nello scritto della titolare dell’inchiesta si metteva in evidenza, inoltre, la presenza di quantità definite «abnormi» di arsenico nelle urine rilevate nelle analisi alle quali vennero sottoposti i lavoratori dopo l’incidente; inoltre, si sottolineava che l’esposizione degli operai dello stabilimento continuò in maniera significativa anche dopo la fase acuta di contaminazione, definita nei cinque giorni successivi all’incidente, e si protrasse sino alla fine del 1981, intendendo per esposizione significativa «un’esposizione che, alla luce degli studi epidemiologici in ambiente lavorativo, evidenzia livelli significativi di mortalità per neoplasie maligne del sistema respiratorio in lavoratori esposti». Questi sono i fatti. Non sappiamo la sorte di tutti gli operai impiegati nelle operazioni di bonifica, non sappiamo a cosa sono andati incontro, se hanno riscontrato patologie legate al lungo periodo di esposizione continua alle polveri di arsenico. Una cosa è certa: le responsabilità dei dirigenti dell’Enichem e della politica dell’epoca sono emerse nelle indagini e testimonianze ma non hanno sortito alcunché nel Procedimento Penale celebrato, dove l’hanno fatta franca tutti, ovvero tutti assolti. Nessuno ha pagato per questi omicidi e del disastro ambientale, anzi, affermazioni come: “l’arsenico contenuto nei crostacei, sarebbe stato la causa della morte degli operai”, divenne la macabra ingiuria verso queste vittime del colosso Enichem che con la scusa del lavoro ha mietuto morti e malati sulla nostro territorio. Oltre al danno, la beffa. Era il 2001 e con l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno mi accingevo a impegnarmi in una causa di giustizia e diritti che ho abbracciato con il diventare da lì a poco responsabile di un'Associazione del territorio, con risonanza Nazionale. Un impegno preso che oggi continuo, sulla mia pagina Facebook e sul mio Blog di Google “Sapere di Male”.

Enzo Renato

PUGLIA E IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO VARATO NEL LONTANO 2016. QUALI GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI.Siamo in dirittura di ar...
09/09/2025

PUGLIA E IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO VARATO NEL LONTANO 2016. QUALI GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI.

Siamo in dirittura di arrivo per quanto riguarda la stagione estiva e turistica di quest'anno della nostra Puglia. Sono state pubblicate delle classifiche e report delle presenze dei turisti in Puglia. Voglio ricordare che nel lontano 2016 la Regione Puglia ha varato il Piano Strategico del Turismo Puglia365 per il periodo 2016-2025. Dall' analisi appunto dei dati pubblicati e dagli obiettivi che tale piano si proponeva di raggiungere, proviamo a elencare quello che è riuscito a raggiungere come punti cruciali del Piano stesso ed elencarli. Il Piano si direbbe che ha funzionato:

Crescita e Internazionalizzazione:
Nel 2025 la Puglia ha registrato un notevole incremento nel turismo: nei primi cinque mesi del 2025 gli arrivi sono stati 268mila (+19,1% rispetto al 2024) e le presenze 587mila (+18,2%). La quota di turisti stranieri è passata dal 35,9% del 2019 al 52,7% del 2025, segnalando una forte internazionalizzazione del flusso turistico. Questo dimostra un successo nelle strategie di destagionalizzazione e internazionalizzazione .

Diversificazione e Qualità dell'Offerta:
Il piano ha puntato a superare il turismo basato solo su "sole-mare-vacanze" ampliando l'offerta con prodotti culturali, enogastronomici, naturalistici e nautici. Investimenti consistenti sono stati fatti per valorizzare cammini culturali e naturalistici con nuove aree di sosta, recupero di beni pubblici e azioni di promozione del brand Puglia sui mercati internazionali .

Innovazione Tecnologica e Formazione:
L'ITS Academy della Puglia per il Turismo ha introdotto tecnologie avanzate come realtà aumentata e MetaMirror per esperienze di promozione turistica interattiva. Inoltre, è stato rafforzato il legame tra formazione e impresa per migliorare le competenze degli operatori turistici .

Infrastrutture e Governance:
Sono stati stanziati 156 milioni di euro dal 2025 per il triennio 2025-2027 per infrastrutture sostenibili, recupero di beni culturali e rafforzamento della governance regionale con un modello partecipato e multi-livello, basato sulle DMO (Destination Management Organization) .

In sintesi, la Puglia sta consolidando la sua posizione di modello turistico innovativo con crescita significativa, miglioramento dell'offerta, innovazione tecnologica e una governance efficace. Restano però alcune sfide come la differenziazione dei mercati esteri, evidenziata da una lieve flessione di presenze di turisti tedeschi .
Quindi, gli obiettivi del Piano Puglia365 sono in larga misura raggiunti e la Puglia si conferma una destinazione turistica in forte crescita e sviluppo.

Gli obiettivi del Piano Turismo Puglia365 finora raggiunti includono:

Crescita e Internazionalizzazione:
Aumento significativo dei turisti internazionali, con la quota di stranieri salita al 52,7% nel 2025.
Incremento generale degli arrivi e delle presenze turistiche, con un +19,1% di arrivi e +18,2% di presenze nei primi cinque mesi del 2025 rispetto all'anno precedente.

Destagionalizzazione:
Estensione della stagione turistica oltre i tradizionali mesi estivi, favorendo una distribuzione più omogenea dei flussi lungo tutto l'anno.

Qualità e Diversificazione dell'Offerta
Ampliamento dell'offerta turistica oltre il tradizionale modello "sole-mare", con valorizzazione di prodotti culturali, enogastronomici, naturalistici, cammini e turismo nautico.

Valorizzazione di beni culturali e naturalistici con recupero delle aree e promozione del brand Puglia.
Innovazione Tecnologica
Utilizzo di tecnologie digitali avanzate come la realtà aumentata e strumenti interattivi per la promozione turistica.

Rafforzamento delle competenze degli operatori attraverso formazione specifica e ITS Academy per il turismo.

Miglioramento delle Infrastrutture e Governance
Investimenti per infrastrutture sostenibili, trasporti, recupero del patrimonio culturale.

Implementazione di un sistema di governance partecipato e multi-livello, con le Destination Management Organization (DMO).

In sintesi, il Piano Puglia365 ha avuto successo nel potenziare la crescita turistica, internazionalizzare i flussi, migliorare qualità e diversificazione, adottare innovazioni tecnologiche e rafforzare infrastrutture e governance .

Il Discorso del Vescovo di Manfredonia: Un Appello alla Speranza e all'Impegno Civile.Il 31 agosto, in occasione della p...
01/09/2025

Il Discorso del Vescovo di Manfredonia: Un Appello alla Speranza e all'Impegno Civile.

Il 31 agosto, in occasione della processione della Santissima Maria di Siponto, il Vescovo Padre Franco ha rivolto un discorso potente e atteso alla folla gremita in piazza. Come ogni anno, la festa patronale ha richiamato numerosi fedeli devoti all'immagine sacra della Madonna di Siponto. Ma quest'anno, l'omelia del Vescovo non si è limitata alla sfera religiosa, offrendo invece un'analisi profonda e coraggiosa dei fatti che hanno segnato il periodo intercorso tra una festa e l'altra. Padre Franco, citando molte volte Papa Francesco, ha dimostrato di non disattendere le aspettative dei fedeli e delle autorità presenti, offrendo un vero e proprio resoconto che ha abbracciato sia la vita religiosa che quella civile della comunità.

Un "Calendario Sipontino": I Fatti Locali e il Contesto Globale.

A me piace definire questo lasso di tempo come il "Calendario Sipontino," un periodo in cui gli accadimenti locali si intrecciano inevitabilmente con le dinamiche mondiali. Il Vescovo ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente il genocidio e le barbarie in corso in Palestina, facendosi forte delle parole di Papa Francesco, da sempre sostenitore della pace e della distensione. Questo richiamo non è stato un evento isolato, ma si è inserito in un discorso più ampio, rivolto non solo ai fedeli, ma a tutti i cittadini.

Moniti e Appelli: La Lotta contro lo Sfruttamento e la Speculazione.

Padre Franco ha dispensato moniti e consigli, analizzando gli avvenimenti positivi e negativi che hanno caratterizzato” l'Anno Sipontino" appena trascorso. Tra i mali da combattere ha evidenziato in modo particolare lo sfruttamento del lavoro sottopagato e privo di dignità, una piaga che affligge il Gargano e il settore agricolo. Ha puntato il dito anche contro la gestione speculativa del patrimonio abitativo privato, che destina gli alloggi al solo uso estivo, escludendo dal mercato delle locazioni le famiglie e le giovani coppie in cerca di un futuro stabile a Manfredonia. Le sue parole sono state altrettanto dure contro gli incendiari del patrimonio ambientale, definiti "criminali terroristi" per aver distrutto l'Oasi Lago Salso. Il Vescovo ha sottolineato la necessità di combatterli per impedire che la loro "strategia del terrore" prenda il controllo del territorio.

Segnali Positivi e la Banalità del Male

Nel suo discorso, il Vescovo ha voluto anche dare spazio ai segnali positivi. Ha lodato la decisione di tre Comuni della Diocesi - Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata - di schierarsi per la pace a Gaza, definendoli "Comuni per la Pace." Ha inoltre evidenziato come gli stessi tre Comuni si siano costituiti parte civile nel processo penale contro la criminalità garganica, noto come "Mare e Monti." Padre Franco ha concluso il suo intervento con una profonda riflessione, citando il pensiero di Hannah Arendt e il suo libro La banalità del male. La sua analisi si è concentrata sull'atteggiamento di un gerarca nazista che, durante il processo, si difese come un mero esecutore di ordini, considerati singolarmente "banali," ma che nel complesso portarono allo sterminio di sei milioni di ebrei. Un parallelismo drammatico con la situazione attuale, dove lo stesso popolo di Israele si sta macchiando di un genocidio in Palestina.

Riflessioni Finali

Il male, in fin dei conti, è generato dall'uomo stesso. Quando l'uomo smarrisce la ragione e si lascia accecare dalla sete di potere, sopraffazione e annientamento del proprio simile, giustifica e produce il male in tutte le sue forme. Il Vescovo Franco ha lanciato un appello vibrante a tutta la comunità di Manfredonia, esortandola a sperare e a costruire il proprio futuro con un rinnovato impegno civile e sociale.
Enzo Renato

TERRITORIO SVILUPPO E CINESERIEÈ tempo di festa a Manfredonia, c'è la Festa Patronale della Madonna di Siponto, SS. Mari...
27/08/2025

TERRITORIO SVILUPPO E CINESERIE
È tempo di festa a Manfredonia, c'è la Festa Patronale della Madonna di Siponto, SS. Maria di Siponto, dove la devozione dei cittadini di Manfredonia e di quelli residenti fuori è profonda e sentitissima. Ma cambiamo argomento, parliamo di Territorio, Comunità e Identità.

Cosa intendiamo con la parola "Territorio"? Con questo termine non intendiamo solo la sua morfologia, il suo ambiente, il suo spazio assoluto. Con la parola "Territorio" intendiamo anche l'aspetto antropologico, sociale ed economico, che chiamiamo spazio relativo. Mi spiego: all'interno di un territorio ritroviamo la Comunità che ci abita e lo occupa, una Comunità con una propria storia, memoria, luoghi di memoria e identità. La Comunità che vive in un territorio produce, consuma e usa il territorio stesso.

La Comunità, per assicurarsi un futuro sociale ed economico, punta a uno Sviluppo. Sviluppo vuol dire organizzare e pianificare tutto ciò che è materia economica e sociale. Lo sfruttamento delle risorse materiali e ambientali per creare economia e sviluppo fa parte del gioco. Assicura la sopravvivenza della Comunità stessa. Ci sono territori dove lo sviluppo, però, attraverso investimenti che arrivano dall'esterno, crea lavoro e rilascia risorse economiche sul territorio. In accordo con le Amministrazioni locali, Regionali e Nazionali, si insediano industrie, opifici e servizi specifici che usano il territorio proprio per le sue caratteristiche ambientali e morfologiche, nonché per la disponibilità di risorse umane.

Come è capitato a Manfredonia, alcune attività economiche, buone o cattive, hanno sfruttato le risorse ambientali come acqua e suolo. Per un periodo hanno dato opportunità socio-economiche e poi hanno chiuso. Quale sviluppo? Hanno stravolto l'equilibrio ambientale e del territorio stesso, hanno creato una voragine di disoccupazione, più di quella che c'era prima del loro arrivo. Queste attività hanno deturpato e distrutto l'ambiente di cui il territorio si vantava. Mare, acqua e aria pulita che oggi ci rincresce riconoscere come risorse compromesse.

È qui che la comunità va incontro a una crisi economica e sociale, e oggi riscontriamo di non riuscire a sollevarci. C'è stata una perdita di posti di lavoro, il territorio è compromesso e non c'è nessuna possibilità veloce di riconversione verso altri settori come il turismo. Si arranca e si manca di programmazione, solo approssimazione, poiché aiuti e opportunità non ne arrivano.

Torniamo alla nostra Festa Patronale. Questo evento che si ripete ogni anno è un'opportunità di riflessione. Notate che dal punto di vista ricreativo e di svago, la Festa Patronale è un'emorragia economica per il territorio. Mi spiego: è da tempo che nelle feste patronali arrivano, per quei giorni, attività di ristoro, di svago e vendita di "cineserie" che sono tutte "forestiere", nessuna o quasi è di natura locale. Una grande quantità di denaro viene riversata nelle casse di attività ambulanti e girovaghe che non appartengono e non contribuiscono alla Comunità Manfredoniana. La nostra Amministrazione ha sempre relegato spazi per queste attività, credo pur di accontentare il popolo festaiolo.

Ecco che allora ci chiediamo: si può pensare a una festa con un'organizzazione a misura di Territorio, che punti a creare opportunità economiche che restino alla Comunità? Come "La Notte Bianca", in cui hanno lavorato molto le attività locali e che è una manifestazione che si potrebbe ripetere, quando la nostra principale risorsa economica non è ferma, e sto parlando della pesca e del nostro pescato che anch'esso viene esportato e conosciuto in tutta Italia. Ma qui entriamo in un altro argomento, lo sviluppo enogastronomico, che affronteremo più avanti.

Indirizzo

Manfredonia
71043

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

368978377

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