16/10/2026
Non si può lavorare ogni giorno e avere paura di non riuscire ad andare avanti.
Oggi gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori scendono in piazza per chiedere di poter continuare a vivere del proprio lavoro. Noi siamo al loro fianco: dietro ogni camion, trattore e peschereccio ci sono famiglie, sacrifici e un pezzo fondamentale dell’economia della nostra città.
Il caro gasolio colpisce chi produce, chi pesca, chi trasporta, e arriva fino alle tavole di tutti, attraverso l’aumento dei prezzi. Quando il lavoro non basta più a coprire le spese, il problema riguarda l’intera comunità.
Di fronte a questa realtà, i silenzi e le censure del Governo Meloni sono inaccettabili. Chi ha costruito campagne elettorali sulla promessa di tagliare le accise deve rispondere delle proprie scelte e delle promesse disattese. A chi ogni mattina deve decidere se mettere in moto un mezzo o lasciarlo fermo non bastano gli annunci: servono interventi tempestivi, risorse adeguate e un confronto serio con le categorie coinvolte.
Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità. Il costo delle sue scelte e dei suoi ritardi non può continuare a ricadere su lavoratori, piccole imprese e famiglie.
La protesta di oggi merita ascolto, rispetto e risposte.
Difendere il diritto a vivere del proprio lavoro significa difendere il futuro di un intero territorio come il nostro.